La nave Mediterranea libera, smentito il decreto Piantedosi

Progetto Melting Pot Europa - Wednesday, October 8, 2025

Il Tribunale di Trapani ha accolto il ricorso presentato dal comandante e dall’armatore della nave Mediterranea contro le sanzioni imposte dal Ministero dell’Interno dopo l’operazione di soccorso del 21 agosto scorso. Il provvedimento del Viminale prevedeva sessanta giorni di fermo amministrativo e una multa da 10mila euro per aver disobbedito all’ordine di raggiungere il porto di Genova, scegliendo invece di fare rotta su Trapani per sbarcare dieci persone soccorse al largo della Libia.

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Redazione 3 Settembre 2025

La giudice Federica Emanuela Lipari ha disposto la sospensione della detenzione della nave, definendo illegittima la sanzione «sotto il profilo della quantificazione», in attesa della decisione sul merito complessivo del caso. Nelle motivazioni, il Tribunale riconosce che il Ministero dell’Interno ha ignorato le richieste di riassegnazione di un porto sicuro «sempre motivate in ragione delle circostanze concrete», come evidenziato dalle avvocate Cristina Laura Cecchini e Lucia Gennari, legali dell’associazione.

Particolarmente significativo il passaggio in cui la giudice riconosce la legittimità delle scelte dell’equipaggio, che avrebbe agito «a tutela delle persone tratte in salvo», tenendo conto «delle loro condizioni di vulnerabilità e di fragilità, sia sul piano fisico che psicologico». Secondo il Tribunale, la decisione di dirigersi verso Trapani nasce da «esclusivo spirito solidaristico», con l’obiettivo di «salvaguardare la vita e la salute in mare» come previsto dal diritto internazionale.

Il giudice ha inoltre sottolineato la necessità di liberare al più presto la nave, perché il prolungamento del fermo «pregiudicherebbe gli obiettivi umanitari e solidaristici, particolarmente meritevoli di tutela poiché finalizzati alla salvaguardia della vita umana» perseguiti da Mediterranea.

Da Mediterranea Saving Humans commentano la decisione come una vittoria della legalità sulle logiche punitive del governo. «Il ministro Piantedosi voleva una punizione esemplare per colpire la nostra nave, il soccorso civile e la solidarietà in mare», si legge nella nota diffusa. «Ma questa volta il diritto è più forte della propaganda governativa: la vita e la salute delle persone vengono per prime, e l’imposizione di un porto lontano si rivela per quello che è, una inutile e illegale crudeltà».

La nave Mediterranea, conclude, «tornerà presto in missione in mare, a fare invece quello che è giusto fare: soccorrere».