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28 MAGGIO 1974-2026: A BRESCIA DUE CORTEI NEL 52° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE FASCISTA, DI STATO E DELLA NATO DI PIAZZA LOGGIA
Giovedì 28 maggio 2026 ricorre il 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 a Brescia. Le organizzazioni e le realtà di base dei movimenti sociali cittadini hanno lanciato due cortei antifascisti: alle 9 del mattino, appuntamento in piazzale Cesare Battisti (metro San Faustino) per la manifestazione organizzata da centro sociale Magazzino 47, Associazione Diritti per tutti, Collettivo Onda Studentesca, Confederazione Cobas e Cub; alle 18.30, appuntamento in piazza Garibaldi per il corteo serale chiamato da Unione sportiva stella rossa, Non una di meno Brescia, Usb, Potere al popolo, Sinistra anticapitalista e altre realtà. “Contro guerre, fascismo e sfruttamento, per la giustizia sociale. Lottiamo adesso!”, sono le parole d’ordine del corteo del mattino. “Ieri bombe, oggi repressione. Stesso fascismo, sempre ribellione”, lo slogan che caratterizzerà la manifestazione serale. Come ogni anno, in Piazza della Loggia si svolgerà la commemorazione istituzionale al mattino, con la deposizione degli omaggi floreali, i minuti di silenzio alle 10.12 (orario in cui esplose la bomba nel 1974) e gli interventi dei relatori ufficiali, e, nel pomeriggio, le iniziative musicali e culturali organizzate da Cgil, Flc-Cgil, Coro Clandestino, Teatro Dioniso, La scuola per la Palestina e Appel. Su Radio Onda d’Urto abbiamo presentato le due iniziative di lotta, il corteo del mattino e quello serale, con Gabriele Bernardi, del centro sociale Magazzino 47, Maurizio Murari, della Confederazione Cobas di Brescia, e Ugo,  dell’Unione Sportiva Stella Rossa. Ascolta o scarica.  
May 26, 2026
Radio Onda d`Urto
MODENA: CORTEO ANTIFASCISTA CONTRO LE STRUMENTALIZZAZIONI RAZZISTE
Manifestazione antifascista oggi pomeriggio, sabato 23 maggio, a Modena contro le strumentalizzazioni razziste da parte di fascisti e destre reazionarie di quanto accaduto sabato scorso, 16 maggio, quando un uomo ha lanciato la propria auto ad alta velocità contro i passanti in via Emilia Centro, nel cuore della città emiliana. Mercoledì scorso, 20 maggio, i fascisti di Forza Nuova avevano organizzato un presidio per tentare di strumentalizzare in senso razzista la vicenda, dal momento che l’autore del gesto, italiano, ha origini marocchine. Durante il presidio, partecipato da una trentina di razzisti, un fascista aveva attaccato la manifestazione antifascista. Dopo alcuni momenti di tensione, la polizia in tenuta antisommossa aveva caricato antifasciste e antifascisti. Per il pomeriggio di oggi, sabato 23 maggio, l’associazione modenese di destra Areté, vicina a Futuro nazionale di Vannacci, ha organizzato una “manifestazione silenziosa” in Largo Garibaldi, sempre a Modena. Fino all’ultimo è circolata anche la voce che l’ex generale dell’esercito e leader della nuova formazione di estrema destra avesse intenzione di partecipare. Contro l’ennesimo tentativo delle destre reazionarie di strumentalizzare i fatti drammatici dello scorso fine settimana, antifasciste e antifascisti modenesi si sono dati appuntamento anche per questo sabato pomeriggio, 23 maggio, per una manifestazione antifascista che è stata partecipata da alcune centinaia di persone. La Questura ha schierato un massiccio dispositivo poliziesco per impedire ad antifasciste e antifascisti di dirigersi verso il presidio dei fascisti. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dal corteo antifascista di Federico della redazione emilianoromagnola. Ascolta o scarica.
