FirmaTE per la difesa nonviolenta in Italia
Il Centro per la Pace di Forlì invita tutti voi a firmare la proposta di legge
di iniziativa popolare per la Difesa civile non armata e nonviolenta
Il 4 ottobre p.v. Nel territorio romagnolo si svolgerà la IX edizione della
Marcia della Pace della Romagna. Nel frattempo, a livello nazionale è stata
proposta l’attuazione del primo punto politico della nostra Marcia attraverso la
proposta di legge sull’istituzione del Dipartimento per la difesa civile non
armata e nonviolenta.
Il nostro ordinamento legislativo, anche con pronunciamento della Corte
Costituzionale nel 1985, prevede che la difesa della Patria, possa essere
effettuata anche in modo non militare né legato alle Forze Armate ma come difesa
civile, non armata e nonviolenta.
Occorre una legge che concretizzi questa possibilità.
Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, della Rete Italiana Pace e
Disarmo e di Sbilanciamoci! Sono promotori della campagna “Un’altra difesa è
possibile” che ha già portato, il 16 marzo 2026, al deposito in Cassazione della
nuova proposta di legge di iniziativa popolare per un Dipartimento della difesa
civile non armata e nonviolenta. Ogni maggiore informazione in proposito si
trova al portale www.difesacivilenonviolenta.org.
Nel collegamento con l’articolo 2 (solidarietà) e l’articolo 11 (ripudio della
guerra) della Costituzione viene a definirsi il concetto della protezione delle
persone e delle istituzioni. La proposta prevede la creazione di un
Dipartimento, collocato presso la Presidenza del Consiglio, che coordini Corpi
civili di pace e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo, operando in
sinergia con Protezione civile e Servizio Civile universale.
Occorrono 50.000 firme affinché il testo di legge possa essere portato
all’attenzione del Parlamento.
Perché bisogna firmare?
Innanzitutto, la guerra non porta conseguenze solo in trincea, ma colpisce
duramente anche i civili, lacerando intere comunità, interrompendo i servizi
essenziali e aumentando le disuguaglianze.
In caso di conflitto, infatti, i fondi normalmente destinati all’assistenza alla
disabilità, alla riduzione delle disuguaglianze in tutti gli ambiti e alle
associazioni che si occupano di sociale, gioventù, anzianità e sussidiarietà
vengono inevitabilmente ridotti o dirottati altrove.
Firmare questa petizione significa quindi dare una possibilità concreta alla
costruzione di un sistema di difesa civile, capace di evitare tutte queste
conseguenze negative della guerra sulla cittadinanza e sullo stato sociale.
Come disse Alex Zanotelli: “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità.
Dobbiamo avere il coraggio di dire che non ci può essere pace vera senza
giustizia sociale, e non ci sarà giustizia sociale finché continueremo a
spendere in armi quello che dovrebbe andare agli affamati.”
Inoltre è quasi impossibile immaginare e considerare separatamente gli impatti
civili o infrastrutturali della guerra, da quelli legati alla natura.
Al di là della distruzione immediata, i conflitti armati sconvolgono gli
ecosistemi, esauriscono le risorse naturali, inquinano l’ambiente e mettono a
rischio la salute del nostro pianeta per le generazioni a venire.
Il termine ecocidio non è ancora pienamente riconosciuto dalla Corte Penale
Internazionale, ma le sue conseguenze sono già evidenti: basti pensare
all’agente arancio in Vietnam, agli attacchi sistematici alle riserve idriche in
Ucraina e al rilascio dei cosiddetti PFAS- i “forever chemicals” che stanno
contaminando suolo e falde acquifere, o ancora alla distruzione di frutteti e
terreni agricoli a Gaza, che ha un impatto enorme sulla sicurezza alimentare ma
lascia anche una traccia ambientale incalcolabile.
Wangari Maathai disse: «Molte guerre si combattono per le risorse naturali, che
stanno diventando sempre più scarse. Se noi proteggiamo l’ambiente, piantiamo i
semi della pace
Si firma online, al portale www.difesacivilenonviolenta.org con SPID o con CIE.
Il testo può essere sottoscritto da ogni cittadina e da ogni cittadino.
Per il Centro Pace di Forlì
Raffaele Barbiero
Redazione Romagna