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Carlo Greppi al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Nel secondo intervento della giornata Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, ha affrontato il tema della guerra nella sua declinazione di resistenza armata al nazifascismo nel corso della Seconda guerra mondiale e, in particolare, si è soffermato sulla dimensione internazionale della resistenza stessa, così come viene delineata in maniera più circostanziata nel volume Storia internazionale della Resistenza italiana. Greppi ha evidenziato il nesso tra la lotta antifascista della prima ora e la strutturazione della resistenza armata. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione@0
Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
March 31, 2026
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Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione@1
Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
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Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
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Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile: