Cisgiordania come Gaza

Pressenza - Sunday, October 25, 2026

È terrorismo di Stato. Le città di El-Khalil e Halhoul sono sotto mira dell’esercito israeliano. Sono stati cacciati dalle loro case oltre 2000 palestinesi senza nessuna colpa; solo per il fatto che le loro abitazioni ricadono in zone che l’esercito ha deciso di occupare o demolire per creare maggiore mobilità ai suoi carri armati. Il sindaco di el-Khalil ha dichiarato che un terzo della città è stato devastato per dare maggiore mobilità ai circa 400 coloni ebrei che vivono all’interno della città vecchia. Ai palestinesi musulmani è stato vietato di pregare nella moschea Ibrahimia.

Tutta la Cisgiordania è un grande carcere a cielo aperto. Le strade, principali e secondarie, sono bloccate con cancelli metallici, blocchi di cemento o cumuli di terra. In tutta la Cisgiordania sono in corso manovre militari dell’esercito.

Il giorno delle elezioni in Israele, il 27 ottobre, è stato dichiarato il coprifuoco in Cisgiordania e chiusi tutti i valichi. Possono circolare soltanto i coloni. Un Apartheid alla sudafricana ai tempi della segregazione razziale. L’Europa incivile fa la figura delle tre scimmiette.

Nel villaggio di Jaloud, a sud di Nablus, i ragazzi della scuola media sono stati assediato dai coloni. Solo l’arrivo dei genitori, allertati dalla direzione scolastica, ha fatto fuggire gli aggressori. L’esercito israeliano è arrivato in una seconda fase, chiamato dai coloni; ha arrestato diversi insegnanti e genitori. I ragazzi hanno detto ad una radio locale che hanno paura quando vanno a scuola e quando escono, ma il pericolo adesso li minaccia anche durante le lezioni.

Sono passati due mesi e 15 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra. 11 persone che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.

Da quasi un anno, la vita di 27 famiglie palestinesi a Khirbet al-Hummus (una piccola comunità) a Masafer Yatta, a sud della Cisgiordania, è un inferno a causa degli attacchi quotidiani dei coloni.

Questi attacchi si sono intensificati drasticamente da quando, a metà di quest’anno, è stato istituito un avamposto sul loro territorio, nel tentativo di costringere gli abitanti alla deportazione.

Nel descrivere le sofferenze degli abitanti della zona a causa dei continui attacchi dei coloni, un nostro contatto a Masafer Yatta afferma: “Non è rimasto un solo albero accessibile e non possiamo garantire pascoli per il nostro bestiame”.

All’inizio di giugno, i coloni hanno stabilito un avamposto di pascolo nella zona, ospitando una mandria di mucche, pecore, capre e cavalli. Hanno iniziato ad attaccare quotidianamente proprietà e risorse agricole, “tagliando recinzioni, spingendo le mucche contro gli alberi, abbattendo alberi e distruggendo la rete di irrigazione”.

L’attivista palestinese ci ha anche parlato del fatto che i coloni si sono impossessati di tutti i pozzi e impediscono agli abitanti di accedervi, di utilizzare i loro terreni e persino il loro bestiame. Ha spiegato che i coloni inseguono i pastori, rubano il bestiame e li aggrediscono investendoli con i veicoli, picchiandoli e minacciandoli con le armi.

È salito a 9 il numero delle vittime dell’attacco jihadista contro la chiesa di Karak, nel sud della Giordania. 34 i feriti ricoverati in ospedale, alcuni in gravi condizioni. Si susseguono le veglie inter-religiose, di cristiani e musulmani, per dire no al pericolo terrorista, che mina la sicurezza del paese.

E intanto a casa nostra…

Una pagina social (questa) ha portato all’arresto del suo fondatore per terrorismo. È la follia di un governo prima ancora dell’approvazione del DDL bavaglio. È stato fermato su disposizione della Procura di Milano, Youssef Siher, il ricercatore 30enne italiano di seconda generazione ritenuto la mente del Movimento 17 ottobre, giorno delle manifestazioni giovanili a Milano. Le ipotesi sono istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo e l’articolo 420 bis del nuovo decreto legge, ovvero violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La moglie risulta indagata a piede libero per gli stessi reati. Già collaboratore dell’Ispi nel 2024, ha svolto uno stage seguito da un periodo di collaborazione con il Fatto Quotidiano.

ANBAMED