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India: l’ONU chiede la sospensione del controverso mega-progetto per l’isola di Gran Nicobar
Il Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD) ha esortato il governo indiano a sospendere il controverso progetto per l’isola di Gran Nicobar, infliggendo un duro colpo alla reputazione dell’iniziativa. L’organo ONU ha chiesto all’India di “sospendere la realizzazione dei progetti nelle Isole Gran Nicobar e Andamane fino a quando non sarà stato completato uno studio completo e indipendente sull’impatto ambientale, economico, sociale, culturale e spirituale.” Se realizzato, il progetto – che ha un valore di 10 miliardi di dollari e prevede un mega-porto, una nuova città, un aeroporto internazionale, una centrale elettrica, un parco industriale e l’insediamento di fino a 650.000 coloni – sarà devastante per gli Shompen incontattati che vivono sull’isola di Gran Nicobar. Il Comitato ONU ha inoltre sottolineato la “mancata adozione di misure atte a rispondere alle preoccupazioni” sollevate sugli “impatti negativi dei progetti di sviluppo nelle isole Gran Nicobar e Andamane, che minacciano la sopravvivenza di diversi popoli indigeni e tribali vulnerabili, in particolare coloro che vivono in isolamento volontario.” Nella sua risposta al CERD, il governo indiano ha ammesso che, poiché gli Shompen sono incontattati, è stato impossibile consultarli sul progetto e tanto meno ottenere il loro Consenso Libero, Previo e Informato come richiesto dal diritto internazionale. Il progetto era già stato fortemente criticato da numerosi esperti, tra cui 39 studiosi internazionali di genocidio che nel 2024 hanno denunciato che, se il progetto dovesse procedere, gli Shompen rischieranno il genocidio. Il CERD ha inoltre espresso preoccupazione per la pratica, in atto da tempo in India, di sfrattare i popoli indigeni dalle loro terre per trasformarle in Riserve della tigre. Il Comitato ha esortato l’India a sospendere gli sfratti forzati e ad adottare invece “un approccio alla conservazione basato sui diritti umani, che riconosca i popoli indigeni e tribali come custodi della biodiversità.” “Le Nazioni Unite si sono ora unite al coro di voci che si sono sollevate contro il progetto per l’isola di Gran Nicobar” ha commentato la Direttrice generale di Survival International, Caroline Pearce. “Tutti gli esperti indipendenti che lo hanno esaminato hanno denunciato che per gli Shompen sarà disastroso. Nessuna argomentazione sui potenziali benefici economici può giustificare un genocidio. Il governo indiano e le aziende interessate, come il Gruppo Adani, devono ascoltare e abbandonare questo progetto devastante.” Popoli indigeni incontattati nel mondo “Popoli indigeni incontattati: frontiere di resistenza”, il nuovo rapporto di Survival International, rivela che nel mondo vivono almeno 196 popoli e gruppi incontattati in 10 Paesi diversi. Sono autosufficienti, resilienti e vivono in modo indipendente nelle loro foreste – e, quando i loro diritti sono rispettati, prosperano. Oltre il 96% dei popoli incontattati è minacciato da industrie estrattive. Survival
August 27, 2026
Pressenza
Monterotondo: gli alberi di Piazza della Libertà tra promesse di trapianto e la realtà degli atti
Mentre in molti si godono le vacanze estive e le festività di Ferragosto, a Monterotondo la mobilitazione per la salvaguardia del patrimonio verde di Piazza della Libertà non si ferma. Negli ultimi giorni, l’attenzione del Comitato costituito per difenderlo si è concentrata sulle palesi contraddizioni tra le rassicurazioni fornite dall’amministrazione comunale durante l’assemblea pubblica dello scorso 21 luglio e la realtà documentale emersa dagli atti di progetto. Sebbene in quella sede sia stato sostenuto che le alberature non saranno abbattute ma trapiantate, negli elaborati di progetto definitivo (Relazione Agronomica GE.040) non esiste alcun progetto di trapianto, né una relazione tecnica dedicata a un piano di manutenzione; il progetto prevede unicamente la rimozione integrale degli alberi e la loro sostituzione con 31 nuove essenze a sviluppo ridotto. A smontare ulteriormente la narrazione ufficiale contribuisce il fronte tecnico e scientifico. Il Comitato ha commissionato all’agronomo Dott. Emanuele Bracci una nuova perizia fitosanitaria sulle alberature di Piazza della Libertà (relazione n. 29-26 del 10/08/2026) che ne certifica lo stato di salubrità e la presenza di esemplari di grande pregio ecologico e paesaggistico (come, peraltro, già emerso nella precedente relazione del 2023). Ma a non tornare sono anche i dati economici delle operazioni propagandate adesso dall’amministrazione con l’intento di contenere la reazione della cittadinanza rispetto all’abbattimento delle alberature previsto dal progetto. L’unica voce di spesa inserita nel quadro economico (la lavorazione “a corpo” NP021) del progetto all’esame della Conferenza dei Servizi ammonta, infatti, a 60.399,86 euro: una cifra del tutto insufficiente a coprire i costi complessi di espianto, trasporto internazionale e cure colturali triennali per 22 piante mature, i cui oneri reali — alla luce dei parametri di mercato per interventi analoghi — arriverebbero ad un importo superiore a 1,4 milioni di euro. La voce di costo NP021 (€ 60.399,86) risulta del tutto insufficiente e priva di rispondenza all’intervento di trapianto professionale. Di fronte a queste criticità, il prof. Carlo Boldrighini, presidente di Italia Nostra-Sezione Aniene e Gianluca Pirozzi, presidente dell’Associazione Centro Storico in Movimento, hanno trasmesso una memoria tecnica contenente una lista di ben 12 richieste puntuali al referente della Conferenza dei Servizi[1], richiamando gli obblighi di trasparenza e di certezza degli elementi relativi ai costi sui quali è chiamata a determinare la CdS attualmente in corso. Riportiamo, al riguardo, la conclusione del documento presentato: “[…] La conservazione in loco è, secondo l’unica perizia estimativa agli atti, l’opzione economicamente più vantaggiosa: costo di gestione straordinaria € 23.783,33, convenienza netta di gestione su vent’anni € 81.555,14, a fronte di un valore attuale del patrimonio arboreo di € 102.244,26 destinato a più che raddoppiare. Ne consegue che l’affermazione della conservazione integrale delle alberature, allo stato degli atti, non è verificabile, non è finanziata e non è progettata. Essa non può pertanto essere assunta a presupposto di alcuna determinazione conclusiva della Conferenza dei Servizi, né essere rappresentata alla cittadinanza quale impegno dell’Amministrazione.” [1] La Conferenza dei Servizi è uno strumento di semplificazione amministrativa previsto dalla Legge 241/1990. Permette un esame contestuale e simultaneo dei vari interessi pubblici e pareri di più enti o uffici diversi, evitando che il cittadino o un’impresa debbano richiederli uno alla volta con tempi molto lunghi.       Redazione Roma
August 14, 2026
Pressenza
Monterotondo, cresce la mobilitazione civica: dalle carte del progetto emerge l’ennesimo sfregio al centro storico
Non accenna a fermarsi la mobilitazione della cittadinanza di Monterotondo (Roma) in difesa del proprio patrimonio urbano, ambientale e storico. Mentre la campagna di raccolta firme sulla petizione popolare continua a registrare un’affluenza straordinaria anche nel pieno delle ferie estive, la lettura attenta ed esaustiva degli elaborati tecnici ufficiali svela un ulteriore elemento che conferma la follia, l’arretratezza concettuale e la totale incongruenza di questo project financing rispetto alle reali esigenze della città: l’innalzamento di un imponente edificio di quasi sedici metri di altezza in acciaio e vetro, destinato a svettare all’ingresso del borgo antico. Un dettaglio che, secondo le associazioni e i comitati cittadini promossi dall’Associazione Centro Storico in Movimento, da Italia Nostra (Sezione Aniene) e dal Comitato Salviamo Piazza della Libertà, rappresenta l’ennesima riprova di una visione urbanistica del tutto fuori dal tempo, incapace di dialogare con la tutela del paesaggio, il contrasto all’inquinamento atmosferico e la salvaguardia del tessuto commerciale e sociale locale. Un palazzo di 4 piani alle porte del borgo antico A parlare in modo inequivocabile non sono ipotesi o ricostruzioni di parte, bensì i documenti ufficiali depositati e firmati dagli stessi progettisti dell’opera (in particolare la Sezione B-B’ del progetto definitivo). L’intervento ideato per Piazza della Libertà non si limita alla riconfigurazione del suolo o alla realizzazione dell’autorimessa interrata, ma contempla la costruzione di un fabbricato avente una quota di copertura fissata a 16,40 metri: per ingombro e impatto volumetrico, l’esatto equivalente di un edificio di quattro piani posizionato proprio sul limitare del centro storico, contrassegnato nelle carte dalla dicitura formale di «Piano aggiunto». L’attuale struttura a un solo livello che ospita la Pro Loco verrebbe così sostituita da un megastabile fuori scala e privo di qualsiasi continuità con l’identità architettonica circostante. L’edificio, con le sue pareti su tre lati in acciaio e vetro — un linguaggio mutuato direttamente dai poli commerciali di periferia — andrebbe a chiudere sul lato inferiore la sottostante Piazza Pelosi, risultando chiaramente visibile persino dal sagrato di Piazza del Duomo. Un’idea anacronistica: verde cancellato, smog e 1.500 strisce blu sull’intero territorio comunale ai privati per 21 anni. Questo intervento svela un modello di sviluppo urbano anacronistico e miope, che rischia di arrecare danni irreversibili all’intera comunità di Monterotondo: * Azzeramento del patrimonio verde e peggioramento della qualità dell’aria. Di veramente pubblico e gratuito, oggi, in Piazza della Libertà ci sono 24 alberi storici a alto fusto. Un polmone verde fondamentale che garantisce ombra durante le calure estive, contribuisce all’abbattimento delle isole di calore e filtra l’aria pulita nel cuore del centro. Il progetto prevede