May 23, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA CONTRO LA CALATA XENOFOBA DEI “PATRIOTI EUROPEI”. IDRANTI E LACRIMOGENI CONTRO I/LE MANIFESTANTI. LA DIRETTA
Oggi, sabato 18 aprile, la Milano antifascista e antirazzista si mobilita contro la calata xenofoba dei “Patrioti europei” organizzata dalla Lega di Salvini nel cuore del capoluogo lombardo con la parola d’ordine della “remigrazione”, a pochi giorni dal 25 aprile e sullo stesso percorso del corteo antifascista che ogni anno ricorda la Liberazione e la Resistenza. Centri sociali, associazioni, collettivi, partiti della sinistra istituzionale e numerose realtà di base antifasciste hanno lanciato quattro diversi appuntamenti di piazza con un unico obiettivo: accerchiare fascisti, razzisti e sovranisti di mezza Europa impedendone la sfilata. In Piazza Lima, alle ore 14, si sono dati appuntamento il centro sociale Cantiere, il C.O.A. T28 di via dei Transiti, L’Anpi, Non una di meno, Avs, e altre realtà dell’associazionismo. Raggiungeranno questo appuntamento anche le associazioni dei palestinesi e il centro sociale Vittoria, che hanno lanciato un pre-concentramento per la Palestina alle ore 13.30 in Piazza Argentina. Infine, c’è il concentramento lanciato dal centro sociale Lambretta e Zam, insieme ad altre realtà antifasciste, alle ore 14 in Piazza del Tricolore.   La diretta della giornata sulle frequenze di Radio Onda d’Urto: Ore 17.30 – La corrispondenza conclusiva di Francesco, inviato di Radio Onda d’Urto: i due cortei – quello partito da Piazza Lima e quello partito da Piazza Tricolore – sarebbero dovuti arrivare entrambi in Piazza S. Stefano, dove era già presente la “piazza ludica”, anche per le famiglie, intitolata “Specchio riflesso”. Lo slargo, però, è troppo piccolo per contenere le decine di migliaia di antifasciste/i che sono scesi in piazza oggi a Milano. Per questo motivo il corteo partito da Piazza Tricolore si è concluso in Porta Romana. Insieme a Francesco della redazione c’era anche Emma, compagna del collettivo Deriva del centro sociale Lambretta, per una valutazione. Ascolta o scarica. Ore 17 – Giugono in redazione, dai nostri inviati, alcune valutazioni sulla giornata di mobilitazione antifascista in corso a Milano: * Massimiliano, compagno di ZAM. Ascolta o scarica. * Giano, compagno del centro sociale Lambretta. Ascolta o scarica. Ore 16.20 – Poco dopo l’iniziativa di Non Una di Meno davanti al Tribunale, il corteo partito da Piazza del Tricolore ha raggiunto quello partito da Piazza Lima. I due serpentoni si congiungeranno per arrivare insieme in Piazza S. Stefano. Da Milano ancora Francesco, inviato di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.   Ore 16 – Azione di Non Una di Meno Milano davanti al Tribunale. Sventolati centinaia di mazzi chiavi, per ribaltare la narrazione razzista dei “Patrioti” che associa la violenza di genere all’immigrazione. “Lo stupratore ha le chiavi di casa”, ribadiscono le compagn* transfemminist* nell’intervento che ha accompagnato l’azione. La corrispondenza di Francesco della nostra redazione Ascolta o scarica Ore 15.45 – L’aggiornamento dal corteo partito da Piazza Tricolore di Elia Rosati, storico e nostro collaboratore da Milano Ascolta o scarica Ore 15.30 – L’aggiornamento dal corteo partito da Piazza Lima di Francesco della nostra redazione Ascolta o scarica Ore 15.15 – Idranti e lacrimogeni contro compagni e compagne partiti da Piazza del Tricolore. All’altezza di via Borgogna, le forze dell’ordine hanno aperto gli idranti contro i/le manifestanti che stavano cercando di avvicinarsi al percorso dei “Patrioti europei”. In risposta, lancio di  petardi dal corteo che, compatto e determinato, non arretra. Il racconto di Siham, inviata di Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica Ore 15 – Il corteo partito da Piazza Lima ha raggiunto e conquistato Piazza Oberdan, in teoria vietata dalla Questura perché troppo vicina al percorso della sfilata xenofoba dei “Patrioti europei”. Qui, dall’impianto di amplificazione sono state invitate le bande musicali e sonore presenti nel corteo a creare una sorta di “barricata sonora” per disturbare fascisti e razzisti. Il collegamento con Francesco, inviato di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.  Ore 14.50 – Anche il concentramento di Piazza del Tricolore si prepara a partire in corteo. Il collegamento con Siham, inviata di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica. Ore 14.30 – Il primo collegamento con Francesco, inviato di Radio Onda d’Urto, da Piazza Lima. Il concentramento si sta strutturando per partire in corteo aspettando anche il corteo delle associazioni palestinesi partito da Piazza Argentina. Ascolta o scarica. Ore 11.20 – Francesco, che sarà inviato a Milano per la redazione di Radio Onda d’Urto oggi pomeriggio, spiega ad ascoltatori e ascoltatrici cos’è previsto durante la giornata a Milano e come sarà organizzata la diretta sulle nostre frequenze. Ascolta o scarica. Ore 11.10 – Con il nostro collaboratore milanese Luciano Mulhbauer, nello spazio approfondimenti del sabato mattina, facciamo il punto sulle intenzioni dei “Patrioti europei” e sulla mobilitazione della Milano antifascista prevista nel pomeriggio. Ascolta o scarica.
