
Dopo gli Orti della Susanna anche la Timpa di Leucatia, il fuoco divora il verde
Pressenza - Thursday, May 28, 2026C’è voluto un incendio perché Catania tornasse ad occuparsi della Timpa di Leucatia, la straordinaria area umida urbana che sopravvive – nonostante tutto – nella parte nord della città.
Qui le sorgenti di acqua dolce permettono l’esistenza di una flora e di una fauna uniche. Centinaia di specie vegetali censite, molte autoctone come il vilucchio e il rovo o – tra gli alberi – querce e bagolari. E, come specie animali, uccelli, mammiferi, rettili, insetti, anfibi, crostacei, tra cui il raro granchio d’acqua dolce.
Qui abbiamo anche preziose testimonianze storico-archeologiche, tra cui i ruderi di una struttura simile, per tipologia, ad un monumento sepolcrale romano, e alcune postazioni militari risalenti al secondo conflitto mondiale. Altri ritrovamenti, risalenti persino all’Età del Bronzo, sono venuti alla luce in seguito alla breve campagna di scavi degli anni Novanta del Novecento. Notevoli, soprattutto, i resti del lungo acquedotto benedettino del XVII secolo, che portava l’acqua in città, fino al monastero, alimentando – lungo il percorso – diversi mulini, tra cui quello di cui abbiamo parte della struttura muraria all’interno del Parco Gioeni.

L’acqua che scorre dalla Timpa, una risorsa idrica perenne che potrebbe essere utilizzata per l’irrigazione, viene lasciata – irresponsabilmente – disperdere nel sottosuolo o incanalata verso il mare, mentre l’area di ingresso alla Timpa subisce l’insulto continuo dell’abbandono di rifiuti e della mancanza di pulizia e manutenzione.
Quasi tutta l’area è di proprietà privata ma su di essa grava un vincolo di natura paesaggistica, per lo più di livello 2. Lipu, Stelle e Ambiente, Ente Fauna Siciliana e WWF nel maggio del 2021, primo firmatario Giuseppe Rannisi, hanno richiesto alla Soprintendenza un innalzamento della tutela al valore tre, che la renderebbe di fatto inedificabile.
Alcune edificazioni sono intanto già avvenute. Un edificio per civile abitazione è stato realizzato, nella zona più a nord, dopo un iter tortuoso segnato da permessi accordati, successive sospensioni, sequestri operati dalla magistratura. Nella zona più a sud, un vecchio rudere e una struttura fatiscente degli anni ’70 sono stati demoliti per fare posto ad un grande edificio di dimensioni di gran lunga superiori al fabbricato originario.

Uno stravolgimento è quindi già avvenuto. Per contrastarlo ed evitare un ulteriore scempio, nacque allora un Comitato, gli Amici della Timpa di Leucatia, che – dopo una fase molto attiva – è stato lacerato da discordie interne.
Cosa fare allora di quest’area, che ricade in parte nel territorio del Comune di Catania e in parte in quello di sant’Agata Li Battiati? I due Comuni hanno provato a redigere un progetto condiviso, che non è stato mai portato avanti, anche perché non c’è ancora una strategia precisa.
L’idea iniziale era quella di farne un parco urbano intercomunale, un’ipotesi che comporterebbe espropri e risarcimenti troppo gravosi per Comuni in difficoltà finanziarie. Ma c’è di più. Mettere quest’area così delicata a disposizione di un pubblico numeroso significherebbe mettere a repentaglio proprio le forme di vita, vegetale e animale, che la rendono unica. Per tutelarne l’intero ecosistema sarebbe di gran lunga preferibile farne una riserva naturale o un sito di importanza comunitaria.

Qualche giorno fa è arrivato l’incendio, ed è arrivato pochi giorni dopo quello, di sicura origine dolosa, scoppiato negli Orti della Susanna a Cibali. “Ancora incendi in alcune delle aree ambientalmente più delicate e urbanisticamente più controverse della città. Francamente, le coincidenze iniziano a essere troppe” dichiarano i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio. E proseguono “E’ difficile non notare come gli incendi colpiscano sempre le aree più sensibili dal punto di vista ambientale e urbanistico”.
Ancora più grave il fatto che, alla Timpa, “per realizzare alcune delle recenti edificazioni nella zona sud è stata persino distrutta una strada comunale, metà ricadente nel territorio di Catania e metà in quello di Sant’Agata Li Battiati. Una strada che ieri avrebbe potuto consentire un accesso più rapido ai mezzi di soccorso e ai Vigili del Fuoco”.
In questo contesto, per evitare che la città continui a perdere pezzi, tra incendi, cemento e silenzi istituzionali, i due consiglieri propongono la costituzione di un Osservatorio permanente di monitoraggio e difesa della Timpa di Leucatia.