La reputazione di Trump e degli USA in calo precipitoso
Recenti sondaggi mostrano che la maggior parte degli statunitensi non crede al
‘MAGA-dream’ e che l’opinione pubblica di 36 nazioni, in particolare europee e
tra cui l’Italia, considera inaffidabili la grande potenza americana e il suo
47º presidente.
Il prossimo 4 luglio gli USA celebreranno il 250° anniversario dell’indipendenza
delle colonie inglesi dalla sudditanza all’impero britannico e della nascita
della prima democrazia moderna, la nazione fondata sui principi enunciati nella
celebre dichiarazione:
Quando nel corso di eventi umani sorge la necessità che un popolo sciolga i
legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze
della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e
del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni
dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto
alla secessione. Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità:
che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di
certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e
il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti
tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei
governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare
questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo
governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che
sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità…
Il sondaggio effettuato in questo periodo dal Pew Research Center per misurare
il consenso dei governati per il proprio governo ha rilevato che “il popolo
americano è di cattivo umore” perché i cittadini degli USA non si sentono
sicuri, non sono felici e “hanno perso fiducia gli uni negli altri e nelle
istituzioni, tra cui il governo federale, entrambi i principali partiti
politici, i media tradizionali e le università”.
La maggior parte degli intervistati “ha dichiarato di essere insoddisfatta
dell’andamento degli Stati Uniti e di ritenere che i giorni migliori della
nazione siano ormai alle spalle” e i giovani “hanno una visione più pessimistica
degli adulti più anziani”.
Nessuna di queste notizie è una novità, anzi: “da oltre vent’anni il numero di
americani che esprimono insoddisfazione per la direzione intrapresa dal Paese è
superiore a quello di coloro che si dichiarano soddisfatti”.
Il problema che, ovviamente, il 4 luglio prossimo Trump eluderà di affrontare in
ogni modo possibile è che la disillusione per il ‘sogno americano’ non è stata
sconfitta dalle sue MAGA-ambizioni…
E subito dopo la celebrazione della festa nazionale comincerà la sfida delle
elezioni autunnali, in cui Trump si trova costretto a confrontarsi con molti
avversari da ogni parte, anche la ‘sua’: il sondaggio infatti ha riscontrato che
“repubblicani e democratici esprimono opinioni simili su alcune questioni”. In
particolare, la maggior parte di loro è convinta che in futuro la loro nazione
“sarà più divisa politicamente di quanto non lo sia oggi” e che “il sistema di
governo statunitense funzionerà peggio di quanto non funzioni oggi”.
Con un altro sondaggio, pubblicato il 10 giugno, gli analisti del Pew Research
Center avevano rilevato che “circa 7 adulti statunitensi su dieci affermano di
essere insoddisfatti del funzionamento della democrazia nel proprio Paese”.
Con questa indagine erano stati intervistati cittadini delle 16 nazioni più
ricche del mondo ed è stato riscontato che mediamente “il 45% si dichiara
soddisfatto” e, viceversa, “il 54% di loro si dichiara insoddisfatto del
funzionamento della propria democrazia”.
Ai poli della classifica ci sono la Svezia, dove circa tre quarti dei cittadini
(76%) è soddisfatto, e la Grecia, in cui “circa tre greci su quattro (77%) sono
insoddisfatti” del funzionamento delle rispettive democrazie.
In Italia, posizionata all’11° posto, dopo Ungheria e prima di Israele, è
scontento il 62% dei cittadini.
Negli USA, penultimi della graduatoria, contenti e insoddisfatti sono
rispettivamente il 30% e il 69%.
Poi il 23 giugno il Pew Research Center ha divulgato gli esiti del sondaggio
effettuato per misurare quanto Trump e gli USA siano simpatici ai cittadini di
36 nazioni, tra cui anche l’Italia.
I dati mostrano che “la fiducia in Trump è diminuita rispetto all’anno scorso”
e, in particolare, lui in persona riceve “valutazioni negative per la sua
gestione di questioni chiave di politica estera, tra cui i dazi doganali, Gaza,
l’Iran, la Groenlandia e la guerra tra Russia e Ucraina”.
Parallelamente “sempre meno persone considerano gli Stati Uniti un partner
affidabile”.
I ricercatori del Pew Research Center hanno osservato che la percentuale dei
cittadini di 36 nazioni che considerano gli Stati Uniti un partner affidabile “è
diminuita drasticamente rispetto a quando abbiamo posto questa domanda l’ultima
volta, nel 2022, durante la presidenza di Joe Biden”.
Gli analisti hanno evidenziato “cali a doppia cifra in Indonesia, Italia,
Nigeria, Sudafrica, Corea del Sud e Turchia” e che “il punteggio più alto di
opinioni favorevoli proviene da Israele” mentre i valori più bassi “si
registrano tra le popolazioni a maggioranza musulmana, come malesi, pakistani,
turchi e palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est (non è stato
possibile condurre il sondaggio a Gaza)”.
Mediamente soltanto il 35% degli intervistati ritiene che “gli Stati Uniti
contribuiscano alla pace e alla stabilità nel mondo” e il calo di fiducia nella
grande potenza è stato riscontrato “a fronte di crescenti preoccupazioni sulla
sua politica estera e sulla salute della sua democrazia”.
“I nostri sondaggi degli ultimi anni hanno rilevato le preoccupazioni sullo
stato di salute della democrazia negli USA che sono diffuse in molte parti del
mondo – hanno annotato gli analisti del Pew Research Center – La nuova indagine
mostra che a livello globale ampie fasce di popolazione non credono più che gli
Stati Uniti rispettino la libertà delle persone. In 36 nazioni mediamente il 39%
degli intervistati afferma che il governo statunitense rispetta le libertà
personali dei suoi cittadini, mentre il 56% afferma il contrario”.
PEW RESEARCH CENTER / 2026:
* 10 giugno – Americans are more dissatisfied with how their democracy is
working than people in other high-income countries
* 12 giugno – On the Country’s 250th Anniversary, the American People Are in a
Sour Mood
* 23 giugno – Trump Gets Negative Reviews Internationally as Fewer Say U.S. Is
a Reliable Partner
Maddalena Brunasti