
Un trattore si aggira per l’Europa
Jacobin Italia - Wednesday, June 10, 2026Nell’inverno del 2024 le strade di numerosi paesi europei sono state invase dai trattori degli agricoltori in protesta. Cosa ne è stato di quelle mobilitazioni? Si sono già spente senza lasciare alcuna traccia? In realtà, proprio mentre scriviamo – a più di due anni di distanza – in varie regioni della Francia e dell’Irlanda è in corso una nuova ondata di manifestazioni per via dell’aumento del prezzo del carburante e dei concimi causato dalla guerra in Medio Oriente. Ma già dall’inizio del 2026 i trattori sono tornati a occupare le piazze in diverse occasioni, per dire no all’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur. È accaduto anche in Italia, con la vasta mobilitazione del 9 gennaio di Milano o quelle di Roma del 6 e 7 marzo.
Il mondo agricolo europeo – o almeno una parte di esso – resta in fermento. Ma chi sono questi agricoltori? Di cosa ci parlano le loro lotte e qual è il loro orientamento politico? È abbastanza diffusa l’idea che si tratti di movimenti di destra, populisti, animati da sentimenti euroscettici e antiambientalisti. Eppure, se si presta maggiore attenzione alle loro rivendicazioni e le si analizza alla luce delle più ampie trasformazioni agrarie degli ultimi decenni, emerge un quadro più articolato. Per chi ambisce alla costruzione di alternative al sistema agroindustriale dominante, è doveroso chiedersi come provare a intessere delle alleanze con questi movimenti.
Il movimento dei trattori italiano dal 2024 a oggi
In Italia, nell’inverno del 2024 centinaia di trattori hanno occupato le strade al suono di slogan quali: «L’agricoltura è vita, sì alle tradizioni, no alle politiche europee», «Prezzi equi per i nostri prodotti», «Coltiviamo il futuro, non la burocrazia». Da Nord a Sud, i presidi e le manifestazioni, costruiti senza l’aiuto delle grandi organizzazioni di categoria – e, anzi, in aperta polemica con queste – hanno visto una nutrita partecipazione, anche di agricoltori e agricoltrici che non erano mai scesi in piazza prima di allora. Le manifestazioni nazionali, come la grande adunanza di trattori nelle strade di Roma del febbraio del 2024, hanno conquistato le prime pagine dei giornali, destando qualche motivo di apprensione all’attuale governo e dando prova della forza strutturale su cui può ancora contare il mondo agricolo.
Dalle prime manifestazioni del 2024 – non scevre da tensioni interne – sono anche nate delle nuove organizzazioni, tra cui Agricoltori Italiani, Agricoltori Autonomi Italiani e Riscatto Agricolo, alcune delle quali, insieme a realtà già esistenti, quali Altragricoltura e Movimento dei Pastori Sardi, hanno avviato la costituzione di un coordinamento nazionale (Coapi- Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani).
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