Appello per un’azione concreta per la Palestina: mi autodenuncio!Questo appello è diviso in 4 parti:
1) una introduzione ai temi delle 3 autodenunce che si propongono
2) la descrizione delle 3 autodenunce (il cuore del messaggio)
3) un commento sulle motivazioni per aderire
4) la modalità per aderire
Azione promossa da : Filippo Bianchetti, Ugo Giannangeli, Giuseppe Natale, Nada
Urso
Parte prima: introduzione generale
MI AUTODENUNCIO PERCHÉ
SE RESTARE UMANI COSTITUISCE REATO ALLORA MI DICHIARO COLPEVOLE PER TRE
REATI:
“REATO” DI SOLIDARIETÀ,
“REATO” DI ANTISIONISMO,
“REATO” DI ANTIFASCISMO
Cosa significa e cosa non significa partecipare all’ azione qui proposta?
Che cosa significa:
significa dichiararsi nettamente contro la deriva filosionista cui Israele, Usa,
Europa e Italia cercano di costringerci tutti, usando strumenti violenti, leggi
liberticide, forzature contrarie al diritto internazionale.
Tutto questo e molto altro è reso possibile anche grazie al supporto continuo
di una scorta mediatica servile, che disinforma e manipola l’ opinione pubblica.
Per questo proponiamo di dichiararci tutti colpevoli di reati palesemente falsi:
per sottolineare il paradosso di doverci difendere da accuse insussistenti.
Che cosa non significa:
aderire a questa proposta non configura assolutamente un’ azione legale perché
non è una vera autodenuncia alla magistratura, ma una netta presa di posizione
pubblica, rivolta verso chiunque.
Perché questa proposta?
Perché in Italia è in corso un’offensiva sionista che va ad erodere in
profondità alcuni diritti fondamentali come le libertà di espressione e di
manifestazione.
Perché profughi e/o discendenti di profughi palestinesi vengono assurdamente
perseguiti dalle nostre istituzioni per la loro solidarietà con la resistenza
palestinese.
Perché il disegno di legge Romeo, già approvato in senato e prossimo alla
approvazione alla camera -complice una parte del PD- adottando la definizione
di antisemitismo dell’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’
Olocausto) sancisce una totale assimilazione di antisionismo e antisemitismo.
Perché il gruppo dirigente di ANPI Nazionale stipula un accordo con l’UCEI per
silenziare e criminalizzare ogni critica alla presenza sionista nelle piazze del
25 Aprile, e subito la Brigata Ebraica ne approfitta per denunciare chi ha
solamente risposto alle sue provocazioni.
Tutto questo mentre lo stato di Israele è sotto processo avanti alla Corte
internazionale di giustizia per genocidio, i suoi vertici governativi sono
destinatari di ordini di arresto della Corte penale internazionale per crimini
di guerra e contro l’umanità e il governo italiano è denunciato avanti alla
Corte penale internazionale per complicità in genocidio.
Parte seconda: le 3 autodenunce
– SONO CONTRO IL CENTENARIO PIANO DI GENOCIDIO SIONISTA (l’ebraismo non
c’entra!),
E:
– SONO SOLIDALE CON LA CENTENARIA LOTTA DI LIBERAZIONE PALESTINESE
Quindi mi auto-denuncio,
per tre motivi :
1) se la solidarietà è un reato, sono colpevole di solidarietà verso tutti i
prigionieri politici palestinesi, ingiustamente accusati e presi in ostaggio
direttamente dallo Stato terrorista e genocida di Israele, o detenuti e
processati “per procura” in Italia, con la complicità del “nostro” governo
filosionista;
2) se con la legge sull’antisemitismo di imminente promulgazione essere
antisionisti diventa un atto criminoso che viene ingiustamente equiparato all’
essere antisemiti, allora mi auto-denuncio per il reato di antisionismo.
