SLAPP Contest: sei premi per ribadire la necessità di tutelare la libertà di espressionePuntare i riflettori su chi abusa dei tribunali e degli strumenti di minaccia
legale per silenziare e intimidire voci critiche, giornalisti, attivisti,
whistleblower e organizzazioni della società civile, in modo da scoraggiarli dal
partecipare al dibattito pubblico.
Questo l’obiettivo dello SLAPP Contest, promosso dalla Coalition Against SLAPPs
in Europe (CASE) e giunto ormai alla sua V edizione, di cui si è tenuta questa
sera la cerimonia di premiazione.
A testimonianza dell’ampia portata delle SLAPP (Strategic Lawsuits Against
Public Participation) – azioni legali intentate da soggetti potenti con
l’obiettivo di intimidire – sono ben 6 le categorie dei premi assegnati dalla
giuria, composta dagli eurodeputati Daniel Freund (Verdi/AEL), Veronika Cifrová
Ostrihoňová (Renew) e David Casa (PPE); affiancati da Julie Majerczak di
Reporters Without Borders e Charlie Holt di Global Climate Legal Defense
(CliDef):
* SLAPP Addict of the Year: Fratelli Barabás, proprietari di HELL ENERGY Ltd
(Ungheria)
* SLAPP Politician of the Year: Claude Eerdekens, ex sindaco di Andenne
(Belgio)
* SLAPP Jurist 2026: Giudice Ivan Marković (Croazia)
* Corporate Bully of the Year: John Keegan e Keegan Quarries Ltd (Irlanda)
* Green Gag Award 2026: ENI (Italia)
Il caso ENI: il Green Gag Award 2026
Il premio più significativo per l’Italia è il Green Gag Award 2026, assegnato a
ENI per aver avviato una procedura di mediazione per presunta diffamazione
aggravata – i cui danni stimati potrebbero ammontare fino a €800.000 – nei
confronti dell’associazione ReCommon e della sua esponente Eva Pastorelli. Una
SLAPP avviata da ENI in risposta al riferimento di Eva Pastorelli, supportato da
informazioni pubblicamente disponibili, a licenze in acque palestinesi per cui
ENI aveva presentato offerta, per poi ritirarsi. Nessuno dei “vincitori” si è
presentato a ritirare il premio in persona, ma i bersagli delle loro cause sono
stati ben felici di farlo a nome loro.
“Nel nostro Paese, le SLAPP sono una tradizione consolidata, proprio come la
pizza e i gesti durante le conversazioni. ENI voleva metterci a tacere e
impedire che la notizia si diffondesse. Invece, numerosi media italiani e
internazionali hanno espresso solidarietà, ampliando enormemente il pubblico
raggiunto.” — Antonio Tricarico ed Eva Pastorelli, ReCommon (nel loro discorso
di accettazione)
Un primato che non fa onore: l’Italia prima in Europa per numero di SLAPP
ENI non è nuova a questi metodi: CASE aveva già assegnato a ENI nel 2021 e nel
2025 il riconoscimento di “bullo dell’anno”, anche in virtù delle azioni legali
vessatorie avviate in passato sempre nei confronti di ReCommon e di Antonio
Tricarico, direttore dei programmi dell’organizzazione, e di Greenpeace Italia e
Greenpeace Paesi Bassi.
Quella di ENI contro Eva Pastorelli e ReCommon nel 2026 è l ‘ennesima azione
legale temeraria che si aggiunge alla lunga lista di SLAPP mappate nel nostro
Paese da CASE.
Con 21 casi censiti nel solo 2024, l’Italia si è confermata per il secondo anno
consecutivo il Paese europeo con il maggior numero di SLAPP documentate nel
report annuale sulle SLAPP in Europa prodotto da CASE e pubblicato lo scorso
gennaio. Un primato preoccupante che riflette un clima sempre più ostile per chi
porta avanti un’attività di giornalismo d’inchiesta o si dedica all’attivismo
ambientale e civico, in un contesto europeo che ha visto crescere il numero di
SLAPP in tutta Europa.
Ma c’è di più: quest’anno, tra le candidate alla categoria SLAPP Politician of
the Year figurava per il secondo anno di fila la Presidente del Consiglio
Giorgia Meloni – l’anno scorso era stata proprio la Premier italiana a ricevere
il premio.
Sebbene questo riconoscimento sia stato assegnato quest’anno all’ex sindaco
belga Claude Eerdekens, la candidatura italiana rimane un segnale politico
preoccupante per la coalizione CASE Italia. Quando a ricorrere a molestie
legali sono premier, ministri e sottosegretari, caratteristica precipua
dell’Italia, l’effetto intimidatorio nei confronti di giornalisti, attivisti o
addirittura stand-up comedian come Daniele Fabbri, querelato da Meloni per una
battuta, è ancora maggiore, così come più significativo diventa il rischio di
autocensura e più grave l’impatto sulla libertà di espressione e sulla qualità
della democrazia.
Il tempo stringe: recepire la direttiva è urgente
Il 7 maggio 2026 scade il termine per il recepimento della direttiva europea
anti-SLAPP (Direttiva 2024/1069, nota come “Legge Daphne”) negli ordinamenti
nazionali degli Stati Membri. Manca pochissimo e i governi saranno presto
giudicati sulla base di ciò che metteranno davvero in campo.
La posta in gioco è concreta come mostra l’emblematico caso Saviano: il 16
aprile 2026, ad otto anni dall’avvio del procedimento legale, il Tribunale
penale di Roma ha assolto lo scrittore Roberto Saviano dall’accusa di
diffamazione nei confronti dell’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini,
respingendo sia la multa che la richiesta di risarcimento. Una sentenza
spartiacque per la libertà di stampa e di espressione, ma arrivata dopo quasi un
decennio di pressione legale sullo scrittore italiano: esattamente il tipo di
logoramento che le SLAPP sono progettate a produrre.
Come ricordano i membri di CASE Italia la direttiva europea nella sua versione
attuale tutela esclusivamente le controversie transfrontaliere. Senza un
recepimento ambizioso da parte del governo italiano che garantisca tutele a
tutti i procedimenti legali come indicato dalle raccomandazioni della
Commissione europea e del Consiglio d’Europa, casi come quello di Eva
Pastorelli, Daniele Fabbri e Roberto Saviano continueranno a ripetersi. La
critica legittima verso chi detiene una posizione di potere non può essere
oggetto di intimidazione e chi partecipa al dibattito pubblico deve poterlo fare
senza paura.
I casi messi in luce dallo SLAPP Contest sono un chiaro avvertimento: finché le
SLAPP restano disponibili come strumento nelle mani dei potenti, lo spazio per
il giornalismo, l’attivismo e il dibattito democratico rimane a rischio. Un
recepimento robusto della legge anti-SLAPP non è più rinviabile.
Re: Common