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Il Medico della Pace. L’Eredità mondiale di Ronald McCoy e la nascita di ICAN /2
continua da Il Medico della Pace. L’Eredità mondiale di Ronald McCoy e la nascita di ICAN /1 La testimonianza di Michele Di Paolantonio Per comprendere il significato di quella esperienza abbiamo raccolto la testimonianza di Michele Di Paolantonio, presidente dell’AIMPGN e protagonista di quella stagione del movimento medico per la pace. Dottor Di Paolantonio, che cosa ricorda della presenza di Ronald McCoy in Italia? Ronald McCoy venne in Italia nel novembre 2003, in occasione del IV World Summit of Nobel Peace Laureates, a Roma. Da molti anni sul nostro sito italiano pubblichiamo una fotografia storica che lo ritrae con Mikhail Gorbaciov insieme agli altri due componenti della delegazione IPPNW che Ron aveva voluto con sé: il presidente dell’AIMPGN, affiliata italiana dell’IPPNW, e il rappresentante mondiale degli studenti dell’IPPNW. In quella occasione donammo a Gorbaciov, direttore dei Summit, il rapporto Collateral Damages, elaborato da David McCoy, figlio di Ronald e medico a Londra, insieme a Oxfam. Ronald lo aveva portato a Roma. Il rapporto descriveva circa 100 mila morti nella seconda guerra del Golfo, dei quali 40 mila civili, vittime di quelli che venivano definiti “danni collaterali”. Ron fu ricevuto anche dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e guidò l’assemblea dell’AIMPGN nella stessa sede della FNOMCeO. E poi tornò a Roma nel 2004. Che cosa accadde al NATO Defense College? “Ron tornò a Roma nel marzo 2004 e guidò un seminario internazionale storico al NATO Defense College sulle armi di distruzione di massa. Fu un momento straordinario. Alla fine del suo intervento conclusivo, davanti ai membri di circa novanta delegazioni internazionali, sostenne con grande forza che le armi nucleari avrebbero dovuto essere cancellate dalla comunità internazionale, proprio come era stata cancellata la schiavitù. Il suo ragionamento era semplice: ciò che oggi appare impossibile può diventare realtà quando la comunità internazionale assume una decisione comune, scritta e sottoscritta. Fu allora che spiegò alla delegazione IPPNW che il movimento dei medici avrebbe dovuto coinvolgere molte altre categorie professionali e sociali nella battaglia contro le armi nucleari. Era già, in qualche modo, l’idea di ICAN.” Quella intuizione sarebbe diventata realtà pochi anni dopo. Sì. Nel 2007 nacque ICAN. E io non dimenticherò mai il suo sorriso quando venne a Oslo il 10 dicembre 2017, per il nostro secondo Premio Nobel per la Pace: quella volta era il Nobel assegnato a ICAN. Ron era un gigante per la sua famiglia, per il suo Paese, la Malesia, e per tutti noi.” La testimonianza di Di Paolantonio restituisce alla figura di McCoy una dimensione che va oltre la semplice cronologia della nascita di ICAN. Mostra infatti come l’idea dell’abolizione nucleare maturasse dentro una rete internazionale di medici, studenti, associazioni, premi Nobel e rappresentanti della società civile, ma anche attraverso il confronto diretto con le istituzioni della sicurezza internazionale. È significativo che uno dei passaggi ricordati da Di Paolantonio sia avvenuto proprio in un ambiente come ilNATO Defense College. McCoy non cercava soltanto di parlare a chi era già convinto del disarmo. Voleva portare l’argomento nel cuore stesso della discussione strategica, sostenendo che la vera sicurezza non potesse essere costruita sulla possibilità permanente di distruggere l’altro. Dalla medicina alla politica della vita Questa è forse la lezione più importante lasciata da Ronald McCoy. Il medico vede la persona prima ancora di vedere il soldato, il cittadino, l’appartenenza nazionale o l’avversario. Davanti alla guerra nucleare questa prospettiva diventa ancora più radicale: non esiste una vittima “nemica” di una bomba atomica, perché gli effetti della contaminazione, delle radiazioni, della distruzione delle infrastrutture sanitarie e dell’alterazione degli ecosistemi possono estendersi molto oltre il luogo dell’esplosione e molto oltre il tempo del conflitto. La medicina diventa così una forma di