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CUBA: ONU APPROVA IL DIBATTITO CONTRO IL BLOQUEO. L’ITALIA SI ASTIENE. “UN VOTO VERGOGNOSO, I CUBANI CI HANNO AIUTATI DURANTE IL COVID”
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato l’apertura di un dibattito urgente richiesto da Cuba contro l’embargo Usa in vigore da oltre 60 anni. È la prima volta che Cuba ricorre a questo meccanismo straordinario previsto dall’Onu e diverso dalla votazione annuale di ottobre. La votazione autorizza un dibattito sulla «Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Usa contro Cuba». Solo 9 i paesi contrari: Usa, Israele, Argentina, Costa Rica, Marocco, Repubblica Ceca, Macedonia del Nord, Paraguay e Ucraina. 136 paesi hanno votato invece a favore, mentre sono stati 30 gli astenuti. Tra questi ultimi il governo italiano. “Dal 1994 l’Italia aveva sempre votato contro il bloqueo. All’epoca si astenne il governo Berlusconi. Questa volta si astiene l’Italietta della Meloni e di Tajani. Un voto vergognoso se pensiamo a quello che hanno fatto i medici italiani in Italia, non solo durante il Covid ma tuttora in Calabria. Questo è il ringraziamento del governo italiano a chi, nel momento del bisogno, ci ha teso una mano”. Con queste parole Marco Papacci, presidente dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba ha commentato, su Radio Onda d’Urto, l’astensione italiana al voto. “Il governo di Giorgia Meloni e Antonio Tajani ancora una volta dimostra di essere tra quelli più allineati con la presidenza fascista di Donald Trump, mentre la stragrande maggioranza dei paesi del Pianeta, compresa la maggioranza dei paesi dell’Ue hanno votato a favore di Cuba”, afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. “Il governo italiano ha tradito Cuba, il paese che più ci ha aiutati durante la pandemia mandando medici e personale sanitario in Italia per darci una mano durante la pandemia. Il ringraziamento del nostro governo è non schierarsi per la fine del blocco”, denuncia il segretario di Rifondazione ai nostri microfoni. Nel frattempo le autorità cubane hanno annunciato di aver ripristinato oltre il 30% della fornitura di energia elettrica all’Avana, dopo l’ennesimo blackout nazionale, in un contesto di crisi energetica legata all’infame embargo petrolifero Usa, inasprito da gennaio 2026. Si tratta del terzo blackout negli ultimi sei mesi e dell’ottavo dalla fine del 2024. La trasmissione di Radio Onda d’Urto con gli interventi di Marco Papacci, presidente dell’Associazione di amicizia Italia-Cuba, e Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. Ascolta o scarica.
July 8, 2026
Radio Onda d`Urto
L’ombra dell’impunità sul Board of Peace, a discapito dei palestinesi
La Risoluzione n. 2026/3 del Board of Peace, l’organismo voluto da Donald Trump per demolire l’ONU ma avallato dallo stesso Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sembra voler mettere su carta quel che viene denunciato da tempo, ovvero che si tratta dell’ennesimo organismo coloniale, pensato per istituzionalizzare la pulizia etnica dei […] L'articolo L’ombra dell’impunità sul Board of Peace, a discapito dei palestinesi su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
L’infanzia come bersaglio. Il rapporto ONU che documenta la distruzione dei bambini di Gaza
Il nuovo rapporto della Commissione d’Inchiesta delle Nazioni Unite raccoglie oltre due anni di indagini sui Territori Palestinesi Occupati e documenta migliaia di violazioni contro i minori. Un testo destinato a incidere nel dibattito sul diritto internazionale e sulle responsabilità politiche della comunità internazionale. C’è un documento di ottantanove pagine depositato davanti al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite il 18 giugno 2026. Si chiama The essence of childhood has been destroyed. Lo ha redatto la Commissione Internazionale Indipendente d’Inchiesta sui Territori Palestinesi Occupati. Non è un comunicato di un’organizzazione umanitaria. Non è un rapporto di parte. È il risultato di oltre due anni di indagini, migliaia di fonti aperte verificate forensicamente, interviste a medici, testimoni, sopravvissuti, analisi balistiche, immagini satellitari, scansioni TC di bambini feriti. È, per dirla senza perifrasi, la