Le nuove Terre di Mezzo--------------------------------------------------------------------------------
Foto di ELLA DON su Unsplash
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Guerra e caos. Così si presenta il capitalismo dopo la sua evoluzione più
recente, che ha condotto a una parziale differenziazione rispetto alla prassi
neoliberalista consolidatasi negli anni Ottanta e Novanta. Entrambi i termini
contribuiscono a definire ciò che viviamo oggi come una condizione di non
eccezione (ne parliamo anche qui).
Questi due sostantivi ci richiamano automaticamente alla memoria l’Olimpo della
demenza criminale in cui si sta trasformando la Casa Bianca. Ma il trumpismo —
prima o poi, per una ragione o per un’altra — giungerà alla sua fine; la guerra
e il caos no, almeno finché non ci sarà un nuovo cambiamento nella lunga e
travagliata vita del capitalismo. Gli interessi e gli investimenti — finanziari
e politici — dietro questa evoluzione sono incommensurabili, e non prevedono
passi indietro. In gioco è una visione del mondo in cui ciò che conta di più è
il controllo strategico sulle risorse energetiche e naturali. La funzione svolta
da Israele, con tutte le conseguenze che comporta, rientra anch’essa in questa
logica.
Due aziende stanno diventando sempre più centrali nello scenario globale così
delineato. Grazie alla fama — che definirla sinistra è un eufemismo — del suo
fondatore Peter Thiel, Palantir è da qualche anno in prima pagina su giornali e
riviste di tutto il mondo. Il sistema Palantir è, in realtà, molto più della
sola Palantir. In questo sistema occupa una posizione di rilievo un’azienda che,
come la precedente, ha un nome tratto dal Signore degli Anelli, Anduril. Il
legame tra le due è strettissimo: l’una non può sopravvivere senza l’altra.
Non essendo giornalisti e non avendo quindi accesso a fonti o archivi
specializzati, abbiamo basato la ricerca iniziale su questo mondo su DeepSeek,
il chatbot cinese. La fiducia che vi si ripone ha a che fare con un elemento
incoraggiante. Ogni informazione presentata viene corredata da uno, ma spesso
più, link ad articoli che la supportano. Nella maggior parte dei casi, sono
stati pubblicati sulla stampa nordamericana, la cui lettura ha confermato le
informazioni fornite dal chatbot. Come sempre accade, i link portano ad altri
link, il che ha permesso di ricostruire — molto parzialmente, certo — una realtà
estremamente complessa.
Anduril nasce per iniziativa di un gruppo di ex collaboratori di Thiel — Brian
Schimpf, Trae Stephens e Matt Grimm — nel 2017, nell’ambito di un’iniziativa del
tutto concertata con Palantir. Il fondatore iniziale fu in realtà Palmer Luckey.
Dopo la vendita a Facebook della sua precedente azienda, per due miliardi di
dollari nel 2014, ha dato vita — insieme ai tre ex Palantir e grazie al
finanziamento di Thiel e altri speculatori finanziari di venture capital — ad
Anduril. Non fu la sola startup che Palantir finanziò. La strategia di business
insider dell’azienda di Thiel portò alla creazione di altre, tutte ben collocate
nell’orbita di Palantir. Questa strategia è diventata famosa nei media
statunitensi, e non solo, con un nome che non lascia dubbi: la Mafia di
Palantir. Peter Thiel, in sintesi, ha creato — e sta ancora perfezionando — una
macchina da guerra planetaria senza precedenti storici. Gli immensi mezzi
finanziari di cui questa macchina della morte dispone rendono la galassia
Palantir/Anduril l’attore principale nello scenario bellico che abbiamo di
fronte oggi. Inutile dire che il più grande finanziatore e utilizzatore di
queste iniziative di “tanatopolitica” è il governo degli Stati Uniti. Ma non è
il solo, come vedremo.
Anduril e Palantir stanno svolgendo un ruolo affatto centrale nel “regime di
guerra” globale. Non si tratta solo di due aziende che godono di una posizione
privilegiata per ottenere contratti ricchissimi. Peter Thiel, Palmer Luckey e
alcuni dei loro collaboratori teorizzano, suggeriscono interventi, influenzano
le scelte politiche ai livelli più alti. Il primo — oltre ad essere altre cose —
è considerato il creatore del Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, e
l’ispiratore dell’orribile e ridicolo Pete Hegseth. Il secondo, che si è
definito “sionista radicale“, ha visitato Israele segretamente e ha incontrato
il Primo Ministro Netanyahu. Del resto, anche il CEO di Palantir — Alex Karp —
non ha mai nascosto di essere un fermo sostenitore di Israele, considerando la
difesa dello stato terrorista un imperativo morale ed esistenziale.
I grandi capitali stanno scommettendo su quello che è probabilmente il più
grande affare a livello planetario, tenendo conto di tutti gli elementi che lo
circondano: la trasformazione della guerra tradizionale in guerra tecnologica
condotta da mezzi autonomi. Ancora una volta, è Israele il principale campo di
sperimentazione, ed è lì, infatti, dove Kinetica Venture Capital e 8VC di Alex
Moore stanno effettuando enormi investimenti in questa direzione. “Operavamo con
il modello della Seconda Guerra Mondiale, di carri armati e aerei… e ora è un
nuovo paradigma; stiamo ripensando tutto”, ha detto Moore in occasione della sua
prima visita in Israele, come riporta un articolo del Jerusalem Post. Il nuovo
paradigma non riguarda solo l’applicazione delle tecnologie in sé. Riguarda la
funzione della guerra, della molteplicità di guerre simultanee nella definizione
di un nuovo scenario globale. La guerra permanente sta riorganizzando il
“sistema-mondo”, la funzione delle istituzioni e delle loro relazioni. Nel
frattempo, Palantir/Anduril stanno cambiando il senso stesso della guerra.
Il gioco di squadra tra le due aziende ha definito la divisione dei compiti
strategici che si sostanzia nel motto “from Edge to Cloud“, dal campo di
battaglia al “cervello” centrale. La piattaforma di IA Lattice costituisce il
punto di forza maggiore di Anduril. Consta di un sistema di occhi, orecchie e
braccia: raccoglie dati sul campo, attraverso sensori, droni e altri
equipaggiamenti. Questi dati vengono trasferiti a Palantir, che li elabora,
definisce obiettivi e strategie da adottare a diversi livelli di scala. Detto in
modo più chiaro: “La Lattice di Anduril gestisce i dati tattici in tempo reale,
mentre l’Artificial Intelligence Platform (AIP) e il Maven Smart System
[entrambi di Palantir] gestiscono la modellazione dei dati su larga scala e il
comando a livello di teatro delle operazioni”, come riportato in un articolo di
Investing.com.
Un esempio di questa partnership — sempre a favore di Israele e del Mossad — è
l’azione che ha portato alla morte di quadri di Hezbollah negli ultimi mesi del
2024, tramite esplosivi collocati nei walkie-talkie da loro utilizzati. I dati
per realizzare l’azione sono stati raccolti ed elaborati dalle due aziende
nordamericane e successivamente tradotti in kill-chain dal Mossad e dall’IDF.
Quell’attacco rappresenta uno degli esempi più nitidi del processo di
gamification (ludicizzazione) della guerra, dove le sovrapposizioni tra realtà
“analogica” e realtà virtuale — producendo una realtà mista — sono costanti.
Così come è già avvenuto per alcuni modelli operativi in ambito lavorativo — il
caso di Amazon —, le operazioni sono gestite e attuate da operatori in centri di
comando, dove interagiscono con interfacce digitali, realtà mista e intelligenza
artificiale.
Shyam Sankar — direttore della Tecnologia di Palantir — lo ha reso molto chiaro,
dicendo che “l’arma più importante e malleabile non sono i missili, ma il
software”. Il sistema di Palantir compila i dati provenienti dal mondo reale e
li trasforma in un tabellone di gioco, dove sono rappresentati i punti di
interesse. Il computer definisce il “campo di gioco” e le azioni da compiere. In
quel momento, è Anduril che entra in gioco, eseguendo, attraverso la piattaforma
Lattice, i comandi per attivare droni e altri sistemi autonomi di intervento.
Tutto avviene su uno schermo che, dopo l'”intervento”, torna ad essere “pulito”.
Questo processo fa sì che la cosiddetta kill chain sia molto breve, come in un
videogioco. Purtroppo, Gaza, il Libano e l’Iran stanno dimostrando che si tratta
di qualcosa di ben lontano dall’essere un gioco.
Per concludere questa descrizione del modello Palantir/Anduril, potrebbe essere
utile presentare un brano estratto dal sito di Anduril, chiarificatore del modo
in cui la macchina nel suo complesso funziona:
“Forniremo un meccanismo rapido e pronto per operazionalizzare queste nuove
capacità di IA direttamente attraverso programmi di produzione della difesa già
presenti sul campo. Il Maven Smart System, basato sulla Piattaforma Palantir,
offre una piattaforma aziendale di comando missione che integra dati operativi
su larga scala e utilizza capacità basate sull’IA per migliorare e accelerare il
processo decisionale umano in missioni congiunte, quali intelligence e fuochi.
Allo stesso modo, la piattaforma software Lattice di Anduril offre una
piattaforma di autonomia di missione in prossimità (edge) che si integra
direttamente con sistemi robotici e utilizza capacità basate sull’IA per
automatizzare e orchestrare la conduzione di missioni congiunte, quali difesa
aerea e ricognizione. Anduril e Palantir stanno unendo questi sistemi
complementari, fornendo una capacità operativa continua dal campo all’azienda,
che funge da piattaforma di distribuzione per nuove applicazioni di IA che
chiunque può costruire. Questa piattaforma è già implementata e in uso da parte
di Anduril e Palantir per i propri scopi aziendali e nei contratti governativi,
il che consente a questo lavoro di iniziare immediatamente”.
La visione completa di questa macchina e delle sue funzioni va ben oltre
l’ambito strettamente bellico. La lettura globale — perfettamente in linea con
la filosofia di Thiel — della funzione degli Stati Uniti e dei loro uomini
“migliori” è contenuta nel libro di Shyam Sankar Mobilize, e ben sintetizzata da
Annie Jacobsen in una presentazione elogiativa del lavoro di Sankar. Si legge
sul sito del libro:
“Ciò di cui l’America ha bisogno sono visionari, ribelli e persino eretici per
superare l’inerzia burocratica che ha sempre impedito i cambiamenti tettonici.
Per troppo tempo, il Pentagono si è inginocchiato all’altare dei processi.
Capacitando individui eccezionali e sfruttando il potere del capitalismo e della
concorrenza, possiamo liberare il talento e la forza necessari per resuscitare
la base industriale, evitare la Terza Guerra Mondiale — e aiutare il nostro
paese a costruire, e a vincere”.
Gli interessi di Palantir e Anduril, tuttavia, non si limitano ai due paesi più
(dichiaratamente) bellicosi dei tempi spaventosi che stiamo vivendo.
L’Europa sta diventando un campo di conquista di questi due giganti made in USA,
e i risultati sono già ben visibili. Tre paesi — Regno Unito, Germania e Polonia
— hanno adottato ai massimi livelli il sistema da esse promosso, investendo
quote di capitali molto elevate. A causa della sua posizione geografica, che la
rende un paese di confine, la Polonia è senza dubbio, tra i tre paesi nominati,
quello che sta tessendo i legami più complessi con Palantir e Anduril,
nell’ambito della produzione bellica. Gli ordini attribuiti alle due aziende —
che ammontano a miliardi di dollari — prevedono l’acquisizione del sistema di IA
e cybersicurezza di Palantir, nonché la cooperazione con Anduril per quanto
riguarda il sistema di missili autonomi. Il Regno Unito, dal canto suo, è
diventato il quartier generale di Palantir in Europa. L’investimento di 1,5
miliardi di sterline servirà affinché Palantir sviluppi capacità alimentate
dall’IA — già testate in Ucraina — per accelerare il processo decisionale, la
pianificazione militare e la definizione degli obiettivi. In Germania, i
negoziati hanno coinvolto principalmente Anduril, attraverso la partnership
stabilita con il gigante tedesco della produzione industriale bellica
Rheinmetall. L’accordo prevede lo sviluppo e la produzione congiunta di sistemi
autonomi definiti dal software per le forze armate europee. Ciò significa che la
partnership tra Anduril e Rheinmetall punta a un mercato che va oltre i confini
tedeschi, poiché è “adattata alle esigenze individuali dei mercati europei e
intende riflettere la filosofia ‘costruito con, e non per'”.
Il resto del mondo non è escluso dagli interessi delle due aziende. Giappone,
Corea del Sud, India, Australia, Emirati Arabi Uniti sono solo i paesi dove le
partnership con governi e/o aziende locali sono più significative. Inutile dire
che la Cina e la Russia hanno piani equivalenti a quelli delle due aziende made
in USA. Le differenze sono formali (il ruolo dello Stato, in primo luogo), ma
anche sostanziali. Le due superpotenze hanno agito in modo da produrre
ecosistemi statali molto complessi e articolati, fondati sugli immensi fondi
finanziari di cui dispongono e sulla struttura dei loro eserciti.
In sintesi, sembra che Thiel e gli altri anarco-capitalisti si posizionino in
una nuova versione di ciò che Tolkien descrisse negli anni Cinquanta. Il Sauron
che essi rappresentano incarna il desiderio di un potere assoluto e paranoico,
da raggiungere con tutti i mezzi. L’Anticristo, evocato da Thiel come nemico
totale, assume i tratti di una Idra dalle molte teste, il cui obiettivo è
opporsi al processo di sviluppo che gli uomini “migliori” stanno imponendo alla
Terra di Mezzo. Ciò che egli definisce Anticristo non è altro che la moltitudine
di soggetti che, quotidianamente, lottano per una “vita giusta”, perché, come
sempre, dove c’è potere, c’è resistenza. (Continua).
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Articolo pubblicato originariamente su Esquerda.net
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Rodrigo Magalhães è libraio a Lisbona. Ha pubblicato Cinerama Peruana (2013,
Quetzal) e Os Corpos (2017, Quetzal). Collabora occasionalmente con riviste
online portoghesi e italiane.
Stefano Rota è ricercatore indipendente. Gestisce il blog “Transglobal”. Le sue
più recenti pubblicazioni collettive sono La fabbrica del soggetto. Ilva
1958-Amazon 2021 (Sensibili alle foglie, 2023), e in G. Ferraro (a cura di),
Altraparola. La figura di sé (Efesto Edizioni, 2024). Collabora occasionalmente
con riviste online italiane e lusofone.
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L'articolo Le nuove Terre di Mezzo proviene da Comune-info.