diplomazia dal basso. Non sostituisce la politica, ma pone alla politica un limite etico: esistono strumenti di guerra davanti ai quali non è possibile garantire una risposta sanitaria proporzionata. Da qui la forza dell’argomento umanitario che ICAN avrebbe portato nella discussione internazionale. Non si tratta soltanto di stabilire quale Stato possieda più armi, quale arsenale sia più potente o quale strategia di deterrenza sia più efficace. La domanda fondamentale è un’altra: può essere considerato accettabile uno strumento la cui utilizzazione comporterebbe conseguenze catastrofiche per le popolazioni civili e per l’ambiente? Nel 2017 questa impostazione trovò una traduzione concreta nel Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite il 7 luglio di quell’anno. Pochi mesi dopo arrivò il riconoscimento del Nobel per la Pace a ICAN. (AIMPGN) Il Premio Nobel non rappresentò, per McCoy e per i suoi compagni di strada, il punto conclusivo di una battaglia. Al contrario, fu la conferma che una prospettiva considerata per lungo tempo marginale era riuscita a entrare nel cuore del diritto internazionale e della coscienza pubblica. Un’eredità ancora attuale Ronald McCoy appartiene a quella generazione di medici che ha trasformato il giuramento professionale in una responsabilità planetaria. La sua esperienza dimostra che la medicina non può limitarsi alla cura degli effetti della violenza quando è chiamata anche a interrogarsi sulle cause che la producono. La sua vicenda parla di Hiroshima e Nagasaki, della Guerra Fredda, delle guerre del Golfo, delle armi di distruzione di massa, ma anche del nostro presente. In un mondo nel quale gli arsenali nucleari continuano a esistere e nel quale il linguaggio della deterrenza torna con forza nel dibattito politico e militare, la domanda posta da McCoy rimane intatta: che cosa significa sicurezza? È sicurezza la possibilità di distruggere l’avversario e contemporaneamente mettere a rischio la propria popolazione? Oppure la sicurezza deve essere ripensata come capacità di prevenire la guerra, ridurre gli arsenali, costruire fiducia e creare strumenti internazionali capaci di impedire la catastrofe? McCoy aveva scelto senza esitazioni la seconda strada. La sua idea di pace non era ingenua. Era profondamente concreta. Partiva dalla medicina, dalla conoscenza scientifica degli effetti delle armi nucleari e dalla consapevolezza che, una volta iniziata una guerra atomica, non sarebbe più possibile controllarne pienamente le conseguenze. Per questo la sua eredità appartiene contemporaneamente alla scienza, alla politica, al diritto internazionale e alla società civile. Ronald McCoy ha lasciato un insegnamento che appare oggi ancora più necessario: la pace non è soltanto l’assenza della guerra, ma la costruzione quotidiana delle condizioni che rendono impossibile la distruzione dell’altro. Il suo percorso, dalla sala operatoria alla mobilitazione internazionale, dimostra che anche un medico può incidere sulla storia quando decide di non considerare la propria professione separata dalla responsabilità verso l’umanità. La nascita di ICAN è la prova concreta di questa intuizione: un’idea nata nel mondo dei medici, trasformata in una campagna globale e infine tradotta in un trattato internazionale. Per questo ricordare McCoy oggi non significa soltanto celebrare un uomo che ha dedicato la propria vita al disarmo. Significa raccogliere una domanda che continua a interpellare la coscienza del mondo: se la medicina sa che non potrà curare una guerra nucleare, perché la politica dovrebbe continuare a considerarla uno strumento legittimo della sicurezza? Il “Medico della Pace” aveva già indicato la risposta. Le armi nucleari non devono essere rese semplicemente più sicure, più moderne o più efficienti. Devono essere abolite. Come la schiavitù, ricordava McCoy, anche l’arma nucleare può sembrare per un tempo un elemento inevitabile della storia. Ma la storia cambia quando l’umanità decide di trasformare ciò che appare inevitabile in ciò che non è più accettabile. È questa la grande eredità di Ronald McCoy. E anche per questo, ogni volta che la comunità internazionale torna a discutere di pace e disarmo, la sua voce continua a essere presente. La parte storica su ICAN e McCoy è stata verificata anche alla luce del ricordo ufficiale pubblicato da ICAN il 1° settembre 2026, che conferma la sua nascita nel 1930, il ruolo nell’IPPNW, la proposta di ICAN a metà degli anni Duemila, la fondazione nel 2007 e il Nobel per la Pace del 2017.   Laura Tussi
