Etica Sgr: “Quando la natura va in rosso, anche l’economia paga il conto”

Pressenza - Thursday, July 30, 2026

Oggi, 30 luglio, è l’Earth Overshoot Day (Giorno del Sovrasfruttamento della Terra): in questa data viene ricordato che l’umanità ha esaurito anzitempo il budget annuale di risorse che la Terra è in grado di rigenerare. Il calcolo viene effettuato dall’ente di ricerca internazionale Global Footprint Network, che monitora la situazione planetaria dal 1971. 

“Attualmente l’umanità sta sfruttando le risorse naturali a un ritmo del 73% superiore alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi – precisa Global Footprint Network nel comunicato diffuso oggi da GinevraIl giorno in cui la Terra supererà le previsioni (Earth Overshoot Day) nel 2026 cade il 30 luglio”.

Il metodo applicato per calcolare l’EOD 2026 è dettagliatamente illustrato nel documento Estimating the Date of Earth Overshoot Day 2026.

Quello del 2026 è “il più alto superamento mai registrato”, avvisa Global Footprint Network evidenziando: “Eppure la maggior parte dei paesi resta inerme. Nonostante le crescenti prove che la sicurezza delle risorse sia ormai alla base della stabilità, nessuna strategia nazionale riconosce in modo significativo il superamento dei limiti ecologici, a cui contribuiscono diversi fattori, come le emissioni di CO₂ superiori alla capacità di assorbimento della biosfera da parte di automobili, centrali elettriche e fabbriche, il consumo di acqua dolce superiore alla quantità reintegrata, il disboscamento di un numero di alberi superiore alla capacità di ricrescita e la pesca di un numero di pesci superiore alla capacità di ripopolamento degli stock. Lo sfruttamento eccessivo esaurisce il capitale naturale e minaccia la sicurezza economica globale a lungo termine”.

In particolare, mentre tra le nazioni virtuose spicca la Cina, il cui “attuale piano quinquennale ha ottenuto il punteggio più alto, sebbene non offra ancora una risposta adeguata”, invece sono ‘bocciate’ le strategie di Argentina, “all’ultimo posto tra tutti i documenti esaminati”, degli USA, la cui performance è tra le peggiori in assoluto, e dell’Unione Europea, che la cui posizione nella classifica evidenzia “una discrepanza tra gli impegni pubblici e la pianificazione economica”.

“Il sistema economico globale consuma risorse equivalenti a 1,7 pianeti Terra – spiega Etica Sgr nel proprio comunicato diffuso oggi – Se tutta la popolazione mondiale adottasse gli stessi modelli di consumo dell’Italia, ne servirebbero quasi tre…”.

L’Italia infatti ha superato il limite dello sfruttamento di risorse naturali rigenerabili già il 3 maggio scorso e oggi, in occasione dello Earth Overshoot Day 2026, il direttore generale di Etica Sgr, Roberto Grossi, focalizza l’attenzione sul significato dell’indicatore che misura il degrado ambientale, e non solo, anche economico e finanziario:

C’è un momento dell’anno in cui il pianeta smette di vivere di rendita e inizia ad andare a debito.

Nel 2026 quel momento cade il 30 luglio, data dell’Earth Overshoot Day: il giorno in cui l’umanità esaurisce il budget annuale di risorse e servizi ecosistemici che la Terra è in grado di rigenerare.

Da lì in avanti, il deficit ecologico diventa anche un segnale economico: risorse più scarse, ecosistemi sotto pressione e clima più instabile si traducono in filiere più fragili, costi meno prevedibili e rischi crescenti per imprese e investitori.

Il fatto che quest’anno la data cada più avanti rispetto al 2025, quando l’Earth Overshoot Day era stato fissato al 24 luglio, non deve però essere letto come un reale miglioramento.

A spiegarlo è il Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale che calcola l’Earth Overshoot Day: il lieve rinvio è legato soprattutto a una revisione dei dati sulla capacità degli oceani di assorbire carbonio, e non a una diminuzione effettiva della pressione esercitata sugli ecosistemi. Al netto delle revisioni statistiche, infatti, le tendenze reali dell’ultimo anno indicano un peggioramento, con un divario più ampio tra l’impronta ecologica dell’umanità e la biocapacità del pianeta.

Il quadro resta quindi fortemente squilibrato. Oggi il sistema economico globale consuma risorse equivalenti a circa 1,7 pianeti Terra, e il dato relativo all’Italia è ancora più critico. Se l’intera popolazione mondiale adottasse gli stessi modelli di consumo del nostro Paese, l’Overshoot Day sarebbe già caduto il 3 maggio, e servirebbero quasi tre pianeti per sostenere la domanda di risorse: un dato che rende evidente lo scarto tra l’attuale modello economico e la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi.

Per le imprese e gli investitori, questo deficit si traduce rapidamente in un rischio materiale, dal momento che il deterioramento del capitale naturale incide sulla disponibilità delle materie prime, sulla produttività agricola, sulla gestione delle risorse idriche e sulla continuità delle infrastrutture. Le materie prime diventano più esposte alla volatilità, le filiere più fragili, le infrastrutture più vulnerabili e alcuni costi più difficili da prevedere. È qui che il tema ambientale entra nelle valutazioni finanziarie.

I segnali sono già evidenti. Secondo l’Emissions Gap Report 2025 del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), nel 2024 le emissioni globali di gas serra hanno raggiunto 57,7 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, in aumento del 2,3%, rispetto all’anno precedente. A questa pressione si sommano eventi climatici estremi più frequenti e intensi, con ricadute dirette su infrastrutture, produzione, logistica e materie prime. Di fronte a queste dinamiche, l’industria del risparmio gestito è chiamata a esaminare con estremo rigore l’esposizione delle imprese a filiere fragili o ad attività ad alto impatto, valutandone la capacità di adattarsi a regole più stringenti, risorse più limitate e aspettative crescenti da parte di mercato, regolatori e comunità.

 

 

https://overshoot.footprintnetwork.org/

Redazione Italia