la loro completa cancellazione per fare posto a una spianata impermeabile in gres porcellanato, aumentando l’impatto ambientale e la concentrazione di smog nelle aree limitrofe. * Colpo di grazia al commercio di vicinato. L’introduzione di una nuova grande struttura espositiva/commerciale all’ingresso del borgo, totalmente fuori contesto storico e paesaggistico, unita alla privatizzazione dei parcheggi, rischia di soffocare definitivamente le piccole botteghe artigiane e i negozi di vicinato, presidio economico e sociale del centro storico. * Strisce blu su tutto il territorio comunale. A completare il quadro economico del project financing vi è l’estensione della sosta a pagamento: circa 1.500 stalli diffusi in tutta la città verranno concessi in gestione esclusiva a un soggetto privato per ben 21 anni. Un salasso per le tasche dei residenti e dei lavoratori che si estenderà ben oltre i confini del centro antico, toccando tutti i quartieri cittadini. La risposta di popolo: banchetti ed esercizi commerciali attivi anche ad agosto Di fronte a questo scenario, la risposta della cittadinanza è stata immediata e determinata. L’eccezionale partecipazione riscontrata ai banchetti informativi allestiti nel primo fine settimana di agosto in Piazza del Duomo dimostra come la sensibilità verso i beni comuni superi la pausa estiva. La mobilitazione e la raccolta firme sulla petizione popolare proseguiranno a spron battuto per tutto il mese. Oltre ai gazebo itineranti nelle piazze, è possibile sottoscrivere la petizione presso una numerosa rete di esercizi commerciali e attività artigianali convenzionate dislocate nel centro storico, nel centro cittadino e a Monterotondo Scalo. Una risposta corale a conferma del fatto che la tutela del patrimonio, del verde pubblico e del benessere collettivo riguarda l’intera città e non consente passi indietro. Per informazioni dettagliate sul progetto, consultazione dei documenti e mappa dei punti firma: www.comitatopiazzadellaliberta.com Non ultimo, un invito ai manager che collaborano a questo progetto, alla nostra amministrazione comunale, a tutte le figure professionali coinvolte a riflettere diversamente sul tanto decantato (e umiliato) concetto di ‘creatività’. Basta un solo verso poetico per riassumere tutto ciò che si sta deliberatamente ignorando e calpestando: (…) E gli alberi? Qual è il significato del loro incessante bisbigliare? (…) Wisława Szymborska, Notorietà Comitato Salviamo Piazza della Libertà         Redazione Roma
August 6, 2026
Pressenza
L’azienda israeliana Netafim in un progetto di ricerca “sensibile” dell’Università di Bologna
Siamo venuti a conoscenza di una delle varie collaborazioni che l’Università di Bologna continua imperterrita a portare avanti con partner israeliani: si tratta di un progetto di ricerca sperimentale che fra i vari aspetti riguarda la misurazione dei volumi idrici nei campi di prova e fra i partner dell’iniziativa figura anche l’israeliana NETAFIM. Insomma, i buoni propositi dello scorso settembre sembrano svaniti nel nulla, come avevamo già documentato (clicca qui). Netafim è un’azienda leader mondiale nata nel 1965 nel Kibbutz Hatzerim, situato nel deserto del Negev in Israele. Fondata nel 1965 in Israele da agricoltori locali uniti e creata per coltivare la terra arida del deserto e superare condizioni climatiche estreme.  L’attività portata avanti da Netafim rientra fra quelle boicottate attraverso la campagna di BDS denominata PACBI, perché è chiaro come tutte le innovazioni scientifiche applicate all’irrigazione, alla gestione del suolo ed alla produzione agricola rafforzano le politiche di occupazione portate avanti illegalmente dai coloni israeliani nei territori palestinesi. La multinazionale Netafim è citata in recenti rapporti ONU – come quello della relatrice speciale Francesca Albanese – per il ruolo delle sue tecnologie di irrigazione a goccia nello sfruttamento di terra e risorse idriche nei territori palestinesi occupati (Clicca qui). Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università rinnoviamo il nostro invito agli Atenei e alle istituzioni italiane ad astenersi da progetti e collaborazioni “sensibili” come quello in questione, che restituiscono l’immagine di un’università complice dell’occupazione dei territori palestinesi fuori dalle regole del diritto internazionale e dalle risoluzioni dell’ONU. Qieste le principali contestazioni mosse a NETAFIM: – Sfruttamento idrico: I sistemi dell’azienda hanno facilitato l’espansione delle coltivazioni intensive israeliane nella Valle del Giordano. – Disparità di accesso: Le comunità e i contadini palestinesi subiscono una forte limitazione nell’accesso all’acqua. – Economia dell’occupazione: Le critiche evidenziano come tali tecnologie agrotecniche abbiano affiancato e sostenuto gli interessi coloniali nei territori occupati. Di recente, l’UE ha introdotto pacchetti di sanzioni contro organizzazioni di coloni e singoli individui ritenuti responsabili di attacchi e abusi contro i palestinesi in Cisgiordania. Riteniamo grave che  atenei , istituzioni ed enti pubblici attivino collaborazioni con aziende corresponsabili delle politiche anti-arabe e anti-palestinesi: un grave passo falso che rischia di implicare responsabilità, non solo morali, anche per tutte le istituzioni italiane che scelgono questa strada. FUORI ISRAELE DALLE NOSTRE UNIVERSITÀ! Gruppo Università, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il caso del Villaggio delle rose: appello per un progetto di abitare comunitario
Effimera condivide e sottoscrive l'appello contro lo sgombero del Villaggio delle Rose, realtà urbana presente da oltre 25 anni nel contesto metropolitano milanese. Mercoledì 1° luglio si terranno una serie di iniziative in sostegno. Siete tutte e tutti invitati/e in Via Chiesa Rossa 351, a Milano, a partire dalle ore 18.00.   *****   [...]
June 29, 2026
Effimera
Ex Mercati Generali, parabola esemplare dell’urbanistica della Capitale
Foto AMBM 28 2 2026 Il Dossier di Carteinregola sulla vicenda degli ex Mercati Generali La destinazione degli ex Mercati generali sull’Ostiense, VIII municipio, da mesi  è uno dei fronti più caldi dei conflitti che vedono contrapposti cittadini e realtà territoriali  e Amministrazione capitolina. Una trasformazione di un pezzo di città pubblica cominciata più di vent’anni fa e mai conclusa,  su cui incombe un progetto  nel quale  la stragrande maggioranza delle funzioni sono destinate al profitto, con  ben pochi vantaggi pubblici e una concessione  a privati per 60 anni. Carteinregola si schiera dalla parte di chi chiede a gran voce di fermare l’operazione e di ripensare a un progetto di autentico  interesse pubblico, insieme alla cittadinanza. SOMMARIO * Dal Progetto Urbano Ostiense-Marconi  alla prima convenzione con il privato * Le ripetute  richieste di modifica da parte del Concessionario * Arriva lo Stop dell’ANAC * La linea politica della Giunta Gualtieri e la nuova proposta di adeguamento del vecchio concessionario * Perché riteniamo che la nuova proposta di adeguamento del concessionario non rispetti le condizioni del bando e soprattutto non sia di interesse pubblico * Le Manifestazioni, le conferenze urbanistiche civiche e la Diffida al Comune * Le domande di Carteinregola La concessione riguarda un’estesa area di proprietà comunale – 8,5 ettari – nel cuore della città, a pochi passi da Piramide e dalla stazione Roma-Lido,   un progetto che si trascina da 27 anni –  tanti  sono trascorsi dalla prima delibera di Consiglio comunale – passando attraverso 5 consigliature: Sindaco Veltroni (centrosinistra), Sindaco Alemanno (centrodestra), Sindaco Marino (centrosinistra), Sindaca Raggi (Movimento Cinque Stelle), Sindaco Gualtieri (centrosinistra). DAL PROGETTO URBANO OSTIENSE-MARCONI  ALLA PRIMA CONVENZIONE CON IL PRIVATO Nel 1999 il Consiglio Comunale approva il Progetto Urbano Ostiense Marconi  che prevede di trasformare lo storico  complesso mercatale – poi spostato a Guidonia nel 2002 – destinandolo a “servizi pubblici, verde, attrezzature ed infrastrutture” con “l’inserimento di funzioni urbane universitarie”, per poi virare,  dopo la rinuncia della vicina Università Roma Tre, su “ un nuovo centro di aggregazione giovanile, nel quale, a fianco di attività formative e culturali”  sia“proposta un’ampia gamma di attività ricreative e di intrattenimento, con l’obiettivo di creare luoghi di incontro per la comunità”. Con quella prospettiva si istituisce  una nuova sottozona urbanistica del Piano Regolatore “M7- area degli Ex Mercati Generali”[i],  destinata a servizi generali e locali sia pubblici che privati. Nel  2003 è pubblicato il bando di gara[ii], che si conclude con l’assegnazione  della  concessione al Raggruppamento Temporaneo di Impresa (RTI) guidato da  Lamaro Appalti S.p.A. (in seguito la RTI si trasformerà in  Sviluppo Centro Ostiense S.r.l., ), nel 2006 è stipulata la convenzione[iii], che prevede  “l’ obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015”[iv]– , obbligo mai  rispettato, dato che “a oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera”-  e un canone annuo per il Comune  di 165.000 euro –  mai versati, dato che sarebbe scattato  “al completamento del 30% dei lavori”[v]. LE RIPETUTE  RICHIESTE DI MODIFICA DA PARTE DEL CONCESSIONARIO ex mercati progetto 5 10 2005 da archilovers Comincia così una lunga storia, fatta di ripetute richieste di modifiche e integrazioni avanzate dal concessionario, con aumento dell’importo dell’intervento, spostamento dei termini di conclusione dei lavori, ridistribuzione delle volumetrie e cambi di destinazione, a fronte di una progressiva riduzione dei vantaggi pubblici e dei servizi per la cittadinanza. A scorrere la cronologia della vicenda[vi]  e a leggere  gli  atti amministrativi che si sono susseguiti, colpisce che ogni nuova proposta del concessionario sia stata accettata dalle diverse Amministrazioni  con motivazioni che facevano proprie  quelle del privato,  in particolare quelle riguardanti la remuneratività dell’intervento. Nel 2009 è approvato il progetto definitivo[vii],  ma poco dopo il Concessionario  “chiede l’affidamento in proprio favore dei lavori relativi all’edificio “E”[viii], prima escluso dall’intervento[ix], che viene inserito nel 2010 con una “Variante innovativa”, che l’amministrazione approva il 2 agosto 2012 in cambio di  “nuovi oneri assunti dal Concessionario per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’edificio “E” e degli interventi sulla viabilità esterna”. “Per garantire il riequilibrio del piano economico-finanziario…vista l’impossibilità di un aumento della S.U.L. e delle volumetrie previste dal P.R.U. Ostiense-Marconi” si effettua  “una rimodulazione delle funzioni previste all’interno di alcuni edifici…e una revisione dei limiti quantitativi percentuali delle funzioni fissati nel  2003”, considerati  “adeguamenti funzionali” che “appaiono indispensabili per far fronte ai mutamenti urbani e alle trasformazioni sociali ed economiche medio tempore intervenuti, poiché in caso contrario, consistenti spazi del complesso rischierebbero di essere sottoutilizzati, compromettendo pesantemente la redditività dell’investimento sorretta esclusivamente dai risultati della gestione”[x].  