Confesso infatti di essere affetto da una naturale e irriducibile inimicizia nei
confronti di ogni forma di oppressione razzista, e di dissentire totalmente
dalle politiche fasciste e criminali del regime più immorale del mondo;
3) se l’ esposto verso ignoti da parte della Brigata Ebraica per reati
asseritamente subiti durante il corteo del 25 aprile 2026 a Milano troverà
riscontro da parte della Magistratura,
allora mi auto-denuncio per quelle ipotesi di reato; se c’ ero, perché c’ ero;
e se non c’ ero, perché avrei voluto esserci.
Preciso che ho solamente reagito (o avrei voluto reagire) alla spudorata
provocazione di chi da anni insiste a esibire bandiere israeliane e a far
sfilare gruppi di sostenitori del genocidio sionista nella principale
manifestazione antifascista nazionale.
Questo oltraggioso stravolgimento di senso viene oltretutto attuato tramite
accordi obiettivamente collusivi tra dirigenti di ANPI Nazionale e UCEI,
ufficializzati attraverso il rcomunicato congiunto del 28 luglio 2026 col quale
si tenta di strumentalizzare la buona fede antifascista di tanti cittadini.
Aggiungo che, se difendere la verità storica è diventato un reato, mi
auto-denuncio anche di questo, perché contesto fieramente la partecipazione
della brigata ebraica al 25 aprile milanese, che è stata artificiosamente
introdotta solo a partire dal 2004 per “sdoganare il sionismo”.
(*Vedi nota).
Parte terza: un commento sulle motivazioni
PERCHÉ DOVREI FARMI CARICO DI QUESTI “REATI”?
Perché tutta questa manovra con cui cercano di criminalizzarci mira all’
esplicito disconoscimento della legittimità della Resistenza palestinese; e chi
come noi si è liberato con sangue e dolore dal regime nazifascista comprende
bene il valore della lotta di liberazione, e sa riconoscere il fascismo quando
si ripresenta sotto altro nome: il sionismo si è rivelato una forma clamorosa di
“fascismo di oggi”; quindi io, che sono prima di tutto antifascista, sono di
conseguenza antisionista.
Per questo voglio vedere riconosciuto, anche attraverso la mia concreta
solidarietà, il diritto dei palestinesi alla sopravvivenza e alla liberazione.
Quindi, per quanto si cerchi di screditarmi tacciandomi di antisemitismo, e di
criminalizzarmi pretendendo di fare assurgere la falsità a legge, resterò ciò
che sono: un essere umano dotato di coscienza e di pensiero critico.
Come tale mi riconosco nell’ umanità dell’ altro, e la difendo; per questo mi è
insopportabile ogni forma di oppressione, e sono naturalmente incline a oppormi
ad ogni forma di ingiustizia.
Queste attitudini sono antitetiche a quelle caratteristiche del fascismo, e anzi
rappresentano la negazione dei suoi presupposti.
Se questi di cui mi auto-denuncio sono reati, perseguitemi; non posso evitarlo
perché la realtà mi obbliga a scegliere, senza possibilità di mediazione.
Di conseguenza, e solo se per assurdo sarò veramente perseguito, mi difenderò da
queste accuse immaginarie e infondate, perché è un dovere morale ribellarsi a
leggi ingiuste e ad ideologie disumanizzanti.
“…e dite pure ai vostri,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi;
io armi non ne ho.”
(Boris Vian)
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* Nota: “Il 25 aprile 2004 sfilarono per la prima volta a Milano le insegne
della brigata ebraica. Gli Amici di Israele cosi’ spiegano: “Sfilare è un
passaggio di un percorso che deve portare allo sdoganamento del sionismo.
Crediamo infatti importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale
alto, nobile, giusto”. (Da Ugo Giannangeli: “CONTESTARE LA PRESENZA DELLA
BRIGATA EBRAICA NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE NON E’ UN DIRITTO, E’ UN DOVERE!
25 aprile 2016)
Un progetto coloniale sfociato nel genocidio in corso è dunque per costoro un
ideale alto, nobile, giusto – così come hanno ribadito nella legge sullo Stato
nazione del 2018 -.
Parte quarta:
le modalità per aderire e autodenunciarsi
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3397354336.
Redazione Italia