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Libano. Come Hezbollah si è ricostruito mentre i suoi nemici lo davano per morto
Secondo alcune fonti, i duri colpi inferti da Israele nel 2024 hanno spinto a un ritorno allo “spirito di Mughniyeh”, creando una forza combattente più agile e impenetrabile. Per oltre un anno, Israele , Washington e persino il governo libanese hanno parlato come se Hezbollah fosse stato definitivamente sconfitto. Eppure […] L'articolo Libano. Come Hezbollah si è ricostruito mentre i suoi nemici lo davano per morto su Contropiano.
March 23, 2026
Contropiano
Cayos Cochinos – Honduras: Garífuna contro esproprio e reality show
I Cayos Cochinos, al largo della costa dell’Honduras, sono abitati da oltre due secoli dal popolo Garifuna, comunità afro-indigena con un legame profondo con il mare e il territorio. Come racconta ai microfoni di Radio Blackout Wilman Arzu, la svolta arriva nel 1993, quando il governo dichiara l’area riserva naturale affidandone la gestione a una fondazione privata, escludendo di fatto gli abitanti locali. Da allora, denunciano i Garifuna, si moltiplicano restrizioni alla pesca, limitazioni alla mobilità e episodi di violenza e intimidazione. Parallelamente, l’arcipelago diventa location di reality show internazionali come Supervivientes e L’Isola dei Famosi, con un impatto significativo sull’ambiente e sulla vita della comunità. Le tensioni per il controllo del territorio arrivano presto anche sul piano internazionale: nel 2003 l’Organización Fraternal Negra Hondureña OFRANEH presenta una petizione alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani, dichiarata ammissibile nel 2007. Nel 2020 la Commissione emette un rapporto di merito con raccomandazioni allo Stato honduregno, rimaste però senza attuazione, fino alla decisione — nel 2023 — di deferire il caso alla Corte Interamericana dei Diritti Umani. Il 4 marzo 2026 arriva così una sentenza storica: la Corte condanna l’Honduras per la violazione dei diritti della comunità Garifuna, tra cui la proprietà collettiva, la consultazione previa e la partecipazione alle decisioni sul territorio. I giudici stabiliscono che la creazione dell’area protetta e le restrizioni successive sono avvenute senza un adeguato consenso libero e informato, e riconoscono anche l’impatto negativo di turismo e produzioni televisive sulle pratiche tradizionali. Tra le misure ordinate: la restituzione di diritti territoriali, indagini sulle violenze denunciate e garanzie di partecipazione nella gestione dell’area.
March 19, 2026
Radio Blackout - Info
Cayos Cochinos – Honduras: Garífuna contro esproprio e reality show
I Cayos Cochinos, al largo della costa dell’Honduras, sono abitati da oltre due secoli dal popolo Garifuna, comunità afro-indigena con un legame profondo con il mare e il territorio. Come racconta ai microfoni di Radio Blackout Wilman Arzu, la svolta arriva nel 1993, quando il governo dichiara l’area riserva naturale affidandone la gestione a una fondazione privata, escludendo di fatto gli abitanti locali. Da allora, denunciano i Garifuna, si moltiplicano restrizioni alla pesca, limitazioni alla mobilità e episodi di violenza e intimidazione. Parallelamente, l’arcipelago diventa location di reality show internazionali come Supervivientes e L’Isola dei Famosi, con un impatto significativo sull’ambiente e sulla vita della comunità. Le tensioni per il controllo del territorio arrivano presto anche sul piano internazionale: nel 2003 l’Organización Fraternal Negra Hondureña OFRANEH presenta una petizione alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani, dichiarata ammissibile nel 2007. Nel 2020 la Commissione emette un rapporto di merito con raccomandazioni allo Stato honduregno, rimaste però senza attuazione, fino alla decisione — nel 2023 — di deferire il caso alla Corte Interamericana dei Diritti Umani. Il 4 marzo 2026 arriva così una sentenza storica: la Corte condanna l’Honduras per la violazione dei diritti della comunità Garifuna, tra cui la proprietà collettiva, la consultazione previa e la partecipazione alle decisioni sul territorio. I giudici stabiliscono che la creazione dell’area protetta e le restrizioni successive sono avvenute senza un adeguato consenso libero e informato, e riconoscono anche l’impatto negativo di turismo e produzioni televisive sulle pratiche tradizionali. Tra le misure ordinate: la restituzione di diritti territoriali, indagini sulle violenze denunciate e garanzie di partecipazione nella gestione dell’area.
March 19, 2026
Radio Blackout
Palestina: donne che resistono, portatrici di umanità
Questo il titolo dell’incontro di ieri 18 marzo alla Casa delle Donne di Viareggio con Maria Di Pietro di Assopace Palestina: è quanto mai necessario tenere viva l’attenzione ora che di Palestina non si parla quasi più e farlo in chiave femminista. Perché sono le donne l’ossatura che tiene in piedi la vita di ogni giorno. Maria ci parla in modo intenso e appassionato delle sue esperienze mostrando video di alta poesia e dolore, la testimonianza di una giovanissima obiettrice di coscienza israeliana, (anche nel male di Israele ci sono tanti semi di bene), la quotidianità delle maestre gazawi che persistono nel loro compito in mezzo alla distruzione. Come possiamo aiutare? Le donne palestinesi dicono: racconta quello che hai visto. In uno scenario di morte loro hanno la caparbietà di continuare a dare vita, anche se i soldati si accaniscono particolarmente sulle donne incinte. Più che di resistenza si parla di resilienza: una flessibilità dinamica, l’ostinazione a organizzare la vita come cura nella comunità dove la solidarietà è spontanea e continua ed è di esempio concreto ai bambini. Abbiamo tanto da imparare da queste sorelle, per riprodurre in noi queste stesse dinamiche, nella cura delle relazioni e anche delle nostre emozioni, perché solo così possiamo “tessere il futuro” insieme. La speranza, in certe condizioni, appare utopistica, ma – così ci saluta Luisa Morgantini in un videomessaggio – è semplicemente un obbligo.   Redazione Toscana
March 19, 2026
Pressenza
Sab 14 e dom 15 Marzo – Cinetracts: Proiezioni di documentari resistenti
Sab 14 e dom 15 Marzo – Cinetracts: Proiezioni di documentari resistenti terza edizione Ingresso gratuito Programma: SABATO 14 h 18.00 Selezione corti >> Imillaskate, A city fight back, The climbing cholitas h 18.30 Rino Della Negra, calciatore partigiano – regia D. Ceccarini, M. Molinari trailer https://vimeo.com/995791369 h 19.30 In the belly of AI – regia H. Poulain info https://www.wired.it/article/in-the-belly-of-ai-documentario-data-worker-intelligenza-artificiale-henri-poulain-intervista/ h 21.00 Cena benefit h 22.00 The encampments – regia M. Pritsker, K. Workman trailer https://www.imdb.com/it/title/tt35423402/?ref_=vp_ov_t DOMENICA 15 h 18.00 Un pueblo que canta no muere (La marsigliese degli ubriaconi) – regia P. Gil Rituerto trailer https://www.youtube.com/watch?v=rtqkhNBtCjU h 19.30 43 cassette – regia G. Villa trailer https://www.youtube.com/watch?v=sneEDyKUXFE h 21.00 Cena benefit h 22.00 All eyes on the Amazon – regia M. Marinelli trailer https://www.youtube.com/watch?v=8uVVMAWISHI h 23.00 Macchina continua – regia R. Gagliardini trailer https://vimeo.com/1129785154 Cene benefit a sostegno di: Nazra Palestine Short Film Festival info Nazra qui https://nazrafilmfestival.com/ Tutti i documentari sono in italiano o con sottotitoli in italiano —————————————————————————————————- Perchè Cinetracts Nel maggio 1968 un gruppo di cineasti francesi forma un collettivo per effettuare riprese di iniziative, manifestazioni, assemblee che caratterizzano le lotte che avvengono in Francia. I componenti intendono rimanere rigorosamente anonimi proprio asottolineare l’importanza del collettivo rispetto alle individualità, scendono in strada e cominciano a produrre minimetraggi in bianco e nero di non più di due/tre minuti ma che testimoniano l’effervescenza delle iniziative di operai e studenti. Il collettivo e gli stessi filmati hanno un nome: Cinetracts Girati in 16 mm nel maggio e giugno 1968 a cadenza periodica e negli anni immediatamente successivi in maniera molto irregolare, vengono immediatamente proiettati al di fuori del circuito commerciale in fabbriche e università occupate, nelle piazze e in alcuni edifici utilizzati por l’occasione. Non c’è un catalogo esaustivo ma generalmente si ritiene che il numero totale sia di 41 che successivamente vengono montati insieme per farne un lungometraggio con lo stesso titolo In anni ulteriormente successivi, in seguito ad un’intervista a Jean-Luc Godard si viene a sapere che Cinetracts nacque da una proposta di Chris Marker e che vi hanno partecipato, lo stesso Godard,Jean-Denis Bonan, Gérard Fromanger, Philippe Garrel, Jean-Pierre Gorin, Jacques Loiseleux, Chris Marker, Jackie Raynal e Alain Resnais. Quando abbiamo iniziato a preparare questa rassegna nel 2024 abbiamo trovato notizie e materiali su Cinetracts. A noi questa cosa del collettivo cinematografico e il nome stesso è piaciuta e quando abbiamo pensato di come intitolare la rassegna abbiamo deciso di chiamarla Cinetracts. Questa è la terza edizione e continuiamo a chiamarla Cinetracts
March 3, 2026
NextEmerson
Per Maja T, per Gino e per tutt … antifascismo sempre!