April 18, 2026
Radio Onda d`Urto
MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA A ORZINUOVI (BRESCIA). CORRISPONDENZA DAL PRESIDIO
Presidio antifascista sabato 11 aprile a Orzinuovi, nella Bassa occidentale Bresciana, contro la presenza dei neofascisti di Forza Nuova.   L’iniziativa iniziata sabato alle ore 9 in via Arnaldo da Brescia, nei pressi delle lapidi commemorative dei giovani orceani trucidati dai fascisti il 26 aprile 1945: Annibale Moneta, Camillo Grazioli, Andrea Mainardi, Severino Micheli. Dal presidio in corso sabato mattina, abbiamo raggiunto Francesco Anselmi dell’Anpi di Orzinuovi. Ascolta o scarica Il presidio nasce dopo il via libera del Comune di Orzinuovi a un gazebo dei fascisti di Forza Nuova, spostato dalla Questura  – dopo le proteste diffuse – nella zona dei non distanti giardini pubblici. La Giunta comunale di destra di Orzinuovi aveva invece respinto nei giorni scorsi la richiesta dell’Anpi provinciale di togliere l’autorizzazione al gazebo dei fascisti. Da qui l’annuncio del presidio antifascista, con Anpi Orzinuovi, Anpi provinciale, opposizione orceana e una ventina tra partiti, sindacati e associazioni antifasciste. A organizzare l’iniziativa – si legge in una nota diffusa congiuntamente – “Anpi Orzinuovi, Anpi provinciale di Brescia, Gruppo Consiliare Orzifutura, il Centro Democratico Brescia, la CGIL Brescia, la CISL Brescia, Italia Viva Brescia, il Partito Democratico Orzinuovi Orzivecchi, Possibile Brescia, Sinistra italiana AVS Brescia, l’ Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba Circolo bassa bresciana, Brescia per Mediterranea, la Casa del Popolo Borgo San Giacomo, il Circolo Legambiente Valle dell’Oglio, il Collettivo linea rossa bassa bresciana, lo accolgo Brescia, il Movimento non violento Brescia, l’associazione Orzifutura, il gruppo Partecipiamo Orzinuovi, l’associazione Ta.l.is.mano, l’associazione TanaLiberiTutti”. La presentazione dell’iniziativa di Orzinuovi su Radio Onda d’Urto Lucio Pedroni, presidente dell’Anpi provinciale di Brescia. Ascolta o scarica.
April 11, 2026
Radio Onda d`Urto
“MESTRE È ANTIFASCISTA”. PARTECIPATO CORTEO CONTRO FORZA NUOVA
“Mestre è antifascista, no al corteo di Forza Nuova”. Con queste parole d’ordine il centro sociale Rivolta e il laboratorio climatico Pandora hanno organizzato una mobilitazione antifascista sulla terra ferma di Venezia, martedì 31 marzo, per impedire un corteo annunciato dai fascisti. Centinaia di persone radunatesi davanti alla chiesa della Madonna di Lourdes. Poi, in serata il presidio si è trasformato in corteo e ha raggiunto l’obiettivo prefissatosi: impedire il corteo di uno sparuto gruppo di fascisti di Forza Nuova, “arrivati addirittura da tutto il Veneto”, fa sapere il centro sociale Rivolta. Il bilancio della manifestazione con Sebastiano, del Rivolta. Ascolta o scarica.
