COMUNICATO DI DOCENTI PER GAZA SULLA PARTECIPAZIONE DELLE SCUOLE AL WEBINAR CON FRANCESCA ALBANESE

Associazionie amicizia italo-palestinese - Sunday, December 21, 2025
  • Nei  giorni 4, 9 e 10 dicembre 2025, la Relatrice speciale ONU per il Territorio palestinese occupato Francesca Albanese ha incontrato numerose scuole (un totale stimato di quasi 12 mila studentesse e studenti) per presentare il suo libro Quando il mondo dorme. Storie, parole, ferite della Palestina, e attraverso di esso presentare le storie di persone comuni – rifugiati, attivisti, intellettuali, bambini – che hanno in qualche modo segnato il suo personale cammino professionale e soprattutto umano. Si spiega da sé, visto il suo ruolo nella difesa dei diritti umani, il grande valore didattico che l’incontro con la Relatrice ha avuto: alle classi, infatti, è stato possibile spiegare quanto sta avvenendo nei Territori Occupati e a Gaza dal punto di vista del diritto internazionale. La presentazione del suo libro, infatti, ci è sembrata il modo migliore per introdurre una riflessione sui diritti umani nelle classi, tema centrale nella didattica trasversale di Educazione civica. Quando il mondo dormeè un libro testimonianza in cui le parola viene data, tra gli altri, proprio a ragazzi e ragazze palestinesi, che ci spiegano cosa significhi vivere sotto occupazione e sotto i bombardamenti. Il titolo stesso rimanda all’indifferenza del mondo, soprattutto occidentale, che girandosi dall’altra parte, non tende la mano a chi è vittima della violenza di uno dei più forti eserciti al mondo. Pertanto, l’incontro di Albanese con le classi non può ritenersi strumentale a nessuna propaganda e a nessuna ideologia, come invece è stato descritto da alcuni esponenti politici, ma è funzionale all’acquisizione di informazioni e conoscenze riguardo fatti di attualità e allo sviluppo di quello spirito critico che la didattica per competenze tanto decantata ha come obiettivo.1L’incontro, perciò, si inscrive perfettamente nella progettazione didattica delle nostre scuole, rispettando la richiesta di sviluppo delle competenze indicate dalle Indicazioni Nazionali 2012.Ci chiediamo a questo punto se chi segnala e chi accoglie le segnalazioni sia a conoscenza delle prassi condivise di progettazione didattica, della continuità didattica territoriale e dell’articolo 33 della Costituzione. Come docenti siamo consapevoli di questo rischio, siamo preoccupati per il futuro delle nostre alunne e alunni e siamo determinati a difendere i principi costituzionali oggi sotto attacco, a costruire una società dove non ci sia spazio per discriminazioni e colonialismo.Dunque, condanniamo ogni strumentalizzazione ed esprimiamo solidarietà nei confronti di colleghe e colleghi che hanno fortemente creduto in un incontro di tale spessore didattico, i cui temi sono proprio l’educazione alla pace, al dialogo e alla giustizia, oltre che al rispetto dei diritti umani e che per questo rischiano sanzioni disciplinari ingiustificate.Esprimiamo solidarietà a Francesca Albanese, nuovamente sotto attacco per il suo lavoro.
    1. Le Raccomandazioni del Consiglio Europeo per l’apprendimento permanente definiscono un insieme di competenze essenziali che tutte le persone dovrebbero sviluppare e per l’acquisizione delle quali la scuola è chiamata a operare. Nel quadro delle competenze rientra quella in materia di cittadinanza che comprende la conoscenza dei valori democratici, dei diritti e dei doveri civici; l’abilità di partecipare attivamente alla vita collettiva e alle dinamiche sociali; l’adozione di comportamenti responsabili e inclusivi in una società democratica. ↩︎
    12 Dicembre 2025
  • Infine, esprimiamo solidarietà a tutto il corpo studentesco coinvolto, sulla cui pelle viene di nuovo fatta propaganda politica e il cui diritto a un’educazione autentica viene nuovamente messo in discussione da una politica che pensa alle nuove generazioni come nuove leve da arruolare nelle guerre che verranno/vorranno.
  • Esprimiamo solidarietà anche nei confronti dei/delle dirigenti, che sono il primo bersaglio di questo clima di censura.
  • Dalla nascita della nostra rete nazionale, abbiamo raccolto varie segnalazioni di docenti preoccupati del clima di censura. Questo ennesimo e ultimo caso ci mostra quello che ci aspetta se il DDL Gasparri o il DDL Delrio dovessero diventare legge.
  • Ci chiediamo, inoltre, come sia possibile invocare il contraddittorio davanti a chi rappresenta con carica ufficiale il Diritto internazionale, e se anche in Italia stiamo assistendo alla programmatica demolizione dei principi fondanti del Diritto umanitario.
  • Riteniamo che un’iniziativa come questa sia stata demonizzata da una certa parte politica che intende esercitare una censura non solo ideologica, ma di fatto applicabile a qualsiasi ambito della società civile a partire dalla Scuola e dall’Università. Infatti non è la prima volta che noi Docenti per Gaza siamo testimoni, quando non oggetto, di ingerenze e intimidazioni che si declinano con segnalazioni persino anonime agli Uffici scolastici regionali.
  • Come segnalato dalla scheda progetto presente sul nostro sito e condivisa con il corpo docente interessato, l’incontro si proponeva di raggiungere obiettivi quali la promozione della conoscenza della cultura e della storia palestinese, superando stereotipi e pregiudizi, stimolare e valorizzare la lettura, come valido strumento di autonarrazione e testimonianza, favorire il dialogo interculturale e la cittadinanza attiva, creando uno spazio di confronto aperto e costruttivo su temi fondamentali come i diritti umani, la decolonizzazione del pensiero occidentale, il razzismo, la resistenza culturale, la solidarietà, promuovendo il rispetto per le diversità e stimolando l’impegno civico su temi di rilevanza globale. 
  • Sulla scia del suo primo webinar del marzo 2025, reperibile sul nostro sito https://www.docentipergaza.it/, che ha riscosso grande successo, e su richiesta di numerosi docenti, abbiamo pensato di riproporre una nuova serie di incontri da remoto nell’ambito del nostro progetto “Palestina racconta”. 

