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Nei files Epstein ci sono molti POLITICI ITALIANI, che ora sono RICATTATI da Israele a danno del popolo italiano. Vogliamo sapere chi sono, perché hanno consegnato l’Italia al MOSSAD
Da Stefania Ascari. Negli Epstein Files compaiono anche nomi di politici italiani. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo che vengano resi pubblici. Quando esponenti politici diventano vulnerabili al ricatto, smettono di rappresentare gli interessi dei cittadini e delle cittadine e finiscono per servire equilibri di potere costruiti sull’orrore, contribuendo a nascondere crimini indicibili. È così che si erode la democrazia. Oggi abbiamo approfondito questi temi in un importante evento nell’Aula dei Gruppi parlamentari, che ha visto la partecipazione di circa 300 persone. Ringrazio la collega Alessandra Maiorino , Eleonora Sgaravatti (ideatrice di Artists for Gaza), la divulgatrice Virginia Veludo (Rossa Perpendicolare), il professor Sergio Petrella, e ancora Rula Jebreal, Veronica Gentili, Francesca Albanese e Tomaso Montanari per i loro contributi preziosi. È possibile rivedere l’intero evento a questo link: https://www.youtube.com/live/tEgHxW2_ofc
May 29, 2026
InfoPal
Maurizio Bonati al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Maurizio Bonati, medico dell’Istituto Mario Negri di Milano, al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Il terzo intervento ha visto protagonista Maurizio Bonati, medico dell’Istituto Mario Negri di Milano. Attraverso ampi passi del suo lavoro scientifico, pubblicato nel volume Il cronico trauma della guerra, Bonati ha evidenziato con drammatica abbondanza di dati quantitativi le conseguenze di lungo periodo dei conflitti armati, soffermandosi sugli effetti di malnutrizione e carestia sui civili, in particolare sui bambini e le bambine, e mettendo in evidenza il tema della cronicizzazione dei danni dovuti a questi fenomeni. L’intervento ha permesso di aprire un’importante riflessione sulla fame come arma di guerra, fenomeno che risulta di tragica attualità nella striscia di Gaza. (In fondo trovate le slide dell’intervento). Il-trauma-della-guerra_Torino-2026Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Carlo Greppi al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Nel secondo intervento della giornata Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, ha affrontato il tema della guerra nella sua declinazione di resistenza armata al nazifascismo nel corso della Seconda guerra mondiale e, in particolare, si è soffermato sulla dimensione internazionale della resistenza stessa, così come viene delineata in maniera più circostanziata nel volume Storia internazionale della Resistenza italiana. Greppi ha evidenziato il nesso tra la lotta antifascista della prima ora e la strutturazione della resistenza armata. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“Un corpo, un cartello”: un presidio permanente a Modica per la Palestina
Ogni domenica, dalle 11:30 alle 12:30, un gruppo di attiviste e attivisti si ritrova in una piazzetta di Modica per il presidio ProPal. Siamo pochi — mai meno di tre, a volte fino a dieci — ma presenti, con continuità, dal novembre 2025. Un giorno, qualcuno tra noi ha lanciato un’idea: dare nuovo impulso al presidio organizzando una camminata per la pace a Pozzallo per il 6 giugno alle 17.30. Abbiamo allargato l’invito a realtà diverse del territorio, provenienze ed estrazioni differenti — unite però da una visione comune: contro la guerra, per il disarmo. La questione palestinese non è solo una delle tante crisi geopolitiche. È l’agnello sacrificale di una cloaca di interessi che appartiene a pochi. Le cui radici affondano in un patriarcato vecchio quanto il mondo — fatto di uomini bianchi che non distinguono tra un corpo e un territorio, perché il loro unico istinto è lo stesso: colonizzare, sfruttare, distruggere. A questo sistema noi opponiamo l’autodeterminazione dei popoli — il diritto fondamentale di ogni comunità di scegliere il proprio destino, senza che una bomba firmata da un presidente di repubblica, che si definisce democratica, venga a cambiarlo. Qui il video  “Un corpo un cartello” che racconta gli scorsi mesi di presidio  Redazione Sicilia
May 28, 2026
Pressenza
Bruna Bianchi al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Bruna Bianchi, docente di storia contemporanea e storia delle donne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Sala delle 3E del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Il primo contributo del convegno è arrivato da Bruna Bianchi, docente di storia contemporanea e storia delle donne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La professoressa ha dimostrato quali furono le risposte di coloro che, durante la Prima Guerra Mondiale, una volta ritrovatisi al fronte, presero coscienza del loro rifiuto alla guerra. Attraverso una elegante collezione di documentazioni manicomiali, fotografie e estratti di diari, l’intervento è andato via via riabilitando la figura del disertore. Un’interessante evoluzione, a livello collettivo, che partendo dalle psicosi e passando per forme di disobbedienza e diserzione individuale (e relativa repressione) arriva a una delle ultime foto, in cui una squadra intera (meno uno) di soldati sorride. Essi hanno disertato insieme e inviano la foto al loro (ex) comandante! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cuba. Sueno con serpientes
Condividiamo questo video che hanno pubblicato Silvio Rodríguez e Chico Buarque. I fondi raccolti saranno donati alla Sala di Pediatria dell’Istituto di Oncologia di Cuba, quindi se potete vederlo, graziarlo e condividerlo con altre persone, è un piccolo granello di sabbia per alleviare la difficile situazione in cui si trova […] L'articolo Cuba. Sueno con serpientes su Contropiano.
