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L’accanimento continua: Giorgio di nuovo in carcere
Nella serata di venerdì, senza alcuna avvisaglia, Giorgio è stato prelevato dai Carabinieri di Susa dalla sua dimora sopra la Credenza a Bussoleno e tradotto nel carcere delle Vallette. A determinare il ritorno in casa circondariale è stata la revoca della misura alternativa concessagli dal Tribunale di Sorveglianza, a seguito […] L'articolo L’accanimento continua: Giorgio di nuovo in carcere su Contropiano.
August 22, 2026
Contropiano
Sorvegliare e punire con l’intelligenza artificiale
Uno-due. Il decreto legislativo recepisce il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e lo rende una questione di polizia accelera e, con ogni probabilità, già oggi verrà licenziato. Nel frattempo Fratelli d’Italia presenta la sua proposta di legge per far sì che chi scende in piazza a manifestare possa essere accusato di […] L'articolo Sorvegliare e punire con l’intelligenza artificiale su Contropiano.
July 31, 2026
Contropiano
aggiornamento Presidio della Piana
Stamattina la posa delle tende per il Presidio Itinerante nella piana di Susa è stata negata da un ingente dispiegamento di celere e digos su tutti i tre punti previsi dal campeggio: Traduerivi, il presidio di San Giuliano e Farmacia Viva. Ad attivare le forze dell’ordine l’indizione nella notte di zone rosse su gran parte del territorio valsusino, un emendamento reso possibile dall’ultimo decreto sicurezza. Il presidio si è spostato alla piazza del mercato di Susa, per maggiori info seguire il canale telegram: Presidio di San Giuliano
aggiornamento Presidio della Piana
Stamattina la posa delle tende per il Presidio Itinerante nella piana di Susa è stata negata da un ingente dispiegamento di celere e digos su tutti i tre punti previsi dal campeggio: Traduerivi, il presidio di San Giuliano e Farmacia Viva. Ad attivare le forze dell’ordine l’indizione nella notte di zone rosse su gran parte del territorio valsusino, un emendamento reso possibile dall’ultimo decreto sicurezza. Il presidio si è spostato alla piazza del mercato di Susa, per maggiori info seguire il canale telegram: Presidio di San Giuliano
July 30, 2026
Radio Blackout
La 230ma Presenza di Pace in un fine settimana difficile
Con le Presenze di Pace sabato 25 luglio siamo arrivati al 230° momento. Ebbene sì, più di quattro anni, persone diverse, a volte diversissime si sono riunite in barba alle condizioni meteo per dire, urlare, sostenere il proprio no alle guerre a partire dal no al riarmo nucleare e alla richiesta di ratifica dell’accordo sulle armi nucleari, cosa che in Italia non è ancora stata fatta. Un sabato a dire no alla guerra, “quanti direbbero si vogliamo la guerra?” tra i passanti casualmente fermati con la domanda: ma tu sei a favore della guerra?” nessuna risposta affermativa e fortunatamente possiamo dire. Eppure non è stato un sabato pacifico. Uno degli interventi ha richiamato l’attenzione sull’innalzamento della tensione fra Iran e Stati Uniti, tra minacce di Trump, attacchi a navi mercantili e droni. Proprio nella mattinata di sabato, mentre in piazza ci si riuniva per la Presenza di Pace, il regime ucraino attaccava una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, causando la morte di un marinaio e il ferimento di un altro. Mentre in piazza Carignano parlavamo e chiedevamo la pace, nonostante tutto, in Val di Susa, a meno di un’ora da Torino, era già attivo il Festival dell’Alta Felicità. Una tre giorni di musica, incontri e dibattiti e una manifestazione, proprio il sabato per ribadire e urlare il NO di tutta la comunità della valle. Parliamo proprio di comunità, non solo giovani alternativi, come a volte vengono descritti ma proprio tutti gli abitanti della Valle, famiglie, anziani, anche amministratori pubblici, contrari alla distruzione del proprio territorio a favore dell’arricchimento di alcuni. Sabato, giorno centrale del Festival, si è tenuta la consueta manifestazione che ha toccato tutti i cantieri aperti, 20.000 persone, una vera marea che percorso strade e sentieri, salire per chi non era riuscito ad arrivare prima è stato complicato. Lunedì, a Festival concluso, è stato ancora peggio tornare a casa.  Nella mattinata Giorgia Meloni e Matteo Piantedosi sono arrivati in elicottero per visitare i cantieri, mentre le forze dell’ordine sottoponevano a controlli i partecipanti che stavano lasciando la valle. Immediata la risposta del Movimento NoTav che, velocemente, ha convocato una conferenza stampa proprio per rispondere allo stato intimidatorio venutosi a creare. Riportiamo le parole di Nicoletta Dosio, storica attivista del movimento: “Abbiamo praticato il diritto alla difesa anche sui cantieri ma ci viene imputata la devastazione del cantiere di Chiomonte: ebbene la devastazione noi l’abbiamo trovata giorno dopo giorno su questo territorio e il vero dire no è dire no a quella devastazione”. Parole riportate sul loro sito dove continuano “sottolineando che la bellezza di una Valle è stata trasformata in un deserto e il deserto che vorrebbero è anche economico e sociale oltre che ambientale. La grande opera doveva essere una linea passeggeri, poi una linea per le merci e oggi, secondo i suoi promotori, è sempre più necessaria. Questo perché un’opera del genere deve diventare “strumento per trasportare armi e eserciti. Ma noi siamo contro la guerra. Noi diciamo no a questi disegni dell’Europa di Maastricht della Nato”. “Si è parlato di violenza ma la violenza è quella che noi da trent’anni subiamo con la militarizzazione che anche oggi viene riproposta con i blocchi di questa mattina per uscire da Venaus”, queste sono invece le parole di Matilde, giovane attivista, anche lei presente alla conferenza. E poiché questo finale di luglio non è caldo soltanto dal punto di vista meteorologico, non si può ignorare quanto sta accadendo in Cisgiordania. Sabato notte sono state date alle fiamme due moschee. Vari villaggi sono stati attaccati. L’aumento dell’aggressività dei coloni era già stato segnalato dal gruppo Castelnuovo per la Palestina in un incontro tenutosi mercoledì sera a Casalborgone. La situazione è, purtroppo, presto peggiorata anche se non occupa un primo piano nelle notizie che vengono diffuse e se lo sono non sempre vengono comunicate in modo corretto. Il comitato spontaneo Rete Cuneo per la Palestina ce ne fornisce un esempio. In un loro comunicato stampa scrivono: “Il 24 luglio 2026, al TG1 delle ore 20:00, il giornalista Giovan Battista Brunori ha aperto il servizio sui fatti di Tell con queste parole: «Vicino all’insediamento israeliano di Avat Gilad, non lontano da Nablus, un gruppo di palestinesi ha attaccato alcuni israeliani che stavano facendo una escursione e è scoppiato uno scontro»”. Secondo il comunicato invece “quel giorno un gruppo di coloni armati provenienti da quell’insediamento era entrato con la forza nelle case e nei terreni del villaggio palestinese di Tell, un’area interdetta ai civili israeliani. Il bilancio di questa aggressione è tragico: sono state uccise quattro persone della stessa famiglia, Farooq Ramadan, 41 anni, Imran, 33 anni, Ibrahim, 31, Jawad, 28, e altre quattro sono rimaste ferite in condizioni critiche. Nelle ore successive i coloni hanno attaccato altri cinque villaggi intorno a Nablus” e continuano: “Definire escursionisti degli aggressori armati e descrivere come attacco palestinese il tentativo di difesa di una comunità assediata è un atto di sciacallaggio mediatico”. Per questo motivo il comitato ha presentato un esposto. Insomma, quello che è ancora positivo è il coraggio, la tenacia è la voglia di non mollare, da Matilde e Nicoletta in Val di Susa, agli attivisti che cercano di sostenere le comunità palestinesi, fino a chi, ogni sabato, continua a partecipare alle Presenze di Pace. Duecentotrenta volte, ostinatamente. Sara Panarella
July 29, 2026
Pressenza
È un fatto di clima e non di voglia
Lo Stato non può chiedere fiducia mentre costruisce l’impunità delle proprie forze di polizia La politica ama ripetere che la sicurezza nasce dalla fiducia nelle istituzioni. È un principio condivisibile, ma che vale in entrambe le direzioni. La fiducia non può essere pretesa: deve essere conquistata. E si conquista quando […] L'articolo È un fatto di clima e non di voglia su Contropiano.