La nuova convenzione integrativa “modifica  parzialmente l’oggetto delle opere da eseguire, elevandone l’importo, modificandone le tempistiche, spostando  il decorrere  della durata della concessione dalla stipula della variante (2.8.2012) mentre le opere, come modificate, dovrebbero essere completate e messe in funzione entro il dicembre 2015“.  I “servizi per la cultura e il tempo libero” che da  Bando e Delibera di Consiglio comunale dovevano essere non inferiori al 35% della superficie,  scendono al 27,69%[xi] e lì restano in tutti gli atti  successivi, fino a oggi. Rendering da slide progetto 2015 Ma tali modifiche  non bastano: a  settembre 2013  il Concessionario presenta una nuova istanza all’Amministrazione che a suo dire  risponde alla  “necessità di rimodulare le destinazioni funzionali al fine di ristabilire l’equilibrio economico-finanziario del progetto; l’istanza è motivata dalle mutate condizioni di mercato sia in senso ampio e generale sia specifiche in relazione al contesto territoriale”[xii]. La rimodulazione prevede una riduzione dei“servizi per la ristorazione” e dei “servizi per il terziario”, a fronte di un incremento della destinazione commerciale, dal previsto “massimo 35%” a più del 45% della superficie[xiii]; è inserita  anche una percentuale destinata a “residenze universitarie” del 5,85%, a prezzi calmierati[xiv]. Tale “Proposta di adeguamento” del progetto del concessionario, approvata dalla Giunta Marino[xv] però non prosegue l’iter, e la pratica viene ereditata dal Commissario Tronca – che riconosce la legittimità dell’atto e i profili di interesse pubblico, ma che rimanda l’approvazione  ai nuovi amministratori che saranno eletti pochi giorni dopo – e quindi dalla successiva Giunta  Raggi, che, a parte l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario, lascia immutate le destinazioni previste  e nel settembre 2017 approva il progetto definitivo della Seconda Variante,   autorizzando  la stipula di una seconda convenzione integrativa[xvi]. Stipula che non avverrà mai, per cause non esplicitate negli atti ufficiali, ma di cui si trovano cenni nella Deliberazione del 2022 dell’ANAC [xvii], nella quale  l’Autorità Nazionale Anticorruzione riferisce:“Gli atti approvativi della seconda variante hanno dato luogo ad una serie di vicende giudiziarie, anche di rilievo penale (…) sono emerse concrete criticità nei rapporti tra la concessionaria e la subconcessionaria”[xviii] ARRIVA LO STOP DELL’ANAC L’ANAC comincia a occuparsi della vicenda degli ex Mercati Generali nel gennaio 2022,  e nel successivo settembre invia al Comune di Roma una Deliberazione contenente numerosi rilievi riguardanti “le criticità emerse dall’istruttoria” invitando  il Comune a “comunicare le determinazioni assunte in proposito”. Nel dettagliato documento si fa  presente,  oltre al“grave ritardo nella esecuzione dell’opera”, la “illegittimità della seconda variante”, vista la  notevole divergenza  del progetto con  quanto era stato previsto  dal bando del 2003 [xix],  che renderebbe  necessaria  una nuova gara di evidenza  pubblica. Per ANAC “le motivazioni a base della variante appaiono plasticamente tese a soddisfare esigenze del concessionario, consistenti nel recupero dell’investimento mediante la successiva gestione dell’opera. Tuttavia, tali mutate esigenze si riferiscono ad una diversa valutazione delle condizioni di mercato, che avrebbero consentito al concessionario il recupero dell’investimento (che è rischio assunto dal concessionario). Pertanto risulta inammissibile e illegittima una variante che modifichi in modo sostanziale l’opera originaria, dovendo in tal caso procedersi ad un nuovo affidamento (…)” . E,  sottolinea l’Autorità, “il mutamento delle condizioni di mercato, soprattutto tenuto conto della durata mediamente lunga di una concessione, è elemento fisiologico del rapporto che non giustifica ex se una modifica della concessione” [xx], tanto più che, come evidenziato  nell’articolo 4 della convenzione in essere dal 2003[xxi], tali modifiche potevano essere introdotte solo “…in presenza di circostanze di fatto di diritto imprevedibili non presenti nell’ambito dell’offerta nell’ambito della fase di aggiudicazione della Concessione, comunque tali da determinare in ambo i  casi variazioni degli elementi descritti ed  inclusi nel Piano Economico e Finanziario asseverato e presentato in sede di gara”. Conclude ANAC [xxii]che  la seconda variante “non risponde a nessuna esigenza del concedente e  non è stata ricondotta a nessuna delle tassative ipotesi previste dalla normativa di riferimento” e invita il Comune a comunicare  “le  proprie determinazioni in merito alle criticità rilevate”, entro  il termine del 5 maggio 2023. LA LINEA POLITICA DELLA GIUNTA GUALTIERI E LA NUOVA PROPOSTA DI ADEGUAMENTO DEL VECCHIO CONCESSIONARIO La Giunta Gualtieri, a cui va riconosciuto il trovarsi in una – scomoda  – posizione determinata dall’eredità delle scelte delle amministrazioni precedenti, avrebbe avuto la possibilità di riprendere in mano la situazione e, ripartendo  dai rilievi dell’ANAC, di riportare al centro dell’intervento  l’obiettivo che aveva “dato il la” all’operazione: la riqualificazione di un pezzo di città pubblica, che all’interesse pubblico e ai bisogni dei cittadini avrebbe dovuto principalmente rispondere. Rendering dal sito di Roma Capitale 2025 Invece l’Amministrazione Gualtieri ha preferito rimanere nel solco tracciato in precedenza, lasciando al soggetto privato il compito di rinunciare alla “seconda variante innovativa” e a presentare una Proposta di revisione della concessione, di cui  prende atto, limitandosi a  revocare  il progetto approvato dalle precedenti giunte in quanto “non è più di interesse per l’Amministrazione”[xxiii].   Con la nuova proposta progettuale preliminare presentata il  13 dicembre 2022 il  concessionario manifesta l’intenzione di   “realizzare un Campus studentesco capace di soddisfare il crescente fabbisogno di residenze universitarie e di creare un nuovo polo cittadino dedicato ai giovani studenti preservando gli spazi e le funzioni destinate a cultura e  tempo libero senza modificare le funzioni e le dotazioni e attrezzature pubbliche precedentemente previste” . Con la Delibera di Giunta n. 155  del  5 maggio 2023[xxiv] la Giunta  dichiara le motivazioni  dell’archiviazione del vecchio progetto e dell’ingresso del nuovo, oltre alla risposta ai rilievi dell’ANAC,  con le sempiterne motivazioni dell’interesse del Concessionario, che   avrebbe la necessità di  ridurre   “i servizi per il commercio” il cui incremento adesso è  considerato  “non irrilevante – cioè “eccedente” – rispetto ai limiti quantitativi previsti in fase di gara”. Ma soprattutto – considera la Giunta –  “anche in ragione della pandemia da COVID-19 e del conflitto in corso in Ucraina si registra una flessione dell’interesse al commercio fisico ed in particolare alle grandi strutture di vendita” a cui aggiunge l’interesse  a  “scongiurare situazioni che potrebbero andare a detrimento degli esercizi commerciali di quartiere già provati dalle conseguenze dei citati eventi straordinari”(esercizi di quartiere di cui fino ad allora nessuno si era interessato). Specchietto riassuntivo destinazioni a cura di Carteinregola Ma soprattutto è piuttosto indicativo della linea della Giunta Gualtieri rispetto agli ex Mercati Generali il passaggio della citata Delibera dove si indica  quali sono gli aspetti nei quali  la Giunta considera che sia “potenzialmente ravvisabile” il  pubblico interesse,  “inteso come l’interesse proprio della pluralità e collettività di individui che costituiscono la comunità dei cittadini romani”. Sono  un elenco di 4: al primo posto “l’opportunità di garantire un’imponente riqualificazione urbana nell’area degli Ex Mercati Generali sulla via Ostiense in grado di costituire una nuova centralità della città con potenziali ritorni di immagine, incremento dei turismo a livello cittadino in un  contesto che presenta molte criticità”, a cui segue  “la realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione di quelli esistenti, parte dei quali destinati a funzioni pubbliche e già acquisiti nella disponibilità dell’amministrazione comunale e sui quali la concessionaria garantirà la manutenzione straordinaria per l’intera durata della concessione”;  quindi “la potenziale creazione di un significativo indotto occupazionale”, chiudendo con la possibilità “di realizzare gli interventi …in termini più rapidi di quelli che occorrerebbero nel caso  se si decidesse di azzerare la procedura fin qui posta in essere e dare avvio ad un nuovo procedimento di affidamento”. A questo  si aggiunge più oltre la considerazione  dell’ “ulteriore difficoltà di reperire le risorse necessarie al ristoro delle ingenti spese fin qui sostenute