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Assemblea No Kings Genova sabato 18 luglio 2026 Palazzo ducale 10-18
  Dal Genova Social Forum a No Kings, il mondo è cambiato una lotta dopo l’altra. Oggi la sfida è quella di costruire un movimento ampio e plurale ancora più forte di prima. A 25 anni dal G8 di Genova, Continua a leggere L'articolo Assemblea No Kings Genova sabato 18 luglio 2026 Palazzo ducale 10-18 proviene da ATTAC Italia.
July 15, 2026
ATTAC Italia
2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: riparte da Genova il Movimento NoKings!
Andando verso il venticinquennale del G8 di Genova, e ormai mancano solo pochi giorni, auguriamo il più grande successo a questa Assemblea NoKings che significativamente è stata prevista a Palazzo Ducale, nel cuore di quella “zona rossa” che in quei giorni ospitò l’incontro degli otto “grandi” mentre nel resto della città, al di là di quelle grate d’acciaio alte tre metri, succedeva il finimondo. E già da domani, 14 luglio, Palazzo Ducale sarà la sede di vari incontri tematici. “25 anni dopo il G8 di Genova siamo dentro una transizione verso nuove forme di potere e governo del mondo” recita il testo della convocazione che già da settimane è stato diramato da NoKingsItaly, che rappresenta la convergenza di “Stop Rearm Europe” (con centinaia di adesioni, tra cui anche il Centro Studi Sereno Regis) insieme alla Rete No DDL Sicurezza “A Pieno Regime” (oltre 200 realtà). > “I Kings non sono solo i governanti autoritari, da Trump a Putin, da Netanyahu > a Milei, da Modi agli Ayatollah. (…) I re sono i padroni delle città e del > territorio, i signori della rendita, della guerra, delle frontiere, delle > piattaforme, dei nuovi domini tecnologici e digitali. > > I re sono coloro che anche qui, in Europa, ci trascinano in guerra, ci > riportano all’inevitabilità delle fonti fossili e del capitalismo estrattivo, > pensano alle nazioni come portatrici di sacri valori e all’Europa come una > fortezza da difendere e non come un progetto comune da alimentare con scambi e > connessioni. > > I re sono i governi e i vertici Ue che smantellano welfare e investono > sull’economia bellica, fiancheggiano il genocidio, producono un orizzonte di > guerra. Di fronte a loro, però, qualcosa si muove. Crescono dissenso, > coalizioni larghe, reti capaci di connettere lotte diverse e territori > diversi. No Kings non è solo una battaglia di resistenza. È uno spazio per > costruire mobilitazioni concrete, allargare le alleanze, uscire dalla > catastrofe come unico orizzonte: pensare nuove forme di connessione tra locale > e globale, tra città e territori ribelli, movimenti, comunità e pratiche di > democrazia radicale.” Dopo una prima convocazione a Roma nel novembre scorso, e poi a gennaio con quella partecipata assemblea di Bologna che, evocando i movimenti anti-Trump, adottò appunto il nome No Kings; dopo la grande mobilitazione di Roma il 28 marzo scorso, che vide in piazza 300.000 persone, unite dalla battaglia per il No al referendum costituzionale, il Movimento NoKings riparte precisamente da qui: dal 25ale di quel “movimento dei movimenti” che con oltre mille diverse organizzazioni da ogni parte del mondo, identificò nel Genoa Social Forum un punto di aggregazione. E saranno parecchi coloro che i fatti di Genova 2001 li hanno vissuti sulla propria pelle e vorranno esserci di nuovo, ma senz’altro molti di più saranno i protagonisti di quel “movimento dei movimenti” che in effetti non si è mai davvero perso, e anzi con andamento carsico (secondo la definizione dello scrittore Stefano Velenti nell’intervista di qualche giorno fa) ha continuato a lavorare sotto traccia. E particolarmente in questi ultimi due o tre anni è tornato a riempire le piazze: con gli studenti che si sono attivati contro la guerra o per la Flotilla, con i comuni cittadini che hanno dato vita ai presidi per la Palestina, con i giovani dei movimenti per la casa o in difesa dei migranti, per rivendicare condizioni di lavoro un minimo più eque, o per ribadire l’inaccettabilità dei vari decreti sicurezza. Tutte testimonianze di una tensione, di una sempre più impellente richiesta di alternative concrete, che però si muovono in ordine sparso. E che invece, di fronte a forme di dominio globale che sempre più chiaramente virano verso la destra, verso la guerra come unica prospettiva di rilancio industriale, verso il riarmo come unico orizzonte di sicurezza, avrebbero bisogno di coordinarsi al meglio per costruire solide coalizioni. E precisamente questo proverà ad essere l’Assemblea NoKings del 18 luglio a Palazzo Ducale: “Un’occasione di confronto, per allargare lo sguardo, trovare nuove lenti per leggere il mondo che cambia; un’occasione per andare oltre, per costruire insieme gli strumenti, le alleanze e le nuove