July 29, 2026
Contropiano
#notav #nowar Fiero e orgoglioso di essere stato invitato ad intervenire domenica mattina in #ValSusa al Festival dell'Alta Felicità per denunciare la militarizzazione dei territori e il processo di israelizzazione della società e dell'economia italiana. La mia vicinanza e fratellanza con il Movimento No Tav. La violenza è nella Guerra e tra gli apparati che la finanziano e promuovono.
July 28, 2026
Antonio Mazzeo
Festival dell’Alta Felicità, 10ma Edizione: Non fermerete il vento
> «NON SIAMO TERRORIST3 NON SIAMO COME I MEDIA CERCANO DI DIPINGERCI. > SIAMO STUDENT3, LAVORATOR3, DISOCCUPAT3: SIAMO PERSONE COMUNI CHE SI STANNO > RIBELLANDO A QUESTO MARCIO SISTEMA. SIAMO UNA COMUNITÀ CHE DA 30 ANNI A QUESTA > PARTE METTE DA PARTE I PROPRI IMPEGNI E LA PROPRIA VITA PRIVATA PER DIFENDERE > LA PROPRIA TERRA E IL FUTURO DI TUTT3, SPESSO ANCHE RISCHIANDO DI > COMPROMETTERE IL PROPRIO. NESSUNO CI PAGA PER PARTECIPARE ALLA LOTTA E > SOPRATTUTTO NESSUNO DI NOI SI DIVERTE A FARSI PICCHIARE E A RISCHIARE > L’ARRESTO OGNI VOLTA CHE PARTECIPA A UNA MANIFESTAZIONE O PARLA A UN > MEGAFONO…»_ Questo postavo sulla mia pagina Facebook il 16 aprile 2021 per denunciare ciò che era successo solo qualche ora prima nella piana di San Didero, non lontano da dove sono nato e cresciuto. Quell’unico polmone verde rimasto in bassa Val di Susa, che da settimane cercavamo di difendere, era stato requisito con la forza dalle FFOO: in piena notte, a colpi di lacrimogeni e manganelli, impressionante sfilata di plotoni armati contro una cittadinanza inerme, l’ennesima (e tutt’altro che ultima) violenza contro una Valle che da trent’anni sta cercando in tutti i modi possibili di difendersi, motivando in tutti i modi possibili il proprio dissenso nei confronti di un’opera da tutti definita totalmente inutile oltre che dannosa. Sono passati più di cinque anni da quella mia riflessione/sfogo, ma alla luce dei fatti di sabato 25 luglio (gli scontri al cantiere di Chiomonte, in occasione della 10ma Edizione del Festival dell’Alta Felicita – ndr) le motivazioni rimangono le stesse. E normale che queste genere di azioni, diciamo “più eclatanti”, non vengano capite: in uno Stato “di diritto”, nessuno si sognerebbe di metterle in pratica. Purtroppo, però, diventano necessarie. Oggi non ci sono più i 5 Stelle al governo del Paese come a Torino, o i Verdi a Lione. E chiunque abbia millantato in passato di prendere le nostre parti, quando ha avuto la possibilità di cambiare le cose, non lo ha fatto. E ora, che ancor più di ieri abbiamo tutti contro, il potere si dispera perché, anziché protestare con le mani alzate e la testa bassa, quella testa continuiamo a rialzarla con coraggio, mossi dalla consapevolezza di avere ragione. Se pensate che il milione di euro di danni di cui parlano i giornali sia una cifra così enorme, considerate che l’opera costerebbe 15.000 volte di più: quando mai potrà considerarsi “finita” perché il tunnel non è ancora nemmeno iniziato, come ha recentemente confermato un sopraluogo di parlamentari francesi oltre che italiani. Pensate a cosa significhi vivere in una valle alpina, in cui prima c’erano solo prati e boschi e che adesso è invasa da ben quattro cantieri giganteschi. Pensate, per chi soffre di malattie polmonari o ha perso persone care a causa di un tumore, cosa significhi vivere con l’ansia costante che le polveri sottili liberate dai lavori possano portare via qualcun altro dalla propria vita. E pensate a cosa significhi essere cacciati dalla casa in cui si è vissuti per tutta la