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“The Sea”, un film poetico per parlare di Palestina e israelizzazione nelle scuole
A Santa Caterina allo Jonio (clicca qui per i riferimenti) abbiamo visto “The sea“, il film del regista israeliano Shai Carmeli-Pollak, presente alla proiezione: non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di intervistarlo. Il film, tanto premiato, (con i cosiddetti “Oscar” israeliani), quanto osteggiato e anche platealmente boicottato dai vertici dell’establishment israeliano, è stato prodotto dal palestinese Baher Agbariya. Negli ultimi tre anni, ad ogni evento culturale sul dramma palestinese, durante le conversazioni in attesa del “ciack” d’inizio, mi capita spesso, parlando come testimone della mia esperienza nella Global Sumud Flotilla, di dover svicolare tra un «però si sapeva che ci sarebbe stato l’assalto e le violenze da parte dell’IDF! Che cosa vi aspettavate» e altri interrogativi similari. D’altra parte, subito dopo, sempre tra questi dubbi, si inserisce immancabilmente, la frase un po’ auto-consolatoria o, meglio assolutoria: «là c’è un genocidio in corso e qui, ci siamo noi, impotenti… ma che fare?». Ebbene, bombardati in tempo reale, come mai nella storia, da immagini cruente e reali provenienti costantemente dal “fronte” del genocidio in corso, forse la poeticità di un film come “The sea“, in classe, può essere d’aiuto, per fare qualcosa di altrettanto importante con i nostri studenti e le nostre studentesse rispetto all’attivismo da “prima linea” e ad alto rischio. Il ruolo degli insegnanti di fronte a ciò che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università definisce ormai da tempo “israelizzazione” della società, può essere cruciale nel presentare alle giovani e giovanissime generazioni, il fulcro di un dramma atroce, entrando se possibile empaticamente in alcune dimensioni della vita quotidiana che sono sicuramente più vicine alle loro corde, ma al tempo stesso lontane dalla crudeltà di immagini, con sangue e distruzione, per le quali, per i motivi di cui sopra, è sempre in agguato, purtroppo, una cinica assuefazione. Abbiamo quindi chiesto al regista, proprio come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, facendo riferimento anche all’uso didattico che facciamo del film “Innocence” del suo collega Guy Davidi, di darci qualche consiglio specifico. «È assolutamente necessario – ha esordito Carmeli-Pollak senza troppe esitazioni – che l’insegnante spieghi ai propri studenti e alle proprie studentesse la complicata evoluzione storica e geopolitica dei territori occupati. I ragazzi e le ragazze devono sapere come si è evoluta la situazione e solo dopo entrare nella storia raccontata nel film: un ragazzo che vuole a tutti i costi, semplicemente, vedere il mare. Il maggior numero di persone deve essere a conoscenza di quello che sta accadendo, in modo tale da aumentare il livello di consapevolezza generalizzato fino al punto che ciò possa creare una tale pressione dall’esterno, dal maggior numero di Paesi nel mondo, da obbligare Israele a fermarsi. Solo una forte pressione dall’esterno potrà fermare Israele in quello che sta compiendo». Le parole di Shai Carmeli-Pollak, confermano, quindi, che il livello di militarizzazione della società israeliana è totale: inquinando la cultura, l’educazione e i mass media, fino a creare un intricato reticolo di relazioni sociali, tra il mondo militare e “civile” includendovi anche l’apparato bellico-industriale, indispensabile per ogni cittadino ebreo per essere veramente incluso socialmente, la società israeliana, così militarizzata, risulta in questo modo “facilmente” mobilitabile contro il nemico palestinese. Il sistema delle “porte girevoli” tra apparato industriale bellico, università e centri di ricerca, fino alle industrie civili, è così ben oliato da consentire una sinergia micidiale. Nel film possiamo, quindi, soffermarci su alcune modalità con cui si sviluppa la militarizzazione di una società come ad esempio la sua “normalizzazione” fin dentro la vita quotidiana. Il regista, ad esempio, spesso si sofferma con alcuni brevi fermi immagine su ragazzi e ragazze, giovanissime, in tenuta mimetica e con il mitra a tracolla; si sofferma sui controlli pervasivi dei documenti o delle borse, sempre alla presenza dei militari. La crudeltà di questa militarizzazione viene poi magistralmente sottolineata dal regista anche con poche sequenze, per nulla cruente, ma al tempo stesso potentemente violente: una di queste vede il papà, finalmente accanto al figlio dopo la fuga rocambolesca verso il mare, con le braccia e il volto rivolti verso il muro perché in fase di identificazione di polizia, appoggiare affettuosamente la mano sulla spalla del figlio. Non c’è più la rabbia di poco prima per quella “disobbedienza”, ma solo amore e la