Vertice NATO: La UE regala i nostri soldi a Trump e prepara la guerra
Il vertice NATO di Ankara che si è appena concluso è stata una grande
rappresentazione teatrale utile in primo luogo per costruire la narrazione
utilizzabile da parte dei governi europei per produrre un salasso senza
precedenti contro i propri popoli.
Il contesto in cui è avvenuto il vertice è quello che conosciamo: la guerra in
Ucraina presentata dai media europei come una aggressione Russa “ingiustificata
e non provocata” e la Russia descritta come un paese barbaro che minaccia di
invadere l’Europa. Questa campagna russofobica – che paradossalmente
caratterizza molto di più le classi dominanti europee che quelle statunitensi, è
condotta in modalità totalmente bipartisan. Non a caso nei giorni scorsi,
Minniti, noto esponente del Partito Democratico ha sostenuto, in polemica con il
Presidente statunitense: “Per Trump la Russia non è una minaccia immediata. Per
noi è invece imminente.” Che il comandante in capo delle forze armate della
NATO, il generale statunitense Grinkevich sostenga che sulla base dei rapporti
dell’intelligence della NATO e degli USA, la Russia non rappresenti per nulla un
pericolo imminente in quanto non cerca il conflitto con la UE, alle elites
europee è del tutto indifferente.
Il vertice è stato poi preceduto da una forte campagna stampa che ha
ricominciato a dipingere come l’Ucraina vittoriosa nel conflitto e la Russia sul
punto di crollare. In particolare il cattivissimo Putin è stato presentato come
sull’orlo del baratro in quanto in caduta libera nei consensi. Questa seconda
narrazione falsa è stata platealmente contraddetta dalle offensive Russe sia
terrestri che aeree ma, si sa, le bugie ripetute all’infinito si prestano
benissimo ad essere assunte come verità. Non a caso il mitico presidente
Finlandese Stubb, quello che pochi giorni fa ha proposto di abolire il divieto
che vigeva nel suo paese di ospitare armi atomiche, non si è limitato ad
affermare che l’Ucraina sta vincendo ma che “ha già vinto”.
Se questo è stato in contesto cotruito dai media europei per preparare
l’opinione pubblica a questo vertice, gli elementi che ne sono emersi e che
potete trovare approfonditi qui (
https://www.youtube.com/live/1O85eqA3LIY?si=ed3IsnU-tVW2JS-_) mi paiono i
seguenti:
L’inaffidabile Trump. In un contesto in cui i media europei dipingono Trump come
un vero e proprio nemico dell’Occidente, Trump si è fortemente lamentato perché
gli USA nei decenni hanno speso barche di soldi per difendere gli europei e
questi, nel momento della guerra contro l’Iran, non hanno ricambiato il favore.
Il bizzoso Trump, dipingendo gli europei come approfittatori e ingrati ha
conseguentemente minacciato il ritiro delle truppe USA dall’Europa e chiesto a
gran voce di poter mettere le mani sulla Groenlandia, che non fa parte
dell’Unione Europea ma è pur sempre un dominio della corona danese. Trump quindi
ha battuto cassa.
I governanti dei paesi dell’unione Europea. In un contesto in cui i governanti
europei vengono dipinti dai media main stream come difensori dei popoli europei
contro l’inaffidabile Trump, vediamo in realtà cosa è successo. Con la lodevole
eccezione del governo spagnolo, che si è nuovamente detto contrario a spendere
il 5% del PIL per il bilancio militare, tutti gli altri – a partire dalla
sovranista Meloni – hanno accettato l’aumento delle spese militari e – in nome
della necessità di permettere a Zelensky di vincere la guerra – di fare uno
stanziamento di decine di miliardi sia per quest’anno che per il prossimo.
Ovviamente tutta la spesa militare viene giustificato in ultima istanza anche
con la necessità di blandire gli USA in modo che non se ne vadano e continuino a
difenderci dagli orridi russi che non aspettano altro per poterci invadere.
Ovviamente larghissima parte di questo aumento di spese militari – sia quelle su
base nazionale che quelle per l’Ucraina – finiranno nelle tasche degli Stati
Uniti, perché le armi abbiamo ovviamente deciso di comprarle “dal padrone”. Per
tacitare le critiche di Trump sul “protezionismo europeo” i nostri cuor di leone
hanno poi accettato di dividere con la Turchia – che Trump vuol tenersi buona –
una parte delle commesse militari che sarebbero dovute arrivare in Europa.
Questo è il cuore delle decisioni assunte ad Ankara: la scelta della UE di
finanziare con i soldi dei cittadini europei il complesso militare industriale
statunitense. Alfiere di questa linea è stato ovviamente il mitico Rutte,
segretario generale della NATO, che ha rivendicato in una intervista che con i
nostri soldi garantivamo 196.000 posti di lavoro negli USA. Difficile pensare ad
un tasso di subalternità maggiore di quella mostrata dalle classi dominanti
europee, che si configurano a tutti gli effetti come delle borghesie compradora
che rendono conto alla potenza imperialista di cui sia nei fatti una colonia.
La distruzione del welfare europeo. Com’è noto Draghi, già nel decennio scorso,
quando condannava a morte il popolo greco reo di essersi ribellato ai diktat
liberisti, sentenziava che il modello sociale europeo era finito. Cioè il
welfare e i contratti nazionali di lavoro dovevano essere distrutti. Questo
proposito si è largamente realizzato in questi anni ma certo il vertice di
Ankara costituisce la pietra tombale sui diritti sociali europei. È infatti
evidente che lo smisurato aumento delle spese militari dei paesi dell’Unione
Europea inciderà non solo sull’impoverimento delle popolazioni ma anche sulla
distruzione del welfare. In una situazione in cui le sanzioni che abbiamo fatto
alla Russia e l’assenza di un dialogo costruttivo con la Cina ci hanno
condannato ad una stagnazione economica che durerà per anni, ogni euro speso in
armi è un euro sottratto alla sanità pubblica ed in prospettiva alle pensioni.
Questo è il secondo effetto reale del vertice NATO in quanto la distruzione del
welfare determina l’aumento delle spese assicurative private e contrattuali – i
famosi fondi pensione e sanitari – che per far rendere i patrimoni investono
larga parte degli stessi nella borsa di New York, contribuendo così a mantenere
a galla la finanza statunitense come si spiega in questo video (
https://www.youtube.com/live/SevveQJnRmI?si=wfiqHWMfTDqAQsMT )
In pratica con la scelta dell’Unione Europea di eleggere la Russia a nemico
esistenziale, serve alle classi dominanti a coprire l’enorme spostamento di
denaro verso gli USA, che avviene in almeno due modi: direttamente comprando
armi e indirettamente comprando azioni USA per coprire il buco assicurativo
lasciato dalla distruzione del welfare.
In queste ragioni di fondo, che riguardano la funzione subalterna delle elites e
del capitalismo europeo nella gerarchia dell’imperialismo statunitense, possiamo
capire perché le principali famiglie politiche della UE – di centro destra e di
centro sinistra – ripetono istericamente che stiamo per essere attaccati dalla
Russia. L’unico modo con cui possono giustificare un tale disastro sociale e un
tale tradimento degli interessi delle proprie popolazioni è dato dall’invenzione
del nemico esterno: E’ l’unica scusa che possono portare per cercare di
giustificare l’enorme trasferimento di risorse che stanno facendo a favore delle
classi dominanti Statunitensi, per giustificare la distruzione del welfare, cioè
di 70 anni di conquiste del movimento dei lavoratori e per attaccare le libertà
democratiche a partire da quella di informazione, che in Europa è diventata
merce rara.
Tutta questa azione delle classi dominanti europee, oltre alla distruzione dei
diritti sociali dei popoli europei rischia però anche di avere un effetto ancora
più negativo. È infatti evidente che tutto questo starnazzare contro la Russia,
con piani di riarmo finalizzati a vincere “l’imminente guerra con la Russia” e
con l’attiva collaborazione con Zelensky a tirare missili e droni contro le
infrastrutture civili moscovite, rischia di far degenerare la situazione
allargando il conflitto all’interna Europa. Non si tratta di una ipotesi priva
di possibilità se pensiamo che l’allargamento della NATO ad est e il golpe di
Maidan hanno portato a oltre 4 anni di guerra in Ucraina. Il piano di riarmo
europeo e la continua individuazione della Russia come nemico possono portare a
ben di peggio.
Com’è evidente di fronte a tutta questa follia l’unica strada possibile consiste
nell’aprire trattative serie con la Russia per chiudere la guerra con l’Ucraina
– chiudere la guerra, non un cessate il fuoco che serve solo a riarmarsi – ed a
partire dalla sanzione definitiva della neutralità dell’ucraina, definire un
piano di sicurezza europeo che coinvolga tutti gli attori – dalla UE all’Ucraina
alla Russia. Parallelamente occorre ridurre le spese militari – inutili e
dannose – per potenziare il welfare e l’industria europea. Perché Trump e le
classi dominanti europee sono le due facce della stessa medaglia: la crisi
morale e politica di una elites di sanguisughe capitalistiche. Sono le facce dei
nostri soli nemici, che vanno cacciati ed a cui occorre costruire una
alternativa.
Paolo Ferrero