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Quando la nonviolenza diventa esperienza: COPEHU al Festival della Nonviolenza Attiva
Che cosa accade quando la nonviolenza smette di essere soltanto un valore e diventa esperienza, relazione e azione trasformativa? È una delle domande che ci portiamo via dal Festival della Nonviolenza Attiva, svoltosi il 2 e 3 ottobre a Roma negli spazi di ExtraLibera e promosso da Energia per i Diritti Umani APS. Due giornate che hanno riunito circa mille persone e oltre quaranta realtà tra associazioni, università, scuole e organizzazioni educative e culturali. È proprio questo uno degli aspetti che, come COPEHU, consideriamo più preziosi: la costruzione di spazi pubblici nei quali la nonviolenza possa uscire dalle dichiarazioni di principio e diventare confronto, esperienza, ricerca e pratica sociale. Educazione nonviolenta: molte strade, una stessa ricerca Dentro questo contenitore abbiamo partecipato al panel dedicato all’Educazione nonviolenta, coordinato da Federica Fratini, de La Comunità per lo Sviluppo Umano. La ricchezza dell’incontro è stata proprio nella diversità dei cammini attraverso cui una ricerca comune prendeva forma. Claudio Tosi, della Federazione Italiana dei CEMEA, insieme a Fernando Battista, docente alla Link Campus University, ha aperto il lavoro attraverso il corpo e la relazione, riportando l’attenzione su una dimensione che spesso resta sullo sfondo dei processi educativi. Annalisa Parente, dell’I.C. W.A. Mozart di Roma, ha raccontato come un’iniziativa nata attorno alla Giornata internazionale della nonviolenza sia riuscita a diventare nel tempo una presenza stabile nella vita della scuola attraverso la Commissione Diritti Umani. Tiziana Morgante, maestra e collaboratrice del Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, ha portato l’esperienza del Parlamento dei ragazzi e delle ragazze realizzato nell’I.C. “Piersanti Mattarella”, mostrando come partecipazione e responsabilità possano diventare pratiche concrete della vita scolastica. Federica Alderighi, attraverso il Moscerine Film Festival, ha mostrato le possibilità dell’audiovisivo come strumento attraverso il quale bambini e bambine e adolescenti possono esprimere e raccontare il proprio mondo. Fernando Battista ha infine affrontato la decostruzione del pregiudizio verso le persone migranti attraverso la corporeità, riportando al centro l’incontro con l’altro come persona e non come categoria. Esperienze molto diverse, attraversate però da una tensione comune: restituire voce, intenzionalità, possibilità e dignità all’essere umano, qualunque sia la sua età o condizione sociale. Da dove nasce una trasformazione? È da qui che abbiamo portato il punto di vista della Pedagogia dell’Intenzionalità. Davanti a un’esperienza educativa riuscita possiamo chiederci quali strumenti siano stati usati, quali attività siano state progettate, come sia stato organizzato il lavoro. Ma possiamo anche domandarci: da dove nasce la possibilità stessa di immaginare e mettere in moto quella trasformazione? Che cosa permette a un educatore di non ridurre uno studente ai suoi comportamenti o ai suoi risultati? E che cosa permette di non guardare allo stesso modo una scuola, un gruppo di colleghi o un’istituzione pensando: qui non cambierà mai nulla? Per COPEHU, educare significa partire da una visione dell’essere umano come soggetto intenzionale, portatore di possibilità e di una missione nel mondo in direzione umanizzatrice. L’educazione non ha il compito di assegnarla, ma di creare condizioni perché possa emergere, svilupparsi e prendere forma. Nel contributo di COPEHU Italia, presentato da Stefano Colonna, abbiamo scelto di esplorare e proporre il tema della vocazione, invitando le persone presenti a cercarne alcune tracce nella propria storia personale: quei momenti nei quali abbiamo sperimentato senso, ispirazione, forza e una direzione che non terminava in noi stessi, ma andava verso gli altri e verso qualcosa che sentivamo importante costruire. Quella breve esperienza non nasce isolata. È parte di un percorso di ricerca-azione sviluppato da COPEHU in differenti contesti educativi, a partire dai fondamenti della Pedagogia dell’Intenzionalità e dal lavoro teorico che ne ha accompagnato la nascita. Nel tempo, le esperienze realizzate sono state osservate, riviste e progressivamente sistematizzate, dando luogo a strumenti, sessioni formative e pubblicazioni come Preparando el camino de los nuevos tiempos e la Guida per la pace e la nonviolenza da una metodologia esperienziale, frutto anche di un lavoro di validazione didattico-metodologica. A questo si affiancano esperienze sviluppate in collaborazione con istituzioni educative e organismi internazionali, come l’esperienza che ha portato alla pubblicazione di Relatos docentes. Construyendo la paz desde la escuela (link pubblicazione) con l’Ufficio UNESCO di Lima e la RED de Educadores Humanistas. Per noi, quindi, esperienza e rigore non si escludono: il mondo interno può diventare parte del lavoro educativo ed essere esplorato e osservato con metodo. Forse è anche questo che ci è rimasto del Festival: la sensazione che oggi abbiamo bisogno di luoghi nei quali approcci, pratiche e sensibilità differenti possano incontrarsi, confrontarsi e aprire possibilità nuove. Spazi nei quali le migliori aspirazioni possano trovare ambiti, strumenti, relazioni e condizioni per prendere forma nel mondo e contribuire a umanizzare la Terra.   Informazioni: copehu.italia@gmail.com Instagram Facebook   www.copehu.net   COPEHU
October 8, 2026
Pressenza
Perché educhiamo? COPEHU: Un nuovo sguardo verso le Nuove Generazioni
Perché educhiamo? La domanda non è nuova, ma torna a interrogarci di fronte a un mondo che cambia rapidamente e alle Nuove Generazioni che arrivano con altre sensibilità, altre ricerche e necessità e altri modi di relazionarsi con una realtà sempre più interconnessa. Forse dietro questa domanda ce n’è un’altra ancora più profonda: quale essere umano e quale mondo stiamo contribuendo a costruire quando educhiamo? Da oltre un decennio, come Corrente Pedagogica Umanista Universalista (COPEHU), lavoriamo alla costruzione di un nuovo sguardo sull’educazione e sull’apprendimento. Uno sguardo ispirato essenzialmente al Nuovo Umanesimo di Silo, che riconosce l’essere umano come un essere attivo e intenzionale, capace di trasformare sé stesso e il mondo che lo circonda. Da questa prospettiva, educare non può ridursi a trasmettere conoscenze o a preparare all’adattamento al mondo esistente. Significa generare quegli ambiti fisici e mentali che permettano a ogni essere umano di dispiegare la propria intenzionalità, entrare in contatto con il proprio mondo interno, scoprire la propria vocazione e avanzare verso la realizzazione della propria missione personale in funzione sociale. Oggi torniamo a far circolare un video realizzato alcuni anni fa, che raccoglie parte delle esperienze e delle ricerche di COPEHU. Non si tratta tanto di guardare indietro, quanto di recuperare quelle domande che ci hanno dato origine e rilanciarle nuovamente verso il futuro. Lo facciamo, inoltre, in un momento significativo. Nel luglio 2026, persone legate a COPEHU provenienti da diversi Paesi e percorsi si sono ritrovate e abbiamo dato inizio a una nuova tappa internazionale: recuperare quanto costruito e appreso, riconnettere esperienze e, soprattutto, aprire lo spazio a nuove persone, nuove domande e nuove possibilità. Recuperare quanto costruito acquista senso se ci permette di tornare a guardare verso il futuro. Di quale educazione ha bisogno l’essere umano che sta nascendo in questo nuovo paesaggio mondiale? Quali condizioni vogliamo generare per coloro che proseguiranno un cammino che noi oggi possiamo appena intravedere? L’invito è aperto a educatori, studenti, ricercatori, comunità educative e istituzioni che sentano la necessità di avanzare verso un’educazione umanizzatrice. Non possiamo —né vogliamo— costruire il futuro al posto delle Nuove Generazioni. Ma non possiamo neppure sottrarci alla nostra responsabilità per il mondo che stiamo lasciando loro. Ci spetta generare le migliori condizioni possibili affinché possano metterlo in discussione, trasformarlo e aprire strade che forse noi non siamo neppure in grado di immaginare. Forse proprio qui possiamo trovare una possibile risposta alla nostra domanda iniziale: Educare per abilitare l’essere umano del futuro; affinché le Nuove Generazioni possano dispiegare la propria missione, trasformare la realtà e diventare ispirate costruttrici della Nazione Umana dei nuovi tempi. Che cos’è COPEHU? Le Nuove Generazioni: un nuovo sguardo sull’educazione e l’apprendimento Guarda il video su YouTube https://youtu.be/w1mppY6ur9s Se ti interessa ricevere informazioni o partecipare a COPEHU, scrivici a copehu.internacional@gmail.com Web www.copehu.net Facebook: COPEHU Internacional www.facebook.com/share/17T9XUqDiJ/ Instagram: @copehu.internacional www.instagram.com/copehu.internacional COPEHU
August 28, 2026
Pressenza