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LAVORO: MERCOLEDÌ 15 LUGLIO SCIOPERO DEI RIDERS, SENZA PAGA DURANTE LE ORE DI STOP PER IL CALDO ESTREMO
Inizia un’altra settimana di caldo estremo dovuto alla crisi climatica, con i suoi gravi effetti sull’ambiente e sulla salute umana. La fase più intensa è attesa tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, con temperature che possono comportare gravi rischi per la salute, soprattutto quella di chi è costretto a lavorare all’aperto, come i riders. I ciclofattorini del food-delivery sono pagati a consegna, dunque, per loro, non effettuare le consegne significa, di fatto, non ricevere lo stipendio. Lavoratori e lavoratrici del settore incroceranno allora le braccia mercoledì 15 luglio, per uno sciopero che coinvolgerà i riders di Glovo, Deliveroo e Just Eat.  A Milano si terrà una manifestazione che partirà dalla stazione Centrale. Nel mirino della protesta c’è l’applicazione di un’ordinanza, valida fino alla fine di settembre, che impone il blocco delle attività di consegna durante le ore più calde della giornata per tutelare la salute dei lavoratori. Secondo i sindacati, però, questa misura di sicurezza si sta traducendo in una perdita di stipendio per una categoria già iper precaria e sfruttata. Per i sindacati l’unica soluzione è l’assunzione dei ciclofattorini – ora assunti come autonomi o “para-autonomi” – come lavoratori subordinati. In questo modo le piattaforme si assumerebbero finalmente “la responsabilità di garantire continuità reddituale anche durante le fasce orarie in cui le consegne vengono sospese per ragioni di salute e sicurezza”. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per alcune considerazioni, l’economista Guido Viale, ricercatore in ambito economico, sociale e ambientale. Ascolta o scarica
July 13, 2026
Radio Onda d`Urto
LAVORO: CONDANNATO PER OMICIDIO VOLONTARIO IL DATORE DI LAVORO DI SATNAM SINGH
La Corte d’Assise del Tribunale di Latina ha condannato Antonello Lovato per la morte di Satnam Singh, il bracciante trentunenne a cui, nell’estate del 2024, un macchinario agricolo amputò un arto mentre veniva sfruttato nelle campagne dell’Agro Pontino. Lovato, datore di lavoro e caporale di Singh, lo scaricò morente davanti a casa, con il braccio amputato riposto in una cassetta per la frutta, senza allertare i soccorsi. La sentenza di primo grado è arrivata nella prima serata di mercoledì 8 luglio: 16 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. La procura di Latina aveva chiesto 22 anni, ma sono state riconosciute a Lovato le attenuanti generiche. Tuttavia, per Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, “questa sentenza è un segnale positivo, ma non basta.” “Occorre uno scatto d’orgoglio perché forze politiche di opposizione, società civile, sindacati, impongano il rispetto dei diritti e della dignità di chi lavora. – si legge nel comunicato rilasciato oggi, giovedì 9 luglio, da Galieni e Angelo Leo, responsabile nazionale agricoltura per il partito – Quella è la sicurezza per cui bisogna trovare le giuste risposte. Non accade solo nei campi dove è stato ucciso Satman, ma in tutto il Paese, dove lo sfruttamento si realizza, spesso nella complice indifferenza di chi, da quelle braccia, trae profitto. Già in questi primi giorni d’estate, lavoratori sono stati uccisi non dal caldo ma da chi può pretendere tutto dalla loro vita. Monitorare i territori e aprire vertenze è il modo migliore per onorare la memoria di Satnam e di quelli come lui”. Sulle nostre frequenze, l’analisi e le riflessioni di Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Ascolta o scarica
July 9, 2026
Radio Onda d`Urto
[2026-07-08] Menù del Giorno: Lavoro giovanile, sfruttamento e precarietà nel settore della ristorazione e della movida @ La Comune Prenestina
MENÙ DEL GIORNO: LAVORO GIOVANILE, SFRUTTAMENTO E PRECARIETÀ NEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE E DELLA MOVIDA La Comune Prenestina - Via Prenestina 320 (mercoledì, 8 luglio 18:00) I lavoratori e le lavoratrici del settore della movida e della ristorazione sono quel pezzo della classe operaia che si è vista, prima fra tutte, sacrificare tutti i fine settimana, tutte le ore di sonno, o tutta la mattinata successiva. Che sia per correre tra i tavoli, a fare inventari fino a notte fonda dietro a una cassa, o per racimolare poche mance a fine serata - sempre che non le prenda il padrone – si lavora 8-9-10 ore di fila, senza bere, senza mangiare, senza pause. Pochi soldi, spesso presi a nero, senza ferie, senza malattie pagate con un futuro precario, a chiamata, è questa la realtà che ci impongono attraverso la costante minaccia di essere rimpiazzati. Vale davvero la pena accettare il ricatto o è il momento di cambiare le cose? Questo settore ha conosciuto, fin da subito, la normalizzazione dello straordinario non pagato, part-time non rispettati e i turni spezzati che sequestrano l’intera giornata. Con la gentrificazione e la turistificazione sempre più massiva, prima del centro di Roma e poi delle nostre zone, l’ondata di abusi, mistificazioni, contratti fuffa e lavoro nero serpeggiano prepotentemente anche nei locali della movida dei quartieri romani periferici. Ci dicono che è flessibilità, che bisogna stare al passo con i tempi frenetici di questo mondo; ma la verità è che i profitti di bar, pub, ristoranti e catene di negozi si reggono sul ricatto quotidiano di noi lavoratori e lavoratrici, mentre ci restano in mano solo la stanchezza fisica, l’impossibilità di pianificare la nostra vita e pochi euro in tasca. Dietro i piagnistei dei padroni sui “giovani che non vogliono fare sacrifici” si nasconde una spietata guerra di classe: da un lato ci sono loro, che accumulano plusvalore record estorcendo tempo e salute; dall’altro ci siamo noi, costretti a svendere le nostre vite per sopravvivere. Non è sfortuna, è sfruttamento.
