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Il “centrosinistra” è finito
A Berlino ha vinto la Linke che si dichiara apertamente per il socialismo, con una candidata sindaca – Elif Eralp – che ha proposto l’esproprio delle grandi proprietà immobiliari. Immaginiamo la destra italiana, ma anche i sindaci di centrosinistra delle grandi città, di fronte a questo programma: orrore! La realtà […] L'articolo Il “centrosinistra” è finito su Contropiano.
September 22, 2026
Contropiano
GERMANIA: LA SINISTRA DELLA LINKE PRIMO PARTITO A BERLINO. I FASCISTI DI AFD IN TESTA IN MECLEMBURGO-POMERANIA
Elezioni regionali in Germania di domenica 20 settembre 2026, in due land molto diversi tra loro: la capitale federale Berlino e l’estremo nord-est del Meclemburgo – Pomerania Anteriore. A Berlino (2,5 milioni di votanti) la sinistra della Linke  è primo partito, scrivendo una pagina storica con la candidata Elif Eralp e più che raddoppiando i consensi, dal 12,2% al 25,5%. Staccata in maniera netta, oltre a quanto previsto dai sondaggi, la Cdu, ferma al 18,9% (-9,3%). L’estrema destra di AfD è terza, al 16,1% (+7%), davanti ai Verdi, che perdono il 4,1% e arrivano al 14,3%. Peggio fanno i socialdemocratici Spd, che fino a oggi governavano assieme alla Cdu: 12,1%, – 6,3%. Nella capitale tedesca ci sono quindi ampiamente i numeri per un governo di sinistra guidato dalla leader locale della Linke, Elif Eralp, 45enne avvocata nata a Monaco da sindacalisti turchi fuggiti dal Paese d’origine nel 1980. Potrebbe essere lei la prossima sindaca di Berlino, spinta anche dalla crescita netta dell’affluenza, al 79%. Crisi abitativa e caro affitti hanno monopolizzato la campagna elettorale della Linke: due temi particolarmente sentiti nelle grandi aree urbane come Berlino. Il diritto alla casa è stato il leitmotiv della sinistra berlinese. La proposta è molto netta: esproprio delle propietà dei grandi gruppi immobiliari, con la città che prenderebbe il controllo di centinaia di migliaia di immobili, mettendo in pratica quanto già deciso nel referendum di 5 anni fa, quando il 59% disse sì a espropriare le grandi società immobiliari con almeno 3.000 appartamenti, recuperando così a uso sociale e abitativo poco meno di 250mila abitazioni. Un referendum consultivo che Spd e Cdu, in questi anni, hanno semplicemente ignorato.  MECLEMBURGO / POMERANIA ANTERIORE – Ancora Germania. Nell’estremo nord-est, in Meclemburgo – Pomerania Anteriore (1,3 milioni di aventi diritto) il trend elettorale è invece in continuità con quanto accaduto, due settimane fa, nel land analogo della Sassonia – Anhalt. L’ultradestra di Alternative für Deutschland è primo partito a Rostock e dintorni, mentre la Cdu, per la prima volta nella sua storia, non entra nemmeno nel Parlamento ospitato dal Castello di Schwerin. Gli estremisti di destra sono attorno al 38%, davanti ai socialdemocratici dell’Spd (35,5%).  Terza la Linke, al 6,5%, sopra la soglia di sbarramento al pari dei Verdi, al 5,7%. Fuori, invece, i cristiano – conservatori della Cdu guidati a livello nazionale dal cancelliere Merz, con il 4,9%, rispetto al 13,3% dell’ultima tornata. Ad Afd dovrebbero andare 32 seggi su 71, sotto la maggioranza assoluta, teoricamente raggiungibile invece da un accordo a tre tra Spd, Linke e Verdi, che arriverebbero (grazie al tonfo della Cdu) a 39 seggi. L’analisi dettagliata sul voto, in particolare a Berlino, con Beppe Caccia, ricercatore del pensiero politico alla Fondazione Rosa Luxemburg di Berlino. Ascolta o scarica. Su Radio Onda d’Urto l’analisi mattutina di Fabio, compagno che vive e lavora a Berlino. Ascolta o scarica Sempre da Berlino Nicola Carella, nostro collaboratore. Ascolta o scarica
September 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Figlia di rifugiati politici turchi, Elif Eralp vince le elezioni a Berlino ispirandosi a Zohran Mamdani
