Sull’uccisione al Pilasto di Abderrahim Fakir

Pressenza - Monday, July 20, 2026
Come Reca esprimiamo sconcerto e orrore per ciò che è successo ieri al Pilastro, a Bologna. La violenta morte di Abderrahim Fakir, 42 anni deve farci riflettere. Il video (difficile da guardare per la sua brutalità) mostra l’uomo steso a terra, schiacciato per lunghi minuti faccia a terra da due agenti sopra di lui, ammanettato e piedi legati, in una posizione che sappiamo essere molto pericolosa (vedi i precedenti di Aldrovandi, Magherini, Floyd…). L’uomo grida e chiede aiuto. Poi silenzio. Ma anche quando l’uomo non si muove più, non gli vengono prestati immediati soccorsi. Il totale disprezzo della vita umana che traspare dal video ci lascia sgomenti, soprattutto perché agito da persone in divisa, delle quali dovremmo poterci fidare.
Oggi è il 25 anniversario del G8 di Genova, dell’uccisione di Carlo Giuliani, e dopo 25 anni ancora assistiamo a scene brutali di mala gestione dell’ordine pubblico da parte di gente in divisa. Una deriva securitaria e repressiva che vediamo aumentare sempre di più, grazie ai decreti sicurezza, anche nella gestione delle manifestazioni. Non dimentichiamo che il Pilastro è luogo di vertenze sociali e ambientali caldissime, perché devastazione ambientale e disagio sociale sono concatenati. Nel Pilastro i luoghi verdi di aggregazione vengono ricoperti dal cemento, mentre la polizia reprime le manifestazioni di protesta con i manganelli e uccide chi in una estate rovente mostra segni di confusione e scompenso. Crisi climatica e sociale si sommano, in un mix sempre più esplosivo.
Noi non ci stiamo. RECA COORDINAMENTO Emilia-Romagna

Olivier Turquet