Tag - meeting di rimini

Montello Spa al Meeting di Rimini, Comitato Aria Pulita scrive a Papa Leone XIV
Al Meeting di Comunione e Liberazione svoltosi a Rimini, Roberto Sancinelli, presidente e amministratore delegato di Montello S.p.A., ha parlato di impresa, sostenibilità e responsabilità sociale. Da queste parole nasce la riflessione del Comitato Aria Pulita Tomenone. La partecipazione di Montello S.p.A. al Meeting di Rimini può certamente essere presentata come un’occasione per parlare di economia circolare, innovazione e sviluppo industriale. Ma proprio per questo sarebbe opportuno che, accanto alla vetrina del Meeting, venissero affrontate con altrettanta chiarezza le criticità che da tempo riguardano lo stabilimento di Montello. Non basta parlare di sostenibilità nei convegni: la sostenibilità deve essere verificabile anche sul territorio dove un’azienda opera. I cittadini hanno il diritto di chiedere risposte concrete sui miasmi e sugli eventuali problemi ambientali e sanitari segnalati nel tempo, così come hanno il diritto di conoscere dati, controlli, prescrizioni e risultati relativi alle emissioni e agli impatti dello stabilimento. Particolare attenzione merita inoltre qualsiasi ipotesi di realizzazione di un inceneritore o di un impianto di trattamento termico dei rifiuti nell’area di Montello. Un progetto di questo tipo, se effettivamente previsto, non può essere valutato soltanto in termini di investimenti e occupazione: deve essere sottoposto a una rigorosa valutazione ambientale e sanitaria, con la massima trasparenza e con il coinvolgimento della popolazione. Come ha scritto Eugenio Beccalli, portavoce del Comitato Aria Pulita Tomenone: “Il fatto che un’azienda operi nel settore del recupero e del riciclo non significa automaticamente che ogni sua attività o ogni suo progetto sia privo di impatto. Proprio chi si presenta come esempio di economia circolare dovrebbe essere il primo a pretendere standard ambientali elevatissimi, controlli indipendenti e piena trasparenza verso la comunità. Per questo, prima di celebrare Montello S.p.A. come “fiore all’occhiello”, sarebbe corretto chiedersi se tutte le criticità dello stabilimento siano state realmente risolte e se i cittadini di Montello e di tutti i paesi limitrofi come Bagnatica, Brusaporto, San Paolo d’Argon, Costa di Mezzate, Albano Sant’Alessandro possano considerarsi adeguatamente tutelati. Il confronto tra imprese, istituzioni e mondo produttivo è importante. Ma non può diventare una vetrina nella quale si parla di sostenibilità a Rimini mentre sul territorio restano domande senza risposta. La vera sostenibilità si misura soprattutto fuori dai palcoscenici: negli impianti, nell’aria che respirano i cittadini, nella tutela dell’ambiente e nella trasparenza delle decisioni. Montello e tutti i comuni interessati meritano sviluppo e occupazione, ma uno sviluppo compatibile con l’ambiente e con la salute pubblica. E prima di parlare di nuovi impianti, occorre fare piena luce sulle criticità esistenti.” Se creare valore significa creare valore per tutti, anche le comunità che vivono accanto agli impianti devono essere ascoltate. Il Comitato Aria Pulita Tomenone ha scritto a Papa Leone XIV per portare all’attenzione le preoccupazioni del nostro territorio: molestie odorigene, qualità dell’aria, ambiente, salute e trasparenza. Come scrive Beccalli: “Non siamo contro il lavoro, l’impresa o lo sviluppo. Chiediamo che sviluppo, ambiente e salute possano convivere. La sostenibilità deve essere concreta e verificabile nei territori, attraverso un confronto autentico tra cittadini, imprese e istituzioni. Non chiediamo di scegliere tra lavoro e ambiente. Chiediamo che non sia necessario scegliere.” Di seguito il testo della missiva:   Santità, il Comitato Aria Pulita del territorio del Monte Tomenone si rivolge rispettosamente a Lei per sottoporre alla Sua attenzione una vicenda che da anni coinvolge le comunità di Montello e dei Comuni limitrofi. La presenza di Montello