consapevolezza di essere accomunati dallo stesso destino. Il poliziotto stacca con decisione quella mano dalla spalla e ordina, a papà e figlio, di distanziarsi l’un l’altro ancora di più. Tornando poi al quesito iniziale circa la nostra percezione di impotenza cui però, ad onor del vero, va aggiunta anche l’inerzia di tutto l’Occidente, ad esclusione di una ristretta minoranza della società, anche qui il regista, con poche immagini rende bene l’idea: dal lato opposto della strada dove si verificava il fermo di polizia, con papà e figlio i corpi rivolti verso il muro e le braccia in alto, per un gruppo di avventori di un bar il tempo per un attimo si era sospeso e i loro volti erano rimasti fissi, immobili, rivolti alla scena in atto. Non appena la volante porta via, come dei criminali papà e figlio, la scena riprende il suo “normale” movimento e in quell’attimo la cameriera chiede: «chi ha ordinato il cappuccino?». Gli spunti didattici, come in “Innocence“, peraltro ben conosciuto dal regista che ha accennato ad un sorriso mentre lo citavo, sono numerosissimi e non vogliamo qui didascalicamente elencarli sia per non intaccarne la poeticità sia per invogliarne alla visione tutti gli insegnanti e non. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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[2026-08-06] CENTOCELLE CITY MOVIES 2026 @ CSOA Forte Prenestino
CENTOCELLE CITY MOVIES 2026 CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 6 agosto 21:30) Dal 9 Luglio al 6 AGOSTO 2026 C.S.O.A. Forte Prenestino e CinemaForte presentano: CENTOCELLE CITY MOVIES 2026 Il Grande Cinema sul Grande Schermo... sotto le stelle. tutti i Giovedì dalle 21.30 due arene due film ... Giovedì 6 Agosto Arena Parco DRACULA L'AMORE PERDUTO di Luc Besson (Fra 2025) 129' Arena Interna UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi (Iran/Fra/Lu 2025) 101' ......... Ingresso libero Vieni e fai Venire!
August 1, 2026
Gancio de Roma
“La Grazia”, un’ innodia presidenziale in salsa democristiana
Abbiamo dunque finalmente visto La Grazia, ultima fatica registica di Sorrentino. Non scrivevo per Contropiano una recensione dettagliata sui film dell’autore partenopeo da tempo, trovandoli ormai estenuanti esercizi di stile (Queneau starà bestemmiando dall’aldilà); ma considerato che stavolta il soggetto ha attinenze politiche evidenti, non ho voluto lasciarmi scappare l’occasione. […] L'articolo “La Grazia”, un’ innodia presidenziale in salsa democristiana su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
[2026-05-28] Direct Action (2024) documentario + incontro @ CSOA Forte Prenestino
DIRECT ACTION (2024) DOCUMENTARIO + INCONTRO CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 28 maggio 19:00) CSOA Forte Prenestino GIOVEDì 28 MAGGIO 2026 Ore 19:00 in Sala Cinema presentazione di: DIRECT ACTION documentario di Guillaume Cailleau, Ben Russell (2024) 216' con la partecipazione del regista Ben Russell e di Servane Dècle (Les Soulèvements de la Terre, ZAD Notre‑Dame‑des‑Landes) ... Direct Action nasce da oltre un anno di vita condivisa nella ZAD di Notre‑Dame‑des‑Landes — una “Zone À Défendre”, ovvero un’occupazione collettiva e autogestita nata per bloccare un progetto invasivo e costruire alternative di vita sul territorio — dopo la vittoria contro il progetto dell’aeroporto. Non è un film sugli eventi spettacolari della protesta: è un documento vivo sulle pratiche che costruiscono resistenza nel tempo — assemblee, autonomia materiale, coltivazione della terra, cura reciproca, feste e conflitti quotidiani. Con lunghe inquadrature in 16mm e uno sguardo da cinema di osservazione, il film restituisce la potenza della vita collettiva come forma di azione politica continuativa.  In questo spazio anche la politica si estende oltre l’umano: animali, piante, paesaggio e infrastrutture partecipano alla costruzione della ZAD come territorio di resistenza, dove ciò che conta è la rete di legami più che l’evento isolato. Il film si colloca inoltre nel più ampio contesto della crisi climatica e della crescente insicurezza politica, cercando di mostrare come inventare modalità di vita e lotta dopo la “vittoria”. Direct Action è anche una riflessione sul rapporto tra immagini e politica: filmare non significa documentare un evento, ma entrare in un processo, attraversarne le contraddizioni, e interrogare cosa significa “abitare” una lotta quando smette di essere eccezione e diventa quotidianità. A seguire la proiezione ci sarà un incontro con Ben Russell e Servane Dècle per approfondire il film e i contesti politici e collettivi da cui nasce e per aprire uno spazio di confronto più ampio: attraversare le pratiche e le esperienze che il film mette in gioco, immaginare insieme cosa significa oggi costruire forme di vita e di resistenza, quali possibilità si aprono nel presente.