April 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Giuliano Vassalli non è il “padre spirituale” della Riforma Nordio
Il governo Meloni e più in generale il fronte del SI’ in questi mesi hanno cercato di arruolare post-mortem il grande giurista e partigiano Giuliano Vassalli come garante della Riforma costituzionale Nordio. La riforma, che separa le carriere di giudici e pubblici ministeri, viene descritta dal Fronte del Sì come il necessario completamento di un processo penale che deve svolgersi davanti a un giudice terzo con accusa e difesa poste su un piano di parità: in sostanza sarebbe l’istituzionalizzazione finale del sistema accusatorio, modello su cui si fonda l’impianto del nostro sistema di giustizia. Il Ministro Nordio addirittura cita Vassalli come “padre spirituale” della Riforma, ma la storia smentisce la propaganda e dice l’esatto contrario. Giuliano Vassalli (Perugia, 25 aprile 1915 – Roma, 21 ottobre 2009) è stato un grande partigiano, antifascista, storico militante socialista, illustre giurista e politico italiano, nonchè presidente della Corte Costituzionale dall’11 novembre 1999 al 13 febbraio 2000 ed è considerato il Padre del Codice di Procedura Penale di stampo accusatorio del 1988, in quanto da lui formulato in veste di Ministro della Giustizia (1987-1991). Nel secondo dopoguerra si afferma come uno dei più autorevoli politici italiani. E’ dal 1974, subito dopo la battaglia comune con i Radicali per il divorzio, che Giuliano Vassalli propose al Partito Socialista la sua bozza complessiva per “una giustizia giusta” – così la titolò – che, oltre la separazione delle carriere dei magistrati prevedeva anche la responsabilità civile/penale dei magistrati. Dal 29 luglio 1987 al 2 febbraio 1991 è stato Ministro di Grazia e Giustizia nei governi Goria, De Mita e Andreotti VI. Durante il suo mandato presenta il disegno di legge delega per la Riforma del Codice di Procedura Penale che segue i precedenti progetti rimasti al palo a causa dello scioglimento anticipato della legislatura o di difficoltà di ordine politico. Il modello fondamentale su cui si formerà il nuovo codice è quello accusatorio, contrapposto a quello inquisitorio, modello invece appartenente al Codice Rocco risalente al ventennio fascista. Il processo si risolve in un “actus trium personarum”, nel quale è il pubblico ministero (PM) che indaga ed esercita l’azione penale, l’imputato che si difende ed il giudice che decide, in base a prove selezionate dalle parti ed acquisite in contraddittorio. È ribadita la presunzione di non colpevolezza, già contenuta nella Costituzione, e non è prevista la custodia cautelare dell’imputato, durante il processo, se non in casi eccezionali per la necessità di non disperdere la prova. Il nuovo codice, redatto da una commissione presieduta da Giandomenico Pisapia, venne approvato nel 1988 ed entrò in vigore nel 1989 (codice che tuttavia sarà sottoposto nel tempo a pesanti modificazioni). Sempre nel 1987 presenta un disegno di legge di riforma parziale del Codice di Procedura Civile, che sarà approvato, con numerose integrazioni, nel 1990. Nello stesso anno insedia una commissione di docenti universitari, presieduta da Antonio Pagliaro, con il mandato di mettere a punto un disegno di legge delega di riforma del codice penale (la commissione terminerà i suoi lavori presentando una proposta, alla quale seguiranno ulteriori progetti redatti da successive commissioni). Vassalli sosteneva convintamente che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri fosse la naturale e necessaria conseguenza per il corretto funzionamento del nuovo processo, ritenendo che senza una netta distinzione tra chi accusa e chi giudica, il sistema accusatorio non potesse funzionare appieno. Vassalli Vassalli fu chiarissimo ed esplicito sulla separazione delle carriere, partendo dagli orientamenti in tal senso di Giacomo Matteotti. Riteneva la separazione delle carriere indispensabile per garantire la terzietà del giudice e l’equilibrio tra accusa e difesa, principi ispiratori della sua riforma che ha superato il precedente modello inquisitorio. Vassalli sosteneva che l’unificazione delle carriere fosse un retaggio inquisitorio incompatibile con il nuovo sistema e che il sistema accusatorio non potesse funzionare pienamente senza la netta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti (PM), operazione rimasta incompiuta. In sintesi, per Vassalli, la separazione non era una mossa politica, ma un’esigenza tecnica e di garanzia per un processo più giusto e credibile. Pensiero che si può condividere o meno, ma pur sempre rimane il pensiero di un grande giurista che ha fatto la storia della giurisdizione in Italia. E’ proprio per queste sue posizione che il pensiero di Vassalli è oggi centrale nel dibattito sulla riforma costituzionale del Ministro Nordio, il quale riabilita il grande giurista come “padre spirituale” della sua riforma sulla separazione delle carriere in Italia, promuovendola come completamento della riforma del processo penale di Vassalli. L’1 marzo 2026 è uscito un importante articolo su La Repubblica scritto da Benedetta Tobagi e dal Professor Mitja Gialuz, ordinario di Diritto processuale penale, sulle menzogne che circolano da mesi nel dibattito pubblico per cercare di attribuire la paternità della modifica costituzionale Nordio-Meloni al defunto giurista. Spesso sui social sono girate immagini con due citazioni risalenti presumibilmente a Vassalli e citate in un’intervista avvenuta il 19 febbraio 1987 e destinata – in forma più ristretta – alla pubblicazione sul Financial Times (FT) dal titolo “La legge delega ed il nuovo processo penale. L’Ordinamento giudiziario in Italia oggi”. Le citazioni affermano: «parlare di sistema accusatorio laddove il pubblico ministero è un magistrato uguale al giudice … che continuerà a far parte della stessa carriera, degli stessi ruoli… essere colleghi eccetera, è uno dei tanti elementi che non rendono molto leale parlare di sistema accusatorio»; «Senza separazione delle carriere, la mia riforma di codice di procedura penale non funzionerà». Verificando sul sito dell’archivio storico del FT questa intervista, però, non sembra esistere. Tobagi e Gialuz sono andati a verificare nell’archivio del quotidiano americano, ma non hanno trovato nessuna intervista. Solo un articolo senza firma su altri temi, con appena due battute di Vassalli alla fine (che non riguardano la separazione delle carriere). Ad esistere c’è solo il dattiloscritto della sbobinatura di una conversazione avvenuta tra l’intervistatore Torquil Dick Erickson e Vassalli, fornita dall’intervistatore a Panorama nel luglio 2024 e ripubblicata recentemente dalla rivista in un articolo. Nel dattiloscritto si trovano solo tre righe in cui si parla, in termini generali, di separazione delle carriere, ma non c’è nulla che possa far pensare che Vassalli avrebbe gradito questa modifica costituzionale, oltre a non esserci un testo rivisto da Vassalli o proveniente dalle sue carte. Nell’articolo su La Repubblica e nell’articolo a firma del solo Prof Gialuz – pubblicato su Sistema Penale -si richiama chiaramente l’orientamento di Vassalli a una più netta separazione di funzioni tra giudici e pm, ma si sottolinea – a partire da fonti e testimonianze reali, anche attraverso le autorevoli voci di Enzo Cheli e Giorgio Lattanzi – l’enorme distanza di Vassalli, per quanto ha detto e scritto nella sua vita, da una modifica costituzionale come quella in discussione(che fa ben più che semplicemente separare le carriere). Sembra che il Fronte del Sì preferisca decontestualizzare le affermazioni di un convinto difensore della Costituzione per giustificare la sua mutilazione. Vassalli infatti si espresse in modo categorico contro le “modifiche di sistema” della Costituzione che stravolgessero l’impianto dei padri e delle madri costituenti. In un’intervista del 2007, dichiarò: “Io sono per il mantenimento il più possibile della Costituzione”. Vassalli, pur essendo favorevole alla separazione delle carriere, si espresse sempre contrario ad una riforma costituzionale in tal senso. Per Vassalli, la separazione delle carriere non richiedeva alcuna revisione della Legge Fondamentale e fu proprio lui, da Presidente della Consulta – attraverso la Sentenza 37/2000 -, a sancire che la Costituzione è già compatibile con la separazione, attuabile tramite semplice legge ordinaria. Vassalli non ha mai avallato lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura o di eleggere i membri tramite questo sorteggio – pilastri dell’attuale proposta di Nordio – che Vassalli avrebbe invece considerato estranei al nostro impianto democratico. Per lui, infatti, l’indipendenza della magistratura era un pilastro non negoziabile. Non esiste alcun testo in cui Vassalli sostiene che sarebbe opportuno creare un organo del genere, né tantomeno che nei suoi collegi i magistrati debbano avere solo una rappresentanza e non una maggioranza. Non lo ha mai scritto, mai detto, mai proposto. Non si trova nessun discorso, nessuna intervista, nessun documento ufficiale in cui lui si sarebbe espresso a favore di un organo speciale come l’Alta Corte disciplinare prevista nella riforma Nordio.Vassalli, da giurista finissimo e garantista qual era non ha mai sostenuto – né apertamente né tra le righe – i meccanismi previsti oggi dalla riforma. Evocare una delle più importanti figure della storia della giustizia italiana per mettere il timbro di legittimità su una riforma, oltre ad essere storicamente falso, è una scorciatoia retorica, un tentativo di mettere un’aura di autorevolezza su qualcosa che dovrebbe essere discusso apertamente e laicamente. Il suo pensiero va letto, non reinventato. E soprattutto non usato come slogan per sostenere posizioni che non ha mai espresso. Come ha dichiarato Democrazia Atea: “Citare Vassalli per cambiare 7 articoli della Carta non è un omaggio, è una distorsione storica. Non serve mutilare 7 articoli della Costituzione per attuarla. Chi usa il nome di Vassalli per giustificare questo attacco alla Costituzione compie un’operazione di puro sciacallaggio intellettuale.”   Per maggiori approfondimenti: https://shopdata.giuffre.it/media/estratti/ESTRATTO_024217256.pdf https://www.sistemapenale.it/it/opinioni/gialuz-giuliano-vassalli-e-la-riforma- costituzionale-della-magistratura http://www.osservatoriosullalegalita.org/26/acom/03/01violacost.htm La presunta intervista di Giuliano Vassalli al Financial Times, 19 febbraio 1987 https://www.panorama.it/attualita/politica/vassalli-intervista-separazione- carriere-giustizia Oliviero Mazza, “La separazione delle carriere e il processo accusatorio”  https://dirittodidifesa.eu/la-separazione-delle-carriere-e-il-processo-accusatorio-in-una-conversazione-con-giuliano-vassalli-di-oliviero-mazza/ Lorenzo Poli
March 18, 2026
Pressenza
Valerio Verbano. La verità è rivoluzionaria
“Un giovane autonomo ucciso dai fascisti negli anni di piombo“. Quante volte abbiamo letto questa frase per ricordare il compagno Valerio? Troppe volte e sempre abbiamo pensato, noi vecchi compagni e vecchie compagne che hanno vissuto quegli anni insieme a lui, che si sviliva la vera identità di Valerio. Valerio […] L'articolo Valerio Verbano. La verità è rivoluzionaria su Contropiano.
February 18, 2026
Contropiano
Roma. Sabato presidio antifascista a Tor Pignattara
Sta circolando la notizia che per sabato 6 dicembre alle 18, al Parco Sangalli di Torpignattara, Forza Nuova ha convocato una manifestazione con il solito pretesto della “difesa di Roma”: una narrazione tossica, costruita per alimentare paura, razzismo e divisioni, come già visto in altre loro iniziative, comprese quelle legate […] L'articolo Roma. Sabato presidio antifascista a Tor Pignattara su Contropiano.
December 3, 2025
Contropiano
Roma. Sui fatti della Sinagoga a Monteverde facciamo chiarezza
Il 30 novembre si è svolto il corteo contro le aggressioni sioniste nel nostro quartiere e il genocidio in Palestina, indetto dall’assemblea di Monteverde Antifascista e dalle realtà del quadrante di Roma Sud. Un corteo partecipato da tantissime giovani, realtà sociali e persone del quartiere e non solo. Un corteo […] L'articolo Roma. Sui fatti della Sinagoga a Monteverde facciamo chiarezza su Contropiano.
December 2, 2025
Contropiano
Piacenza antifascista e antirazzista si mobilita contro le aggressioni
Mercoledì 25 giugno, dopo un corteo indetto dai gruppi nazifascisti piacentini contro “il degrado”, un branco dei loro adepti ha aggredito due ragazzi migranti al grido “i nordafricani non devono stare qui”. I due giovani, figli del nostro Benkara, delegato USB nell’hub di IKEA, sono finiti all’ospedale e secondo le […] L'articolo Piacenza antifascista e antirazzista si mobilita contro le aggressioni su Contropiano.
July 3, 2025
Contropiano