dall’attuale concessionario”. “Potenziali ritorni di immagine”, “incremento dei turismo”, “difficoltà a  reperire le risorse per rimborsare le spese già sostenute”, argomenti e linguaggio che non ci si aspetterebbe di trovare  sulla bandiera dell’interesse pubblico issata da un’amministrazione capitolina e da un  Municipio che pubblicamente  si avvalgono di ben altri slogan, soprattutto se si riferiscono  alla trasformazione di un enorme pezzo di città pubblica. Quanto al  sempiterno appello ai posti di lavoro, che naturalmente rispettiamo profondamente, troppo spesso abbiamo visto essere il jolly/ foglia di fico di  operazioni ad alto tasso di profitto privato promosse  da amministrazioni di vario colore politico. Nell’elenco non manca nemmeno l’accenno al rischio contenzioso, anche se già  la deliberazione ANAC del 2022 in più passaggi aveva sottolineato il mancato rispetto delle tempistiche da parte del concessionario e le sue responsabilità  nell’eccessivo prolungamento della procedura[xxv]. L’ANAC comunque fin dal maggio 2023 prende atto  del “sostanziale adeguamento” delle raccomandazioni fornite dall’Autorità”, poi ancora nel gennaio 2024 e nell’agosto 2024, quando comunica che “il Consiglio dell’Autorità ha preso atto dell’effettivo superamento delle principali criticità evidenziate e riconosce  l’intendimento dell’amministrazione di proseguire e di dare nuovo impulso alla realizzazione dell’opera nell’alveo delle condizioni originarie, anche progettuali, previste dal bando di gare dal contratto di concessione”.[xxvi] PERCHÉ RITENIAMO CHE LA NUOVA PROPOSTA DI ADEGUAMENTO DEL CONCESSIONARIO NON RISPETTI LE CONDIZIONI DEL BANDO E SOPRATTUTTO NON SIA DI INTERESSE PUBBLICO Pur nel rispetto del  parere istituzionale,  non siamo d’accordo con il giudizio dell’Autorità[xxvii], perché, come il Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati generali e molte altre associazioni, cittadini e comitati,  riteniamo che anche il nuovo progetto tirato fuori dal cappello dal concessionario, il “Campus studentesco”  abbia ben poco di interesse pubblico, nel merito e nel metodo. Illustrazioni dalla Relazione illustrativa del progetto di studentato Nel merito, va innanzitutto osservato che la  destinazione “residenze collettive quali studentati”  non è prevista nella sottozona M7 e che  all’art. 6 delle VIGENTI Norme Tecniche del Piano Regolatore   gli studentati rientrano nella categoria “residenziale” e  non “turistico ricettiva” [xxviii]. Tuttavia le modifiche alle  NTA adottate con Delibera di AC l’11 dicembre 2024,  pur lasciando la stessa suddivisione,  introducono una modifica all’Art. 6 che, se mantenuta, cambierà le prospettive delle destinazioni di questa trasformazione (e di molte altre proposte che  potrebbero essere avanzate da privati): infatti nella categoria delle destinazioni d’uso b)Turistico-ricettive nella delibera adotatat è stata  inserita la sottocategoria b2) strutture ricettive extra-alberghiere – in cui rientrano  “ostelli per la gioventù e studentati (con personale e servizi comuni di assistenza alla clientela)[xxix] , che è proprio la fattispecie del nuovo progetto, come del resto della maggior parte degli studentati privati che si stanno realizzando  in città , in cui sono presenti “servizi” di varia natura oltre all’alloggio. Una funzione, lo studentato, che, già introdotta in misura contenuta –  5,85% della superficie  –  nella seconda variante del 2014, nel nuovo progetto è  lievitata fino a decuplicarsi e a occupare  più della metà della superficie, il 61,13%. E qui va subito chiarito un equivoco: gli “studentati” realizzati su una proprietà pubblica possono ricoprire un interesse pubblico solo se sono destinati a tutti gli studenti a prezzi calmierati, magari con quote ulteriormente abbattute per i meritevoli meno abbienti. Qui invece parliamo di alloggi di lusso affittati a prezzi di mercato, che solo per il 20% delle unità[xxx], si dichiarano destinate ad “affitti calmierati”, ma che anche in quel caso prevedono 500 euro al mese a posto letto (in camera doppia, escluso IVA ed eventuali servizi ad hoc”)[xxxi]. Con la beffa di un calcolo del prezzo abbattuto che prende come termine di paragone  le rette di studentati privati di alta fascia e in altre zone ben più prestigiose[xxxii]. E va detto  detto che invece il progetto della  seconda variante (poi non approvato)  prevedeva quantomeno che tutti gli alloggi studenteschi fossero a un prezzo concordato, inferiore del “30% “rispetto all’importo medio richiesto dal mercato per struttura analoga nella stessa zona urbana di cui fa parte il complesso” (anche  le strutture sportive dovevano essere “ assoggettate al regime delle tariffe agevolate e/o all’ uso gratuito da parte delle scuole …”)[xxxiii] Infine: nella Deliberazione della Giunta capitolina n. 334 dell’8 agosto 2025, si legge che si “autorizza alla stipula della nuova convenzione integrativa” “mediante la quale si preveda (…) l’obbligo di destinare lo studentato all’uso esclusivo degli studenti universitari almeno durante i dieci mesi di durata dell’anno accademico e per l’intera durata della concessione”. Quest’ultima specificazione non l’abbiamo ritrovata nella convenzione poi stipulata[xxxiv] Invece l’Amministrazione considera  la “Revisione progettuale” del concessionario   in linea con “l’originaria idea dell’amministrazione per l’area” con  “la trasformazione del complesso in un nuovo Centro di Aggregazione giovanile nel quale, a fianco di attività formative e culturali,  sia proposta un’ampia gamma di attività ricreative e  di intrattenimento, con l’obiettivo di creare un’offerta di luoghi di incontro altamente qualificata”. riepilogo a cura del Comitato Civico per la tutela dell’area degli ex Mercati Ma di quali giovani e di quali studenti stiamo parlando? Di cittadini – a partire dai meno abbienti – o di clienti? Perché la differenza tra un pezzo di città rigenerato per la collettività e  non per il profitto o per offrire servizi ai più ricchi  dovrebbe prevedere la maggior parte delle strutture accessibili gratuitamente o a prezzi accessibili. Il Comitato civico ha calcolato che  solo una esigua parte degli spazi, circa il 6% della SUL totale di progetto, sarà fruibile gratuitamente dai cittadini. Riguardo al metodo,  va detto che il dialogo con il territorio, prima delle decisioni irreversibili, anche in questo caso è stato inesistente. Nessuna partecipazione, e nemmeno informazione, agli abitanti  per condividere la nuova proposta; solo un’ iniziativa poco pubblicizzata  per illustrare  al pubblico il progetto pochi giorni prima  dell’approvazione dell’interesse pubblico da parte dell’Assemblea Capitolina.  Quando si è sparsa la voce,  e  i cittadini si sono mobilitati chiedendo un  confronto prima della sottoscrizione della seconda convenzione integrativa[xxxv],  sono stati ignorati e il Comune ha proceduto  alla stipula con il concessionario il 10 novembre 2025[xxxvi]. Sono persino state autorizzate le ruspe, che  nel gennaio scorso hanno cominciato a distruggere l’area naturalistica che nel frattempo si era formata nella zona  intorno a stagni creati dalle falde sotterranee. Con il montare delle proteste poi, il Comune ha aperto a un confronto organizzando dei tavoli,  troppo tardivo per essere preso sul serio, e troppo bloccato dagli impegni già presi con il concessionario per poter ricostruire speranze e fiducia. LE MANIFESTAZIONI, LE CONFERENZE URBANISTICHE CIVICHE E LA DIFFIDA AL COMUNE Una manifestazione enormemente partecipata ha sfilato il  28 febbraio per le strade che circondano gli Ex Mercati, riuscendo a riunire i tanti comitati cittadini che difendono i propri territori da interventi che, come questo, hanno ben poco di interesse pubblico e molto di operazioni private dei soliti fondi immobiliari. L’ultimo atto è una diffida inviata al Comune il 15 aprile 2026, dove i cittadini del Comitato Civico  sollevano  una serie di obiezioni[xxxvii], di cui la principale è che,  in quella che viene descritta  come una  semplice revisione dell’opera originaria, “il 61,13% della SUL disponibile interesserà un’attività inesistente nelle indicazioni del bando di gara e nella prima variante innovativa”. Si precisa anche che non è rispettata nemmeno   “la percentuale dell’attività per cultura e tempo libero” che resta al 27,69%,  oltre 7 punti sotto  quella minima prevista  dal bando (35%).  Tra i tanti punti sollevati dal  lungo elenco di aspetti critici anche la mancata attivazione del Processo Partecipativo previsto dal Regolamento comunale fin dal 2006 e del “dibattito pubblico “ previsto dal Codice dei contratti pubblici[xxxviii],a cui si aggiungono “i danni ambientali cagionati”. La diffida si conclude con la richiesta di revocare in autotutela gli atti amministrativi assunti in violazione delle normative citate. Come Carteinregola chiediamo, come detto in apertura, che il progetto sia sospeso e sia rimesso sui binari di una trasformazione di un pezzo  di città pubblica all’insegna dell’interesse pubblico e dei bisogni delle persone, soprattutto di quelle meno privilegiate. E che tale trasformazione sia portata avanti all’insegna della trasparenza, dell’informazione e della partecipazione delle cittadine  e dei cittadini, come una Amministrazione che si dice democratica ha il dovere di realizzare sempre, e non solo scrivere nei programmi elettorali.  Come ha osservato Sarah Gainsforth nella conferenza stampa del 15 aprile 2026: non è possibile che in tutti questi anni si sia messo mano al progetto per andare incontro alle esigenze di redditività del concessionario privato rispetto ai cambiamenti delle condizioni di mercato e che i cittadini non abbiamo mai avuto voce in capitolo sulle esigenze del territorio, anche alla luce dei cambiamenti intercorsi in vent’anni , a partire da quelli climatici. a cura di Anna Maria Bianchi Missaglia 28 aprile 2026 Vai a Ex mercati Generali – VIII Municipio – Cronologia e materiali LE DOMANDE DI CARTEINREGOLA Nonostante il via libera dell’ANAC al progetto, a nostro avviso  persistono  numerose criticità che corrispondono ad altrettante domande che rivolgiamo all’Amministrazione: –       Come può ritenersi “coerente con gli obiettivi previsti dal bando di gara” la realizzazione di   uno studentato che occupa il 61,13% della superficie utile con una destinazione che non era prevista dal bando? –       Come mai, vista l’inadempienza del concessionario rispetto ai tempi di realizzazione e di completamento delle opere stabiliti  fin dalla  convenzione del 2006, la convenzione non è mai stata revocata, a maggior ragione dopo la Delibera dell’ANAC? –       Come mai l’Assemblea Capitolina ha  “confermato” la dichiarazione di interesse pubblico di  un progetto così differente dai precedenti, anziché fare una nuova valutazione? –       Come può ritenersi “di interesse pubblico” la realizzazione di   uno studentato destinato per l’80% ad affitto a libero mercato e per il 20% all’ affitto “calmierato” di 500 € a posto letto in camera doppia? Come è possibile che la Giunta, nella Delibera n.155 del 2023 ritenga solo “auspicabile che lo studentato preveda una congrua quota di servizi a canone calmierato al fine di costituire risposta all’esigenze delle fasce sociali più deboli”? Come mai nella Delibera di Giunta  n. 334 dell’8 agosto 2025 che autorizza la stipula della Convenzione è inserito “l’obbligo di destinare lo studentato all’uso esclusivo degli studenti universitari almeno durante i dieci mesi di durata dell’anno accademico e per l’intera durata della concessione”,e nella convenzione del novembre 2025 quest’ultima condizione ci risulta non essere presente (Art. 6 comma 2)? –       Come mai non è stato inserito nella convenzione del novembre 2025 quanto indicato come condizione della destinazione del 5,85%  dalla   seconda variante (poi non approvata) , cioè che tutti gli alloggi studenteschi fossero oggetto di un affitto concordato inferiore del “30% rispetto all’importo medio richiesto dal mercato per struttura analoga nella stessa zona urbana” o o quanto indicato nella “seconda Convenzione Integrativa” del 2017, anch’essa poi non approvata, nella quale era previsto che “nell’ambito della nuova destinazione d’uso turistico-ricettiva…la destinazione prevista nell’edificio “Yb”, che convenzionalmente sarà prevalentemente destinato a fruizione della popolazione studentesca,la gestione dell’attività avrà un doppio regime” e “per i periodi di inattività accademica degli Atenei“,” “ dovrà essere vincolata ad un canone concordato, determinabile nell’importo mensile iniziale di € 290,00 per posto letto [xvi]? –       La destinazione urbanistica della sottozona “M7 Mercati Generali” prevedeva per il complesso  anche  la destinazione turistico-ricettiva, ma tale destinazione nelle NTA del PRG vigente (Art. 6 comma 1 lett a) non comprende gli studentati, che sono inseriti esclusivamente nella categoria “residenziale”. Le modifiche alle NTA  introdotte dalla Proposta della Giunta n.102 del 13 giugno 2023 e adottate dall’Assemblea Capitolina l’11 dicembre 2024 introducono invece una nuova sottocategoria nelle destinazioni  Turistico-ricettive, che comprende anche“studentati con personale e servizi comuni di assistenza alla clientela”, che è la fattispecie degli studentati che ora vanno per la maggiore – perché più remunerativi –  compreso quello del progetto degli Ex Mercati. In ogni caso, perché è stata inserita tale destinazione urbanistica non compatibile con le norme vigenti e comunque ancora sottoposta alle misure di salvaguardia? –       Come mai in tutti questi anni di modifiche del progetto e di adeguamento all’incremento dei costi  non è mai stato modificato il canone annuo che il concessionario avrebbe dovuto corrispondere al Comune, rimasto sempre a 165.000 euro dal 2006? –       Come mai, anche in considerazione del molto tempo trascorso, in seguito  al ritiro del precedente progetto da parte del privato e nella prospettiva della elaborazione di un nuovo progetto,  Comune e Municipio non hanno  ritenuto doveroso avviare preliminarmente una ampia campagna di informazione della cittadinanza, promuovendo progetti partecipati per elaborare una proposta che tenesse conto – quantomeno  anche  – delle esigenze del territorio? 28 aprile 2026 (ultima modifica 10 maggio 2026) Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- NOTE [i] sottozona urbanistica del Piano Regolatore “M7- area degli Ex Mercati Generali” integrata  all’art. 14 delle N.T.A. del P.R.G.; [ii] il 7 novembre 2003 il  Bando di gara  è pubblicato in Gazzetta Ufficiale –il Dipartimento VI Urbanistica avvia la procedura di gara di licitazione privata ai sensi dell’art.89 del RD 23 maggio 1924, n. 827 dell’affidamento in concessione amministrativa del complesso degli Ex Mercati Generali subordinando l’aggiudicazione al perfezionamento dell’Accordo di programma [iii] Il 14 novembre 2006 è stipulata la Convenzione – (rep. 9612) Registrata all’Agenzia Entrate Roma 1, il 21/11/2006 n. 14346 serie 1- tra Comune di Roma e Lamaro Appalti S.p.A. (mandataria R.T.I.) con oggetto: concessione parte complesso Ex Mercati Generali. [iv] Dalla Deliberazione ANAC 14 settembre 2022: “…in sede di convenzione, l’importo presunto dell’intervento, da eseguirsi a totale cura e spese del concessionario, è stato stimato in Euro 142.543.230,00, oltre I.V.A. e compresi gli oneri della sicurezza (art. 13 della convenzione)”(dalla DGC 144/2009)  La Concessione prevede l’ obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015. Nella deliberazione dl 2022 l’ANAC rileva che “a oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera. Al completamento del 30% dei lavori scattava un canone annuo al Comune di 165.000 euro, mai versati. [v] Cit. Deliberazione ANAC 14 settembre 2022 [vi] Vai a Ex mercati Generali – VIII Municipio – Cronologia e materiali [vii] 7 maggio 2009 Deliberazione Giunta Capitolina n. 144 Approvazione del progetto definitivo dei lavori di riconversione funzionale in un “Centro di Aggregazione Giovanile” di una parte del complesso degli ex Mercati Generali in Via Ostiense, in concessione alla Sviluppo Centro Ostiense S.r.l. Importo complessivo di Euro 191.366.353,99, oltre I.V.A. 10% (Protocollo N. 5964 del 27/04/2009) SCARICA DELIBERAZIONE [viii] 3 luglio 2009 il Concessionario “sulla base di quanto previsto da Bando” con istanza (prot. n. 12510) “chiede l’affidamento in proprio favore dei lavori relativi all’edificio “E” mediante procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara ai sensi dell’art. 147 D.Lgs. n. 163/2006, con contestuale inclusione anche di detto edificio nella concessione e conseguente aggiornamento del Piano economico-finanziario dell’investimento ai sensi dell’art. 4 della Convenzione del14 novembre 2006” (da Deliberazione 68/20012) maggio 2011 l’U.O. Città Storica del Dipartimento Urbanistica chiede (prot.n. 9500) al Concessionario “di manifestare la propria disponibilità anche per la eventuale realizzazione delle seguenti opere: 1. tratto stradale di allaccio del Complesso degli Ex Mercati Generali alla viabilità ad uso pubblico già realizzata nell’ambito della Convenzione “Argonauti”; importo stimato di Euro 1.200.000,00; 2. 3. sistemazioni superficiali su Via F. Negri; importo stimato di Euro 900.000,00; sistemazioni superficiali su Via Ostiense per il tratto antistante l’area di concessione importo stimato di Euro 900.000,00” (da Deliberazione Giunta Capitolina n. 68/2012) il 13 giugno 2011 il Concessionario si rende disponibile (prot. n. 12459) e il 26 luglio 2011, presenta una Proposta. di Variante Innovativa avente ad oggetto: a) i lavori di riqualificazione dell’edificio “E”, con la ricollocazione delle funzioni pubbliche ivi originariamente previste (biblioteca comunale, Uffici pubblici, centro anziani spazi pubblici composti da un’area conferenze e tre sale da riunione) in altri edifici del Complesso, fatta eccezione per il centro ricreativo rimasto nell’edificio“E”, lavori sulla viabilità esterna  e vari altri interventi di rimodulazione b) l’assimilazione delle destinazioni dell’edificio “E” a quelle degli altri edifici del“Recinto”; c) i lavori di sistemazione e riassetto della viabilità esterna al Complesso (…) d) le sistemazioni superficiali di Via Negri e della Via Ostiense per il tratto antistante (…) e) la riorganizzazione funzionale dell’edificio “X” di nuova realizzazione nell’area sud-est del Complesso, compatibile con le caratteristiche del Complesso e con le funzioni già in esso previste, in modo da incrementare la redditività dell’investimento ed ottenere il riequilibrio del Piano Economico Finanziario, tenuto conto dei nuovi oneri assunti dal Concessionario per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dell’edificio “E” e degli interventi sulla viabilità esterna in precedenza indicati; [ix] All’Art. 4   della Convenzione sottoscritta il  14 novembre 2006 “Corrispettivo della concessione – canone di concessione” si legge : “…qualora l’amministrazione voglia apportare modificazioni alla presente convenzione, ovvero  in presenza di circostanze di fatto di diritto imprevedibili non presenti nell’ambito dell’offerta nell’ambito della fase di aggiudicazione della Concessione, comunque tali da determinare in ambo i  casi variazioni degli elementi descritti ed  inclusi nel Piano Economico e Finanziario asseverato e presentato in sede di gara, le Parti si danno reciprocamente atto della volontà di discutere e valutare tali evenienze allo scopo di porre in essere tutte le misure necessarie ed adeguate e raggiungere il ri-equilibrio economico finanziario del progetto“. [x] Vedi nota 10 maggio 2011 (prot.n. 9500)  dell’U.O. Città Storica del Dipartimento Urbanistica al Concessionario [xi] Dalla nota del  10 maggio 2011 l’U.O. Città Storica del Dipartimento Urbanistica (prot.n. 9500): l’’aumento delle superfici riservate al terziario e la diminuzione di quelle per la cultura e il tempo libero che tuttavia nel loro insieme, se si considera l’aggiunta di quelle relative all’edificio “E”, non alterano in misura sensibile la quota percentuale del 50% indicata nel bando; [xii] da Deliberazione 218/2025 La Concessionariaha rappresentato all’Amministrazione la necessità di rimodulare le destinazioni funzionali al fine di ristabilire l’equilibrio economico-finanziario del progetto; l’istanza – motivata dalle mutate condizioni di mercato sia in senso ampio e generale sia specifiche in relazione al contesto territoriale di immediato interesse – era ritenuta condizione imprescindibile per continuare nell’attuazione delle opere previste; De Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 …la Concessione, infatti, fu sottoscritta dal Comune di R. nel novembre 2006 con obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015. Ad oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera. Al completamento del 30% dei lavori scattava un canone annuo al Comune di 165.000 euro, mai versati. (…) In un contratto di concessione di opere pubbliche, il rischio del recupero dell’investimento è valutato in sede di offerta ed è assunto dal concessionario sulla scorta delle condizioni (es.: opera, mercato, modalità di gestione) poste a base di gara. Pertanto, il mutamento delle condizioni di mercato, soprattutto tenuto conto della durata mediamente lunga di una concessione, è elemento fisiologico del rapporto che non giustifica ex se una modifica della concessione. Nel caso di specie, dunque, le parti non hanno indicato la fattispecie di riferimento, tra quelle previste dalla norma, giustificante l’adozione della variante, né tale fattispecie è emersa dagli atti esaminati. Al riguardo, va ricordato che la richiesta di variante è stata formulata dal concessionario nel 2013, quando i lavori avevano subito già un gravissimo ritardo (come detto, i lavori dovevano completarsi nel dicembre 2015): di talché le mutate esigenze del mercato appaiono comunque in larga parte imputabili ai ritardi accumulati dal concessionario. Quanto all’interesse pubblico (che deve giustificare l’adozione di una variante), Anac osserva che non va confuso l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera (rimasta immutato nel tempo) con l’interesse pubblico alla realizzazione e al godimento di una opera diversa, rispetto a quella originariamente posta a base di gara: solo quest’ultima eventualmente giustificherebbe l’adozione di una variante. Le motivazioni a base della variante appaiono plasticamente tese a soddisfare esigenze del concessionario, consistenti nel recupero dell’investimento mediante la successiva gestione dell’opera. Tuttavia, tali mutate esigenze si riferiscono ad una diversa valutazione delle condizioni di mercato, che avrebbero consentito al concessionario il recupero dell’investimento (che è rischio assunto dal concessionario). Pertanto risulta inammissibile e illegittima una variante che modifichi in modo sostanziale l’opera originaria, dovendo in tal caso procedersi ad un nuovo affidamento. Secondo il Comune di R. non ci sarebbero i presupposti dell’autotutela annullatoria o revocatoria (non sussistendo una diversa valutazione dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera). Pertanto, per l’Amministrazione comunale, l’eventuale risoluzione contrattuale darebbe luogo a un contenzioso rilevante. I lavori sono infatti fermi da oltre cinque anni, dal 2016, e ciò – scrive Anac – sembra solo compromettere il primario interesse pubblico alla realizzazione dell’opera. Nemmeno la progettazione esecutiva della seconda variante (approvata con determina dirigenziale) è stata poi contrattualizzata, rendendo ciò oggettivamente grave e ingiustificabile da parte del Comune di R. [xiii] Dalla  DGC 66/2015   “Servizi per il commercio” che passano dal 35,00% al 45,63% della S.U.L. complessiva, di cui il 37,73% per il “Netto Vendita” e il 7,90% per le Superfici Accessorie“ [xiv] 5 novembre 2014 la Concessionaria “Sviluppo Centro Ostiense S.r.l.” presenta la seconda emissione della seconda proposta preliminare di adeguamento del progetto, al fine di riequilibrare il livello economico e finanziario dell’intervento che prevede: variazioni architettoniche:la riqualificazione degli spazi pubblici del Complesso con una serie di piazze (9) (…) la modifica del sistema di edifici commerciali a blocchi isolati con un assetto unitario e galleria pedonale coperta; un nuovo impianto planimetrico del Recinto riduzione delle altezze degli edifici verso la Ferrovia Roma Lido; una rampa aggiuntiva, su Via Ostiense, di accesso ai parcheggi interrati.; variazioni delle destinazioni d’uso: l’inserimento della funzione turistico-ricettiva avente S.U.L. pari a 5.000,00 mq. a vocazione studentesca per ridare vigore al progetto iniziale denominato “Città dei Giovani”. Come da nota esplicativa allegata al PEF: “… La struttura ricettiva prevista dovrà avere come utente finale privilegiato lo studente universitario fuori sede, cui dovrà essere garantito, per il periodo dell’anno coincidente con le attività didattiche previste dagli Atenei di riferimento, una tariffa agevolata rispetto all’importo medio richiesto da analogo mercato di riferimento per la locazione del posto letto nella zona di cui fa parte il Complesso.”; lo spostamento degli spazi a canone calmierato, pari a 1.500 mq., precedentemente computati nei “servizi per il terziario”, che con la nuova variante vengono, inseriti nella destinazione “servizi per la cultura e il tempo libero”; -il reperimento su Via Francesco Negri dei parcheggi pubblici esterni (…)da Deliberazione 66/2015) [xv] 13 marzo 2015 Deliberazione della  Giunta Capitolina n. 66 con la quale “la giunta capitolina accoglie l’istanza di riequilibrio economico finanziario del concessionario approvando con prescrizioni la proposta preliminare di adeguamento del progetto”SCARICA LA DELIBERAZIONE  La Deliberazione approva con prescrizioni la Proposta di adeguamento del progetto del concessionario [xvi] 15 settembre 2017 Deliberazione n. 199 della Giunta capitolina Complesso degli ex Mercati Generali siti in Roma in Via Ostiense. Approvazione del Progetto Definitivo di 2a Variante che approva il progetto definitivo e autorizza la stipula della seconda convenzione integrativa (Che non sarà poi mai sottoscritta) SCARICA LA DELIBERA (scarica l’elenco degli elaborati allegati alla delibera con le istruzioni per scaricarli dal sito istituzionale) La Delibera conferma le destinazioni d’uso sia singole che nella loro articolazione “risultante nella rimodulazione delle funzioni, fermo restando le superfici complessive, come già autorizzate con delib.ne della G.C. n.66/2015, con la quale è stato approvato il Progetto Preliminare di 2° Variante; il canone calmierato per la SUL di 1.500 mq destinata a servizi per la cultura e tempo libero, senza variazioni del canone annuo, offerto in sede di gara dal Concessionario e pari a 60,00 €/mq (già rivalutatoa 73,00 €/mq come indicato nella delib.ne della G.C. n. 66/2015 e da rivalutare annualmente applicando come parametro l’indice di variazione ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie operai e impiegati); autorizza la stipula di una nuova convenzione integrativa (la “seconda Convenzione Integrativa“); nell’ambito della nuova destinazione d’uso turistico-ricettiva, che convenzionalmente sarà prevalentemente destinato a fruizione della popolazione studentesca, destinazione prevista nell’edificio “Yb”, la gestione dell’attività avrà un doppio regime: (i) dovrà essere vincolata ad un canone concordato, determinabile nell’importo mensile iniziale di € 290,00 per posto letto (da rivalutare annualmente, a decorrere dalla data della seconda Convenzione Integrativa, applicando come parametro l’indice di variazione ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie operai e impiegati) (il “Canone Concordato”); (ii) per i periodi di inattività accademica degli Atenei, “turistico–ricettivo” a a canone libero di mercato (il “CanoneLibero”); [xvii] 14 settembre 2022  Anac, con la delibera n. 431  avanza numerosi rilievi al Comune riguardo e invita il Comune di Roma a comunicare all’Autorità  le determinazioni assunte in ordine ai profili di criticità segnalati [xviii]Dalla  Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 Gli atti approvativi della seconda variante hanno dato luogo ad una serie di vicende giudiziarie, anche di rilievo penale, che hanno condotto all’applicazione delle misure di sostegno previste dall’art. 32 d.l. 90/2014. Neanche l’attivazione di tale procedimento – concluso in data 15.1.2021 – ha consentito di addivenire alla contrattualizzazione della seconda variante attuativa, in quanto sono emerse concrete criticità nei rapporti tra la concessionaria e la subconcessionaria [xix] De Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 La variante è stata richiesta dal concessionario (in data 18.9.2013), cioè il Raggruppamento di imprese, al fine di adeguare l’opera alle mutate esigenze del mercato mutate, per garantire il recupero dell’investimento e ha comportato l’ampliamento delle aree date in concessione, rispetto a quelle destinate ad uso pubblico: in particolare l’ampliamento delle aree commerciali e di parcheggi, nonché l’introduzione di aree turistico ricettive. Ciò ha elevato il valore del contratto di oltre il 60%, rispetto a quello iniziale: l’importo della concessione, infatti, in seguito alla seconda variante, sarebbe elevato a 233.114.687 euro, rispetto all’originario importo di 142.543.230 euro. [xx] De Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022 la Concessione, fu sottoscritta dal Comune di R. nel novembre 2006 con obbligo di concludere i lavori entro dicembre 2015. Ad oggi risulta realizzato solo il 25,7% dell’opera. Al completamento del 30% dei lavori scattava un canone annuo al Comune di 165.000 euro, mai versati. (…) Quanto all’interesse pubblico (che deve giustificare l’adozione di una variante), Anac osserva che non va confuso l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera (rimasta immutato nel tempo) con l’interesse pubblico alla realizzazione e al godimento di una opera diversa, rispetto a quella originariamente posta a base di gara: solo quest’ultima eventualmente giustificherebbe l’adozione di una variante. [xxi] 14 novembre 2006 è stipulata la Convenzione – (rep. 9612) Registrata all’Agenzia Entrate Roma 1, il 21/11/2006 n. 14346 serie 1- tra Comune di Roma e Lamaro Appalti S.p.A. (mandataria R.T.I.) con oggetto: concessione parte complesso Ex Mercati Generali – 2 agosto 2012 viene stipulata la convenzione integrativa (rep. 12491) [xxii] ANAC muove anche rilievi riguardanti la composizione societaria, per i quali rimandiamo alla lettura della Deliberazione [xxiii] 5 maggio 2023  Deliberazione n. 155 della  Giunta capitolina Complesso degli Ex Mercati Generali siti in Roma in Via Ostiense. Revoca della Deliberazione della Giunta Capitolina n. 199 del 15 settembre 2017, di approvazione del progetto della seconda variante e presa d’atto della proposta di revisione della concessione da parte del Concessionario (Prot. N. 11938 ) con cui si prende atto della rinuncia del concessionario alla seconda variante innovativa e contestualmente che il progetto risultante della seconda variante approvato con delibera di Giunta  n. 66 /2015 e 199 /2017 non è più di interesse per l’Amministrazione, e pertanto procede alla revoca. Nella delibera inoltre si prende atto dell’avvenuta presentazione della Proposta di revisione della concessione da parte del concessionario,  demandando gli uffici di effettuare l’istruttoria finalizzata alla valutazione del pubblico interesse della proposta da parte dell’Assemblea Capitolina; SCARICA LA DELIBERAZIONE . La delibera di giunta è  trasmessa all’ANAC [xxiv] Vedi punto precedente [xxv] La  Delibera ANAC  delibera n. 431  del 14 settembre 2022  in più passaggi sottolinea il mancato rispetto delle tempistiche da parte del concessionario e le sue responsabilità  nell’eccessivo prolungamento della procedura. [xxvi] 17 maggio 2023 L’ ANAC prende atto del sostanziale adeguamento delle raccomandazioni fornite dall’autorità con la delibera 431/2022 quantomeno con riferimento alla seconda variante adottata, fermo restando gli ulteriori approfondimenti istruttori». 22 gennaio 2024 (prot. QN/2024/18267): Presentazione nuova Proposta del concessionario Documentazione progettuale (prot. QN/2024/34801)Ulteriore integrazione (prot. QN/2024/54065) 5 agosto 2024 il presidente dell’ANAC comunica che il Consiglio dell’Autorità ha preso atto dell’effettivo superamento delle principali criticità evidenziate e riconosce  l’intendimento dell’amministrazione di proseguire e di dare nuovo impulso alla realizzazione dell’opera nell’alveo delle condizioni originarie, anche progettuali, previste dal bando di gare dal contratto di concessione (pag.16 D.A.C. n. 218/2025). [xxvii]   L’8 aprile 2025 il Dipartimento infrastrutture Lavori Pubblici aggiorna l’autorità ANAC sull’ulteriore corso del procedimento e rappresenta l’intenzione del concessionario di coinvolgere un ulteriore soggetto nella concessione, illustrando il quadro degli obblighi finalizzati a definire i tempi per la progettazione e per la costruzione del complesso, sterilizzare il rischio di dilatazione della durata della concessione a causa di ritardi nei tempi di esecuzione dei lavori, scongiurare usi difformi delle residenze universitarie, garantire la piena assunzione del rischio economico finanziario dell’operazione da parte del concessionario, ridurre il rischio da contenzioso,  garantire che l’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti avvenga nel rispetto dei limiti e delle condizioni normative previste richiamati agli articoli 20 e 21 della convenzione, precisando altresì che tali impegni sono oggetto dell’atto d’obbligo unilaterale del Concessionario e che, nell’ipotesi di positiva deliberazione [nell’originale “delibazione”] dell’interesse pubblico, costituiranno il contenuto della convenzione integrativa da approvare -il  28 aprile 2025 il presidente dell’ANAC comunica (prot. QN/87627)che l’Autorità deliberato di prendere atto della relazione citata” e “raccomanda a Roma Capitale in esito alla valutazione interesse pubblico alla prosecuzione del rapporto, di formalizzare il conseguente assetto di interessi entro l’ambito preannunciato”   28 le NTA del PRG vigenti prevedono all’ Art.6. Classificazione delle destinazioni d’uso ( comma  1. Le destinazioni d’uso previste dalle presenti Norme – salvo diversa o aggiuntiva classificazione adottata nelle componenti di cui ai Titoli III e IV – sono articolate in sette funzioni: abitative, commerciali, servizi, turistico-ricettive, produttive, agricole, parcheggi non pertinenziali. Sulla base di tali funzioni e del Carico urbanistico (CU) di cui all’art. 3, comma 6, le principali destinazioni d’uso sono così classificate): Abitative: abitazioni singole – (CU/b); abitazioni collettive (studentati, convitti, conventi, collegi, residenze sanitarie per anziani) – (Cu/b) (…) d) Turistico-ricettive: strutture ricettive alberghiere – (fino a 60 posti letto: CU/b; oltre 60 posti letto e motel: CU/m); strutture ricettive extra-alberghiere – (fino a 60 posti letto e ostelli: CU/b; oltre 60 posti letto: CU/m); strutture ricettive all’aria aperta – (CU/m); [xxix] La Deliberazione dell’11 dicembre 2024 (Vedi Modifiche  NTA PRG cronologia materiali) https://www.carteinregola.it/idossier-2/modifiche-al-piano-regolatore-di-roma-cronologia-materiali/delibera-di-adozione-modifiche-piano-regolatore/  modifica alcuni articoli e commi delle NTA all’ Art.6. Classificazioni d’uso interviene  sulla  suddivisione: 1. Le destinazioni d’uso previste dalle presenti Norme – salvo diversa o aggiuntiva classificazione adottata nelle componenti di cui ai Titoli III e IV – sono articolate in cinque macro-categorie funzionali: Residenziale, Turistico-ricettivo, Produttivo e Direzionale, Commerciale, Rurale. Sulla base di tali macro-categorie funzionali e del Carico urbanistico (CU) di cui all’art. 3, comma 6, sono individuate le seguenti destinazioni d’uso: a)     Residenziale: a1) abitazioni singole (CU/b); a2) abitazioni collettive: convitti, conventi, studentati (nel rispetto della Legge 338/2000), case per anziani) – (Cu/b); a3) abitazioni ad uso ricettivo: alloggi ad uso turistico ai sensi della normativa regionale (R.R. n.17/2008 e s.m.i.) non soggetti a cambio di destinazione d’uso ai fini urbanistici quali “bed and breakfast”, guest house, affittacamere, case e appartamenti per vacanze e dipendenze (CU/b); b)Turistico-ricettive b1) strutture ricettive alberghiere (fino a 60 posti letto: CU/b; oltre 60 posti letto: CU/m); b2) strutture ricettive extra-alberghiere – fino a 60 posti letto, hostel, ostelli per la gioventù e studentati (con personale e servizi comuni di assistenza alla clientela):CU/b; oltre 60 posti letto: (CU/m); strutture ricettive all’aria aperta – (CU/m); [xxx] Nella Relazione illustrativa All. 1 Deliberazione 218/2025 pag. 26 Oltre 1.602 unità abitative per studenti divise tra stanze singole e monolocali e doppie pag. 28 :  Gli edifici dedicati disporranno nel complesso di circa 544 posti letto affittati a canoni calmierati e di circa 1.512 posti letto con canoni a libero mercato, ospitando oltre 2.000 studenti che avranno a disposizione unità abitative di alta qualità.- pag. 30 Si stima la realizzazione di oltre 1,602 unità: 80% a canone libero 20% a canone calmierato [xxxi] All. 1 Deliberazione 218/2025 pag  30 Le unità a canone calmierato saranno affittate al canone di € 500 a posto letto, escluso IVA ed eventuali servizi ad hoc. [xxxii] Vedi Relazione illustrativa pagina 42 [xxxiii] Nella Deliberazione della  Giunta Capitolina n. 66 “nell’ambito della revisione del programma … fine di esaltare alcuni obiettivi di rilevante interesse generale al medesimo sottesi“, si è “ritenuto opportuno prevedere che le strutture sportive progettate all’interno del perimetro dell’intervento siano assoggettate al regime delle tariffe agevolate e/o possibile uso gratuito da parte delle scuole in giorni e orari concordati, secondo le prescrizioni regolamentari vigenti in materia di concessione di impianti sportivi di proprietà Capitolina“; [xxxiv] la nuova Convenzione integrativa , con gli omissis dei dati sensibili di  alcuni nominativi ivi citati è scaricabile dal web dal sito istituzionale. [xxxv] Settembre 2025 Alcuni residenti che abitano nella zona degli ex mercati generali pubblicano  una  petizione  online indirizzata al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e al presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, per chiedere la modifica del progetto e l’inclusione di nuovi servizi per il quartiere. La petizione raccoglie oltre 700 firme. 28 ottobre 2025 Assemblea  pubblica di fronte agli ex Mercati per chiedere di aprire un dibattito sul progetto, prima della firma della nuova convenzione [xxxvi] 10 novembre 2025[5] Si stipula la convenzione integrativa tra Roma Capitale e il concessionario , di cui ora fa parte un nuovo partner, individuato nel Gruppo Hines; la durata resta invariata: 57 anni di gestione con Decorrenza: 36 mesi da comunicazione approvazione Progetto Esecutivo [xxxvii] 15 aprile 2026 Conferenza stampa alla città dell’Altraeconomia del Comitato Civico per la Tutela dell’Area degliEx Mercati Generali per la presentazione della Diffida al Comune di Roma in quanto“Gli scriventi ritengono che gli atti amministrativi sin qui emessi con riferimento all’ultima proposta progettuale presentata dagli Operatori e la nuova convenzione integrativa presentino gravi profili di illegittimità e di irregolarità, tali da impedire il prosieguo del procedimento e imporre un ripensamento dell’intera operazione immobiliare. Ciò, nell’interesse pubblico e collettivo dei cittadini di Roma e della stessa città“ [xxxviii] Regolamento per l’attivazione del processo di partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana approvato di cui alla DCC 57/2006, e del Dibattito Pubblico previsto all’all. I.6 dell’art. 40 d.lgs. 36/2023 ,
April 28, 2026
carteinregola
Progetto ICARO, Polstrada-MIM: se voli troppo in alto, cadi e ti fai male!
