Cisgiordania come Gaza
È terrorismo di Stato. Le città di El-Khalil e Halhoul sono sotto mira
dell’esercito israeliano. Sono stati cacciati dalle loro case oltre 2000
palestinesi senza nessuna colpa; solo per il fatto che le loro abitazioni
ricadono in zone che l’esercito ha deciso di occupare o demolire per creare
maggiore mobilità ai suoi carri armati. Il sindaco di el-Khalil ha dichiarato
che un terzo della città è stato devastato per dare maggiore mobilità ai circa
400 coloni ebrei che vivono all’interno della città vecchia. Ai palestinesi
musulmani è stato vietato di pregare nella moschea Ibrahimia.
Tutta la Cisgiordania è un grande carcere a cielo aperto. Le strade, principali
e secondarie, sono bloccate con cancelli metallici, blocchi di cemento o cumuli
di terra. In tutta la Cisgiordania sono in corso manovre militari dell’esercito.
Il giorno delle elezioni in Israele, il 27 ottobre, è stato dichiarato il
coprifuoco in Cisgiordania e chiusi tutti i valichi. Possono circolare soltanto
i coloni. Un Apartheid alla sudafricana ai tempi della segregazione razziale.
L’Europa incivile fa la figura delle tre scimmiette.
Nel villaggio di Jaloud, a sud di Nablus, i ragazzi della scuola media sono
stati assediato dai coloni. Solo l’arrivo dei genitori, allertati dalla
direzione scolastica, ha fatto fuggire gli aggressori. L’esercito israeliano è
arrivato in una seconda fase, chiamato dai coloni; ha arrestato diversi
insegnanti e genitori. I ragazzi hanno detto ad una radio locale che hanno paura
quando vanno a scuola e quando escono, ma il pericolo adesso li minaccia anche
durante le lezioni.
Sono passati due mesi e 15 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni
e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra. 11 persone
che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.
Da quasi un anno, la vita di 27 famiglie palestinesi a Khirbet al-Hummus (una
piccola comunità) a Masafer Yatta, a sud della Cisgiordania, è un inferno a
causa degli attacchi quotidiani dei coloni.
Questi attacchi si sono intensificati drasticamente da quando, a metà di
quest’anno, è stato istituito un avamposto sul loro territorio, nel tentativo di
costringere gli abitanti alla deportazione.
Nel descrivere le sofferenze degli abitanti della zona a causa dei continui
attacchi dei coloni, un nostro contatto a Masafer Yatta afferma: “Non è rimasto
un solo albero accessibile e non possiamo garantire pascoli per il nostro
bestiame”.
All’inizio di giugno, i coloni hanno stabilito un avamposto di pascolo nella
zona, ospitando una mandria di mucche, pecore, capre e cavalli. Hanno iniziato
ad attaccare quotidianamente proprietà e risorse agricole, “tagliando
recinzioni, spingendo le mucche contro gli alberi, abbattendo alberi e
distruggendo la rete di irrigazione”.
L’attivista palestinese ci ha anche parlato del fatto che i coloni si sono
impossessati di tutti i pozzi e impediscono agli abitanti di accedervi, di
utilizzare i loro terreni e persino il loro bestiame. Ha spiegato che i coloni
inseguono i pastori, rubano il bestiame e li aggrediscono investendoli con i
veicoli, picchiandoli e minacciandoli con le armi.
È salito a 9 il numero delle vittime dell’attacco jihadista contro la chiesa di
Karak, nel sud della Giordania. 34 i feriti ricoverati in ospedale, alcuni in
gravi condizioni. Si susseguono le veglie inter-religiose, di cristiani e
musulmani, per dire no al pericolo terrorista, che mina la sicurezza del paese.
E intanto a casa nostra…
Una pagina social (questa) ha portato all’arresto del suo fondatore per
terrorismo. È la follia di un governo prima ancora dell’approvazione del DDL
bavaglio. È stato fermato su disposizione della Procura di Milano, Youssef
Siher, il ricercatore 30enne italiano di seconda generazione ritenuto la mente
del Movimento 17 ottobre, giorno delle manifestazioni giovanili a Milano. Le
ipotesi sono istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di
terrorismo e l’articolo 420 bis del nuovo decreto legge, ovvero violenza
organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La moglie risulta indagata a piede
libero per gli stessi reati. Già collaboratore dell’Ispi nel 2024, ha svolto uno
stage seguito da un periodo di collaborazione con il Fatto Quotidiano.
ANBAMED