più dettagliata documentazione di sterminio metodico dell’infanzia mai prodotta da un organo delle Nazioni Unite nel XXI secolo. Almeno 20.179 bambini uccisi tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2025. Quarantaquattromila feriti. Cinquemilasessanta ancora sepolti sotto le macerie. Diciassettemilacinquecento non accompagnati, senza famiglia, senza nome. Cinquantottomila che hanno perso uno o entrambi i genitori. Questi non sono dati di Hamas, né del Ministero della Salute di Gaza: sono cifre verificate e citate dalla stessa Commissione ONU incrociando UNICEF, OCHA e Save the Children. Il trenta per cento dei morti totali del conflitto è composto da minori, una percentuale che supera quella di ogni precedente escalation israeliana su Gaza (quella del 2008–2009 e quella del 2014) e che la Commissione riconduce esplicitamente all’espansione dei criteri di targeting e all’uso sistematico di armi ad area vasta in zone densamente popolate da civili. Il rapporto documenta qualcosa che le cancellerie occidentali si rifiutano sistematicamente di nominare: un pattern deliberato. Bambini colpiti alla testa e al torace da cecchini a distanza ravvicinata. Neonati di dieci giorni presi di mira da quadricotteri mentre venivano allattati in una tenda. Fratelli di dieci e nove anni uccisi da un drone mentre raccoglievano legna per il padre sulla sedia a rotelle, nella zona grigia della cosiddetta «linea gialla» istituita dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025. Medici internazionali che descrivono agli investigatori ONU un pattern di ferite da arma da fuoco unica, di precisione, su bambini isolati, spesso mentre gli adulti vicini restano illesi: indicatore tecnico, riconosciuto dai due patologi forensi indipendenti consultati dalla Commissione, di targeting intenzionale e non di fuoco indiscriminato. Il rapporto è anche un catalogo di dichiarazioni pubbliche che la Commissione inserisce nell’analisi dell’intento genocidario ai sensi dello Statuto di Roma, non come curiosità retoriche ma come elementi costitutivi della mens rea. Un membro della Knesset che il 30 gennaio 2025 afferma: «Gaza è piena di terroristi e ogni bambino che vi nasce è già un terrorista, dal momento della sua nascita». Un altro, durante una sessione plenaria del 9 maggio 2025: «Quello che è stato fatto a Gaza è una vergogna che non sia andata peggio. Non ci sono innocenti». Un ex deputato del Likud, in un’intervista televisiva israeliana del maggio 2025: «Ogni bambino a Gaza è il nemico. Non dobbiamo lasciare un solo bambino gazawi là». Queste dichiarazioni, lette insieme al pattern operativo documentato sul campo, concorrono a costruire il quadro probatorio che la Commissione ritiene sufficiente, con lo stesso standard di prova utilizzato dalla CPI per i mandati di arresto, per concludere che siamo di fronte a genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Poi ci sono gli ospedali. Al-Nasr Pediatrico attaccato tre volte in una settimana del novembre 2023, fino alla chiusura forzata, con quattro neonati trovati in decomposizione nelle incubatrici spente quando i giornalisti poterono accedervi durante la prima tregua. Al-Rantisi, unico ospedale pediatrico specializzato rimasto operativo a Gaza, colpito il 16 settembre 2025 con ottanta pazienti all’interno. Le unità di terapia intensiva neonatale ridotte da 178 incubatrici a 54, con tre o quattro neonati costretti a condividere la stessa macchina. Operazioni chirurgiche su bambini eseguite senza anestesia, con materiale non sterile. Quindici neonati morti di ipotermia tra dicembre 2024 e febbraio 2025 nelle tende degli sfollati, in condizioni che la stessa UNICEF ha definito «prevenibili». Il quarto ciclo di vaccinazione antipolio per seicentomila bambini bloccato dal divieto israeliano di ingresso degli aiuti umanitari nell’aprile 2025, in un territorio dove il poliovirus era ricomparso dopo venticinque anni di eradicazione. Qui si apre la questione politica che nessun governo europeo vuole affrontare. L’Italia, come la Francia, la Germania e il Regno Unito, continua a vendere o a non bloccare la vendita di componenti militari a Israele, continua ad astenersi o a votare contro le risoluzioni ONU che chiedono l’embargo sulle armi, continua