ONDATE DI CALORE IN EUROPA: IMPATTO DEVASTANTE SULLA SALUTE UMANA E SULLA SOSTENIBILITA DEGLI ECOSISTEMI
Poche settimane dopo una grave ondata di caldo che ha battuto i record di tutti
i tempi di maggio, l’Europa ha vissuto un’altra grande ondata di calore a
giugno. In Francia, Germania, Italia, Spagna e Inghilterra meridionale, le
temperature hanno raggiunto i 5-12 ° C sopra le medie stagionali, guidate da un
sistema persistente ad alta pressione.
Le ondate di calore rappresentano una seria minaccia per la salute umana e hanno
un profondo impatto sugli ecosistemi. Durante l’estate del 2022, più di 60.000
persone in tutta Europa sono morte a causa del caldo estremo. Anche nell’estate
successiva, che era significativamente più fresca, sono stati registrati oltre
47.000 decessi legati al calore. L’anno scorso, la prima ondata di caldo in
Europa si era verificata alla fine di giugno, quest’anno a maggio, e sono gia’
migliaia le vittime in tutta Europa.
Secondo una ricerca della World Weather Attribution, cinquant’anni fa
temperature simili a giugno sarebbero state quasi impossibili. Oggi il pianeta
si è riscaldato di circa 1,4 gradi rispetto al periodo preindustriale,
soprattutto a causa della combustione di carbone, petrolio e gas. Nel 1976,
quando sono stati stabiliti alcuni dei precedenti record europei, le temperature
del 2026 sarebbero state praticamente impossibili da verificare a giugno, mentre
anche altamente improbabili in qualsiasi momento dell’anno. Nel 2003, la prima
grande ondata di caldo di questo secolo, il caldo diurno come questo sarebbe
stato ancora molto raro, circa 10 volte meno probabile di oggi, mentre le
temperature notturne come questo giugno sarebbero state più di cento volte meno
probabili nel 2003.
L’intervista a Pierluigi Randi meteorologo e Presidente AMPRO Associazione Meteo
Professionisti componente del “Comitato Tecnico Scientifico-Alleanza per la
gestione integrata del Rischio Idro-Geologico in Emilia-Romagna” (CTS Agire)
Ascolta o scarica