Tag - contestazione

Bari. Il 4 settembre arriva la Meloni, annunciata contestazione
Il prossimo 4 settembre Giorgia Meloni sarà a Bari per festeggiare il record di longevità conquistato dal suo Governo. Sappiamo bene, tuttavia, che questa parata di propaganda serve soltanto a nascondere la profonda sfiducia popolare e a cercare di rimanere a galla dopo i duri colpi subiti nell’ultimo autunno del […] L'articolo Bari. Il 4 settembre arriva la Meloni, annunciata contestazione su Contropiano.
August 28, 2026
Contropiano
Milano. A Calvairate, gli abitanti contestano il presidente di Aler: “Basta scaricare le responsabilità sugli inquilini”
Nella giornata di ieri, 15 luglio, il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, ha effettuato un sopralluogo nei caseggiati di edilizia residenziale pubblica del quartiere Calvairate-Molise, nella zona sud-est di Milano. La visita è stata intercettata da un presidio promosso dall’Assemblea Abitanti Molise-Calvairate, insieme a diverse realtà solidali del quartiere, […] L'articolo Milano. A Calvairate, gli abitanti contestano il presidente di Aler: “Basta scaricare le responsabilità sugli inquilini” su Contropiano.
July 16, 2026
Contropiano
C’è una faglia tra noi e il campo largo
La contestazione al comizio del campo largo a Napoli e le polemiche politiche che ne sono scaturite, offrono materia di riflessione sulla “faglia” che separa l’opzione del centro-sinistra da quella di una alternativa politica a tutto campo. La stessa organizzazione del comizio dei leader di Pd, M5S, AVS parla da […] L'articolo C’è una faglia tra noi e il campo largo su Contropiano.
July 11, 2026
Contropiano
Napoli. Libero fischio in libera piazza
Pensare di venire a Napoli, una città letteralmente devastata dal Campo Largo, a fare una passerella elettorale senza essere contestati significa non avere alcun contatto con la realtà. Napoli è una città dove, proprio in questi giorni, 1.200 disoccupati che avrebbero dovuto iniziare un tirocinio dopo dieci anni di lotte […] L'articolo Napoli. Libero fischio in libera piazza su Contropiano.
July 10, 2026
Contropiano
Moderati e no
Nelle dichiarazioni rilasciate subito dopo la contestazione di Potere al Popolo alla piazza del “campo largo” a Napoli, il segretario si Sinistra italiana e uno dei due leader di Avs Nicola Fratoianni, riferendosi al governo, afferma che sui temi sociali “ci chiedono di essere pazienti e moderati, ma il tempo […] L'articolo Moderati e no su Contropiano.
July 9, 2026
Contropiano
La piazza di Napoli fa chiarezza
Impazzano le polemiche sulla contestazione di ieri pomeriggio nella piazza di Napoli dove le forze del “campo largo” si erano date appuntamento con i loro leader nazionali Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni. Eppure, nonostante la presenza dei big, a piazza del Gesù c’erano al massimo 300 persone, e a ben vedere […] L'articolo La piazza di Napoli fa chiarezza su Contropiano.
