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#stopthegenocideingaza🇵🇸 20 luglio 2025 - 20 luglio 2026. E' trascorso un anno da quando l'imbarcazione "#Handala" della #Freedom #Flotilla Coalition salpava dal porto di Gallipoli (Lecce) dietta a #Gaza per denunciare l'ignobile blocco navale imposto da vent'anni dalle forze armate israeliane contro la Palestina e tentare di abbracciare la speranza e la resistenza di un popolo forte come gli ulivi, simbolo di pace e speranza in tutto il Mediterraneo.
July 20, 2026
Antonio Mazzeo
Marco Croatti e la Flotilla per Gaza: le nostre vele gonfie grazie alla sollevazione popolare
Marco Croatti, senatore M5S, racconta la sua esperienza sulle barche cariche di aiuti umanitari assalite dall’esercito israeliano. Una guerra atroce, il tentativo di disumanizzazione delle vittime, il servilismo dei governi occidentali, il ritorno al neocolonialismo. E soprattutto: l’importanza dei movimenti. Quando Marco Croatti parla della Flotilla, lo fa con la calma intensa di chi ha vissuto un’esperienza che segna. Senatore del Movimento 5 Stelle, classe 1972, riminese, una vita iniziata nella grafica pubblicitaria e poi virata verso l’impegno civile, a settembre 2025 ha deciso di unirsi alla prima Global Sumud Flotilla, la missione internazionale che ha tentato di portare aiuti umanitari a Gaza affrontando i prevedibili atti di pirateria dell’esercito israeliano in acque internazionali. Mentre in tutto il mondo esplodevano iniziative di sostegno, gli organizzatori annunciavano la seconda flottiglia per la primavera 2026, con una mobilitazione ancora più ampia grazie alla risonanza mediatica della prima spedizione. Questa intervista nasce da lì: dal racconto di un uomo che ha attraversato il Mediterraneo per un gesto umano e politico di cui c’è un bisogno urgente. Siamo cresciuti con il mito dell’ONU, della Corte Penale Internazionale, organismi che dovrebbero garantire pace e giustizia. Negli ultimi anni tutto questo sembra crollare. È ancora attuale avere fiducia nelle istituzioni internazionali? Viviamo tempi bui in cui sembra prevalere la legge del più forte. Dobbiamo batterci per restituire forza e credibilità al diritto internazionale, calpestato dai doppi standard e dall’ipocrisia di quei Paesi che ogni giorno sbandierano i cosiddetti “valori occidentali”. Senza un diritto internazionale credibile, il futuro è spaventoso. L’esperienza della Flotilla è stata percepita come un atto politico oltre che umanitario. L’avete vissuta così? Il nostro viaggio voleva accendere una luce sulla tragedia di Gaza e aprire un corridoio umanitario permanente, ma è diventato qualcosa di molto più potente: ha coinvolto milioni di persone che non si sentivano rappresentate dal silenzio e dalla complicità dei loro governi. Le nostre vele erano spinte dalle loro voci e dalla loro rabbia. Il governo italiano vi ha chiesto di consegnare a loro gli aiuti per farli arrivare “in sicurezza”. Ma gli aiuti del governo arrivano davvero? Il governo ha lanciato appelli continui a noi, che non violavamo alcuna regola, ma nessun appello agli israeliani che attaccavano le nostre barche in acque internazionali. Gli aiuti transitano con il contagocce, migliaia di camion restano fermi, molte merci essenziali non passano. Inchieste e ONG hanno mostrato che la consegna tramite Food for Gaza è bloccata o fortemente rallentata. Quando hanno bloccato le due flottiglie, che fine hanno fatto gli aiuti presenti sulle vostre barche? Sono stati confiscati dall’IDF insieme alle imbarcazioni. Non sappiamo altro. La maggior parte degli aiuti raccolti tenta comunque di raggiungere Gaza via terra secondo il distribution plan di Music for Peace, ma incontra ostacoli continui posti da Israele. Da mesi per avere notizie su Gaza bisogna cercarle con fatica. Sembra che l’obiettivo sia farci abituare alla guerra. Normalizzare la guerra, disumanizzare le vittime, spingere su un’economia di guerra: sono gli obiettivi che sembrano prefiggersi molti Paesi occidentali, a partire