a definire «preoccupante» ciò che il diritto internazionale qualifica diversamente. La formula del «sostegno al diritto di Israele a difendersi» funziona da schermo per una complicità che il rapporto ONU rende difficilmente negabile: bambini uccisi con precisione da cecchini e droni in pieno giorno, in aree dove nessuna minaccia militare concreta era verificabile, da unità militari identificate dalla Commissione per nome e numero: la 162ª Divisione, la 98ª Divisione, la Brigata Kfir, la Multi-Dimensional Unit 888, la Brigata Efraim e la Brigata Menashe. La solidarietà con il popolo palestinese non è una postura morale che si esaurisce nell’indignazione. Si traduce in pressione concreta sui governi, in rifiuto dell’acquiescenza parlamentare, nella costruzione di reti di supporto legale, umanitario e culturale, nella richiesta pubblica e nominativa di una risposta politica a ottantanove pagine di documentazione forense che sono già agli atti di un organo delle Nazioni Unite. Significa non accettare che il silenzio istituzionale diventi la norma. Il titolo del rapporto è una citazione di un medico che lavora a Gaza, raccolta da un investigatore ONU. Ha detto che l’essenza dell’infanzia è stata distrutta, non che i bambini sono morti, ma che l’infanzia come condizione umana, come spazio di crescita e come proiezione di futuro è stata sistematicamente eliminata. Ottantanove pagine di documentazione forense depositate agli atti di un organo delle Nazioni Unite rendono questa affermazione incontestabile. Ciò che resta, per chiunque abbia responsabilità politica nei Paesi che continuano a guardare altrove, è la misura esatta della propria complicità. FONTI • Rapporto ONU A/HRC/62/CRP.2 – The essence of childhood has been destroyed https://www.ohchr.org/en/hr-bodies/hrc/co-israel • Commissione Internazionale Indipendente d’Inchiesta sui Territori Palestinesi Occupati https://www.ohchr.org/en/hr-bodies/hrc/co-israel • UNICEF – State of Palestine https://www.unicef.org/sop • OCHA – Occupied Palestinian Territory https://www.ochaopt.org Francesco Russo
June 26, 2026
Pressenza
Rapporto ONU: “bambini a Gaza presi di mira deliberatamente, è parte del genocidio”
Le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, perpetrando atti che equivalgono a genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, oltre a gravi crimini di guerra nella Cisgiordania occupata. È la durissima e dettagliata accusa formulata dalla […] L'articolo Rapporto ONU: “bambini a Gaza presi di mira deliberatamente, è parte del genocidio” su Contropiano.
June 25, 2026
Contropiano
Catania. Israeliani in vacanza in Sicilia. Una denuncia contro il gruppo Ashtrom
L’associazione A.Ba.Co. (Associazione di base dei consumatori) comunica di aver formalmente depositato una denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Roma e la Procura della Repubblica di Siracusa attraverso l’avv. Vincenzo Perticaro in merito alla presenza e alle attività del Gruppo israeliano Ashtrom sul territorio siciliano. Il Gruppo Ashtrom, già inserito […] L'articolo Catania. Israeliani in vacanza in Sicilia. Una denuncia contro il gruppo Ashtrom su Contropiano.
June 24, 2026
Contropiano
Anche in Sicilia arrivano gli israeliani “per relax”. Ma l’azienda è sulla lista nera delle Nazioni Unite
L’area del resort Mangias di Brucoli è zona rossa. L’area è interamente sorvegliata e viene controllato anche il transito dei veicoli su strada. Dopo la Sardegna anche la Sicilia è diventata meta di vacanza per gli israeliani in cerca di “decompressione” dalle guerre che hanno scatenato in tutto il Medio […] L'articolo Anche in Sicilia arrivano gli israeliani “per relax”. Ma l’azienda è sulla lista nera delle Nazioni Unite su Contropiano.
June 15, 2026
Contropiano
Gli USA strumentalizzano i fondi ONU per colpire la Cina
Le Nazioni Unite stanno affrontando una crisi finanziaria senza precedenti. La situazione critica era già stata denunciata con un rapporto pubblicato a inizio maggio, ma è diventata notizia di dibattito pubblico con un articolo del Wall Street Journal del 29 maggio, che ha approfondito i dati diffusi dall’ONU. Ma il […] L'articolo Gli USA strumentalizzano i fondi ONU per colpire la Cina su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano