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Casa e povertà: il governo nulla fa
Tre articoli ripresi da “Diogene – lotta alla povertà” Povertà a Roma: da emergenza a stile di vita “Homeless” by StefZ is licensed under CC BY-NC-ND 2.0. A Roma si può avere un lavoro e non riuscire a pagare l’affitto, avere una casa e rinunciare alle cure, crescere dei figli e dipendere dagli aiuti alimentari. È la povertà descritta da
October 17, 2026
La Bottega del Barbieri
Spagna, è morta Maricarmen Abascal, simbolo delle proteste contro gli sfratti
Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni diventata simbolo della crisi abitativa in Spagna, è morta in ospedale a Madrid, senza poter godere del nuovo contratto che le avrebbe permesso di tornare a vivere nell’appartamento da cui era stata sfrattata dal fondo immobiliare Urbagestión, che le aveva aumentato l’affitto da 500 a 2.600 euro al mese. La sua vicenda ha scatenato forti proteste, con manifestazioni in molte città spagnole e un’”acampada” a Puerta del Sol, a Madrid (dove è nato nel 2011 il movimento degli Indignados), incentrate su diritto alla casa. I decreti presentati dal governo di Pedro Sánchez sono stati bocciati dal Congresso spagnolo, una sconfitta che lo ha spinto a sciogliere le Camere e a indire elezioni anticipate. Dopo l’annuncio della morte di Maricarmen, il Sindicato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid ha indetto una manifestazione da Puerta del Sol a quella che è stata la sua casa per oltre 70 anni. “La storia di Maricarmen”, si legge nella pagina Facebook del sindacato, “si è trasformata da una storia personale a un problema di molti: il diritto a una casa degna. La sua lotta è riuscita a risvegliare qualcosa di importante: la solidarietà e la risposta di una cittadinanza che non vuole restare indifferente davanti a una situazione ingiusta.” https://www.facebook.com/inquilinatoMadrid   Redazione Italia
October 8, 2026
Pressenza
Spagna, la mossa di Sánchez: approvati di forza i decreti per la casa
Dopo lo scioglimento delle Camere, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha meno di due mesi per provare a risalire la china del consenso e presentarsi alle urne del 29 novembre con una maggioranza ancora competitiva. Il premier ha deciso di ripartire dalla questione più urgente: il diritto alla casa. Il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti quasi del tutto identici a quelli bocciati la scorsa settimana dall’opposizione e da Junts, partito esterno all’esecutivo che ne sostiene la maggioranza parlamentare. I provvedimenti dispongono uno stop parziale agli sfratti, detrazioni sui canoni e limiti alle speculazioni dei fondi immobiliari. Con le Camere sciolte, i decreti dovranno essere sottoposti alla Diputación Permanente, una sorta di Parlamento ristretto che resta in carica durante le crisi, la cui maggioranza dei seggi è in mano ai partiti di governo. Nel frattempo, la mobilitazione continua: i manifestanti hanno ottenuto dai principali sindacati del Paese la proclamazione di uno sciopero generale, la cui data sarà ufficializzata nei prossimi giorni. I due decreti approvati da Sánchez non differiscono molto da quelli varati alla fine di settembre. Il primo proroga di due anni i contratti in scadenza entro il 2028 e vieta fino al 2030 gli sfratti di persone vulnerabili senza alternativa abitativa; il secondo introduce nuove misure per la stabilità degli affitti, tra cui un meccanismo di rinnovo automatico dei contratti. Con le nuove disposizioni, inoltre, le entità speculative e i grandi proprietari immobiliari avranno limiti nell’acquisto di immobili residenziali. In aggiunta ai precedenti decreti, i nuovi provvedimenti stanziano 280 milioni per la costruzione di nuovi edifici e ulteriori 400 milioni per l’edilizia popolare. I primi decreti erano stati bocciati dal Congresso spagnolo con i voti decisivi del Partito Popolare e di Vox, all’opposizione, e dei sette deputati di Junts per Catalunya, partito indipendentista catalano che, pur non facendo parte del governo, ne sostiene la maggioranza parlamentare. Davanti alle ampie mobilitazioni cittadine, innescate dallo sfratto dell’87enne Maricarmen, la sconfitta in aula ha spinto Sánchez a sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate. La tornata elettorale si terrà