S.p.A. al Meeting di Rimini rappresenta un’importante occasione per parlare di economia circolare, impresa, innovazione e sostenibilità. Abbiamo inoltre ascoltato con attenzione le parole del presidente e amministratore delegato di Montello S.p.A., Roberto Sancinelli, sul ruolo dell’impresa e sulla necessità che il profitto sia capace di creare valore per la società. Proprio da questo principio nasce la nostra richiesta. Se creare valore significa creare valore per tutti, questo valore deve comprendere anche le comunità che vivono accanto agli impianti. Da anni i cittadini di Montello, Bagnatica, Brusaporto, San Paolo d’Argon, Costa di Mezzate e Albano Sant’Alessandro segnalano problematiche legate alle molestie odorigene e chiedono risposte chiare sulla qualità dell’ambiente nel quale vivono. Non si tratta soltanto di percezioni o di una contrapposizione tra cittadini e impresa. Gli stessi atti istituzionali riportano gli esiti di monitoraggi effettuati da ARPA Lombardia, che nel 2021 individuarono nell’impianto Montello la fonte primaria delle molestie odorigene percepite a Bagnatica. Successivi monitoraggi hanno continuato a evidenziare la presenza di fenomeni odorigeni sul territorio. La questione, pertanto, merita di essere affrontata con trasparenza e senza contrapposizioni ideologiche. A questo si aggiunge il progetto relativo alla valorizzazione energetica dei residui derivanti dalle attività di recupero e riciclo dello stabilimento Montello. Riteniamo che un progetto di tale rilevanza debba essere valutato non soltanto sotto il profilo economico e occupazionale, ma anche considerando con la massima attenzione gli aspetti ambientali, sanitari e territoriali, con controlli rigorosi e indipendenti e con un reale coinvolgimento delle comunità interessate. Santità, non chiediamo di scegliere tra lavoro e ambiente. Chiediamo che non sia necessario scegliere. Riteniamo che una vera economia circolare debba essere capace di coniugare sviluppo industriale, occupazione, tutela dell’ambiente, salute delle persone e qualità della vita delle comunità. Per questo Le chiediamo, con rispetto, di rivolgere la Sua attenzione anche alla voce di questa comunità e di incoraggiare, attraverso la Sua autorevolezza, un confronto responsabile tra cittadini, impresa e istituzioni. Chiediamo soprattutto che prima di celebrare qualsiasi realtà industriale come esempio di sostenibilità vengano affrontate con chiarezza le criticità ancora segnalate nei territori nei quali essa opera. La sostenibilità non può essere soltanto un concetto discusso sui palcoscenici dei convegni. Deve essere verificabile nei territori. Deve essere percepibile nella qualità dell’aria che respirano le persone, nella tutela dell’ambiente, nella trasparenza dei dati e nella possibilità per i cittadini di essere ascoltati quando esprimono preoccupazioni sul futuro della propria comunità. Santità, ci permettiamo di rivolgerci a Lei anche richiamando il tema della cura della nostra “casa comune”: perché la tutela del creato passa inevitabilmente anche dalla tutela concreta dei luoghi nei quali le persone vivono, lavorano e crescono i propri figli. Montello e i Comuni circostanti meritano lavoro, sviluppo e opportunità. Ma meritano anche un futuro nel quale sviluppo economico, ambiente e salute possano procedere insieme. Confidando nella Sua attenzione e nella Sua sensibilità verso la tutela del creato, della dignità delle persone e delle comunità, La ringraziamo per l’ascolto e Le porgiamo i nostri più rispettosi saluti.   Con profondo rispetto,   Eugenio Beccalli, Portavoce Comitato Aria Pulita Tomenone – Montello (BG)   Redazione Sebino Franciacorta
August 28, 2026
Pressenza
Gaza è fatta a pezzi ma è sparita dai media
di Padre Gabriel Romanelli,    Vatican News, 24 agosto 2026.   La testimonianza di padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City, al Meeting di Rimini. All’incontro, intitolato “Amare la Terra Santa” ha preso parte anche padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa. “Gaza è tritata. La catastrofe non è sparita per niente. Qui è una lotta quotidiana”, afferma Romanelli nel suo intervento. ”La realtà di questo pezzo di Terra Santa della Striscia di Gaza è terribile. Nemmeno si può dire che sia una post-catastrofe, perché la catastrofe è sparita dai media ma qui non è sparita per niente”. Padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza City, racconta la situazione in video collegamento col Meeting di Rimini. Gli aiuti non arrivano e l’emergenza peggiora “La situazione – spiega – continua ad essere drammatica. I bombardamenti non sono più a tappeto come prima, ma ci sono bombardamenti anche in centro città. E la maggior parte dei cittadini, tutti, 2 milioni e 300mila persone, hanno bisogno assolutamente di tutto. Gaza è tritata. È come uno tsunami che distrugge tutto e poi nessuno va in aiuto delle popolazioni colpite. A Gaza l’aiuto non è arrivato e l’emergenza continua ad essere ogni giorno peggiore. Se tu sei in emergenza, hai bisogno di una risposta immediata. Ogni giorno che si ritarda quella risposta l’emergenza diventa peggiore. È quello che noi sperimentiamo”. La lotta quotidiana per l’acqua potabile “La maggior parte della popolazione – continua padre Gabriel – vive nelle tende o per strada. Il terreno è sabbioso e mescolato con acqua delle fogne. La maggior parte delle persone non ha nemmeno una piccola fonte di energia. E poi bisogna lottare per l’acqua, è una lotta quotidiana. Noi continuiamo a cercare di fare il nostro meglio. Distribuiamo l’acqua potabile a più di 400 famiglie. La nostra chiesa è costruita su una sorgente e una cisterna d’acqua, la pompiamo a prezzo d’oro, perché ogni litro di diesel per il generatore costa 10 euro. E non è per il problema dello stretto di Hormuz, è il problema della guerra”. L’ultima parola non è la croce Padre Gabriel racconta che nonostante tutto fanno anche giochi con l’acqua non potabile “e tutti ridono, pure i grandi, pure io e le suore ne approfittiamo per fare una doccia. Sembra una cosa da pazzi, ma la tristezza si vince con la gioia e la gioia del Vangelo ce la dà Gesù. L’ultima parola non è la Croce. La Croce è una parola necessaria ma la parola definitiva è la Risurrezione. E noi dobbiamo sperimentare questo mistero pasquale nella vita quotidiana”. Restiamo qui, non abbandoniamo la nostra gente Quanto alla decisione di restare a Gaza, nonostante la guerra, il parroco ha detto: “Rimanere era la risposta naturale, spiritualmente e umanamente. Non è una sfida politica. Il pastore deve restare con il suo gregge. Così io da parroco, da sacerdote e da missionario, e così gli altri sacerdoti e le altre religiose, abbiamo visto che la risposta era di restare vicini alle persone, non potevamo abbandonare le persone con disabilità, i bambini, le famiglie e tanti che continuano a dipendere dalla nostra presenza. E poi noi siamo qui per Gesù Cristo, per preservare la presenza eucaristica, Gesù Cristo fisicamente presente nell’Eucaristia e spiritualmente presente in ogni fedele. Inghiottire le lacrime è un ufficio di chi ama, è così la vita in questa valle di lacrime”. Basta guerra! La pace è possibile Padre Gabriel ha parole di speranza, nonostante tutto. Dinanzi alle polarizzazioni crescenti e alla spirale, non solo di fatti, ma anche di parole e principi violenti in tutta la regione, sottolinea che “la presenza cristiana, che è presenza di Cristo, deve essere diversa. Noi siamo convinti che la pace è possibile e che la giusta pace è necessaria. Quindi una delle maniere per aiutare la comunità palestinese e quella israeliana è seminare la pace, parlare della giustizia e convincere il mondo che “Basta! Basta!”, perché è terribile vedere le vittime innocenti da una parte e dall’altra. E tutto questo nella Terra Santa, dove è vissuto Dio incarnato”. https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-08/gaza-romanelli-riaccendere-i-riflettori-sulla-catastrofe.html
August 26, 2026
Assopace Palestina