July 9, 2026
Contropiano
Potenza. Contestato l’evento di ORA sulle scorie radioattive
Oggi a Potenza abbiamo contestato l’infame evento di ORA sulle scorie radioattive in Basilicata. Abbiamo dimostrato come gli studenti, i lavoratori e i cittadini della nostra regione siano contro a queste scellerate proposte di devastazione ambientale e di svendita della nostra terra agli interessi dei privati portate oggi avanti da […] L'articolo Potenza. Contestato l’evento di ORA sulle scorie radioattive su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
Proteste contro militarizzazione a Pisa: un movimento crescente di contestazione
COMUNICATO STAMPA L’escalation bellica dilagante mostra in modo sempre più evidente che la guerra parte anche da qui. Lo vediamo con la logistica sempre più coinvolta sul piano bellico: strade, porti, ferrovie in cui transitano mezzi e materiali militari a testimonianza del coinvolgimento di infrastrutture produttive nel grande business della guerra. Tuttavia, sta crescendo la coscienza del grande impatto della militarizzazione nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. E con la coscienza crescono le forme di lotta e di coordinamento tra quanti hanno ben chiaro il no alle politiche e all’economia di guerra. Giovedì 12 marzo un treno carico di mezzi militari ed esplosivi proveniente da Piombino e diretto a Palmanova, in Friuli, ha impiegato oltre 12 ore per fare la tratta Piombino Pisa, appena 100 chilometri, trovando sul proprio percorso presidi di boicottaggio a Livorno Calambrone e Collesalvetti e un blocco dei binari a Pisa Centrale. Il giorno seguente, venerdì 13 marzo, un presidio del Coordinamento Antimilitarista livornese presso l’Accademia navale di Livorno ha voluto esprimere la protesta verso l’attacco di USA e Israele all’Iran – ennesimo focolaio di guerra imperialista che incendia il Golfo Persico – ma anche denunciare il coinvolgimento di aziende locali nella produzione di alcune armi usate in questa guerra. La Wass Fincantieri, che a Livorno ha un’importante sede produttiva specializzata in siluri e sistemi di lancio militari, ha ricevuto una commessa per la realizzazione di siluri leggeri MU90 destinati alla Marina Reale Saudita; da notare che l’accordo risulterebbe stipulato a Dubai proprio nei giorni della tanto discussa presenza del Ministro Crosetto in quell’area. E sempre a Dubai, nei medesimi giorni, Crosetto risulterebbe aver curato un contratto di centinaia di milioni con la Marina Indonesiana che vede il coinvolgimento della ditta livornese Drass, fornitrice di sistemi subacquei militari. Da notare – dato estremamente importante per l’Osservatorio, che ha come nucleo centrale della propria attività il contrasto alla militarizzazione del sistema scolastico – che queste sono anche aziende che attivano percorsi di formazione scuola – lavoro (ex pcto), coinvolgendo molti studenti. E allora facciamoci sentire nei collegi docenti, nelle commissioni di lavoro per l’alternanza e l’orientamento, nel dialogo educativo con gli studenti. Mettiamo paletti rigorosi al dilagare della guerra, ostacoliamo le convenzioni fra scuole e aziende legate alla produzione bellica. LA GUERRA PARTE ANCHE DA QUI, DAI NOSTRI TERRITORI, DAI LUOGHI DI LAVORO, DALLE SCUOLE. FERMIAMO LA GUERRA! Pisa mezzi militari Coordinamento Antimilitarista Livornese -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
FESTIVAL DELLA PACE: CONTESTAZIONI FUORI DALLA LOGGIA DURANTE L’INAUGURAZIONE
Venerdì 7 novembre si è inaugurato il Festival della Pace patrocinato dal Comune di Brescia. All’inaugurazione ha partecipato la vicepresidente del Parlamento Europeo ed esponente del PD Pina Picierno, di cui è stata contestata con l’esposizione di striscioni sotto Palazzo Loggia la presenza da parte di rappresentanti di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e sindacato USB. Tra le ragioni della protesta, l’implicazione di Picierno nel marzo 2025 in un meeting con Israel Defense and Security Forum (IDSF), un think tank israeliano di estrema destra che sostiene l’occupazione illegale dei territori in Cisgiordania. Abbiamo intervistato alcuni partecipanti alla contestazione che ci hanno spiegato le motivazioni della loro presenza in Piazza della Loggia – Giorgio Cremaschi – Potere al Popolo. Ascolta o scarica. Dario Filippini – Responsabile USB e Dino Greco – Rifondazione comunista. Ascolta o scarica.
November 7, 2025
Radio Onda d`Urto
Alcune domande sulla contestazione di Emanuele Fiano all’Università di Venezia
Vorrei sollevare, solo a titolo personale e senza pretesa di rappresentare alcuna istituzione, alcune domande riguardo a una vicenda recentemente avvenuta all’Università di Venezia e di cui i giornali hanno riferito. A me pare che a Emanuele Fiano, che è un ex parlamentare, presidente dell’associazione Sinistra per Israele, non sia stato tolto il microfono da alcuni studenti che gli hanno impedito di parlare, con l’intenzione di discriminarlo in quanto ebreo. Si tratta di un esponente politico che ha possibilità di esprimersi e scrivere finché vuole. Parlare oggi dunque di squadrismo o censura, dipingendo gli studenti del Fronte della gioventù comunista come fascisti e antisemiti mi sembra fuori luogo e dipinge in modo distorto quanto accaduto. Fiano peraltro ha avuto modo di intervenire per mezz’ora e poi è stato interrotto con uno striscione e in un intervento, tenuto da uno dei contestatori, il gruppo di studenti ha esposto le sue ragioni. Posizione espressa in modo rozzo, ma riassumibile in una critica ad alcune dichiarazioni di Fiano relative al mancato riconoscimento dello Stato palestinese, al blocco militare esercitato fuori dal diritto internazionale contro la Global Sumud Flotilla e altre. L’incontro poi non è continuato perché, riferiscono alcuni quotidiani, dopo che gli organizzatori, cercando di placare le acque hanno dato parola a chi voleva contestare Fiano, quest’ultimo ha cercato di proseguire ma è stato sommerso di fischi. Credo però che il problema di questo incontro e delle polemiche che ne sono seguite dovrebbe essere meglio analizzato, al netto delle reciproche motivazioni e fatta salva la libertà di Fiano di dire ciò che pensa, ma anche quella degli studenti di contestarlo. La responsabilità di un incontro pubblico in questi casi di solito è di chi organizza e dell’università stessa. Mi sembra evidente che un incontro con studenti universitari non è e non può essere un paludato salotto televisivo con le domande preconfezionate. Paragonare tuttavia i fischi, che di fatto impediscono ad un dibattito di proseguire, alle leggi persecutorie antiebraiche del 1938 che impedirono al padre di Fiano di continuare a frequentare l’università credo sia un’affermazione che non rende onore né alla memoria della Shoah né all’ebraismo italiano. Il problema di fondo è che nella situazione odierna continuare, come fanno i media, a strumentalizzare la voce di alcuni ebrei noti per bollare come antisemita, o fascista come in questo caso è avvenuto, chiunque si sia permesso di criticare Israele o di contestare un oratore importante, è diventato il modo più veloce per impedire ogni tipo di critica e avere una patente di garanzia per coloro che hanno bisogno di un sostegno alle proprie opinioni. E’ un meccanismo tipico del giornalismo nostrano: se accade qualcosa tra Israele e Palestina si intervista un ebreo italiano scegliendolo a seconda delle risposte che ci si vuole sentire ripetere: Segre, Fiano, Ovadia, Lerner e così via. Vero, Fiano è anche a capo di un’associazione che si spende per la collaborazione tra palestinesi e israeliani, è a favore della pace e più volte ha espresso critiche al governo israeliano, anche se su molti punti come si può ascoltare nelle sue interviste fa affermazioni che personalmente ritengo discutibili. E’ vero anche che però alla fine, dopo la contestazione a Ca’ Foscari, il riferimento immediato non va alla tutela della libertà d’opinione, ma alle leggi fasciste e alla persecuzione subita da suo padre. A nessuno verrebbe probabilmente in mente di invitare a un dibattito su Israele e Palestina, al netto delle competenze specifiche che si possono avere sul tema (esperto di geopolitica sulla regione, esperto di questione religiose mediorientali, esperto giuridico sui genocidi o almeno di storia militare del Medio Oriente, o altro, aggiungete voi) un musulmano bosniaco, o suo figlio, scampato da Srebrenica. E nemmeno un armeno nipotino degli scampati al genocidio. Invitare un ebreo italiano figlio di una vittima della Shoah non è un po’ come fare qualcosa