May 24, 2026
Contropiano
Ancora sull’UnPerCentoEquo
La ricchezza prodotta socialmente deve tornare alla società. Perché la proposta dell’1% Equo è necessaria e, soprattutto, sostenibile? Ce lo spiega l’economista Andrea Fumagalli. Spesso ci dicono che tassare le grandi fortune sia un’eresia, ma è il contrario: è una necessità economica. La ricchezza estrema non nasce nel vuoto; è il frutto di infrastrutture, ricerca pubblica, forza lavoro istruita e mercati protetti. È una ricchezza “sociale” che oggi viene estratta e accumulata in poche mani, mentre il sistema che l’ha generata — la sanità, la scuola, i servizi pubblici — sta collassando. Non stiamo parlando di una patrimoniale sui risparmi delle famiglie o sul ceto medio. Stiamo parlando di un intervento mirato su patrimoni immensi, la cui tassazione non intacca in alcun modo il benessere di chi vive del proprio salario, ma permette di finanziare massicciamente la Sanità, per uscire dalla logica dell’aziendalismo sanitario e rimettere al centro la cura, e Scuola e Ricerca, per smettere di formare cervelli in fuga e investire finalmente sul capitale umano del nostro Paese. I numeri parlano chiaro: non siamo soli. La risposta del Paese è stata travolgente: abbiamo già superato le 18.000 firme in meno di una settimana! È la dimostrazione che l’idea di una giustizia fiscale non è più solo una proposta tecnica, ma un sentimento diffuso e una volontà collettiva che chiede un cambio di rotta. Importa scegliere l’analisi contro la propaganda. Ascoltare le ragioni di chi studia l’economia per farla funzionare davvero per tutti. Firmare con SPID o CIE richiede solo 1 minuto: https://firmereferendum.giustizia.it/…/dettagli…/6500014 #AndreaFumagalli #UnPerCentoEquo #TaxTheRich #TassateiMilionari #EconomiaPolitica qui l’intervento di Andrea Fumagalli in video Redazione Italia
May 23, 2026
Pressenza
In aumento l’avversione verso Israele a seguito del video di Ben Gvir e degli abusi contro gli attivisti della GSF
Tel Aviv. Un’analisi condotta dalla società di monitoraggio SCOOPER, che tiene traccia del dibattito e delle narrazioni online sui social media, indica un forte aumento del sentimento negativo in seguito alla pubblicazione, da parte del ministro israeliano di estrema destra per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, di un video in cui quest’ultimo si mostra mentre celebra i maltrattamenti e gli abusi subiti dagli attivisti della Global Sumud Flottiglia. Secondo i dati, l’episodio ha generato oltre 430.000 menzioni in tutto il mondo, insieme a più di un milione di interazioni su diverse piattaforme. Il rapporto suggerisce che circa mezzo milione di menzioni riflettevano un sentimento chiaramente negativo nei confronti di Ben-Gvir, con un netto aumento del dibattito critico in lingue straniere, in particolare inglese e spagnolo. Il picco più significativo di discussione online si è registrato in Indonesia, dove i livelli di coinvolgimento sono aumentati notevolmente. (Fonti: Quds News e Telegram).
May 22, 2026
InfoPal
Israele assassina 4 paramedici nel sud del Libano. Il video
Tiro (Libano). Quattro paramedici sono stati uccisi la scorsa notte in un attacco israeliano che ha colpito la città di Hanaouayeh, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Le vittime sono state identificate come Mousa Kifl, Ali Taj Al-Din, Karim Haidar e Mohammad Hassan Abdel Majid (nella foto, in copertina).
May 22, 2026
InfoPal
Non sono arrabbiati con Ben-Gvir perché è malvagio, ma perché è “onesto”
Attualmente, funzionari occidentali e israeliani agitano il dito con finta indignazione contro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, per essersi vantato pubblicamente dei maltrattamenti inflitti agli attivisti di una flottiglia che cercava di portare aiuti umanitari a Gaza. L’account Twitter di Ben-Gvir ha condiviso un video in cui […] L'articolo Non sono arrabbiati con Ben-Gvir perché è malvagio, ma perché è “onesto” su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano