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La Newsletter di Carteinregola del 5 settembre 2026
Riforma della legge elettorale del centrodestra: meno rappresentanza, meno democrazia – a che punto siamo di Anna Maria Bianchi e Isabella Pierantoni. Leggi Riforma della legge elettorale 2026 – cronologia e materiali The Good Lobby: il voto fuorisede è nella riforma elettorale Leggi Carteinregola aderisce all’appello e al presidio contro il DDL antisemitismo basato sulla definizione IHRA  che il  9 settembre andrà in discussione in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Vai alla pagina con l’appello e le informazioni Una – relativa – vittoria di Carteinregola: ridimensionati i rischi per i villini storici nella modifica alla Guida per la Qualità degli interventi.  Una nuova Proposta di delibera di aggiornamento della Carta per la Qualità modifica la proposta precedente di Anna Maria Bianchi Missaglia  Leggi Pianificazione e gestione del verde urbano a Roma, facciamo chiarezza  – un dossier di Paola Loche Leggi Stadio Flaminio: pubblicati pareri e osservazioni al progetto della Lazio, ma non gli elaborati del progetto – 18 associazioni hano scritto al Sindaco e all’Assessore Onorato:  il Comune pubblichi il progetto della Lazio per loStaadio Flaminio come è  stato per lo stadio della Roma aPietralata Leggi Stadio Flaminio, il parere della Soprintendenza sul progetto, una bocciatura?  di Anna Maria Bianchi Missaglia  – Un parere che  coerentemente con le premesse  e con i vincoli che insistono sullo Stadio,  avrebbe dovuto essere ben più perentorio Leggi  Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali Tornano le bancarelle di souvenirs al Colosseo e in luoghi storici in seguito a una sentenza del Consiglio di Stato che fa discutere – di Anna Maria Bianchi e Paolo Gelsomini (foto di repertorio del 2018) Leggi Carteinregola ha scritto al Sovrintendente Presicce a proposito dell’ex Antiquarium comunale del Celio  Leggi La sentenza del TAR Toscana e la pianificazione portuale, tra norme esistenti e riforme necessarie di Pietro Spirito Leggi Quali sono le fasce sociali che beneficiano delle trasformazioni urbane a Roma? di Paolo Gelsomini Leggi Carlo Odorisio, il ricordo di Vezio De Lucia Leggi CARTEINREGOLA-ODV Non hai ancora fatto la tua dichiarazione dei redditi quest’anno? Sei ancora in tempo per compilarla entro il 30 settembre e  destinare  il 5 X 1000 a Carteinregola-ODV Il codice fiscale di Carteinregola-ODV è  97897560583 da inserire nel riquadro dedicato al sostegno degli enti al terzo settore sulla certificazione unica CU, sul modello 730 o sul modello Redditi Persone Fisiche ex Unico Carteinregola ringrazia chi vorrà sostenere l’attività dell’associazione anche tramite un’erogazione liberale  vai alla pagina con le istruzioni ­ Carteinregola – tutte le nostre iniziative  Iscriviti alla Newsletter SEGNALAZIONI 9 settembre 2026, maratona di interventi davanti a Montecitorio nel giorno in cui è prevista la votazione del ddl iil Disegno di legge n. 1004 “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” che vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance)  la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita Vai alla pagina con l’appello e le informazioni (in aggiornamento) CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città   Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività    CARTEinREGOLA – ODV www.carteinregola.it laboratoriocarteinregola@gmail.com info@carteinregola.it Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com
September 5, 2026
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The Good Lobby: il voto fuorisede è nella riforma elettorale
Pubblichiamo un articolo di The Good Lobby Italia che ha seguito il dibattito parlamentare sulla riforma elettorale ed è intervenuta in’audizione alla Commissione Affari Costituzionali per potare avanti una delle battaglia che combatte da tempo, quella del voto per i furoi sede. IL VOTO FUORISEDE È NELLA RIFORMA ELETTORALE COME CI SIAMO ARRIVATI, COSA ABBIAMO OTTENUTO E COSA MANCA di The Good Lobby Italia La campagna che da anni portiamo avanti insieme a Will Media e alla Rete Voto Fuorisede per ottenere finalmente in Italia il diritto di voto a distanza per tutti gli elettori fuorisede ha subìto negli ultimi mesi una forte accelerazione. Abbiamo infatti deciso di sfruttare l’opportunità della riforma elettorale proposta dalla maggioranza per introdurre in modo stabile nel nostro ordinamento il diritto di voto fuorisede.  Siamo stati auditi dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, portando le nostre proposte direttamente in Parlamento. Abbiamo promosso mobilitazioni riprese dai principali telegiornali e quotidiani nazionali. Abbiamo mantenuto un’interlocuzione costante con esponenti della maggioranza e delle opposizioni, chiedendo che la riforma elettorale non ignorasse ancora una volta milioni di cittadine e cittadini che vivono temporaneamente lontano dal loro Comune di residenza.  Il 15 luglio 2026 eravamo nei corridoi parlamentari per gli ultimi di una lunga serie di incontri che ci hanno visto in prima linea nella richiesta di inserire il voto fuorisede nella legge elettorale. Nel pomeriggio, l’emendamento sul voto fuorisede è stato approvato all’unanimità.  È un risultato per il quale abbiamo lavorato a lungo e che, oltre a segnare un punto di non ritorno visto che tutte le forze politiche hanno votato a favore, cristallizza un principio che portiamo avanti da anni: il voto fuorisede è un diritto, non una concessione.  L’emendamento istituisce presso l’ufficio elettorale di ogni Comune un elenco degli elettori fuorisede ammessi a votare nel luogo di temporaneo domicilio.  Ma chi potrà accedere concretamente a questa possibilità? Come bisognerà registrarsi? Dove si voterà e per quali consultazioni?  Analizziamo insieme il contenuto della norma, cercando di comprenderne meglio i punti di forza, i limiti e gli aspetti sui quali sarà ancora necessario intervenire. Teniamo infine ben presente che l’iter legislativo non si è ancora concluso e che, anche dopo il passaggio al Senato della legge elettorale, i ministeri competenti (in particolare il ministero dell’Interno) dovranno mettere in moto la macchina amministrativa per gestire i flussi dei votanti fuorisede. Anche su tutta questa fase dovremo vigliare e intervenire per fare in modo che il diritto sulla carta sia pienamente rispettato.  LEGENDA: SEMAFORO ROSSO: valutazione negativa / SEMAFORO VERDE: valutazione positiva /SEMAFORO GIALLO: da migliorare  1. DEFINIZIONE DEI FUORISEDE: CHI ACQUISISCE UN NUOVO DIRITTO? SEMAFORO GIALLO Nella norma si riconosce la possibilità di votare nel Comune di temporaneo domicilio alle persone che si trovano fuori dalla propria regione di residenza per motivi di studio, lavoro e cura. Per studentesse, studenti e lavoratori è richiesta una permanenza prevista di almeno nove mesi. Per le persone che ricevono assistenza sanitaria, terapie o trattamenti medici, la durata minima è invece di tre mesi. IL NOSTRO COMMENTO La nostra proposta era più ampia: avremmo preferito che la legge si rivolgesse, in generale, alle persone in mobilità, senza definire rigidamente le ragioni per cui una persona può trovarsi temporaneamente lontana dal luogo di residenza. La scelta di includere chi si sposta per studio, lavoro o cura rappresenta comunque un importante passo avanti. Si tratta delle tre principali condizioni che determinano la mobilità interna e, nel complesso, permetteranno di raggiungere la quasi totalità degli elettori fuorisede. Una categoria esclusa dalla formulazione che riteniamo debba essere immediatamente inserita è quella dei caregiver: deve poter votare a distanza non solo chi si cura, dunque, ma anche familiari e persone care che sono al loro fianco. La valutazione è dunque parzialmente positiva, perché non tutte le persone appartenenti a queste categorie saranno tutelate allo stesso modo. Come vedremo nei paragrafi successivi, l’effettiva possibilità di votare dipenderà soprattutto dalla durata della permanenza (quei nove o tre mesi citati nel testo), con conseguenze particolarmente pesanti per alcune categorie di lavoratori. 2. MODALITÀ E TEMPISTICHE DI REGISTRAZIONE: QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA?  SEMAFORO VERDE Studentesse, studenti, lavoratori e lavoratrici potranno chiedere entro il 31 dicembre di essere inseriti nell’elenco degli elettori fuorisede per le consultazioni che si svolgeranno nell’anno successivo. La norma introduce però anche una finestra mobile. Chi acquisisce la condizione di fuorisede dopo il 31 dicembre potrà presentare la domanda entro trenta giorni dal momento in cui soddisfa i requisiti e, in ogni caso, non oltre il 45° giorno precedente la consultazione. La domanda potrà essere presentata personalmente oppure attraverso strumenti telematici al Comune di temporaneo domicilio. Dovrà essere accompagnata da un documento di riconoscimento e dalla documentazione che dimostra la condizione di fuorisede (es. contratto di lavoro, autocertificazione di iscrizione all’università etc.). Potrà inoltre essere revocata entro gli stessi termini previsti per la sua presentazione. Entro dieci giorni dal voto, il Comune di domicilio dovrà rilasciare, anche telematicamente, un’attestazione con l’indicazione della sezione elettorale presso cui recarsi. IL NOSTRO COMMENTO La nostra valutazione è positiva, soprattutto grazie all’introduzione della finestra mobile fino a 45 giorni prima delle elezioni. Una riformulazione proposta e ottenuta da noi nei giorni precedenti all’introduzione dell’emendamento. Una scadenza fissata esclusivamente al 31 dicembre avrebbe rischiato di escludere tutte le persone trasferitesi nel corso dei mesi successivi. A seguito della riformulazione, il sistema di registrazione come fuorisede risulta più flessibile e inclusivo. È positiva anche la possibilità di presentare la domanda attraverso strumenti telematici e di ricevere digitalmente l’attestazione di ammissione al voto. In futuro, una volta rodata la macchina amministrativa, auspichiamo una procedura ancora più agevole e digitalizzata. Un’opportunità importante potrà arrivare anche dalla tessera elettorale digitale, introdotta dal decreto PNRR del 2026. 3. REQUISITI DI AMMISSIBILITÀ: COSA RICHIEDE LA NORMA? SEMAFORO GIALLO Per essere ammessi al voto fuorisede, studentesse, studenti e lavoratori devono essere temporaneamente domiciliati in una regione diversa da quella del Comune di iscrizione elettorale e prevedere una permanenza di almeno nove mesi. Per le persone che si trovano fuori regione per documentati motivi di cura, il periodo minimo è invece di tre mesi, purché la data della consultazione ricada nel periodo durante il quale ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico. È importante sottolineare che la legge richiede di essere fuorisede per almeno nove mesi (o per tre mesi), e non di esserlo già da nove mesi (o da tre mesi) al momento della domanda. IL NOSTRO COMMENTO Questo è il punto più problematico dell’emendamento. Il requisito dei nove mesi rischia di escludere numerose persone che vivono una condizione di mobilità reale e prolungata, ma inferiore alla soglia prevista. Pensiamo, per esempio, ai lavoratori stagionali, alle persone impiegate nei settori della cultura e dello sport, a chi svolge un tirocinio o a chi ha un contratto di lavoro precario della durata di alcuni mesi. Si tratta di persone che possono trovarsi a centinaia di chilometri dal proprio Comune di residenza nel giorno delle elezioni, senza avere concretamente la possibilità di rientrare per votare. Eppure, se la loro permanenza prevista è di otto, sei o quattro mesi, continueranno a non poter votare nel Comune di domicilio. Il requisito rischia quindi di limitare fortemente l’impatto reale della norma proprio su alcune delle categorie più mobili e precarie del mercato del lavoro. È invece positiva la riformulazione che abbiamo chiesto e ottenuto per le persone fuorisede per motivi di cura. La riduzione da nove a tre mesi riconosce la particolare condizione di chi deve sottoporsi a terapie o trattamenti sanitari lontano dalla propria regione e rimuove un ostacolo che sarebbe stato ingiustificato. Nonostante questi miglioramenti, il semaforo resta giallo. Crediamo si possa intervenire già attraverso il prossimo decreto elezioni, aprendo una finestra specifica almeno per i lavoratori fuorisede per un periodo compreso tra tre e nove mesi, attualmente esclusi dalla disciplina. Se non si vuole inserire questa disposizione in legge elettorale perché un periodo di tre mesi è troppo breve per registrarsi a votare in un Comune per l’intero anno successivo, è quantomeno necessario che si possa rimandare formalmente al decreto elezioni, affinché una nuova finestra venga aperta non appena sia fissata la data delle elezioni. Una legge nata per avvicinare il voto alle persone non può lasciare indietro proprio chi vive le forme più instabili e discontinue di mobilità lavorativa. 4. TERRITORIALITÀ DEL VOTO: PER CHI VOTERÀ IL FUORISEDE? SEMAFORO GIALLO Gli elettori fuorisede voteranno per le liste e i candidati della circoscrizione e del collegio in cui si trova il Comune di temporaneo domicilio, e non per quelli del Comune di residenza. I Comuni distribuiranno gli elettori fuorisede nelle sezioni ordinarie secondo un criterio di prossimità territoriale. Di norma, il numero dei fuorisede assegnati a ciascuna sezione non potrà superare il 10% degli elettori già iscritti in quella sezione. IL NOSTRO COMMENTO La scelta del collegio di domicilio si inserisce nell’impianto complessivo immaginato dalla maggioranza e dal Governo.  L’elettore comunica di essere temporaneamente domiciliato in un luogo diverso da quello di residenza, senza essere obbligato a trasferire la residenza e senza perdere il legame con il proprio Comune di origine. Per le consultazioni che si svolgeranno durante quel periodo, sceglie volontariamente di esercitare il voto nel territorio in cui vive effettivamente.  Sono state avanzate critiche sulla coerenza di questo sistema con la territorialità della rappresentanza e con il principio di uguaglianza del voto. Si tratta di questioni giuridiche rilevanti, che dovranno essere approfondite e valutate attentamente dagli esperti di diritto costituzionale.  Ci sono però due importanti elementi positivi. Il primo è che il voto dei fuorisede non modificherà la distribuzione territoriale dei seggi parlamentari, che continuerà a essere determinata sulla base della popolazione residente. Il secondo è il limite previsto per l’assegnazione degli elettori fuorisede alle singole sezioni: di norma, non potranno superare il 10% degli elettori già iscritti, riducendo così il rischio che incidano in maniera eccessiva sull’equilibrio di uno specifico seggio.  Per noi, la soluzione ideale sarebbe stata consentire ai fuorisede di votare per le liste e i candidati del proprio collegio di residenza. Il voto nel luogo di domicilio può certamente rafforzare il legame con il territorio in cui una persona vive temporaneamente ma, allo stesso tempo, rischia di indebolire ulteriormente le regioni da cui proviene una parte consistente dei fuorisede: territori già privati di molti abitanti, che potrebbero ora perdere anche il peso elettorale di una quota rilevante della popolazione più giovane. Per questo avevamo proposto un sistema di voto presidiato anticipato e continueremo a lavorare affinché, in futuro, sia possibile votare dal luogo di domicilio per il collegio di residenza, attraverso un meccanismo sicuro che consenta di ricondurre le schede e i voti ai Comuni di origine.  Il semaforo è quindi giallo. La soluzione rende il voto concretamente esercitabile e appare coerente con la scelta volontaria del domicilio elettorale, ma presenta profili giuridici e rappresentativi che meritano ulteriori approfondimenti.  5. ELEZIONI AMMESSE: IN CHE OCCASIONE SI POTRÀ VOTARE FUORISEDE? SEMAFORO VERDE Il voto fuorisede sarà consentito per: le elezioni della Camera dei deputati; del Senato della Repubblica; dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia; i referendum abrogativi previsti dall’articolo 75 della Costituzione; i referendum costituzionali previsti dall’articolo 138 della Costituzione.  IL NOSTRO COMMENTO Dopo le sperimentazioni realizzate negli ultimi anni, il voto fuorisede entra finalmente in una disciplina strutturale e non più limitata a singole consultazioni o adottata attraverso provvedimenti emergenziali.  L’inclusione delle elezioni politiche, delle elezioni europee e dei referendum nazionali permette di tutelare il diritto di voto nelle principali consultazioni che coinvolgono l’intero corpo elettorale. Rimangono escluse le elezioni regionali, comunali e gli eventuali referendum locali. Approfondiremo la possibilità di introdurre normative ad hoc anche per questo tipo di consultazioni, che necessitano di ragionamenti ulteriori sulle modalità di voto possibili. In questo caso sarà importante coinvolgere anche le Regioni che potrebbero introdurre misure specifiche.   CONCLUSIONI FINALI: IL SEMAFORO È GIALLO L’approvazione unanime dell’emendamento rappresenta un passaggio storico da un punto di vista parlamentare e politico. Per anni, alle persone fuorisede è stato chiesto di affrontare lunghi viaggi, sostenere costi elevati e organizzare il proprio lavoro o il proprio percorso di studi per poter esercitare un diritto fondamentale. In molti casi, l’alternativa concreta era semplicemente rinunciare a votare. Il testo approvato non è perfetto, ma oggi possiamo riconoscere un cambiamento fondamentale: il voto fuorisede entra nella legge elettorale e diventa parte stabile del nostro ordinamento. È il risultato della mobilitazione di migliaia di persone, del lavoro della società civile e di un dialogo istituzionale portato avanti in modo trasversale con tutte le forze politiche. Un modello di partecipazione dal basso capace di raggiungere risultati concreti. Noi continueremo a fare la nostra parte, per perfezionare questa norma in ogni suo passaggio e renderla sempre più inclusiva ed efficace. Per osservazioni e precisazioni sull’articolo di The Good Lobby Italia scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 4 settembre 2026 VAI A Riforma della legge elettorale 2026 – cronologia e materiali
September 4, 2026
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Lista Civica Italiana: “Il ‘melonellum’ è incostituzionale, non lo vogliamo!”
La rete che aggrega gruppi locali, associazioni territoriali e comunità civiche propone un incontro sul tema “Per una legge elettorale costituzionale: requisiti necessari e pianificazione delle iniziative” in svolgimento online oggi – martedì 14 luglio – alle 21. Nel proprio comunicato, Lista Civica Italiana spiega: > Ottenere una legge elettorale rispettosa della Costituzione è importante > quanto la vittoria al referendum Giustizia perché la legge elettorale è la > “legge delle leggi” dato che  contiene il meccanismo che fa o non fa entrare > in parlamento le forze vive e propositive della società. > > Abbiamo pochissimo tempo. Se insieme riusciamo ad attivare le piccole > associazioni e le liste civiche locali in queste poche settimane potremmo > ottenere qualche cosa di inimmaginabile! > > Dobbiamo iniziare subito, in questi giorni! > > A titolo di incoraggiamento ricordiamo che ieri e oggi abbiamo volantinato e > parlato con almeno una cinquantina di persone di tre città diverse (Milano, > Correggio e Concorezzo) e abbiano constatato che il tema della legge > elettorale é caldo e che le persone capiscono al volo il conflitto di > interessi che si genera quando una persona ha fatto del mestiere di politico > la sua fonte di reddito a vita e ha contemporaneamente un incarico di > coordinamento nel partito  e un incarico di parlamentare. > > Alla riunione del 9 luglio scorso, dedicata ai miti che vengono diffusi per > truffare la cittadinanza, abbiamo deciso che la seconda riunione é martedì 14 > luglio alle 21. > > L’OdG é > > 1. Quali azioni portare avanti per far sapere  che la legge in discussione > adesso non è costituzionale al pari del vigente Rosatellum e che NON > VOGLIAMO né una né l’altra. > 2. Individuare i passi principali e la loro successione nel tempo, > per indurre il “campo largo” a redigere ADESSO una legge elettorale > costituzionale e a metterla al primo punto del programma elettorale > (comunicato stampa comune? conferenza stampa? ecc.). > 3. Quali attività fare, quali strumenti utilizzare per ottenere il massimo > risultato con le energie di cui disponiamo. Questa campagna potrebbe > essere un primo banco di prova della “Rete per restare umani” che trovate > dscritta qui > https://www.listacivicaitaliana.org/2026/una-rete-per-restare-umani/. > 4. Requisiti di una legge elettorale costituzionale. Per una legge elettorale costituzionale: requisiti necessari e pianificazione delle iniziative https://us06web.zoom.us/j/85814512600?pwd=p7AQT2zqgGGGI7m84Zi2VGJxSWHEKW.1 ID riunione: 858 1451 2600 Codice d’accesso: 563807   Redazione Italia
July 14, 2026
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