dalla UE. Non possiamo accettarlo. Dobbiamo batterci contro questa visione. Le sollevazioni di indignazione nel mondo hanno avuto effetti tangibili sull’evoluzione della guerra? La pressione dei cittadini e delle piazze ha fatto cadere molte maschere, evidenziato complicità e costretto governi a esporsi. Le proteste hanno portato alla tregua a Gaza e spaventato la coalizione Epstein. USA e Israele non hanno desistito, ma i risultati ottenuti dalla sollevazione popolare sono una grande luce di speranza. Differenza tra le due flottiglie: nella prima siete stati trattati con durezza ma non con ferocia; nella seconda i volontari sono stati picchiati e torturati. Come ti spieghi questo cambio? La Flotilla li ha spaventati. La prima spedizione è diventata un fenomeno globale enorme. Con la seconda hanno agito con maggiore ferocia, bloccando subito le barche e dando una dura lezione ai volontari a favore di telecamere. Il messaggio è stato chiaro e sinistro: chi proverà ancora sa cosa lo attenderà. Parliamo dei governi occidentali. Che fine hanno fatto le presunte minacce e richieste di giustizia del governo italiano? Le scuse sono arrivate? Ovviamente no. Ai servi non si devono risposte. Il governo italiano verso Israele è sempre stato questo: servile e complice. Giuliano Santoboni
July 16, 2026
Pressenza
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Missione #Handala e #Freedom #Flotilla. Tra israelizzazione e militarizzazione L'assalto israeliano contro l'imbarcazione Handala della Freedom Flotilla Coalition a fine luglio 2025 e la "Banalità del Male" di Hannah Arendt. Intanto in Italia è in atto l’implementazione e/o la riproduzione del sistema-modello su cui si fonda lo Stato sionista di Israele, genocida, bellicista, colonialista, razzista e di apartheid. https://www.academia.edu/167150933/Missione_Handala_e_Freedom_Flotilla_Tra_israelizzazione_e_militarizzazione
July 16, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 "Freedom for #Gaza", a #Gela l'appello a non spegnere i riflettori su Gaza: "La resistenza passa dalle parole" A Gela l'incontro di #Freedom #Flotilla Italia accende il dibattito su Gaza, informazione e responsabilità civile nel cuore del Mediterraneo. https://quotidianodigela.it/freedom-for-gaza-a-gela-lappello-a-non-spegnere-i-riflettori-su-gaza-la-resistenza-passa-dalle-parole?fbclid=IwY2xjawS-tupleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBhTmpTTkxnZmtlc2dSWW5Tc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkAIX8N3X6ggrafsb4BCPR4On6WyPPsjigxXvauTjNeHBhBXAsIrVkhtOf04_aem_MxMr355-zSTB2TmiCPUdgg#google_vignette
July 11, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Gela (Caltanissetta), giovedì 9 luglio, ore 18,30 - Freedom for Gaza. Libertà per la #Palestina e il Libano. Incontro-dibattito con Antonio Mazzeo, Thea Valentina Gardellin e Zaher Darwish. Campagna Cento Porti Cento Città - #Freedom #Flotilla Italia
July 6, 2026
Antonio Mazzeo
GLOBAL SUMUD LAND CONVOY: INTERVISTA A DOMENICO CENTRONE, “MERCE DI SCAMBIO” TRA LIBIA E ITALIA
Leonarda ‘Dina’ Alberizia e Domenico Centrone sono stati liberati mercoledì 24 giugno insieme ad altri 8 componenti del convoglio umanitario di terra della Flotilla. Una liberazione arrivata dopo un mese di pressioni e mobilitazioni da parte del movimento, tra cui la campagna “Free Them All”, lanciata in collaborazione con Amnesty International e tuttora in corso. Sono stati liberati dopo un mese di detenzione illegale in Libia da parte delle milizie di Haftar. Erano stati arrestati nei pressi di Sirte il 24 maggio. Radio Onda d’Urto ha intervistato Domenico Centrone. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il momento dell’arresto, dei i vari trasferimenti tra le carceri di Sirte e di Bengasi, dei due scioperi della fame. Domenico ha anche raccontato degli interrogatori e delle condizioni detentive. Ha raccontato che l’atteggiamento iniziale delle milizie libiche in divisa, affiancate da “forze di sicurezza” in civile, è stato inizialmente minaccioso. “Ci dicevano che ci stavano aspettando, che avevano intenzione di stuprare le donne e di compiere violenze”, racconta Domenico. Sono quindi stati accusati di “immigrazione illegale e assembramento in una zona di sicurezza”,  accusa che poi non ha retto. Durante il mese di detenzione hanno subito tre interrogatori, sempre in assenza di un legale di fiducia e sono stati obbligati a firmare la trascrizione in arabo delle deposizioni, senza capire cosa avessero firmato. Nel primo interrogatorio i libici volevano “capire se ci fossero affiliazioni” tra gli attivisti e “qualche tipo di organizzazione terroristica, tipo Hamas o i Fratelli Musulmani. Sono stati trattenuti in un lager per migranti per i primi due giorni a Sirte, poi in un “centro di detenzione dei servizi segreti” nei pressi di Bengasi, nella quale sono stati trasferiti in aereo. Prima di imbarcarsi era stato promesso loro che avrebbero volato verso Tripoli, poiché la loro liberazione era imminente. In seguito all’intensificarsi delle trattative portate avanti dal Console italiano in Libia insieme ad altri funzionari delegati dal governo Italiano, l’atteggiamento dei libici è cambiato. I funzionari diplomatici non hanno mai fatto capire ad attiviste e attivisti di essere divenuti una leva, una merce di scambio nelle trattative “ma è stata la nostra percezione, era molto chiaro”. A quel punto non c’era più “quella veemenza, quell’insistenza” che c’erano stati nel momento del primo interrogatorio. E anche le condizioni di detenzione sono migliorate. Il governo italiano infatti, collabora quotidianamente con le forze di Haftar per il controllo dei flussi migratori e i respingimenti. L’intervista a Domenico Centrone, membro di Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica
June 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Flottilla di terra: liberiamo Domenico Centrone, Dina Alberizia e…
… le altre persone imprigionate in Libia. Riprendiamo l’appello di Freedom Flotilla Italia. APPELLO “Da oltre 12 giorni Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, cittadini italiani e membri della Global Sumud Flotilla, sono trattenuti in Libia insieme ad altri attivisti di diversi paesi. La Flotilla trasportava aiuti umanitari e voleva rompere il blocco illegale imposto a Gaza per portare sostegno
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Missione #Handala e #Freedom #Flotilla. Tra israelizzazione e #militarizzazione L'assalto israeliano contro l'imbarcazione Handala della Freedom Flotilla Coalition a fine luglio 2025 e la "Banalità del Male" di Hannah Arendt. Intanto in Italia è in atto l’implementazione e/o la riproduzione del sistema-modello su cui si fonda lo Stato sionista di Israele, genocida, bellicista, colonialista, razzista e di apartheid. https://www.academia.edu/167150933/Missione_Handala_e_Freedom_Flotilla_Tra_israelizzazione_e_militarizzazione
June 8, 2026
Antonio Mazzeo
Chiediamo l’immediata liberazione di Domenico Centrone e Dina Alberizia fermati in Libia con Global Sumud Flotilla
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DELLA RETE DEI COMITATI PER LA PACE DELLA PUGLIA ALLA QUALE L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ ADERISCE PER CHIEDERE L’IMMEDIATA LIBERAZIONE DI DOMENICO CENTRONE E DINA ALBERIZIA BLOCCATI IN LIBIA MENTRE SI RECAVANO IN PALESTINA CON IL CONVOGLIO DI TERRA DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA. Le associazioni pugliesi impegnate nella difesa della pace, dell’accoglienza, dei diritti umani e a sostegno del popolo palestinese esprimono profonda preoccupazione e indignazione per l’arresto in Libia dei nostri concittadini Domenico “Nico” Centrone, proveniente da Molfetta, e Leonarda “Dina” Alberizia, originaria di Foggia. Proprio dalla Libia è rientrata a Bari Sara Suriano, attivista andriese facente parte del gruppo base del Land Convoy, attaccato e sgomberato con la forza in circostanza ancora poco chiare e costretto a rientrare per motivi di sicurezza. I due attivisti facevano parte del