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Ora e sempre Palestina
Articoli, analisi,  libri, docufilm con Alessandro Tessari, Altromercato, AnbaMed, Anna Babini, le autodenuncie, Elias Feroz, Elin Lam-Tron, Filippo Bianchetti, Ginevra Leganza (su Med-Or), Giuditta Mauro, Giuseppe Natale, Global Sumud Flottilla, Jacobin (con Joe Sacco), Lanfranco Palazzolo, Lavinia Marchetti, Nada Urso, palermoscuoledipace, Peacelink, Pressenza, Radio Onda D’Urto, Save the Children, Ugo Giannangeli, Vigo Festival e Vito Maresca. Genocidio a Gaza 19
September 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Appello per un’azione concreta per la Palestina: mi autodenuncio!
Questo appello è diviso in 4 parti:    1) una introduzione ai temi delle 3 autodenunce che si propongono   2) la descrizione  delle 3 autodenunce  (il cuore del messaggio)    3) un commento sulle motivazioni per aderire   4) la modalità per aderire   Azione promossa da : Filippo Bianchetti, Ugo Giannangeli, Giuseppe Natale, Nada Urso    Parte prima: introduzione generale   MI AUTODENUNCIO PERCHÉ  SE RESTARE UMANI  COSTITUISCE REATO  ALLORA MI DICHIARO COLPEVOLE PER TRE REATI:  “REATO” DI SOLIDARIETÀ,  “REATO” DI ANTISIONISMO,  “REATO” DI ANTIFASCISMO   Cosa significa e cosa non significa partecipare all’ azione qui proposta?   Che cosa significa: significa dichiararsi nettamente contro la deriva filosionista cui Israele, Usa, Europa e Italia cercano di costringerci tutti, usando strumenti violenti, leggi liberticide, forzature contrarie al diritto internazionale.  Tutto questo e molto altro  è reso possibile anche grazie al supporto continuo di una scorta mediatica servile, che disinforma e manipola l’ opinione pubblica. Per questo proponiamo di dichiararci tutti colpevoli di reati palesemente falsi: per sottolineare il paradosso di doverci difendere da accuse insussistenti.   Che cosa non significa: aderire a questa proposta non configura assolutamente un’ azione legale perché non è una vera autodenuncia alla magistratura, ma una netta presa di posizione pubblica, rivolta verso chiunque.   Perché questa proposta? Perché in Italia  è in corso un’offensiva sionista che va ad erodere in profondità alcuni diritti fondamentali come le libertà di espressione e di manifestazione.    Perché profughi e/o discendenti di profughi palestinesi vengono assurdamente perseguiti dalle nostre istituzioni per la loro solidarietà con la resistenza palestinese.    Perché il disegno di legge Romeo, già approvato in senato e prossimo alla approvazione alla camera  -complice una parte del PD- adottando la definizione di antisemitismo dell’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’ Olocausto) sancisce una totale assimilazione di antisionismo e antisemitismo.    Perché il gruppo dirigente di ANPI Nazionale  stipula un accordo con l’UCEI per silenziare e criminalizzare ogni critica alla presenza sionista nelle piazze del 25 Aprile, e subito la Brigata Ebraica ne approfitta per denunciare chi ha solamente risposto alle sue provocazioni.   Tutto questo mentre lo stato di Israele è sotto processo avanti alla Corte internazionale di giustizia per genocidio, i suoi vertici governativi sono destinatari di ordini di arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e il governo italiano è denunciato avanti alla Corte penale internazionale per complicità in genocidio.   Parte seconda: le 3 autodenunce    – SONO CONTRO IL CENTENARIO PIANO DI GENOCIDIO SIONISTA  (l’ebraismo non c’entra!),    E:   – SONO SOLIDALE CON LA CENTENARIA LOTTA DI LIBERAZIONE PALESTINESE   Quindi mi auto-denuncio,  per tre motivi :   1) se la solidarietà è un reato, sono colpevole di solidarietà verso tutti i prigionieri politici palestinesi, ingiustamente accusati e presi in ostaggio direttamente dallo Stato terrorista e genocida di Israele, o detenuti e processati “per procura” in Italia, con la complicità del “nostro” governo filosionista; 2) se con la legge sull’antisemitismo di imminente promulgazione essere antisionisti diventa un atto  criminoso che viene ingiustamente equiparato all’ essere antisemiti, allora mi auto-denuncio per il reato di antisionismo.  