del genere? Nel suo caso Fiano ha realmente delle competenze sulla regione e certamente ha molto di intelligente da dire e anche cose condivisibili. Il problema è che questo semplice invito purtroppo, invece di contribuire a sciogliere quel legame mortale tra le camere a gas di allora e il conflitto odierno in Medioriente lo fomenta e lo rafforza. Vale sia per coloro che usano il riferimento a Hitler e alle camere a gas per criticare il governo israeliano, ma ancora di più per quelli che accusano di antisemitismo tutti coloro che osano muovere critiche a Netanyahu. Problema che dopo le contestazioni Fiano stesso ha purtroppo, almeno a quanto riportano i giornali, contribuito ad alimentare. La questione sta nella nostra attitudine mentale a pensare che qualcuno per il semplice fatto di essere ebreo o di essere vittima o parente di una vittima della Shoah debba essere considerato automaticamente un esperto della crisi mediorientale. Siamo sicuri, lo chiedo in particolare al mondo ebraico italiano, che questo legame utilizzato così renda giustizia della memoria della Shoah? Davvero tutte le volte che si critica l’operato del governo israeliano si diventa antisemiti? Davvero ha senso che alcuni ebrei famosi diventino i portavoce dell’intera realtà ebraica, contribuendo in maniera significativa a far sì che i media ripropongano questo cortocircuito nel quale chiunque critica Israele sta attaccando l’ebraismo in quanto tale e allo stesso tempo molti di coloro che criticano Israele o chiedono il riconoscimento di uno Stato per i palestinesi lo fanno paragonando l’attuale governo israeliano a Hitler? Siamo sicuri che tutto questo alla lunga non si riveli un enorme danno per l’ebraismo italiano e mondiale e non diventi un gigantesco boomerang, alimentando una spirale di odio verso l’ebraismo stesso? Siamo sicuri soprattutto che questo sguardo sul conflitto in Medio Oriente, filtrato dalla Shoah, con tutto il suo carico di ricordi individuali, senso di colpa, identità, giornate della memoria e leggi ad hoc non ci impedisca alla fin fine di riconoscere il massacro inaudito che sta accadendo sotto i nostri occhi e ci impedisca di denunciarne i veri responsabili? Il risultato, mi pare, è che oggi ci ritroviamo con il fascismo italiano che usa la Segre per dire che gli antisemiti non sono gli eredi di coloro che emisero le leggi razziste e deportarono nei campi gli ebrei italiani, bensì lo sono tutti coloro che semplicemente manifestano ritenendo che i palestinesi debbano avere esattamente la stessa possibilità di vivere e di autodeterminarsi di tutti gli altri popoli. Mi chiedo dunque perché perseverare in questa logica. Sia chiaro, Fiano ha tutto il diritto di non essere attaccato in quanto ebreo, ha diritto di dichiararsi di sinistra e di dire che fa parte di un gruppo denominato Sinistra per Israele, anche se parlare oggi di due popoli e due Stati è una soluzione che mi pare problematica, se poi nei fatti non si riconosce la Palestina e non si interviene per bloccare la razzia di terra perpetrata dai coloni in Cisgiordania. Gli studenti allo stesso tempo possono rispondergli che in questo momento difendere un governo che sta portando avanti un genocidio è una responsabilità che non si vogliono prendere e ritengono che invece quel governo, non la totalità dei suoi cittadini e nemmeno l’ebraismo mondiale, debba essere processato per crimini contro l’umanità. E possono anche legittimamente contestarlo. Certamente avrebbero fatto meglio a lasciarlo parlare fino alla fine senza sommergerlo di fischi, e non solo per una quesitone di rispetto del diritto di parola. Fiano evidentemente non è un fascista e il diritto di parola è inviolabile, ma per non rischiare di venire strumentalizzati come poi è puntualmente accaduto, di questo sono sicuro. Resta la responsabilità di chi usa la memoria delle persecuzioni per accusare di fascismo degli studenti che contestano posizioni politiche e soprattutto quella dei media che utilizzano persone come lui e come Segre per alimentare l’idea che l’ebraismo coincida con il governo israeliano e viceversa. Davide Rostan, pastore valdese Redazione Italia
October 30, 2025
Pressenza