Vivere oltre il baratro atomico

Pressenza - Saturday, May 16, 2026

Oltre la deterrenza nucleare che è un genocidio totale programmato, l’Umanità vuole vivere e sopravvivere al baratro atomico

Le motivazioni per cui è necessario collaborare con Ican la campagna internazionale per la proibizione delle armi nucleari. L’importanza di una collaborazione tra realtà di pace per porre fine all’incubo della deterrenza nucleare come genocidio programmato e per mettere fine alle tensioni geopolitiche che possono condurre all’escalation atomica e all’annientamento della civiltà umana attraverso l’apocalisse nucleare 

La collaborazione tra il mondo del pacifismo e ICAN si colloca in una prospettiva etica e politica di grande rilevanza nel contesto contemporaneo. Essa rappresenta l’incontro tra memoria storica e impegno globale per la pace, tra l’eredità della Resistenza e la lotta internazionale contro una delle più gravi minacce alla sopravvivenza dell’umanità: le armi nucleari.

Radici comuni: memoria, antifascismo e cultura della pace

La nostra esperienza di attivisti nasce dall’esigenza della lotta partigiana contro il nazifascismo, un momento fondativo della democrazia italiana che ha posto al centro valori come la libertà, la dignità umana e il rifiuto della guerra come strumento di oppressione. Questa eredità si traduce ancora oggi in un impegno civile volto a promuovere una cultura della pace e della solidarietà tra i popoli.

ICAN, insignita del Premio Nobel per la Pace, si muove nella stessa direzione, portando avanti una campagna globale per l’abolizione delle armi nucleari. Le varie organizzazioni condividono dunque un terreno comune: la convinzione che la sicurezza non possa fondarsi sulla violenza, ma debba poggiare su relazioni giuste, cooperative e rispettose dei diritti umani.

La deterrenza nucleare come minaccia permanente

Il sistema della deterrenza nucleare viene spesso presentato come garanzia di equilibrio e stabilità. Tuttavia, esso si fonda su una logica intrinsecamente paradossale: mantenere la pace attraverso la minaccia credibile di distruzione totale. Questo implica non solo la disponibilità all’uso di armi di sterminio di massa, ma anche la loro costante preparazione e modernizzazione.

In tale prospettiva, la deterrenza assume i contorni di una violenza latente e strutturale, che incombe sull’umanità come una possibilità sempre presente. Il rischio non è soltanto teorico: errori tecnici, incomprensioni politiche o escalation improvvise potrebbero condurre a conseguenze irreversibili. In questo senso, la deterrenza può essere interpretata come una forma di annientamento programmato, sospeso ma continuamente possibile.

Il diritto internazionale e il rifiuto della guerra

L’azione di ICAN ha trovato una concreta espressione nel Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, che sancisce l’illegittimità di questi armamenti e ne vieta sviluppo, possesso e uso. Questo trattato rappresenta un passaggio fondamentale nel tentativo di costruire un ordine internazionale fondato su norme condivise e sul rispetto della vita umana.

Tale prospettiva si armonizza pienamente con i principi della Costituzione Italiana, il cui articolo 11 afferma il ripudio della guerra come mezzo di offesa alla libertà degli altri popoli. L’attivismo pacifista e antifascista, in quanto custode della memoria e dei valori costituzionali, può svolgere un ruolo importante nel promuovere l’adesione a questi principi e nel diffondere una coscienza critica rispetto alle politiche di armamento.

Educazione, memoria e mobilitazione civile

Uno degli aspetti più significativi di una possibile collaborazione con ICAN riguarda il terreno dell’educazione e della sensibilizzazione. Disponiamo di una rete capillare sul territorio e di una consolidata esperienza nel dialogo con le nuove generazioni. ICAN, dal canto suo, offre una prospettiva internazionale e strumenti di mobilitazione globale.

L’incontro tra queste realtà può generare percorsi educativi capaci di collegare la memoria delle tragedie del Novecento, come la guerra e le devastazioni atomiche, con i rischi del presente. In questo modo, la consapevolezza storica si trasforma in responsabilità attiva, stimolando l’impegno civico e la partecipazione.

Disarmo e superamento delle tensioni geopolitiche

Le armi nucleari non sono soltanto strumenti militari, ma anche fattori che alimentano diffidenza, competizione e polarizzazione tra gli Stati. La loro esistenza contribuisce a mantenere un clima di tensione permanente, ostacolando la costruzione di relazioni internazionali basate sulla fiducia e sulla cooperazione.

Un’alleanza tra organizzazioni pacifiste e ICAN può rafforzare le richieste di disarmo e sostenere una visione alternativa della sicurezza, fondata sul dialogo, sul multilateralismo e sulla prevenzione dei conflitti. In questo senso, la società civile svolge un ruolo fondamentale nel sollecitare le istituzioni e nell’orientare il dibattito pubblico.

Una visione condivisa di futuro

Alla base della collaborazione con ICAN vi è una comune idea di futuro: un mondo in cui la sicurezza non sia garantita dalla paura, ma dalla giustizia e dalla solidarietà. Si tratta di una prospettiva che richiede un cambiamento culturale profondo, capace di mettere in discussione paradigmi consolidati e di aprire nuove strade.

L’impegno congiunto di queste realtà può contribuire a costruire tale cambiamento, unendo memoria e azione, valori e progettualità. In un’epoca segnata da crisi e incertezze, questa collaborazione rappresenta non solo una risposta necessaria, ma anche una speranza concreta per il futuro dell’umanità.

 

Laura Tussi