Il Progetto ICARO 26 è un’iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione insieme ad altri enti primo fra tutti la Polizia Stradale e il Ministero dei Trasporti, (insieme ad associazioni, università, aziende) con l’obiettivo «di educare gli studenti alla sicurezza stradale, al rispetto delle regole e alla cittadinanza responsabile. Si inserisce nel quadro più ampio dell’educazione civica che oggi viene considerata prioritaria nella formazione degli studenti, soprattutto per contrastare comportamenti rischiosi e promuovere la cultura della legalità». Ancora una volta, quindi, non si affronta il disagio, le ragioni profonde che portano ai cosiddetti comportamenti a rischio che non sono solo quelli alla guida, ma coinvolgono tutta la sfera di vita dei giovani. Dal progetto formativo si individuano diversi temi condivisibili, dalla mancanza di consapevolezza che la “guida” non è un atto individuale, ma sociale, agli effetti degli “scroll” compulsivi al cellulare tra un semaforo e l’altro o peggio durante la guida. Restano fuori però, in quest’ultimo esempio, le cause della dipendenza dalle applicazioni contenute nei telefonini, e tante altre cause che, proprio perché Icaro si rivolge addirittura anche alle scuole primarie, andrebbero affrontate in termini formativi e non solo semplicisticamente “informativi”. C’è un altro comportamento a rischio, ad esempio il fumo da tabacco legalmente venduto con la supervisione-tassazione statale sebbene alla base delle oltre 90mila morti all’anno, quindi ben oltre le morti sull’asfalto (circa 3mila l’anno): ebbene, è come se entrassimo nelle scuole per mostrare agli studenti e alle studentesse i polmoni anneriti dal fumo o un filmato di un reduce da ictus che cammina col deambulatore oppure cercassimo di convincere bimbi e le bimbe che hanno una vita davanti a loro e che il tabagismo causa in media una perdita di 10 anni di vita rispetto al resto della popolazione. Non ci si discosta dal solito equivoco tra deterrenza e prevenzione. La Polizia, in divisa e armata, nelle scuole non fa prevenzione, ma fa, o tenta di fare, quando il tarlo della trasgressione non si insinua nelle giovani menti, solamente deterrenza: causa-effetto-sanzione, il trinomio perfetto del “buon padre di famiglia” come si legge sui testi di giurisprudenza. Formazione vuol dire fare emergere da dentro conoscenze e a volte competenze spesso già possedute, sistematizzarle, darle un senso ed una nuova forma di consapevolezza: ancora una volta non vuol dire “in-formazione”, pertanto occorrono strumenti formativi adatti all’età, come giochi di ruolo, t-group, tecniche che possano andare in profondità nelle percezioni delle singole persone in relazione nel contesto di gruppo. L’approccio che qui contestiamo è sempre quello tendenzialmente “cazziante”, sempre un po’ paternalistico di chi la sa lunga rispetto al tema trattato: l’autorevolezza della fonte, insomma, non deriva da quanti morti ammazzati, sanguinanti, esanimi si sono incontrati durante una lunga carriera nella Polstrada. Il progetto, poi, ha due componenti principali quella sedicente formativa «per sensibilizzare gli studenti sui comportamenti corretti» e l’immancabile nazionale: le classi partecipano producendo un elaborato, in questo caso un reel, cioè un video breve, il cui contenuto deve essere «originale, comunicare in modo efficace il tema della sicurezza stradale, avere caratteristiche tecniche precise (durata, formato, ecc.) tenere presente i seguenti concetti-chiave, quali la responsabilità individuale, la consapevolezza dei rischi, il valore della vita, il rispetto delle regole e tener conto che gli studenti non sono solo destinatari passivi, ma diventano “messaggeri” attivi verso i coetanei». Molta carne al fuoco, quindi, ma anche molta fuffa, concetti tanto altisonanti quanto complessi da tradurre in immagini soprattutto se a produrle sono ragazzi e ragazze senza esperienza filmica, se non come spettatori passivi in lunghe ore passate davanti ai monitor dei cellulari. Come al solito, inoltre, si inserisce la logica della competizione: nonostante il linguaggio educativo e civico, il progetto è strutturato come un concorso competitivo, con tanto di valutazione da parte di una commissione, criteri di giudizio tanto altisonanti quanto ampiamente discrezionali, (creatività, efficacia, coerenza) e alla fine l’immancabile selezione dei «migliori elaborati e premiazione finale dei vincitori». Gli studenti e le studentesse (o le classi) non collaborano, ma sostanzialmente competono tra loro per emergere, quindi da una parte si promuovono valori come collaborazione, responsabilità, cittadinanza, bene comune (il bene “sicurezza stradale”), dall’altra si inserisce tutto dentro una logica cosiddetta meritocratica e competitiva: si premiano “i migliori”, non il processo collettivo e anche un tema etico si trasforma in una gara rafforzando l’idea che il valore stia nel “vincere” o distinguersi. Sul piano formativo, peraltro, si sposta l’attenzione dal “capire il problema” a “fare il prodotto migliore”, privilegiando implicitamente chi ha più risorse (competenze tecniche, supporto, tempo, ecc.) ed escludendo o demotivare chi non “vince” riducendo così un tema serio (la “sicurezza” e la vita) ad una performance. La scuola continua a funzionare come un sistema selettivo e competitivo anche quando si affrontano temi importanti sul piano della cittadinanza attiva e consapevole. La scuola è già satura di competizione interna, prima fra tutte l’INVALSI, ma anche il sistema stesso educativo basato su competenze standardizzabili e quindi valutabili secondo, appunto, parametri standard. Più esplicitamente si va dalle olimpiadi in campo scientifico (della matematica, della fisica, ecc.), ai vari “certamen” in campo classico, fino ai concorsi letterari, ecc..: di un’altra competizione a cavallo tra educazione civica e cinematografia non se ne sentiva di certo bisogno! Tornando al progetto iniziale, non va dimenticato, ancora una volta che l’iniziativa è promossa e guidata in modo centrale dal Ministero dell’Interno e dalla Polizia Stradale cioè non abbiamo tra i protagonisti una delle tante associazioni nazionali di familiari vittime della strada dunque la prevenzione viene interpretata sempre attraverso la lente della deterrenza e del controllo, cioè attraverso strumenti tipici della repressione, più che dell’educazione. Il progetto dichiara di voler «educare a comportamenti responsabili», ma il soggetto promotore principale è un’istituzione che ha come funzione primaria quella di far rispettare le regole, sanzionare le violazioni e soprattutto, come in tanti altri casi (violenza di genere, cyberbullismo, ecc.) intervenire quando il comportamento scorretto è già avvenuto, in poche parole si pretende di prevenire il rischio ingenerando paura rispetto alle conseguenze e non lavorando approfonditamente sulle cause dei comportamenti. Ascolto e comprensione dei meccanismi psicologici del rischio, gestione dell’impulsività, del gruppo, della percezione del pericolo, educazione emotiva e relazionale: questi dovrebbero essere i temi complessi, ma essenziali, da affrontare in aula tramite giochi formativi, t-group, testimonianze dirette di ragazz3 vittime di incidenti o autori di omicidi stradali. Psicologi, educatori o esperti di comportamento sarebbero molto più coerenti con l’obiettivo pomposamente dichiarato. È significativo che nel progetto ICARO 2026 compaiano anche soggetti con competenze più specifiche sul piano educativo o tecnico (ad esempio il Dipartimento di Psicologia o enti legati alla mobilità), ma il ruolo centrale e soprattutto simbolico resta sempre e comunque quello della Polizia. La normalizzazione della “divisa” a scuola finisce per rendere naturale una divisa (per di più armata) all’interno di uno spazio educativo che dovrebbe essere autonomo e appunto educativo ovvero non repressivo, fondato sul dialogo, non sull’autorità coercitiva. La presenza della polizia, anche quando presentata in chiave “educativa”, porta inevitabilmente con sé un immaginario di controllo, un’asimmetria di potere inversamente proporzionale all’età degli student3, un messaggio implicito di disciplina più che di comprensione. Nel complesso, queste iniziative, al pari di quelle volte al contrasto dell’uso di sostanze stupefacenti, rischiano di trasmettere un messaggio distorto ovvero che i comportamenti corretti derivino dalla paura della sanzione, che la sicurezza, in questo caso quella stradale, sia principalmente un problema di ordine pubblico, infine che l’educazione possa essere delegata a istituzioni repressive rafforzando un modello educativo che si pensava morto e sepolto dal ’68 in poi, in cui la regola non viene interiorizzata ma subita. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Monza, Istituto comprensivo Salvo d’Acquisto, progetto legalità o progetto Forze Armate?
PUBBLICHIAMO UNA SEGNALAZIONE CHE CI GIUNGE DA ALCUNI GENITORI DELL’IC “SALVO D’ACQUISTO” DELLA PROVINCIA DI MONZA, PREOCCUPATI DAL MASCHERAMENTO DI ALCUNE INIZIATIVE DELLA POLIZIA SOTTO LA VESTE DI UN FANTOMATICO “PROGETTO LEGALITÀ”. COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SIAMO SODDISFATTI/E DEL FATTO CHE FINALMENTE ANCHE I GENITORI COMINCIANO A SCRIVERCI PER SEGNALARE GLI EFFETTI DEL PROGRAMMA DI COMUNICAZIONE DELLA DIFESA, CHE CONSENTE ALLE FORZE ARMATE DI INVADERE I LUOGHI DELLA FORMAZIONE. Abbiamo ricevuto il calendario del “Progetto Legalità” dell’Istituto Comprensivo Salvo d’Acquisto che comprende alcuni plessi scolastici di scuola  primaria e scuola secondaria di primo grado tra Monza e Vedano al Lambro. Il calendario si articola su 13 incontri su vari temi che vanno dalla sicurezza e benessere digitale, al bullismo, al ricordo delle vittime  di mafia fino addirittura alla simulazione di un processo. A leggere bene però i nomi dei relatori  ci si accorge che la quasi totalità di essi afferisce alle forze di polizia, con addirittura tre momenti autocelebrativi denominati Open Day delle forza dell’ordine. Temi importanti come i rischi della “dipendenza da schermo” e L'”uso consapevole degli schermi” vengono trattati da una tenente dei Carabinieri piuttosto che da educatori o esperti del settore. Non un cenno all’utilizzo della rete e delle tecnologie in senso positivo e stimolante, non un tentativo di formare utenti liberi in quanto consapevoli delle tecnologie, non una critica alla struttura della rete ma un semplice parallelismo securitario dove la nostra relazione con la rete è protetta e mediata dalle forze dell’ordine.  Chissà se anche in questo caso assisteremo a raccapriccianti  siparietti in cui militari o poliziotti insegnano ai bambini a usare armi o a disperdere  i manifestanti come tante volte abbiamo visto succedere in tutta Italia e di cui si trova ampia documentazione sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Come genitori e insegnanti crediamo che  soprattutto in un momento di grave crisi sociale e politica sia nazionale che  internazionale ridurre il concetto di legalità al solo aspetto repressivo non  faccia che creare paura e distacco rispetto ai temi della coesione e della  giustizia sociale, della pace e della solidarietà che dovrebbero essere invece promossi e trasmessi.  Crediamo che un così grande sforzo nell’organizzazione di attività extracurriculari sia uno spreco rispetto a un impegno su tematiche dal più alto valore educativo e ci aspettiamo un maggior coinvolgimento nelle programmazioni future. Alcun* genitori e insegnanti di Monza e Brianza -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ilan Pappé: “Il destino di Israele è segnato”
Ilan Pappé ne è convinto: per Israele è cominciato l’inizio della fine. «Non so esattamente come ma verrà il momento in cui anche i governi del resto del mondo diranno che ne hanno abbastanza, come è successo con l’apartheid in Sudafrica», predice lo storico israeliano a TPI. Questa «decolonizzazione» dello […] L'articolo Ilan Pappé: “Il destino di Israele è segnato” su Contropiano.
February 7, 2026
Contropiano
Siria, i dirigenti curdi firmano un accordo-capestro con Damasco. Reggerà?
Le autorità qaediste ed i dirigenti di quel che resta delle Forze Democratiche Siriane (FDS) hanno firmato un accordo d’integrazione. L’ennesimo. Stavolta qualificato come “permanente” in quanto scioglie diversi nodi lasciati irrisolti precedentemente. La formulazione apparsa sul profilo X delle FDS, confermata dal “ministero dell’informazione” di Damasco, è la seguente: […] L'articolo Siria, i dirigenti curdi firmano un accordo-capestro con Damasco. Reggerà? su Contropiano.
January 31, 2026
Contropiano