Francesca Albanese

Francesca Albanese, i genitori degli studenti dell'istituto Mattei di San Lazzaro con la prof che ha promosso il webinar: «Aprite i ragazzi al mondo, ve lo impone la Costituzione»  Dopo le lamentele di alcuni genitori, il ministro Valditara ha annunciato un'ispezione. Ora la lettera in difesa della docente con oltre cento firmatari

di Adriano Arati https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_19/francesca-albanese-i-genitori-degli-studenti-dell-istituto-mattei-di-san-lazzaro-con-la-prof-che-ha-promosso-il-webinar-aprite-i-b045f97b-7224-4e00-aa56-be7392344xlk.shtml

Gli studenti e le famiglie dell’istituto Mattei di San Lazzaro di Savena si schierano con la docente che una settimana fa ha fatto partecipare una quinta superiore della scuola all’incontro online con Francesca Albanese. Da allora, la decisione della docente è al centro delle discussioni, e il ministro dell’Istruzione Valditara ha annunciato l’invio di ispettori al Mattei.  La questione era esplosa a causa delle lamentele di alcuni genitori, che accusavano l’istituto di non aver informato in precedenza sull’iniziativa.

La lettera dei genitori   L’insegnante ha ricevuto la solidarietà dei colleghi di scuola e dei ragazzi della classe coinvolta, tutti maggiorenni. In seguito si sono aggiunti i docenti di altre superiori bolognesi, i licei Minghetti e Copernico. E ora si torna al Mattei, con le prese di posizioni di numerosi genitori di figli iscritti all’istituto di San Lazzaro e del gruppo studentesco del Collettivo Mattei.  A oggi, oltre un centinaio di mamme e papà di alunni del Mattei hanno firmato una lettera aperta di vicinanza agli insegnanti, che anche altri potranno sottoscrivere. La scuola, ricordano, «si occupa del mondo a 360 gradi. Noi affidiamo alla scuola le nostre figlie e i nostri figli riconoscendo alla scuola stessa il ruolo fondamentale di cerniera fra la famiglia e il mondo circostante».

L'intervento del collettivo Mattei   Per loro la scuola è uno strumento contro l’indifferenza, che non «debba tradire il suo carattere costitutivo di comunità aperta. La scuola non può presentarsi come una fortezza monocratica e gerarchica, identica a sé, chiusa, difesa contro il mondo che le gira attorno». A questo, concludono, «diciamo un “No”, fermo, e con convinzione invece diciamo alle docenti e ai docenti: “Aprite i ragazzi al mondo!”, perché questo è, e deve continuare a essere, il vostro compito. Quello che la Costituzione vi impone». Molto più secco l’intervento del collettivo Mattei: «Perché dobbiamo considerare un webinar, svolto a livello nazionale e aperto a tutti, con la relatrice dell'Onu, come un gesto "troppo politico"? Eppure Francesca Albanese è una figura pubblica, autorevole e apartitica», sostengono gli studenti. Come testimoniato «dagli stessi studenti che hanno partecipato in prima persona al Webinar, la relatrice dell'Onu si è astenuta dall'esprimere la sua opinione personale».  Per il Collettivo Mattei, definire l’intervento dell’Albanese «come possibile indottrinamento politico» è un’offesa alla capacità di giudicare dei partecipanti: «stiamo andando a svalutare le capacità degli studenti stessi di recepire la realtà che li circonda: ascoltare qualcuno che tratta di questioni non condivise, non significa automaticamente obbligarlo a pensare in un determinato modo, anzi».