rotte possibili; un vascello per attraversare questo mare sempre più in tempesta, realizzare mondi nuovi qui e ora.” La giornata comincerà la mattina di sabato 18 luglio, dalle 10 in poi per le registrazioni (chi non si fosse ancora registrato può farlo qui) e proseguirà dalle 11 alle 13 con l’assemblea plenaria per una valutazione del percorso No Kings fino ad ora e in prospettiva, un confronto sugli scenari internazionali ed europei, sull’autoritarismo, sulla guerra, sul riarmo, sulle lotte sociali e territoriali, sulla necessità di costruire nuove rotte oltre i confini nazionali. Proseguirà poi nel pomeriggio (tra le 14.30 e le 16,30) con i gruppi di lavoro divisi in oltre 10 focus tematici per far emergere proposte, campagne, mobilitazioni e connessioni tra lotte locali, nazionali, europee e globali. Il tutto si concluderà (tra le 16.30 e le 18.30) con la restituzione dei gruppi e le indicazioni per il futuro. Tra le proposte già sul tappeto: una manifestazione in tutte le capitali europee, il prossimo 21 novembre, per rilanciare la dimensione internazionale, anzi globale, di quelle istanze che già erano urgenti 25 anni fa e lo sono più che mai ora, con una popolazione che nel frattempo ha raggiunto gli otto miliardi. Quanto agli incontri tematici che avranno luogo già da domani nella stessa sede di Palazzo Ducale eccoli di seguito elencati: 14 luglio, ore 16.30, nella Sala del Maggior Consiglio, il convegno “Genova 2001-2026. Venticinque anni dopo il G8 di Genova: dalle promesse della globalizzazione alle crisi del presente”, promosso da Cgil Genova, Spiker, Spi Cgil Genova, in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale, Università degli Studi di Genova, Comune di Genova e Limes. Partecipano Igor Magni, Ivan Bosco, Carlo Stiaccini, Alessandro Mantovani, Raffaella Bolini, Lucio Caracciolo, Daniela Preziosi, Maurizio Landini e saranno presenti anche Haidi ed Elena Giuliani (info qui); tra il 16 e il 17 luglio, Sala del Minor Consiglio, il ciclo di forum tematici dedicati ai temi delle guerre contemporanee, del riarmo, della finanza bellica, della tutela del dissenso, della sorveglianza urbana, delle smart city e della cittadinanza digitale. Promuovono le Org Fair insieme a The Weapon Watch e Coordinamento Hub di protezione con interventi di: Deborah Lucchetti, Gianni Alioti, Alessandra Algostino, Donatella della Porta, Carlo A. Bachschmidt, Nicola Vallinoto, gli Avv. Paola Bevere, Gilberto Pagani e Dario Rossi, Laura Renzi (per Amnesty International) e altri (orari e dettagli circa i partecipanti qui e qui). Articolo pubblicato anche su https://serenoregis.org/2026/07/13/2001-2026-genova-social-forum-reload-riparte-da-genova-il-movimento-nokings/ Daniela Bezzi
July 13, 2026
Pressenza
GENOVA: A 25 ANNI DAL G8 “NESSUN RIMORSO”. 19 LUGLIO CORTEO NAZIONALE
Genova si prepara ad una grande manifestazione nazionale in memoria del G8 del 2001 e per il rilancio delle rivendicazioni di allora che “sono più vive che mai”. Appuntamento domenica 19 luglio alle ore 15.30 in piazza Alimonda, luogo simbolico dove i carabinieri assassinarono Carlo Giuliani. Erano tante le politiche già scritte nelle agende dei “grandi del pianeta” venticinque anni fa e che sono state implementate. I risultati sono oggi evidenti, scrivono gli organizzatori di Genova Antifascista e del CPA di Firenze: la guerra come strumento di “comando e controllo”, la finanza come strumento di “coercizione e destabilizzazione”, “la rapina delle risorse a danno dei popoli del Sud Globale”. La repressione ha poi contribuito ad agevolare “la massimizzazione delle rendite e dei profitti”, rappresentando lo strumento per eccellenza che ha portato negli anni all’inasprimento delle leggi sulla cosiddetta sicurezza e anche alla “chiusura di spazi politici e sindacali per eliminare le conquiste di lavoratori e lavoratrici”. Nonostante i traumi, le divisioni e “la distinzione tra buoni e cattivi attraverso cui spaccarono anche quel movimento”, Genova rilancia l’appuntamento il 19 luglio di quest’anno con lo slogan “in nessun caso nessun rimorso”. Infatti Genova 2001 è una storia che il movimento si propone di “raccogliere e porgere alle nuove generazioni”, per contrastare “l’ondata nera che lentamente sta invadendo le nostre città” e per lottare contro chi fomenta “paure, incertezze e spaccature” sociali. 19 luglio quindi non soltanto come una ricorrenza ma un “invito ad aderire ad un nuovo percorso di lotta che non ci veda più soltanto come antagonisti ad un sistema ingiusto e sbagliato ma come protagonisti della costruzione del futuro al quale ambiamo”. La presentazione del percorso che ha portato all’organizzazione del corteo del 19 luglio con Simona del CS Buridda e di Genova Antifascista. Ascolta o scarica
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto