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Terra, acqua e semi
-------------------------------------------------------------------------------- Foto Caravane Ouest Africaine Terre et Eau -------------------------------------------------------------------------------- Si è concluso l’8 agosto, con una marcia per le strade della città guidata dalla Convergenza contro l’accaparramento di terra, acqua e semi, un Forum che ha mostrato la forza raggiunta in dieci anni dai movimenti sociali e dalle organizzazioni della società civile africana. Dieci anni durante i quali organizzazioni contadine, produttori, pastoralisti, pescatori e movimenti sociali hanno imparato a riconoscersi nelle stesse battaglie, mettendo in relazione ciò che troppo spesso le politiche dividono: la terra dall’acqua, le sementi dalla biodiversità, la produzione dal commercio, la sovranità alimentare dalla giustizia sociale. Nata dal basso e rimasta una piattaforma informale, la Convergenza è diventata nel tempo uno spazio politico capace di collegare territori e Paesi dell’Africa occidentale, esperienze locali e mobilitazioni regionali, fino a raggiungere gli spazi internazionali. Il percorso che ha portato al Forum ha messo insieme solidarietà, proposte concrete e una riflessione su forme di organizzazione comunitaria che spesso non trovano spazio nei modelli di sviluppo costruiti dall’esterno. La celebrazione dei dieci anni è stata accompagnata dal riconoscimento e dalla benedizione dei capi tradizionali africani, in un momento dal forte valore simbolico: le lotte contemporanee per la difesa dei territori si sono così ricongiunte a una storia più lunga di custodia della terra, dei saperi e delle risorse comuni. Ma cosa significa oggi questa convergenza? Significa innanzitutto affermare che terra, acqua e semi non sono semplici fattori produttivi. Sono le condizioni della vita, della produzione alimentare e della possibilità stessa per le comunità di decidere del proprio futuro. Da questa consapevolezza nasce anche la richiesta di ripensare i modelli agricoli e commerciali. In Africa occidentale, molti paesi continuano a esportare materie prime mentre la trasformazione e il valore aggiunto vengono realizzati altrove. Per i movimenti contadini, cambiare questo modello significa investire nella trasformazione locale, nei mercati territoriali e in forme di commercio capaci di garantire ai produttori un prezzo che copra i costi di produzione e permetta una vita dignitosa. La Via Campesina e il ROPPA hanno avviato proprio su questo un lavoro comune, insieme ad altre organizzazioni di pastoralisti, pescatori, consumatori e movimenti sociali. La stessa logica attraversa la battaglia per la terra. La riforma agraria è tornata al centro dell’agenda politica come condizione per garantire a chi produce l’accesso e l’uso della terra. E senza terra non c’è neppure sovranità sulle sementi. Lo ha ricordato con particolare forza la conferenza dedicata a René Segbenou, figura emblematica della difesa delle sementi contadine e dell’agroecologia in Benin. Il suo lascito è stato riassunto in una frase: «Chi perde le proprie sementi perde la propria sovranità». La semente non è infatti soltanto un input agricolo. È memoria, cultura, biodiversità e autonomia. Difendere la possibilità dei contadini di conservare, riprodurre e scambiare le proprie sementi significa difendere il diritto delle comunità a decidere cosa coltivare e cosa mangiare. Anche su questo fronte, però, la posta in gioco è alta. I movimenti denunciano la crescente privatizzazione delle sementi e i rischi legati ai sistemi di proprietà intellettuale, chiedendo un riconoscimento effettivo dei sistemi sementieri contadini e dei saperi che li accompagnano. Terra, acqua e sementi tornano così a ricomporsi in un’unica questione: chi controlla le risorse fondamentali per produrre e vivere? È una domanda che il Forum ha esteso anche alle grandi questioni economiche e geopolitiche che attraversano oggi