PALESTINA: “LA SITUAZIONE È GRAVISSIMA” LA CORRISPONDENZA DA GAZA CON SAMI ABU OMAR
La scorsa notte, aerei da guerra dell’esercito di occupazione israeliano hanno
effettuato un raid contro un’abitazione nei pressi dell’ospedale dei Martiri di
Al-Aqsa, nella città di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.
Gli ospedali e le cliniche rimasti parzialmente operativi sono ormai a corto di
farmaci, bende e attrezzature specialistiche: “La situazione attuale evidenzia
chiaramente una carenza generalizzata di materiali di consumo medico e strumenti
chirurgici” afferma il dottor Hussam Dawoud, primario di oftalmologia e
chirurgia oculare e direttore dell’ospedale “Attualmente riusciamo a fornire
circa il 60% dei servizi che offrivamo prima della guerra. La ragione principale
è che Israele impedisce l’ingresso di attrezzature mediche e strumenti
chirurgici”.
Nel territorio si registra inoltre il più alto numero di bambini amputati in
rapporto alla popolazione rispetto a qualsiasi altra parte del mondo. Decine di
migliaia di minori malati o feriti necessitano ancora di cure urgenti, mentre
molti di coloro che avrebbero bisogno di assistenza specialistica all’esterno
della Striscia non sono stati evacuati. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle
autorità sanitarie di Gaza, circa 4.000 bambini necessitano con urgenza di
evacuazione per motivi medici.
Oltre ai bombardamenti, Israele ha nuovamente emesso ordini di evacuazione per
alcune aree del vicino campo profughi di Al-Maghazi. Gli ordini riguardano
diverse zone del campo, tra cui centri di riabilitazione, un asilo, edifici
comunali e altre aree nei pressi della rotonda di Sidqi.
Radio Onda d’Urto si è collegata con Gaza per raccogliere la testimonianza di
Sami Abu Omar, cooperante impegnato con diverse realtà attive nella Striscia e
collaboratore dell’emittente. Ascolta o scarica.
In Cisgiordania occupata, intanto, proseguono i raid e gli attacchi dei coloni,
in tandem con l’esercito occupante: secondo Oxfam, nei primi cinque mesi del
2026 sono stati documentati 550 assalti. Dall’ottobre 2023 a oggi, il numero dei
civili palestinesi uccisi in Cisgiordania ha superato quello registrato nei 17
anni precedenti: oltre 1.200 morti, di cui circa 300 bambini. Si contano inoltre
quasi 50.000 sfollati e oltre 925 barriere che limitano la libertà di movimento
di circa 3 milioni di persone, a vantaggio degli insediamenti dei coloni.