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Boia di Stato: gli Usa, gli Usa e gli Usa
Tre articoli ripresi dal nuovo numero del Foglio di collegamento del «comitato Paul Rogeau contro la pena di morte»:  due storie  di “errori” con un elenco di film e video video. A seguire la presentazione e l’indice del nuovo numero. “SONO USCITO DALLA PRIGIONE MA NON SONO ANCORA LIBERO” LOUISIANA: imparare a vivere in libertà, 30 anni dopo la condanna
September 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Emma
Cari compagni (maschi) che vi state affannando a prendere le distanze da Emma Bonino e dai Radicali nonché dal suo e dal loro contributo alle conquiste del divorzio e dell’aborto, devo dirvi che non sono d’accordo con voi e, di più, che trovo nelle vostre argomentazioni i segnali preoccupanti non so se di una regressione culturale o dell’ennesima dimostrazione che del rapporto fra rivoluzione femminile e politica tradizionale, di destra e di sinistra, non riuscite proprio a capire i fondamentali, esattamente com’era già ai tempi del divorzio e dell’aborto. Emma Bonino è stata una liberal-liberista-libertaria, una combinazione che dava fastidio a tutti, a destra perché libertaria, a sinistra perché liberista. Non ne voglio fare un monumento: specialmente negli ultimi decenni, la combinazione di cui sopra virava con più evidenza verso il liberismo, verso un’europeismo acritico, verso un allineamento atlantista detestabile. Ma è stata anche una donna che ha fatto battaglie sacrosante per sé e per tutte, e le ha fatte con la pratica, non solo a parole: lo sa bene chi ha dovuto interrompere una gravidanza quando la legge vietava di farlo, e le radicali, Emma compresa, consentivano di farlo. Inoltre è giusto, giustissimo ricordare che né la legge sul divorzio né quella sull’aborto sono state solo conquiste dei Radicali, i quali se ne attribuiscono truffaldinamente il merito; ma è ingiusto, ingiustissimo attribuirle solo al Pci o al parlamento, i quali, senza la spinta del femminismo in primis e dei Radicali in secundis (nonché dei socialisti, di cui non parla mai nessuno), quelle leggi, specialmente la seconda, non le avrebbero fatte neanche sotto tortura. E’ vero che i Radicali sono responsabili di molte campagne antipartitocratiche che alla lunga sono diventate senso comune antipolitico, così come è vero che ai Radicali dei diritti civili importava molto e dei diritti sociali zero; ma non è giusto piegare tutta la storia complicata degli anni Settanta a polemiche che sono di oggi. Ma c’è una cosa sopra tutte che mi stupisce e mi avvilisce: il fatto che tuttora non capiate che la questione della libertà femminile è stata ciò che ha diviso, non unito, donne e sinistra negli anni Settanta, perché a sinistra, e segnatamente nel Pci, non trovava accoglienza, mentre ne trovava un po’ di più in un’area liberal-libertaria all’epoca meno compromessa con il liberismo di quanto sia diventata in seguito. Io non ho conosciuto di persona Emma Bonino se non nei primi anni Duemila, in occasione di un’intervista che le ho fatto per un programma di Radiotre, quando ebbi l’impressione di una donna non priva di durezze, che aveva a cuore le altre donne ma non aveva familiarità con il “mio” femminismo che tuttavia rispettava e ascoltava. Non ho condiviso molte delle sue posizioni sulla politica estera e sulla politica sociale. Ma le sono grata lo stesso, per ciò che di buono ha fatto per sé e per noi tutte. Redazione Italia
September 13, 2026
Pressenza
No cara Emma. non ci mancherai…
Leader di uno dei partiti più canaglieschi della storia repubbicana. I radicali: doppiogiochisti, subdoli, giani bifronte della politica, spregiudicati e soprattutto asserviti al grande capitale. A partire dal loro segretario, Pannella Marco: occhio azzurro come l’Atena dell’Iliade. Guerrafondaia, grande amica di Israele, sionista convinta, affermava che Netanyahu stesse cadendo nella […] L'articolo No cara Emma. non ci mancherai… su Contropiano.
September 12, 2026
Contropiano
MORTE DI EMMA BONINO: IL RICORDO DELL’AVVOCATA E FEMMINISTA SIMONETTA CRISCI
E’ morta all’età di 78 anni Emma Bonino, ammalata di tumore da un decennio e tornata in ospedale da alcuni giorni, a Roma. Figura apicale della galassia radicale, al pari di Pannella, scomparso esattamente 10 anni fa, la Bonino è stata presidente di +Europa fino al 2025, ministra dei governi Letta e Prodi e pure indicata dal governo Berlusconi I come Commissaria Ue, dal 1995 al 1999, con le deleghe a politica dei consumatori, pesca e Ufficio europeo per l’aiuto umanitario d’urgenza (Echo). Nella sua lunghissima presenza sulla scena politica italiana, la Bonino ha incarnato appieno le tante sfaccettature – e soprattutto contraddizioni – che caratterizzano l’esperienza radicale: , ultraliberista e sionista, feroce avversaria di welfare e Stato sociale da un lato, attivista dei diritti civili e delle donne dall’altro, fin dal ‘75, quando fu tra le fondatrici del Centro d’informazione su sterilizzazione e aborto, autoaccusandosi di procurato aborto e inserendosi così dentro quel percorso – fatto soprattutto di mobilitazione dal basso e di lotta dei movimenti – che portò poi, nel 1978, all’attuale legge 194. Un provvedimento a cui però i radicali, in Parlamento, votarono contro. Il ricordo della Bonino ai nostri microfoni dell’avvocata e femminista storica, Simonetta Crisci Ascolta o scarica
September 11, 2026
Radio Onda d`Urto