Mobilitiamoci per Maja T. e Gino e per tutte le persone che continuano a rESISTERE al fascismo e al nazismo Maja T., 24 anni, è detenuta in carcere a Budapest con l’accusa di aver partecipato a violenze contro militanti neonazisti a Budapest nel febbraio 2023. Estradatx dalla Germania dal giugno 2024 in modo fortemente discutibile, è da allora in isolamento e in condizioni di tortura bianca. La procura ungherese le ha recentemente offerto una sorta di “patteggiamento”: 14 anni di carcere duro in cambio di una piena confessione. In caso contrario, Maja rischia una condanna fino a 24 anni. Le sue condizioni di salute sono critiche (ha subito periodi di sciopero della fame, ricoveratx e poi riportatx in carcere) e la detenzione in isolamento risulta inaccettabile. Sottolineiamo anche i grossi rischi legati alla sua identità non binaria e queer che, nel contesto ungherese, comportano ulteriori discriminazioni e torture. È imputat nello stesso processo di Ilaria Salis in un processo in cui si fatica a provare la colpevolezza di Maja T. senza prove video definitive. Nel frattempo la pressione internazionale cresce e la sentenza dovrebbe essere emessa il 22 gennaio. Rexhino Abazaj Gino da fine novembre è detenuto nel carcere di Fresnes, in Francia in via cautelare. Per ora la sua estradizione è congelata ma mercoledì 15 gennaio si terrà una nuova udienza del processo per decidere definitivamente per la sua estradizione. “Accusato anche lui per i fatti dell’11 febbraio del 2023 a Budapest, durante le celebrazioni fasciste della giornata dell’Onore, su di lui pende un mandato di cattura europeo spiccato dall’Ungheria che chiede la sua estradizione. Se venisse consegnato all’Ungheria, Gino rischierebbe anni di carcere in condizioni contrarie ai diritti umani e sarebbe sottoposto a un processo palesemente ingiusto, con una sentenza già scritta per dare una punizione esemplare agli antifascisti.” La rete internazionale free all antifas ha chiamato a due giornate di mobilitazione per il 15 e il 22 gennaio in Europa e in Italia ci sono alcuni appuntamenti già convocati: * Roma, 15 gennaio, alle 17:00, presidio, aiuole di Piazza Galeno a pochi metri dall’Ambasciata ungherese * Venezia, 15 gennaio, alle 16:30, presidio al Consolato Ungherese * Milano, 15 gennaio, alle ore 18, presidio davanti al consolato ungherese, in via Fieno 3 (fermata Missori, M3) * Firenze, 15 gennaio, h 18, via del Leone 60, proiezione del documentario “the trials”, a seguire chiacchiera sulla detenzione di persone trans in Italia, aperitivo benefit anticarcerario * Milano, 24 gennaio, ore 18:00 da Porta Genova, arrivo a San Vittore. A quasi un anno di distanza dall’ultimo corteo cittadino contro la repressione delle antifasciste e degli antifascisti, abbiamo deciso di tornare per le strade di Milano a manifestare la nostra rabbia, determinazione e solidarietà antifascista. Nel mese di gennaio le vicende giudiziarie del processo di Budapest subiranno una brusca accelerazione: il tribunale di Parigi si pronuncerà sulla richiesta di estradizione per Zaid e Gino, a Dusseldorf inizierà il processo per Nele, Paula, Emmi, Clara, Luca e Moritz (attualmente in carcere in Germania) e il 22 gennaio è prevista la sentenza per Maja e Gabri. DISPONIBILE  SU:       RADIOSONAR.NET SI BASA SULL’AUTOFINANZIAMENTO. A CAUSA DELL’EMERGENZA LEGATA AL CORONA VIRUS LE INIZIATIVE SONO SOSPESE. SE VUOI AIUTARCI A CONTINUARE A TRASMETTERE, PUOI EFFETTUARE UNA DONAZIONE ATTRAVERSO IL NOSTRO CONTOCORRENTE O PAYPAL [CP_CONTACT_FORM_PAYPAL]
January 11, 2026
RadioSonar.Net
Ora e Sempre RESISTENZA
Con orgoglio pubblichiamo il quarto e ultimo di 4 contributi sulla Resistenza tratti dall’archivio video dell’EX 51. Si tratta della testimonianza di Claudio Cianca. Attivo nella lotta contro il fascismo da prima della guerra, mise in atto un’importante azione a … Continua a leggere→
Ora e Sempre RESISTENZA
Con orgoglio pubblichiamo il terzo di 4 contributi sulla Resistenza tratti dall’archivio video dell’EX 51. Si tratta della testimonianza di Gianna Radiconcini, staffetta partigiana. Antifascista già dall’età di 9 anni, a 17 entra nei GAP e si occupa di consegnare … Continua a leggere→
Ora e Sempre RESISTENZA
Con orgoglio pubblichiamo il secondo di 4 contribuiti sulla Resistenza tratti dall’archivio video dell’Ex 51. Si tratta delle testimonianze di quelli che probabilmente furono il partigiano e la partigiana più noti della Resistenza milanese: Giovanni Pesce, nome di battaglia “Visone”, … Continua a leggere→
Ora e Sempre RESISTENZA
Con orgoglio pubblichiamo il primo di 4 contribuiti sulla Resistenza tratti dall’archivio video dell’Ex 51. Si tratta di due testimonianze sulla storia del partigiano di Valle Aurelia Vittorio Mallozzi: fornaciaro comunista, combattente nelle brigate internazionali durante la Guerra di Spagna … Continua a leggere→