Confesso infatti di essere affetto da una naturale e irriducibile inimicizia nei confronti di  ogni forma di oppressione razzista, e di dissentire totalmente dalle politiche fasciste e criminali del regime più immorale del mondo; 3) se l’ esposto verso ignoti da parte della Brigata Ebraica per reati asseritamente subiti durante il corteo del 25 aprile 2026 a Milano troverà riscontro da parte della Magistratura,  allora mi auto-denuncio per quelle ipotesi di reato; se c’ ero, perché c’ ero;  e se non c’ ero, perché avrei voluto esserci.  Preciso che ho solamente reagito (o avrei voluto reagire) alla spudorata provocazione di chi da anni insiste a esibire bandiere  israeliane e a far sfilare gruppi di sostenitori del genocidio sionista nella principale manifestazione antifascista nazionale. Questo oltraggioso stravolgimento di senso viene oltretutto attuato tramite accordi obiettivamente collusivi tra dirigenti di ANPI Nazionale e UCEI, ufficializzati attraverso il rcomunicato congiunto del 28 luglio 2026 col quale si tenta di strumentalizzare la buona fede antifascista di tanti cittadini. Aggiungo che, se difendere  la verità storica è diventato un reato, mi auto-denuncio anche di questo, perché contesto fieramente la partecipazione della brigata ebraica al 25 aprile milanese, che è stata artificiosamente introdotta solo a partire dal 2004 per “sdoganare il sionismo”.  (*Vedi nota).   Parte terza: un commento sulle motivazioni PERCHÉ DOVREI FARMI CARICO  DI QUESTI “REATI”?  Perché tutta questa manovra con cui cercano di criminalizzarci mira all’ esplicito disconoscimento della legittimità della Resistenza palestinese; e chi come noi si è liberato con sangue e dolore dal regime nazifascista comprende bene il valore della lotta di liberazione, e sa riconoscere il fascismo quando si ripresenta sotto altro nome: il sionismo si è rivelato una forma clamorosa di “fascismo di oggi”; quindi io, che sono prima di tutto antifascista, sono di conseguenza antisionista. Per questo voglio vedere riconosciuto, anche attraverso la mia concreta solidarietà, il diritto dei palestinesi alla sopravvivenza e alla liberazione. Quindi, per quanto si cerchi di screditarmi tacciandomi di antisemitismo, e di criminalizzarmi pretendendo di fare assurgere la falsità a legge, resterò ciò che sono: un essere umano dotato di coscienza e di pensiero critico.  Come tale mi riconosco nell’ umanità dell’ altro, e la difendo; per questo mi è insopportabile ogni forma di oppressione, e sono naturalmente incline a oppormi ad ogni forma di ingiustizia. Queste attitudini sono antitetiche a quelle caratteristiche del fascismo, e anzi rappresentano la negazione dei suoi presupposti. Se questi di cui mi auto-denuncio sono reati, perseguitemi; non posso  evitarlo perché la realtà mi obbliga a scegliere, senza possibilità  di mediazione. Di conseguenza, e solo se per assurdo sarò veramente perseguito, mi difenderò da queste accuse immaginarie e infondate, perché è un dovere morale ribellarsi a leggi ingiuste e ad ideologie disumanizzanti.   “…e dite pure ai vostri,  se vengono a cercarmi,  che possono spararmi; io armi non ne ho.” (Boris Vian)   __________________ * Nota: “Il 25 aprile 2004 sfilarono per la prima volta a Milano le insegne della brigata ebraica. Gli Amici di Israele cosi’ spiegano: “Sfilare è un passaggio di un percorso che deve portare allo sdoganamento del sionismo. Crediamo infatti importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile, giusto”. (Da Ugo Giannangeli: “CONTESTARE LA PRESENZA DELLA BRIGATA  EBRAICA  NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE NON E’ UN DIRITTO, E’ UN DOVERE! 25 aprile 2016) Un progetto coloniale sfociato nel genocidio in corso è dunque  per costoro un ideale alto, nobile, giusto – così come hanno  ribadito nella legge sullo Stato nazione del 2018 -.   Parte quarta: le modalità per aderire e autodenunciarsi  clicca su questo link: https://forms.gle/CBXpmcVLgMKwnGNA7                                    Per chiarimenti o contatti mandare esclusivamente un messaggio WhatsApp al 3397354336. Redazione Italia
September 13, 2026
Pressenza
La luce del risveglio
Ci illuminano una realtà e un rischio inaccettabili. Oggi in Italia il potere legislativo, quello giudiziario e i fascio-sionisti (Ben Gvir, Smotrich, …) sono di fatto alleati per accerchiarci e ridurci al silenzio. È da molto tempo in atto un ribaltamento della realtà e della storia che sfrutta l’ orribile sterminio razzista degli ebrei – compiuto al tempo dei nostri nonni e poi scaricato dall’ europa sul mondo arabo – per invaderlo, controllarlo e depredarlo tramite il genocidio dei suoi abitanti. Ora questa operazione di dominio coloniale viene allargata verso oriente a suon di bombe, ma per farlo devono azzittire in tutti i modi l’ opposizione interna all’ occidente: noi. Il loro principale strumento sta per diventare legge, con il cosiddetto “DDL antisemitismo”, già approvato in Senato ed ora in esame alla Camera, con larga maggioranza a favore: dopo, cioè molto presto, criticare Israele sarà reato e chi parla, chi boicotta, chi porta kefie o bandiere verrà condannato, o sanzionato con megamulte. Usano un vecchio trucco israeliano: far passare chi si oppone al sionismo, il centenario progetto di eliminazione dei palestinesi, per antisemita, cioè “odiatore di tutti gli ebrei, in quanto ebrei”. Per accusarci falsamente di questa colpa pretendono di usare una definizione di antisemitismo (si chiama def. IHRA -Alleanza internazionale per la memoria dell’ olocausto-) di cui lo stesso ideatore, il sionista Kenneth Stern, contesta l’ uso improprio. Già sono incriminati come terroristi quegli italiani che sono solidali coi prigionieri palestinesi (operazione Domino, e diversi altri procedimenti giudiziari). Già rischiano condanne e sanzioni quelli che manifestano contro il fascismo di oggi, che pretende in mille maniere di infiltrare e snaturare la nostra società, antifascista per Costituzione, fino a osare far sfilare bandiere israeliane e foto di Netanyahu nel corteo nazionale del 25 aprile, durante i tre anni di genocidio. Per provare a sventare subito, fin che siamo in tempo, questa catastrofe democratica che parte dall’ azzeramento della nostra voce occorre agire con coraggio, esponendoci di persona. Ora, già in ritardo rispetto alla corsa degli eventi, PROPONIAMO DI AUTODENUNCIARCI (simbolicamente e politicamente; non in sede giudiziaria!) dei tre “reati” che cercano di appiopparci: – reato di antisionismo (prossima legge!) – reato di solidarietà coi palestinesi, spacciato per terrorismo (!) – reato di antifascismo, a difesa del carattere antifascista dell’ Italia, nella sua manifestazione nazionale (25 aprile!) A breve noi promotori diffonderemo l’ appello e il link per mandare la tua adesione a queste tre autodenunce, combinate per rinforzarsi a vicenda, come questo terribile momento ci chiama a fare immediatamente. Solo se ad avere questo coraggio saremo in moltissimi possiamo sperare di bloccare questa operazione a tenaglia, e di continuare a dire la nostra e contare qualcosa. La Palestina ci ha risvegliato: libera Palestina, liberi tutti NOTA: di fronte alla minaccia incombente e ineludibile di questa grave deriva antidemocratica, con questo appello noi proponenti vogliamo contribuire a stimolare “dal basso” un dibattito che sia preliminare ad un’ azione di protesta collettiva (in fase di preparazione). Filippo Bianchetti Ugo Giannangeli Giuseppe Natale Nada Urso Per chiarimenti o contatti mandare esclusivamente un messaggio WhatsApp al 3397354336 Redazione Italia
September 5, 2026
Pressenza