May 18, 2026
Gancio de Roma
In Gaza Pietas
Nel corto di Diego Monfredini i disegni dei bimbi di Gaza “Una delle cose più belle e delicate, oltre che poetiche e devastanti, che abbia visto su Gaza. Nove minuti di lancinante lirismo e straziante verità visti con gli occhi degli innocenti.” Scrive Paolo Fresu sulla sua pagina FB mettendo il link al corto di Diego Monfredinii Ovviamente il parere
8-10 maggio Immaginaria International Film Festival
Parliamo della 21 edizione di Immaginaria, lesbian film festival che si svolgerà a Roma al Cinema Sacher dall'8 al 10 maggio. Tantissime le prime visioni. La XXI edizione di Immaginaria è dedicata a Edda Billi (1933-2026), figura storica del movimento femminista e lesbico italiano, recentemente scomparsa. Nata in Maremma e trasferitasi a Roma negli anni Cinquanta, Edda Billi è stata, a partire dagli anni Settanta, tra le protagoniste del femminismo radicale italiano. Attivista, teorica e poetessa, ha militato nei collettivi femministi romani e ha contribuito in modo determinante alla costruzione di spazi e linguaggi per l’autodeterminazione femminile. Suo contributo fondamentale è stata l’introduzione del termine “femminicidio” nel dibattito italiano, quando la violenza contro le donne veniva ancora relegata a “delitto passionale” o “contro la morale”. Ha fondato il Centro di Studi e Iniziative Alma Sabatini, dedicato all’analisi critica del sessismo linguistico. Ha partecipato all’occupazione di Via del Governo Vecchio nel 1976 e alla fondazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma. Lesbica dichiarata, separatista convinta, anticlericale e antimilitarista, Edda Billi ha sempre rifiutato cariche istituzionali per coerenza con la sua visione politica radicale. Ha sviluppato un’analisi originale sul nesso tra patriarcato, violenza maschile e guerra, considerando il primo come radice strutturale delle altre due. Edda ha attraversato più di cinquant’anni di lotte femministe, influenzando generazioni di attiviste.
May 7, 2026
Radio Onda Rossa
24-30 aprile. Le prime proiezioni di “Padrone e sotto”
di Napoli Monitor A Napoli la “questione sociale” è un tema onnipresente nel dibattito pubblico: come emergenza perpetua, violenza latente, sofferenza data e ricevuta. I suoi protagonisti sono costantemente sotto osservazione. Eppure, il suo nucleo resta un tabù: negato, immutabile, inalterato nel tempo. Nessuno si interroga sulle sue ragioni, sulla sua essenza. Non diventa mai una questione politica. Per individuarlo
[2026-04-23] SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA @ CSOA Forte Prenestino
SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 23 aprile 19:00) CSOA Forte Prenestino giovedì 23/04/2026 verso il 25 aprile e il 1º maggio… SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA sistemi di razzializzazione come dispositivi di controllo coloniale dalle 19:00 presentazione e proiezione del documentario “Nous sommes des champs de bataille” (Fra 2025, 90’) di Mathieu Rigouste con - Mathieu Rigouste - Rajaa del CSOA Lambretta - Wahid - Blocco Decoloniale Roma a seguire live set: Wahid & Omar aka 3RB Nda Hood djset: PolG + ALD (Mawinbi / Fr) ... SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA TRA LE GUERRE IMPERIALISTE. SIAMO TESTIMONI A DISTANZA DELLE GUERRE COLONIALI, MENTRE SUBIAMO L’IMPASTO DEL DOMINIO METROPOLITANO. È LA MECCANICA IMPERIALE CHE SI MUOVE E CI GOVERNA. È L’ORDINE SPERIMENTATO NEI TERRITORI DI CONFLITTO INDISTURBATO CHE DISPENSA POLITICHE SECURITARIE, ATTRAVERSO DISPOSITIVI DI CONTROLLO CAPILLARE. UNA NARRAZIONE LUCIDA E CRUDA QUELLA DI MATHIEU RIGOUSTE (SOCIOLOGO MILITANTE), DISTRIBUITA TRA IL LIBRO “LA GUERRE GLOBALE CONTRE LE PEUPLES” E IL DOCUMENTARIO “NOUS SOMMES DES CHAMPS DE BATAILLE”. CONTRIBUTO TEORICO ED ALLO STESSO TEMPO INEQUIVOCABILMENTE CONGRUO PER IL TESTO SCRITTO, RESTITUZIONE ASCIUTTA E SEVERA PER IL DOCUMENTARIO CHE CONSEGNA LO SCENARIO DEFINITIVO DEI POTERI NEO-LIBERALI IMPERIALI DELLA NOSTRA MODERNITÀ. PASSANDO PER LA FIERA DELLE ARMI DI PARIGI, RIGOUSTE RACCONTA DEI PROCESSI DI COSTRUZIONE DI POTERI NECROPOLITICI, DELLE DERIVE GLOBALI DI NORMALIZZAZIONE COLONIALE, SOFFERTE DENTRO MA ANCHE FUORI LA GUERRA, DELLE STRATEGIE DI SORVEGLIANZA, CONTROLLO E REPRESSIONE AGITE NELLA DEMARCAZIONE DEI REGIMI DI FRONTIERA ED ESPORTATE NEGLI ORDINAMENTI DELLE PERIFERIE CHE ABITIAMO. LA GUERRA CONTRO I POPOLI DISEGNA I CONTORNI DI UN POTERE GLOBALE CHE SI ESPANDE CON L’ARTIGLIERIA DI GUERRA, MENTRE SI CONFIGURA COME ORDINE REGOLAMENTATO DI VITA URBANA. I DISPOSITIVI REPRESSIVI CAMBIANO LA SCALA DI APPLICAZIONE: DAGLI ARMAMENTI E DALLE STRATEGIE BELLIGERANTI, ALLA DEFINIZIONE DI POLITICHE SECURITARIE INTERNE PER LA REPRESSIONE DEL DISSENSO, PER LA PERSECUZIONE POLIZIESCA DELLA NON OMOLOGAZIONE, IN FORMA DI DISPARITÀ DI GENERE, DI CULTURA, DI PROVENIENZA. IL 23 APRILE INCONTREREMO MATHIEU RIGOUSTE PER APPROFONDIRE E INTERROGARCI INSIEME A LUI, A RAJAA DEL CSOA LAMBRETTA DI MILANO, A WAHID E AL BLOCCO DECOLONIALE DI ROMA SU POSSIBILITÀ, SPINTE E STRATEGIE DI RESISTENZA POLITICA ALLA GUERRA CONTRO I POPOLI, A PARTIRE DA NOI STESSI BIANCHI OCCIDENTALI PRIVILEGIATI. ... Vieni e fai venire! in funzione Taverna, Pub12ditutto, Sala da tè InTHERferenze, Enoteca, Infoshop, Serigrafia, Banchetti info&distro www.forteprenestino.net/attivita/3622-siamo-campi-di-battaglia
April 22, 2026
Gancio de Roma
Il salvataggio del pilota sembra un film: brutto e inverosimile
Mi perdonerete se per una volta mi concentro sulla trama. Cioè, nei film d’azione la trama è tutto, no? Uno paga il biglietto e vede Tom Cruise che si butta da un aereo su una torta alla panna, si sistema il papillon e sposa Miss Mondo, giusto? Ecco. La ricostruzione […] L'articolo Il salvataggio del pilota sembra un film: brutto e inverosimile su Contropiano.
April 8, 2026
Contropiano