September 6, 2026
Pressenza
Il Medico della Pace. L’Eredità mondiale di Ronald McCoy e la nascita di ICAN /1
La morte di Ronald McCoy, medico malese, ostetrico e ginecologo, per molti anni protagonista del movimento internazionale contro le armi nucleari, consegna alla memoria della comunità pacifista una figura capace di unire scienza, coscienza e impegno politico. McCoy aveva compreso una verità elementare e radicale: davanti a una guerra nucleare la medicina non può curare le conseguenze della catastrofe. Può soltanto lavorare perché quella catastrofe non avvenga. È da questa consapevolezza che nasce il significato più profondo della sua eredità. Ronald McCoy non fu soltanto un medico impegnato nel movimento antinucleare. Fu uno dei protagonisti della trasformazione culturale che avrebbe portato il disarmo nucleare fuori dai soli circuiti diplomatici e militari, affidandolo anche alla responsabilità della società civile, delle professioni, dei cittadini e dei movimenti internazionali. Nato nel 1930 a Seremban, nell’allora Malaya britannica, McCoy studiò medicina a Singapore e costruì una lunga carriera come ostetrico e ginecologo. Nel corso della sua vita professionale arrivò a far nascere decine di migliaia di bambini. Ma proprio la pratica quotidiana della medicina lo portò a confrontarsi con una domanda più ampia: che senso ha curare la vita individuale se la politica internazionale conserva strumenti capaci di cancellare milioni di vite in un istante? Negli anni Ottanta entrò nel movimento dei Medici Internazionali per la Prevenzione della Guerra Nucleare, l’IPPNW, organizzazione che aveva ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1985. Nel 1987 contribuì alla nascita dell’associazione dei medici malesi impegnati contro la guerra nucleare e successivamente ricoprì per otto anni l’incarico di co-presidente mondiale dell’IPPNW. La sua impostazione era profondamente medica e, proprio per questo, profondamente politica. Un attacco nucleare avrebbe prodotto effetti sanitari di una dimensione tale da rendere impossibile qualsiasi risposta adeguata da parte dei sistemi sanitari. McCoy insisteva quindi sulla prevenzione come unica vera forma di medicina possibile davanti alla minaccia nucleare. Nel 2007, in un suo articolo dedicato al rischio permanente della guerra nucleare, scriveva che la guerra nucleare e il cambiamento climatico rappresentavano le sfide più pericolose per la sopravvivenza della civiltà umana. La sua posizione non nasceva da una visione ideologica astratta, ma dalla consapevolezza scientifica dell’impossibilità di gestire le conseguenze di un conflitto atomico. Da questa prospettiva maturò anche l’intuizione destinata a cambiare la storia del movimento antinucleare. Dopo il fallimento della Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione del 2005, McCoy comprese che la strategia tradizionale fondata esclusivamente sulla diplomazia degli Stati non era sufficiente. Occorreva costruire una mobilitazione internazionale capace di riprendere il modello della campagna che aveva condotto al Trattato di Ottawa contro le mine antipersona. La proposta era semplice e rivoluzionaria: creare una campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, capace di riunire organizzazioni diverse attorno a un obiettivo comune. Da questa intuizione nacque il nome ICAN, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons. L’IPPNW fece propria la proposta e ICAN venne lanciata nel 2007. Nel corso degli anni la campagna sarebbe diventata una rete globale della società civile, fino a ottenere nel 2017 il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno a favore di un divieto delle armi nucleari fondato sul diritto internazionale. Oggi ICAN riunisce centinaia di organizzazioni partner in oltre cento Paesi. (ICAN) Ma