I coloni israeliani attaccano Ein Arik

Pressenza - Monday, September 8, 2025

I COLONI ATTACANO EIN ARIK

Dopo gli attacchi terroristici degli integralisti israeliani a Taybeh, dove nelle settimane precedenti hanno tentato di bruciare siti archeologici e religiosi, i coloni , che vivono negli insediamenti illegali costruiti in Cisgiordania, questa volta hanno individuato come obiettivo un altro storico villaggio palestinese , Ein Arik .

Ieri domenica gli abitanti di questo villaggio sono svegliati al rumore dei mezzi pesanti e bulldozer dei coloni che hanno circondato alcune zone del paese ed hanno iniziato a sradicare gli olivi secolari che rappresentano un mezzo di sostenimento per la popolazione , oltre il valore culturale e politico che rappresenta l’albero di olivo per i palestinesi e per tutti gli abitanti dei paesi mediterranei.

Ein Arik dista circa 10 chilometri ad ovest da Ramallah e ha due mila abitanti, cristiani e musulmani , e vi è una chiesa a poca distanza dalla moschea.
È una città molto particolare non solo per la sua storia, ma anche per il modello che rappresenta di convivenza pacifica tra cristiani e musulmani.

Inoltre in questa città Giuseppe Dossetti, monaco e padre costituente della nostra Repubblica aveva stabilito la sua dimora e ha costruito una bellissima comunità , la Piccola Famiglia dell’Annunziata.

Gli abitanti sono rivolti alla forza d’occupazione che , giunta sul luogo, subito ha protetto i coloni che stavano per aprire una strada in mezzo al abitazioni, sradicando oltre 200 olivi.

La mobilitazione degli abitanti non ha impedito ai coloni protetti dall’esercito di compiere questa ennesimo crimine.

Il paese è già circondato da insediamenti dei coloni.

Questa aggressività e offensiva israeliana in Cisgiordania da parte dei coloni protetti dall’esercito è finalizzata alla deportazione della popolazione autoctona e sostituirla con coloni arrivati da ogni parte del mondo.

Quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti è identico a quanto avvenne nel 1948, dopo seconda guerra mondiale, nella Nakba, è una azione coordinata e progettata tra coloni e esercito e si concretizza sul terreno a diversi livelli.

Fonti palestinesi parlano di 39 irruzioni dell’esercito, ieri, in città e villaggi con distruzioni e arresti.
13 invece le aggressioni dei coloni ebrei ‘messianici’ contro contadini e pastori palestinesi in vari località .

Le devastazioni hanno preso di mira gli olivi, e va ricordato che siamo alla vigilia della stagione per il raccolto.
Con queste azioni i coloni intendono distruggere l’economia palestinese costringendo la popolazione ad andare via; questa pratica intimidatoria oramai è una pratica quasi quotidiana, poco tempo fa era stata Taybeh oggetto di attacchi.

Il mio auspicio appello è rivolto alla comunità internazionale , alle personalità religiose, diplomatiche, e istituzionali, siano essi locali e internazionali di operare per mettere fine a questa tragedia e di evitare una nuova Nakba perché nessuno può dire ed affermare di non sapere.

Stare in silenzio in questo momento drammatico rappresenta senza alcun dubbio una complicità. Le guerre non hanno mai risolto nulla ,dobbiamo operare tutti ciascuno nel suo ruolo e posizione per una pace giusta e durevole .

Milad Jubran Basir Giornalista italo palestinese e attivista per i diritti umani.

Milad Jubran Basir