Land Convoy della Global Sumud Flotilla, missione internazionale umanitaria e nonviolenta nata con l’obiettivo di rompere il blocco illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e portare solidarietà concreta alla popolazione palestinese stremata da anni di guerra, fame e devastazione. Il convoglio avrebbe dovuto raggiungere Gaza passando dal valico di Rafah, ma è stato bloccato in territorio libico, dove, oltre a Nico e Dina, altri otto partecipanti internazionali risultano trattenuti dalle autorità e dalle milizie locali in circostanze ancora poco chiare e fortemente allarmanti. Chiediamo con forza: – l’immediata liberazione di Domenico Centrone e Dina Alberizia; – il rispetto della loro incolumità fisica e dei loro diritti fondamentali; – un intervento urgente del Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e di tutte e tutti i rappresentanti pugliesi nel Parlamento italiano e presso la Commissione e il Parlamento europeo affinché venga garantito il rientro in sicurezza e nel più breve tempo possibile; – una presa di posizione chiara delle istituzioni italiane ed europee contro ogni forma di repressione nei confronti delle missioni umanitarie e di pace. Domenico e Dina sono cittadini impegnati nella solidarietà internazionale, nella difesa dei diritti umani e nella costruzione della pace. Colpire loro significa colpire il diritto dei popoli alla solidarietà, alla cooperazione e alla testimonianza nonviolenta. Colpire loro vuol dire rendersi complici del genocidio del popolo palestinese. In un tempo segnato dall’orrore della guerra e dalla tragedia umanitaria che continua a consumarsi a Gaza e in modo estremamente cruento anche in Libano, non possiamo restare in silenzio davanti a chi tenta di fermare con la forza iniziative pacifiche e umanitarie. Invitiamo associazioni, movimenti, amministrazioni locali, forze sociali e singoli cittadini e cittadine a mobilitarsi per chiedere libertà e protezione per tutti gli attivisti coinvolti e la fine delle guerre portate avanti in Medio Oriente da parte di Israele e Stati Uniti. LIBERTÀ PER DOMENICO CENTRONE E DINA ALBERIZIA! BASTA GUERRA, BASTA BLOCCHI, BASTA REPRESSIONE. Firmatari: Abusuan – Alma Terra – ANPI Puglia – APS Giraffa – ARCI Puglia – Associazione delle chiese evangeliche battiste di Puglia e Basilicata – Associazione Fornello Altamura – Associazione Italia-Palestina – AUSER Altamura – AVS Bari – Centro Studi Torre di Nebbia – Ciclomurgia – Circolo delle Formiche – COBAS Puglia – Comitato Altamura per la Pace – Comitato La Società Civile Foggia – Comitato Io Accolgo Puglia – Comitato a difesa del diritto internazionale in Terra di Palestina – Comitato Art. 11 L’Italia ripudia la guerra – Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, il riarmo e per la pace Brindisi – Comitato promotore Marcia Gravina-Altamura 2026 – Comunità palestinese di Puglia e Basilicata – Cooperativa sociale UNSOLOMONDO – DigiunoGaza – Digiuno di Giustizia in solidarietà con i Migranti – Disarma Terra – Distretto Agro ecologico delle Murge e del Bradano – Donne in Nero Bari – Emergency Puglia e Basilicata – Etnie APS Ets – Gruppo Educhiamoci alle Pace – Gruppo Lavoro Rifugiati Ets – La Casa del Popolo Bari – La Giusta Causa – Laverdevia – Legambiente Puglia- LIBERA Puglia – MEIC Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Puglia – Migrantes Arcidiocesi Bari-Bitonto – Missionari Comboniani – Movimento La Corrente Terlizzi – Movimento Nonviolento Puglia – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Origens Ets – PeaceLink – PERIPLO – Rifondazione Comunista di Puglia e provincia di Bari – Rete dei Comitati per la Pace di Puglia – Rete dei Punti Pace Pax Christi di Puglia – Rete Puglia – Squola Senza Confini Penny Wirton Bari – UDS Puglia – UDU Bari – UDU Link Foggia – UGS Bari – USB Puglia – Venerdì Libertario – Zona Franka (per aderire: retecomitapacepuglia@gmail.com) -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. 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