La lezione di Zohran Mamdani arriva anche in Germania: la vittoria della candidata della Linke Elif Eralp, che nelle elezioni di ieri a Berlino ha ottenuto il 25,7%, diventando per la prima volta nella storia della Repubblica Federale Tedesca il primo partito della capitale, si ispira in gran parte alle proposte e allo stile della campagna elettorale che l’anno scorso hanno portato all’elezione del primo sindaco socialista e musulmano di New York. Figlia di attivisti fuggiti dalla Turchia dopo il colpo di Stato militare del 1980, avvocatessa, 45 anni, Elif Eralp ha messo al centro della sua campagna temi sociali legati alla vita quotidiana dei cittadini, come gli asili gratuiti, una rete di mense nei quartieri berlinesi con pasti caldi a tre euro e soprattutto la questione della casa: a Berlino l’85% delle famiglie vive in appartamenti in affitto, lei compresa, ma i prezzi sono quasi raddoppiati dal 2014. Eralp ha promesso di porre un tetto agli affitti, congelando per un anno quelli delle società immobiliari pubbliche e di dare attuazione al referendum del 2021, quando il 57,6% dei votanti approvò l’esproprio degli immobili dei grandi gruppi privati che possiedono oltre 3mila unità abitative in città. Un esempio è il gruppo Vonovia, che possiede 130.000 abitazioni e vale più di un miliardo di euro. Il principio è semplice: la casa è un diritto, non un investimento e il modello è una città che gli abitanti possono permettersi. Come è successo a Mamdani, la proposta ha suscitato le ire dei conservatori, ma anche della sinistra moderata, con il consueto spauracchio della fuga degli investitori (cosa che peraltro non si è verificata a New York, dove il sindaco ha inoltre mantenuto una delle sue promesse elettorali, bloccando gli affitti per quasi un milione di appartamenti a canone calmierato). E comunque quest’allarmistica levata di scudi non ha impedito la vittoria di Eralp. Anche lo stile della sua campagna elettorale ha ripreso quello di Mamdani e dei tanti candidati socialisti che negli Stati Uniti hanno vinto le primarie democratiche in vista delle elezioni di metà mandato: uso dinamico dei social, porta a porta e presenza quotidiana nei quartieri popolari. Insieme ai volontari e ai compagni della Linke Elif Eralp ha mostrato da subito il senso della proposta delle mense, allestendo bancarelle dove lei stessa distribuiva cibo caldo a tre euro a chiunque si avvicinasse. Un altro tratto in comune con i socialisti statunitensi riguarda la ferma condanna di Israele e del genocidio in atto a Gaza, ma anche dell’antisemitismo, del terrorismo e di slogan e posizioni violente nei confronti degli ebrei. In base alle regole elettorali, il sindaco di Berlino viene eletto dal Parlamento locale e non dai cittadini. Pur avendo conquistato 47 seggi su 158, la Linke non ha però la maggioranza e dovrà dunque fare delle alleanze – probabilmente con i Verdi, che hanno ottenuto il 14,3% e 26 seggi e con i Socialdemocratici (12,1% e 22 seggi). I conservatori della CDU hanno perso 9,4 punti rispetto alle elezioni del 2023, fermandosi al 18,8% e saranno all’opposizione insieme all’estrema destra dell’AFD, che ha ottenuto 29 seggi e il 16,3%. “Care berlinesi e cari berlinesi, oggi cambiamo la nostra città. Insieme, trasformeremo questo successo in un nuovo percorso per Berlino. Oggi abbiamo scritto la storia: il segnale dell’amore e della giustizia ha vinto contro l’odio” ha dichiarato Eralp festeggiando la vittoria in una sala da ballo del quartiere di Kreuzberg. Insomma, la sinistra vince quando fa proposte concrete e legate ai problemi sociali più sentiti dalla gente. Solo così si possono battere i moderati e arginare l’onda nera di fascisti e neonazisti. Una lezione che i politici italiani dovrebbero imparare al più presto.   Anna Polo
September 21, 2026
Pressenza