il 29 novembre, in un contesto segnato dall’ascesa delle destre all’opposizione. Davanti a tale quadro, l’approvazione di due decreti già bocciati dal Parlamento assume un valore strategico: con lo scioglimento delle Camere, i provvedimenti dovranno infatti essere sottoposti alla Diputación Permanente, l’organo del Congresso che rimane in funzione durante il periodo di scioglimento per garantire la continuità parlamentare e che può convalidare o respingere i decreti-legge adottati dal governo. Sebbene la sua composizione rifletta proporzionalmente i numeri del Congresso, la dimensione ridotta ridisegna il peso dei singoli partiti. Dei 69 seggi totali, la maggioranza di governo composta da socialisti e Sumar ne occupa 35, uno in più dell’alleanza tra Vox, PP e Junts: un margine risicato, che tuttavia potrebbe risultare decisivo per le prossime elezioni. Nel frattempo non si fermano le contestazioni. Ieri, i manifestanti di Puerta del Sol, la piazza madrilena occupata da giorni da centinaia di tende come forma di protesta contro la crisi abitativa, hanno spinto i principali sindacati del Paese a convocare uno sciopero generale di 24 ore, che dovrebbe tenersi a novembre. Nonostante i nuovi decreti di Sánchez, lo sciopero non è stato ritirato e le organizzazioni per il diritto alla casa, pur accogliendo le misure del governo spagnolo, hanno rilanciato la protesta. «Chiediamo che le misure annunciate si trasformino in diritti effettivi, senza tagli», si legge in un comunicato del Sindicato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid. «I nostri diritti non possono dipendere da calcoli elettorali».   L'Indipendente
October 8, 2026
Pressenza
VALENCIA: PROSEGUE L’ACAMPADA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE. 11 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE
Centinaia di migliaia di manifestanti avevano invaso sabato scorso le strade di una cinquantina di città spagnole per protestare contro la bocciatura della «legge Maricarmen», i due decreti legge sull’emergenza abitativa promulgati martedì dal governo Sánchez e respinti venerdì dai deputati alle Cortes. A Valencia si erano verificate violente cariche della polizia, con scontri e cinque persone tratte in arresto. Dopo due giorni di detenzione lunedì il processo per direttissima , al termine del quale sono stati scarcerati . La polizia aveva detto che nove agenti di Policia Nacional erano rimasti feriti durante la manifestazione. I manifestanti accusano la polizia di aver usato gas e pallottole di gomma contro di loro. Gli scontri erano avvenuti alla fine della marcia fuori dal Palau de Les Arts della città, dove si stava svolgendo il Valencia Real Estate Summit 2026, una sorta di raduno delle principali imprese immobiliari e del mercato della casa. L’11 novembre è in programma in tutta la Spagna lo sciopero generale per il diritto all’abitare. Sciopero di 24 ore per rivendicare “salari sufficienti per accedere a una casa degna”, convocato dalle principali organizzazioni sindacali, Comisiones Obreras (CcOo) e Union General de Trabajadores (Ugt) insieme al Sindicato de Inquilinas, che da settimane guida le mobilitazioni contro l’emergenza abitativa. Prosegue intanto l’acampada in Placa de l’Ajuntament. Una partecipata assemblea che si è tenuta ieri sera ha dato due indicazioni per i prossimi giorni: uno per giovedi 8 ottobre contro il rischio di attacchi di gruppi di estrema destra, mentre l’altro per venerdi 9 ottobre contro il rischio di uno sgombero da parte dell’Amministrazione Comunale. Il punto sulla mobilitazione con Anna compagna italiana che vive a Valencia e che sta partecipando alla mobilitazione Ascolta o scarica 
October 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Roma. Studenti sfrattati occupano l’atrio di uno studentato privato… costruito coi soldi del PNRR
Ieri sera diversi studenti hanno occupato l’atrio del Seraphicum, uno studentato privato costruito però con i soldi del PNRR, ovvero del grande programma di investimenti che doveva rendere “all’avanguardia” l’Unione Europea. Invece, come dimostra questo caso, è servito solo a gonfiare i profitti privati e, in parte, a stendere un […] L'articolo Roma. Studenti sfrattati occupano l’atrio di uno studentato privato… costruito coi soldi del PNRR su Contropiano.
October 2, 2026
Contropiano