il continente. Si è parlato del debito definito illegittimo, che restringe lo spazio di scelta di molti governi africani e finisce per scaricare i suoi costi sulle popolazioni, alimentando dipendenze, esportazioni forzate ed estrattivismo. E si è parlato di migrazioni, denunciando la disumanizzazione di persone che si muovono alla ricerca di sicurezza e di una vita migliore e la loro trasformazione in strumenti di negoziazione politica. Il movimento sociale maghrebino e il Comitato dei rifugiati libici hanno avuto un ruolo particolarmente attivo nel Forum e hanno elaborato un proprio comunicato finale. A unire questioni apparentemente così diverse è una stessa domanda sul potere di decidere: chi decide sull’uso della terra? Chi controlla le sementi? Chi stabilisce le regole del commercio? Chi decide come utilizzare le risorse pubbliche? E chi decide sulle politiche che riguardano le persone che migrano? È anche da qui che è partita la riflessione sulla decolonizzazione della cooperazione. Non basta cambiare il linguaggio della cooperazione se rimangono inalterati i rapporti di potere. Decolonizzare significa riconoscere che nei territori del Sud esistono già conoscenze, pratiche e proposte e che i movimenti non sono beneficiari da consultare, ma soggetti politici con cui costruire relazioni di fiducia, partenariato e solidarietà. Ed è forse proprio questa la lezione più importante dei dieci anni della Convergenza. La forza non è soltanto nelle singole battaglie, ma nella capacità di restare uniti. Costruire fiducia tra organizzazioni diverse, condividere conoscenze, sostenersi reciprocamente e trasformare esperienze locali in proposte comuni ha permesso ai movimenti di costruire uno spazio politico che oggi attraversa l’Africa e dialoga con il mondo. Le alternative, hanno ricordato i protagonisti del Forum, non devono  essere inventate dall’esterno. Esistono già nei territori, nelle pratiche e nelle relazioni costruite dalle comunità. La cooperazione internazionale può scegliere se sostituirsi a queste esperienze o contribuire a rafforzarle. La strada indicata dal Forum è quella di costruire relazioni di solidarietà e una visione comune, superare le divisioni, riconoscere il protagonismo dei movimenti e imparare dalle risposte che vengono dal basso. La marcia dell’8 agosto ha chiuso il Forum, ma non questa storia. Dopo dieci anni di convergenza, la sfida è trasformare la solidarietà costruita tra i movimenti in una forza capace di difendere i territori e, soprattutto, di affermare un’altra idea di sviluppo: fondata sulla sovranità dei popoli, sulla giustizia e sul diritto delle comunità a decidere del proprio futuro. E forse è questa la domanda che il Forum lascia anche ai movimenti sociali italiani ed europei: siamo capaci di ascoltare queste proposte, riconoscerle come parte di una visione politica comune e costruire, a nostra volta, convergenze che vadano oltre le nostre singole battaglie? [Paola Demeo, Azione TerrAE, Coalizione per la transizione agroecologica formata da Acra, Cisv, Cospe, Deafal, Lvia, Mani Tese, Terra Nuova e Rete Semi Rurali] -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > La Wild Coast non è una terra di conquista -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Terra, acqua e semi proviene da Comune-info.
September 3, 2026
Comune-info
Fuori dal Ghetto Rosarno Filmfestival
Arriva la 5° edizione del Rosarno Filmfestival “Fuori dal Ghetto”. Fra ottobre e novembre 2026, la rassegna. Per partecipare al concorso, invece, le opere devono essere inviate entro e non oltre il 30 settembre 2026. L’evento è promosso da Mediterranea Hope – Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), dalla Rete Comunità Solidali, e da S.O.S. Rosarno. BANDO DI CONCORSO Il concorso della rassegna Fuori dal Ghetto Rosarno Filmfestival avrà come tema centrale lo sfruttamento del lavoro, la sicurezza sul lavoro, il caporalato, il contrasto allo sfruttamento lavorativo che rappresenta una piaga diffusa su tutto il territorio nazionale, caratterizzato dalle violazioni in materia di orario di lavoro, salari, contributi, diritti alle ferie, salute e sicurezza lavorativa. Dalla Piana di Gioia Tauro in Calabria a Saluzzo in Piemonte, da Nardò in Puglia, a Latina nel Lazio, fino a Ragusa in Sicilia, il lavoro nero, grigio e caporalato rimangono elementi strutturali sui quali intervenire. Non solo per i lavoratori stranieri ma per tutti i lavoratori e lavoratrici. L’agricoltura crea posti di lavoro per gli immigrati ma il sistema non riesce a costruire processi di accoglienza degni, in grado di interrompere i processi di ghettizzazione e invisibilità. Storie di vita. Storie di accoglienza negata, storie di soprusi ma anche storie di riscatto nella quali la convivenza e lavoro regolare costruiscono economie in grado di rispondere a processi di spopolamento, di crescita collettiva. Storie che è importante testimoniare e documentare. INDICAZIONI * Le opere potranno avere una durata massima di 30’. * Possono essere inviate in formato con estensione Mpg4 con dimensione massima di 2 GB. Si consiglia di inviare I film in formato 1920×1080 con wetransfer. * La selezione delle opere è a cura e a giudizio insindacabile della direzione artistica. Al termine della pre-selezione gli autori verranno informati sul risultato telefonicamente o via email. * Le opere andranno inviate all’indirizzo email fuoridalghetto2022@gmail.com entro e non oltre il 30 settembre 2026. Data la particolarità del concorso non ci saranno premi in denaro. I vincitori (primo e secondo) riceveranno un cesto di prodotti agricoli della cooperativa Mani e Terra di Rosarno, inoltre le opere verranno proiettate in tutti gli spazi che organizzeranno eventi e aderiranno al Fuori dal Ghetto. “Il cinema non è solo una fabbrica di sogni. È anche strumento di indagine sociale e di supporto alle pratiche sociali, di critica e denuncia delle tante forme di sfruttamento, strumento di raccordo conoscitivo tra culture diverse.” Ken Loach “Questo festival ci dà la possibilità di dialogare con il territorio e istituzioni. Essere considerati. Dieci anni fa non era possibile. Il nostro punto di vista non viene mai ascoltato. La giuria per il concorso sarà composta da lavoratori braccianti e studenti e cerca di sanare questa mancanza, questo collegamento con il territorio.” Ibrahim Diabate, operatore di Mediterranean Hope-FCEI. * Info: fuoridalghetto2022@gmail.com; segreteria.recosol@gmail.com. Con l’adesione di: Sea Watch, ResQ, Campagne Aperte, Impresa Sociale Sankara (Caulonia), Ass Coopisa Cooperazione in Sanità (Reggio Calabria), Ass. Culturale Terra dei Morgeti (San Giorgio Morgeto), Ass. Santa Barbara (San Ferdinando). Equo Sud (Reggio Calabria), La Coperta della Memoria Piana di Gioia Tauro, Faro Fabbrica dei Saperi Kiwi impresa sociale” (Rosarno), Autogestione in movimento Fuorimercato (Milano) Acmos e Cascina Arzilla (Torino) ICS Consorzio Italiano Solidarietà (Trieste), RiMaflow (Milano), I.C S Trieste, Comune.Info, Confronti, Altreconomia, Volere la Luna, Pressenza stampa Internazionale, ZaLab laboratorio indipendente (Padova), Carovane Migranti (Torino).
Puntata del 14/07/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
Puntata del 14/07/2026
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Riccardo Antonini, ex Ferroviere e licenziato per aver fatto il RLS bene in FS, sulla recente condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio. Per la prima volta, un dirigente d’azienda paga con il carcere le sue colpe, dopo anni di impunità. La reazione della difesa e dei media rivela un profondo disprezzo per le vittime e una gerarchia di classe nel sistema giudiziario. Il nostro ospite ha sottolineato che questo processo, avviato il 13 novembre 2013 per una immane tragedia con 32 morti e centinaia di feriti, ha assicurato a tutti gli imputati il massimo livello di garanzia previsto dal nostro ordinamento in materia di processo penale e quello che a emerge, grazie innanzitutto al lavoro incessante dei familiari delle 32 vittime, la giustizia deve essere “uguale per tutti”. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Daniele Mallamaci, Sicobas Torino, in merito alle condizioni di lavoro all’interno dello stabilimeto della Fiorentini di Trofarello (TO). Il nostro ospite ci ha presentato l’incontro che si terrà sabato 18 luglio a Trofarello: “La nostra organizzazione sindacale vi invita a partecipare all’incontro pubblico: “Fiorentini: confronto aperto e testimonianze sulle reali condizioni di lavoro nel nostro territorio” Sabato 18 luglio 2026 ore 10 conferenza pubblica presso il centro socioculturale Marzanati biblioteca civica Lelio Basso di Trofarello (TO) in via Cesare Battisti 25. Sono invitati lavoratori e lavoratrici, sindacati, istituzioni, giornalisti, giuristi e cittadini La conferenza nasce dalla situazione vissuta dalle operaie e dagli operai Elpe della fabbrica Fiorentini, che stanno portando all’attenzione pubblica la realtà delle loro condizioni di vita caratterizzate da salari insufficienti e temperature insostenibili. Riteniamo importante la presenza delle realtà rappresentanti della comunità e di tutte le persone interessate: per contribuire ad aprire un confronto pubblico tra lavoratori, sindacati, istituzioni e cittadini con l’obiettivo di individuare percorsi concreti per soluzioni condivise nell’interesse sia delle lavoratrici e dei lavoratori che della comunità territoriale.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo agomento della puntata è stato quello del lavoro stagionale bracciantile agricolo nel distretto di Saluzzo. Abbiamo ospitato in studio il ricercatore universitario Dario Fontana, che assieme a due colleghi hanno voluto presentare pubblicamente i dati delle loro ricerche al convegno dal titolo “Migrazione bracciantile: salute occupazionale e accesso ai servizi” tenutosi il 25 giugno a Saluzzo. Ad ascoltare i risultati delle ricerche e a prendere parte al dibattito che ne è seguito erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, dell’associazinismo, di chi si occupa dell’accoglienza dei lavoratori migranti e cittadinanza in generale. Dagli studio di Dario Fontana è uscita fuori una situazione preoccupante con percentuali di gravi conseguenze sulla salute con rischio di cronicizzazione, aggiunto ad una precaria salute psicologica dei lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta, studiando un campione di circa 155 lavoratori. Dopo avere illustrato nello specifico tutte le cause di questi disagi, riscontrate dalle interviste effettuate dal ricercatore, quest’ultimo chiede giustamente, alla platea del dibattito, cosa si può fare per cambiare questa tendenza. In tutta risposta i rappresentanti istituzionali di Saluzzo, si sono offesi perchè il buon nome del “protocollo Saluzzo per l’accoglienza dei lavoratori stagionali” è stato infangato e di fatto se la sono presa con chi ha semplicemente presentato dei dati, che forse sono stati mal digeriti, anche dagli imprenditori agricoli e dalla stessa Coldiretti. Questo sdegno è avvenuto a mezzo stampa, tramite la pubblicazione di un articolo su “il corriere di Saluzzo” con dichiarazioni della vicesindaca di Saluzzo e del rappresentante locale della Coldiretti. Dario Fontana ha poi inviato una lettera ufficiale di risposta alla testata giornalistica, ma abbiamo voluto dargli anche l’opportunità di estendere i suoi ragionamenti a riguardo in questa intervista. Buon ascolto
July 17, 2026
Radio Blackout
Sotto il cielo di Cerignola
NELLE CAMPAGNE DI CERIGNOLA, NELLA CAPITANATA, IL PIÙ GRANDE BACINO DI PRODUZIONE DI POMODORO DA INDUSTRIA IN EUROPA, VIVE ALÌ: È DA DODICI ANNI IN ITALIA MA ORA NON PUÒ PIÙ ANDARE AL LAVORO PERCHÉ I SUOI OCCHI SONO STATI ACCECATI DAL SOLE, DA ANNI DI SCHIAVITÙ. NELLE CAMPAGNE DI CERIGNOLA MIGLIAIA DI NESSUNO DI ORIGINE AFRICANA SOPRAVVIVONO IN TUGURI SENZA BAGNI E SERVIZI, MOLTE SONO FATISCENTI CASE RIFUGIO DELL’ENTE RIFORMA COSTRUITE NEGLI ANNI CINQUANTA. A CERIGNOLA C’È ANCHE UN PEZZO DI CIMITERO DEI SENZA NOME, SONO PER LO PIÙ QUELLI CHE IL SISTEMA CHIAMA BRACCIANTI. SCRIVE ANTONIO DE LELLIS IN UN REPORTAGE DEDICATO A QUESTO PEZZO DI TERRA DEL TAVOLIERE DELLE PUGLIE: “LE PERSONE INCONTRATE IN QUESTO LAGER A CIELO APERTO SONO VITTIME DEL CAPORALATO? CERTO, MA ANCHE DI UN SISTEMA CHE NON USA SOLO ARMI DA FUOCO, MA QUELLE DELLO SFRUTTAMENTO, DELLA SCHIAVITÙ, DELLA NORMALIZZAZIONE DELLA VIOLENZA ECONOMICA E SOCIALE…”. UNA DOMANDA: MA I LIBRI DI STORIA E I GRANDI MEDIA NON DICONO CHE LA FINE DELLA SCHIAVITÙ È AVVENUTA NEL CORSO DEL XIX SECOLO? -------------------------------------------------------------------------------- Quello che abbiamo visto sotto il sole di luglio, a Tre Titoli e a Pozzo Terraneo nel comune di Cerignola (Foggia), insieme agli operatori della cooperativa Oasi 2 di Trani, è qualcosa di drammaticamente incredibile, che forse non si può raccontare appieno, tanto è profonda la ferita e il dolore per l’indignazione che lasciano nell’anima. Dinanzi a noi migliaia di persone segregate in una campagna estesa senza orizzonte e senza riferimenti, vivono in ripari disperati, in tuguri, senza bagni e servizi, con grandi cisterne di acqua, offerte dal comune, in parte bucate, o in tende peggiori dei Pollai. Le case “rifugio” sono quelle dell’Ente Riforma, costruite a metà degli anni cinquanta del secolo scorso. Sono case ormai abbandonate dagli italiani fin dagli anni Settanta, fatiscenti, pericolose. Alcune con tetti crollati, altre bruciate. Sono circondate da rifiuti di plastica, ma anche da bidoni metallici che fanno gola a raccoglitori di ferro locali che con i loro furgoni lucrano sugli schiavi neri senza chiedersi il perché di una simile condizione. Le persone schiave, per lo più africane, del Ghana, del Burkina Faso e della Nigeria, tornano dal lavoro verso le ore 12, altri continuano a lavorare sotto il sole implacabile. Hanno attraversato la Libia e si considerano fortunati per essere sfuggiti alle angherie, sevizie, torture, e poi il mare, padre e patrigno, che li separava dal nostro mondo. Sono arrivati in Italia, sperando in una vita che sapevano dura, ma non così. E oggi vivono in un carcere a cielo aperto, obbligati a spaccarsi la schiena sotto il cielo, per coltivare la terra e raccogliere i frutti che arrivano sulle nostre tavole. Alì, da dodici anni in Italia, non può più andare al lavoro perché i suoi occhi sono accecati dal sole, da anni di schiavitù. Ma Alì ride ascoltando il nostro inatteso slang nigeriano e ci racconta la sua vita in quel dolore. Ci fa vedere come vivono in una casa di muratura annerita da abbandono, incuria e umidità. Ci dice di quante persone ci vivono e proprio in quel momento i suoi amici tornano dal lavoro, cotti dal caldo, sporchi e sudati e tristemente sorridenti, mentre il sole si fa nemico. Abbiamo vissuto ore di accoglienza, ascoltato storie drammatiche, di persone accecate dal sole, dalle ore di duro lavoro in aperta campagna, senza alcuna protezione. Ma vi sono storie che non avremmo mai voluto raccontare, come quella di ragazze minorenni, in compagnia di una giovane donna che si dichiarava la loro madre. Le ragazze non vanno a scuola e una di loro è molto truccata. Vivono in una casa adibita solitamente a persone bulgare e anche loro dichiarano di esserlo. Perché quell’immagine ci resta nel cuore e ci apre ad abissi inconfessabili? Nei racconti degli operatori storie coraggiose di denuncia di schiavi che però sono stati prontamente rimpiazzati da altri, di morti nei campi o sul ciglio della strada impraticabile e sconnessa come la realtà. La storia di un cimitero dei senza nomi a Cerignola, ci lascia come un sinistro e amaro presagio dell’esito probabile di molti di loro. Abbiamo visto come sia drammaticamente vero che il sistema economico sfrutta questi lavoratori al di fuori di ogni diritto e senza alcun rispetto per la dignità umana. Le persone incontrate sono oppresse dalla nostra