la storia di McCoy non può essere separata dall’Italia. È proprio a Roma che, all’inizio degli anni Duemila, la sua riflessione trovò uno dei luoghi più significativi di confronto internazionale. Nel novembre 2003 McCoy partecipò a Roma al IV World Summit of Nobel Peace Laureates. In quell’occasione incontrò Mikhail Gorbaciov e portò con sé il rapporto “Collateral Damages”, realizzato dal figlio David McCoy, medico a Londra, insieme a Oxfam. Il documento descriveva le conseguenze umanitarie della guerra del Golfo e il dramma delle vittime civili. McCoy fu inoltre ricevuto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e partecipò a un’assemblea dell’Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra Nucleare, l’AIMPGN, affiliata italiana dell’IPPNW. Pochi mesi dopo, nel marzo 2004, tornò a Roma per un seminario internazionale al NATO Defense College dedicato alle armi di distruzione di massa. Fu un momento particolarmente significativo perché McCoy portò la questione dell’abolizione nucleare dentro uno spazio istituzionale legato alla cultura strategica e militare. Il contesto storico era quello del difficile ma ancora possibile dialogo tra NATO e Russia. La Dichiarazione di Roma del 28 maggio 2002 aveva infatti istituito il Consiglio NATO-Russia, con l’obiettivo di sviluppare una cooperazione fondata sul principio della partecipazione paritaria in diversi settori, compresi la non proliferazione delle armi di distruzione di massa e il controllo degli armamenti. È in questo clima che va letto anche il significato della presenza di McCoy al NATO Defense College. Non come un episodio isolato, ma come parte di una stagione nella quale il confronto tra mondi precedentemente contrapposti sembrava poter aprire spazi nuovi per la sicurezza comune e per il disarmo. (continua…)   Laura Tussi
September 6, 2026
Pressenza
La scomparsa di un grande uomo
Apprendiamo con dolore la scomparsa, il 1° settembre scorso, di Ronald McCoy, già Co-presidente di IPPNW e ispiratore della Campagna ICAN. Riportiamo un ricordo, trasmesso al figlio David, da Michele Di Paolantonio Presidente di AIMPGN. Caro David, AIMPGN, l’affiliata italiana del nostro IPPNW, piange con te e tutta la tua grande famiglia per la perdita del nostro grande RON. Il Prof. Ronald McCoy venne in Italia nel novembre 2003, al IV Vertice Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, a Roma. Sul nostro sito italiano pubblichiamo da molti anni la sua foto storica con Mikhail Gorbaciov con gli altri due membri della delegazione IPPNW che voleva con lui. In quell’occasione donammo a Gorbaciov, direttore dei vertici, il tuo rapporto “Danni collaterali” che hai sviluppato con Oxfam e che tuo padre ha portato a Roma, descrivendo 100.000 morti nella seconda guerra nel Golfo, di cui 40.000 erano civili, morti per “errori” nei cosiddetti “Danni collaterali”. In quell’occasione Ron è stato ricevuto dall’Associazione Medica Italiana (FNOMCeO) e ha guidato l’Assemblea di AIMPGN nel sito di FNOMCeO stesso. È tornato a Roma nel marzo 2004 e ha guidato uno storico seminario globale presso il Collegio NATO di Roma sulle armi di distruzione di massa e ha ottenuto una posizione generale dai membri di circa 90 delegazioni internazionali quando, nel suo grande discorso conclusivo, ha detto che le armi nucleari avrebbero dovuto essere cancellate (così come la schiavitù è stata cancellata!) dalla comunità internazionale, semplicemente, con una decisione internazionale globale scritta e sottoscritta! Proprio in quel momento ha spiegato alla delegazione IPPNW che IPPNW avrebbe dovuto spostare molti altri soggetti professionali e sociali per combattere contro le armi nucleari. Così nel 2007 è stata fondata ICAN. Ora che TPNW è in corso, non dimenticherò mai il suo sorriso quando è venuto a Oslo il 10 dicembre 2017, per il nostro secondo Premio Nobel per la Pace, quella volta per ICAN. Ron, tuo padre, era un gigante gentile per te, la tua famiglia, il tuo paese e tutti noi. Ti preghiamo di accettare la profonda partecipazione al tuo dolore e le sincere condoglianze alla tua famiglia. International Physicians for the Prevention of Nuclear War
September 3, 2026
Pressenza