vita, o guardare dalla propria centinaia di militari e forze dell’ordine ogni giorno, per giunta “difesi”dalle concertine israeliane. Pensate a cosa significhi provare a esprimere la propria legittima opinione senza essere mai ascoltati e, ogni volta, essere picchiati, arrestati o gasati. Di studi scientifici sull’opera ne sono stati fatti a centinaia. Di manifestazioni e presidi “pacifici” ne abbiamo organizzati migliaia. E di comunicati stampa e prese di parola ancora di più. Eppure nessun media tradizionale ha mai parlato di noi e delle nostre motivazioni, se non quando ci siamo trovati costretti a difenderci, nei confronti di uno Stato che festeggia, mentre la nostra valle muore ogni giorno di più attorno a noi. In Val di Susa non si sta combattendo solo contro un’opera, ma soprattutto contro unamafia che è onnipresente, che muove miliardi e guadagna dagli appalti che le ruotano attorno. Una mafia che è la spina dorsale di un sistema economico che deturpa i territori, distrugge la sanità e la scuola, abbassa gli stipendi e aumenta il costo della vita a spese degli ultimi, concentrando la ricchezza nelle mani di pochi. La verità è che siamo esasperati sì, e giustamente incazzati! E ciò che è successo l’altro giorno era probabilmente l’unico modo per dimostrarlo. E mentre si cerca ancora una volta di dividere l’opinione pubblica tra i 500 incappucciati “cattivi”, che hanno compiuto quelle “azioni”, e gli altri 20.000 “buoni”, che si sono limitati a marciare, la verità, che chi era lì conosce, è che non c’è alcuna differenza. Perché anche chi non era fisicamente dentro al cantiere tifava per chi lo era, ma, per inesperienza, per paura della repressione o per età, ha deciso di non prenderne parte. Grazie a chi, dal Festival dell’Alta Felicità, ha partecipato al corteo e grazie a chi è stato o è stata in prima linea: mettendosi a rischio, per sostenere la nostra causa ed essere parte attiva del cambiamento che auspichiamo in questo mondo malato. Come scrivevo cinque anni, “siamo la natura che si sta ribellando e che non si sta solo opponendo ad un treno o ad uno stato sordo, ma contro un intero sistema economico che sfrutta mari, montagne, foreste e persone per trarne profitto. In questa valle ci siamo nat*, ci siamo cresciut* e ci rifiutiamo di vederla soccombere sotto il cemento un metro alla volta, come del resto tutto il mondo che ci circonda. (…) Difendere una valle non significa solo esprimere attaccamento per il territorio che ti è caro e cui appartieni, vuol dire tenere accesa la speranza per un futuro più giusto in cui un albero vale più di un nuovo centro commerciale, o qualsiasi “grande opera”. Un futuro in cui la vita e la salute delle persone valgono più della devastazione e delle mazzette passate sottobanco.” Dedico queste parole a Chimi, a Carlo Giuliani, a Sole e Baleno, a tutti coloro che negli anni hanno contribuito a questo straordinario movimento… e magari ora non ci sono più ma continuano a indicarci la via da lassù. > FATEVENE UNA RAGIONE: NON FERMERETE IL VENTO! Centro Sereno Regis
July 27, 2026
Pressenza
La realtà fa capolino: il Tav è vicino ad affondare
La linea ad alta velocità Torino-Lione si trova in una fase critica del suo sviluppo, con una combinazione di sfide ingegneristiche, ritardi logistici e un’incertezza finanziaria che ne mettono in dubbio non tanto la realizzazione nei tempi e nei costi previsti ma proprio la costruzione dell’opera che rischia così di […] L'articolo La realtà fa capolino: il Tav è vicino ad affondare su Contropiano.
July 27, 2026
Contropiano