economia di guerra, perché di questo si tratta, di una vera economia di guerra. La loro condizione disumana ci interroga e ci pone dinanzi a un bivio. Come scrive Francesca Albanese nel suo libro intitolato La luce del risveglio, riprendendo Jason Hickel, “il capitalismo ha bisogno di un assetto imperiale per esistere: lavoro a basso costo e risorse naturali a buon mercato, che si possono ottenere in casa fino a un certo punto, prima che le contraddizioni esplodano. Per questo il capitale ha sempre avuto bisogno di cercare anche una parte esterna da sfruttare, ed è qui che entra in gioco il colonialismo. Ogni Paese del Sud globale che prova a organizzare le sue risorse attorno ai bisogni della propria popolazione viene attaccato, perché la sua sovranità è un ostacolo per i profitti dei potenti del mondo. Lo si bombarda, se ne distrugge l’infrastruttura, lo si rende di nuovo a buon mercato”. Si generano così esodi epocali forzati che sostengono le stesse economie capitaliste/criminali/mafiose. Sì, perché dietro questo sistema c’è la mafia locale parassitaria, pronta a lucrare sul mercato della schiavitù. Questo è il contesto nel quale maturano le migrazioni illegali e programmate che alimentano la fabbrica del consenso della re-migrazione. Come si può parlare di sicurezza se non ci sono le sicurezze? Come si può parlare di sicurezza se non ci sono le sicurezze di un lavoro dignitoso, se non ci sono sicurezze sui luoghi di lavoro, se non ci sono le sicurezze dell’istruzione, della sanità? Siamo andati lì pensando di affrontare in modo diverso il tema della pace e per capire se legata ai temi del lavoro e delle sicurezze e non della sicurezza propaganda e rassicurante, falsa e omicida su cui alcuni lucrano politicamente con il rischio di una egemonia culturale del rifiuto del diverso. E abbiamo notato come i tre temi siano intimamente legati. Come si può parlare di pace se queste sono le condizioni di lavoro e di vita? Le sicurezze, invece non sono mai “contro”, ma “per”, sono quelle fondamentali, quelle che ci aiutano a vivere una vita dignitosa. Ma ritornando ad una apparente realtà, ci chiediamo: le persone incontrate in quel lager a cielo aperto sono vittime del caporalato? Certo, ma anche di un sistema che non usa solo armi da fuoco, ma quelle dello sfruttamento, della schiavitù, della normalizzazione della violenza economica e sociale. Leone XIV, durante la sua visita a Lampedusa, ha sottolineato l’importanza di non “passare oltre” e di prendere decisioni per aiutare i migranti. Ha detto che “i morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate”. Ha anche chiesto all’Europa di affrontare la crisi migratoria con politiche condivise e organiche, evitando la logica della forza e promuovendo la pace e la compassione. L’avere introdotto leggi ancora più restrittive e oppressive peggiora e perpetua questa schiavitù senza un’apparente uscita, che non sia quella di abolire di nuovo questo insopportabile sistema della schiavitù che ancora oggi esiste e persiste. La schiavitù è una guerra all’umanità, ed è qui sotto i nostri occhi, e sotto il cielo non solo di Cerignola. Mentre scriviamo queste drammatiche righe, e guardiano il mare bello sotto il sole amico, ci tornano alla mente quei racconti in cui il mare e il sole diventano nemici. Non vogliamo dimenticare quello che abbiamo visto e desideriamo che ne abbiate memoria perché anche voi proviate il pianto in gola e il coraggio di lottare nella speranza che sia abolita la schiavitù oggi in Italia. -------------------------------------------------------------------------------- Antonio De Lellis (Pax Christi e Attac) (con il contributo di idee di Fabrizio Aroldi, Luigi Muzio e Rosetta Placido, Pigi, Alessandra e Luisa) -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > Basta ghetti: occupata la basilica di San Nicola di Bari -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Sotto il cielo di Cerignola proviene da Comune-info.
July 10, 2026
Comune-info