July 8, 2026
Gancio de Roma
PRATO: IN 1.500 ALLA MANIFESTAZIONE CHIAMATA DAI SUDD COBAS. “CHI NON VUOLE I PICCHETTI, VUOLE LA SCHIAVITÙ”
“Chi non vuole i picchetti, vuole la schiavitù”. Si è aperta con questo lo slogan la manifestazione che ieri, domenica 5 luglio, ha invaso piazza del Comune a Prato. A chiamarla, i Sudd Cobas dopo il violento sgombero del picchetto sindacale a Seano, davanti alla sede di Acca, azienda di logistica per il settore del pronto moda. In piazza almeno 1.5000 persone, secondo lo stesso sindacato. Il corteo che ha attraversato le vie del centro di Prato ha ribadito sostegno e solidarietà al picchetto che da oltre due settimane continua a dire ‘no’ alla chiusura dell’azienda e ai conseguenti 100 licenziamenti. “È stato l’abbraccio del territorio, una grande spinta per andare avanti” – ha sottolineato ai nostri microfoni Riccardo dei Sudd Cobas, aggiungendo come ci sarebbero “diverse realtà territoriali già pronte a mobilitarsi per sostenere ulteriormente la lotta di lavoratori e lavoratrici di Seano”. Al termine della mobilitazione, una delegazione è stata convocata e ricevuta in Comune dal sindaco Matteo Biffoni e dal vicesindaco Diego Blasi. Su Radio Onda d’Urto intervista a Riccardo, compagno dei Sudd Cobas Ascolta o scarica
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
BARI: CONDIZIONI INDEGNE PER 4MILA BRACCIANTI STIPATI NEI GHETTI DELLE CAMPAGNE PUGLIESI. IN 200 OCCUPANO LA BASILICA
Caporalato nelle campagne pugliesi. È terminata la protesta di centinaia di braccianti che insieme a Usb hanno occupato simbolicamente la basilica di San Nicola a Bari, per chiedere acqua e condizioni di lavoro minime, in quello che è il più grande ghetto di braccianti d’Europa, in settimane di caldo asfissiante. Quello tra Foggia e Bari è infatti un buco nero dello sfruttamento, dove vivono in condizioni indegne oltre 4mila braccianti. Dopo l’occupazione, una delegazione di lavoratori di Torretta Antonacci ha incontrato il presidente della Regione Puglia. “Chi raccoglie il cibo muore di sete accanto ai campi. Buttati i fondi Pnrr, ora il governo e la Regione intervengano”, fa sapere il sindacato Usb. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Francesco Caruso, funzionario di Usb. Ascolta o scarica.  
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Basta ghetti: occupata la basilica di San Nicola a Bari
In questo momento un centinaio di braccianti del ghetto di Torretta Antonacci hanno occupato la basilica di San Nicola a Bari. I 30 milioni per Torretta Antonacci li avete persi voi: ora fondi contro le baracche e documenti per tutti Da questa mattina siamo dentro la basilica di San Nicola a Bari. Siamo un centinaio di braccianti e ci siamo rinchiusi qui, nel cuore di questa città, perché fuori nessuno ci ascolta. Veniamo dalle baracche di Torretta Antonacci, arriviamo dai campi dove alle sei del mattino stiamo già curvi sui filari. E da qui non ce ne andiamo finché il presidente della Regione Puglia Decaro e il governo Meloni non daranno un segnale chiaro e concreto: soluzioni vere contro le baracche, subito, e documenti per tutti. Non parole, non tavoli, non promesse. Atti. Perché occupiamo una chiesa? Perché è l’unico luogo di questa città dove la nostra vita vale ancora qualcosa. Per lo Stato non esistiamo: esistono le nostre braccia quando c’è da raccogliere il pomodoro e spariscono i nostri corpi quando c’è da darci un tetto, un documento, un nome. Il 30 giugno è scaduto il PNRR e con esso sono morti per sempre i 30 milioni di euro stanziati per il superamento di Torretta Antonacci, il più grande ghetto agricolo della Capitanata. Trenta milioni persi, bruciati. E non è stata la sfortuna, non è stata la burocrazia: siete stati voi. Torretta Antonacci non è arrivata “in ritardo” alla scadenza: l’avete esclusa voi, mentre il vostro commissario straordinario ammetteva davanti alla Corte dei Conti che i tempi non c’erano più. La Corte dei Conti aveva segnalato San Severo tra i casi critici d’Italia: cronoprogrammi impossibili, convenzioni mai firmate, cantieri mai aperti. Quattro anni di riunioni in Prefettura, tavoli tecnici, commissari, passerelle e fotografie. Risultato: zero alloggi, zero dignità, 30 milioni in fumo. Governo, Regione, Prefettura e Comune hanno scelto, ciascuno per la propria parte, di lasciarci nel ghetto. Perché un bracciante senza documenti e senza casa è un bracciante in ginocchio e un bracciante in ginocchio costa poco. Noi ci spezziamo la schiena a 40 gradi. Moriamo letteralmente di caldo e di fatica sotto il sole, ora dopo ora, cassone dopo cassone, per raccogliere i pomodori, gli ortaggi e la frutta che finiscono sulle vostre tavole. Il cibo che mangiate passa dalle nostre mani. Il made in Italy di cui vi riempite la bocca nei convegni sta in piedi sulle nostre schiene. E noi moriamo come foglie, uno a uno, nei campi e nelle baracche. Ad aprile è morto Alagie, a gennaio Mamadou e tanti altri fratelli d’estate muoiono per il caldo e d’inverno per il freddo. E lo diciamo forte: viviamo nelle baracche non perché siamo clandestini, ma perché ci avete resi ostaggi della vostra burocrazia. Abbiamo in tasca i permessi C3, i rinnovi e le richieste di asilo ferme da anni nelle questure e nelle commissioni. Lavoriamo, produciamo, mandiamo avanti l’agricoltura di questo Paese, e ci negate perfino un pezzo di carta. Ora basta: documenti per tutti, perché chi lavora questa terra ha il diritto di viverci da persona libera, non da fantasma ricattabile nelle mani dei caporali. E non provate a raccontarci che i fondi “torneranno in altra forma”. Senza uno stanziamento nazionale immediato, vincolato e verificabile, quei 30 milioni sono spariti per sempre e lo sapete. Noi la nostra proposta l’avevamo già messa sul tavolo: un villaggio progettato insieme agli abitanti, con percorsi di urbanistica partecipata, case vere, spazi comuni, dignità. L’avete ignorata, come avete ignorato noi. Ora ve la riportiamo dentro una cattedrale occupata. La pazienza è finita. L’occupazione della Cattedrale è solo l’inizio. Davanti a noi c’è la stagione della raccolta del pomodoro e noi siamo pronti a fermarla: scioperi nel pieno della raccolta, presidi permanenti sotto i palazzi del potere, blocchi e manifestazioni in tutta la Capitanata. Il cibo arriva sulle vostre tavole grazie alle nostre braccia: ricordatevi che quelle braccia possono fermarsi. Non usciremo da qui a mani vuote. Pretendiamo: * lo stanziamento immediato, con fondi nazionali, di risorse pari a quelle perse, vincolate al superamento reale di Torretta Antonacci e decise con noi, non sopra le nostre teste; * acqua, luce, servizi igienici e infrastrutture di base da subito nell’insediamento, perché nessuno può sopravvivere un’altra estate così; * documenti per tutti: sblocco immediato dei permessi, dei rinnovi e delle richieste di asilo ferme da anni, rilascio di un permesso biennale per ricerca occupazione; Non chiediamo carità: pretendiamo giustizia. Il tempo delle vostre promesse è scaduto il 30 giugno, insieme ai vostri fondi. Il tempo della nostra lotta comincia adesso. USB Braccianti Unione Sindacale di Base
July 4, 2026
Pressenza
Puntata del 30/06/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto