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UCRAINA: KIEV ATTACCA NAVE RUSSA A ROSTOV. PUTIN DEFINISCE I LEADER EUROPEI “PORCELLINI ACCODATI A BIDEN”
È di due morti il bilancio dell’attacco ucraino condotto con droni contro una nave cargo nel porto russo di Rostov. Le vittime sono due membri dell’equipaggio, mentre altre tre persone sono rimaste ferite. A Bataysk, sempre nella regione di Rostov, un’altra persona è stata uccisa e sette sono rimaste ferite in seguito a un raid con droni. Da Kiev arriva l’allarme su una possibile nuova offensiva russa nell’area di Pokrovsk e Kupiansk, in prossimità della quale Mosca avrebbe concentrato circa 710.000 militari. “I segnali sono chiari: Putin si sta preparando per un altro anno di guerra”, afferma il presidente Volodymyr Zelensky arrivato a Bruxelles, dove partecipa in presenza al Consiglio europeo, chiamato a decidere anche sul destino degli asset russi congelati. I 27 leader discuteranno due testi separati: il primo sulle conclusioni generali del Consiglio, mentre il secondo è tutto dedicato all’Ucraina e potrebbe non essere approvato all’unanimità. In quest’ultimo è previsto il possibile utilizzo degli asset russi per gli aiuti all’Ucraina. “Il Consiglio europeo chiede al Parlamento europeo di adottare urgentemente gli strumenti relativi ai Prestiti di Riparazione”, si legge nella bozza, che rappresenta una base di partenza sulla quale i leader dovranno esprimersi. Intanto il presidente russo Putin attacca i leader europei paragonandolo a “porcellini” che si sarebbero accodati alla politica dell’amministrazione Biden, convinti di un imminente crollo della Russia. Poi il monito sul Donbass: “Se l’Ucraina e i suoi sponsor occidentali rifiuteranno di impegnarsi in negoziati concreti, otterremo con mezzi militari la liberazione delle nostre terre storiche”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Sabato Angieri, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica.
UCRAINA: I NEGOZIATI FANNO PROGRESSI, MA SU TERRITORI E NATO L’ACCORDO È LONTANO
Proseguono i negoziati sulla guerra in Ucraina. Domenica 14 e lunedì 15 dicembre l’inviato speciale Usa Witkoff ha incontrato il presidente ucraino Zelensky. Due incontri fiume che avrebbero impresso un’accelerazione significativa alle trattative, al punto che il capo-negoziatore ucraino Umerov ha dichiarato ieri, lunedì, che una bozza di accordo si sarebbe potuta “chiudere in giornata”. La bozza, però, è stata girata ai leader europei, e dei cosiddetti paesi “volenterosi”, che erano riuniti a Berlino e hanno aggiunto alcune condizioni che difficilmente saranno accettate da Mosca. Tra queste c’è il rispetto della volontà ucraina sulle questioni territoriali e l’intervento di una forza multinazionale europea sul terreno. Nonostante questo, secondo fonti diplomatiche statunitensi “il 90% dei temi è risolto”. Anche per il viceministro degli Esteri russo Ryabkov le parti in conflitto sarebbero “sul punto” di raggiungere una soluzione diplomatica. Mosca però ribadisce due veti: “non sottoscriveremo alcuna presenza di truppe Nato”, quindi anche quelle proposte dai Paesi europei, e non faremo concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea. Sul terreno la guerra prosegue. Secondo Mosca tutti i distretti di Kupyansk, nella regione di Kharkiv, sarebbero ora sotto il controllo dell’esercito russo, mentre un drone lanciato dai russi ha colpito un grattacielo a Zaporizhzhia: 3 i feriti. Sull’altro fronte, invece, sono stati abbattuti alcuni droni ucraini diretti verso Mosca. Il punto, su Radio Onda d’Urto, con Francesco Brusa, giornalista, collaboratore de Il Manifesto e di Osservatorio Balcani-Caucaso. Ascolta o scarica.
Gli Stati Uniti fanno fuori il regime di Kiev. Non serve più…
Andriy Yermak si dice “disgustato” dalla mancanza di supporto dopo il raid NABU. Non dovrebbe esserlo. Chiunque capisca come funzionano gli imperi sa esattamente cosa è appena successo: nel momento in cui smetti di essere strategicamente utile, non sei più protetto, vieni cancellato. E agli occhi dei sostenitori dell’Ucraina, l’utilità […] L'articolo Gli Stati Uniti fanno fuori il regime di Kiev. Non serve più… su Contropiano.
Crisi di regime a Kiev, salta anche Yermak
Una nuova tegola si è abbattuta nelle ultime ore su Volodymyr Zelensky indebolendo la sua credibilità e la sua autorevolezza proprio mentre il presidente ucraino tenta di impedire – per ora senza grandi risultati – che una trattativa chiusa tra Mosca e Washington escluda completamente le richieste di Kiev da […] L'articolo Crisi di regime a Kiev, salta anche Yermak su Contropiano.
Kiev si arrende alla trattativa, la UE ancora no
La notizia-bomba è che la junta ucraina ha accettato il “piano Trump” per contrattare la pace con la Russia. C’è solo un piccolo problema: nessuno – tranne ovviamente i protagonisti diretti – sa cosa c’è scritto. L’unico dettaglio certo riguarda il numero di punti da cui sarebbe composto: 19 invece […] L'articolo Kiev si arrende alla trattativa, la UE ancora no su Contropiano.
#nowar - Pericolo escalation LEVANTE 12.11.2025 - Casa del Sole Tv #Mosca denuncia il tentativo ucraino e britannico di effettuare un false flag attraverso il dirottamento di un caccia. Da #Kiev e Londra nessuna risposta. L’#Iran si prepara ad un nuovo conflitto con #Israele che ormai sembra inevitabile e rinforza l’industria missilistica mentre in Ucraina la guerra non accenna a rallentare. https://www.youtube.com/watch?v=jPXitjEavzs
UCRAINA: L’ESERCITO RUSSO AVANZA A POKROVSK, ZAPORIZHZHIA E KUPYANSK. PER KIEV “LA SITUAZIONE È DIFFICILE”
Aumenta la pressione dell’esercito russo sul fronte ucraino, con Kiev sempre più in difficoltà: le truppe di Mosca sono riuscite a entrare nella città di Pokrovsk, nel Donetsk, mentre l’esercito ucraino annuncia di essersi ritirato da 5 insediamenti nella regione meridionale di Zaporizhzhia. Mosca, inoltre, afferma di aver preso il controllo anche di tutta la parte est di Kupyansk, nel Kharkiv. “La situazione è difficile”, ammette Zelensky, alle prese tra l’altro con l’ennesima inchiesta sulla corruzione di alcuni funzionari del suo governo. Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo Lavrov apre alla ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti a Budapest. Su Radio Onda d’Urto il punto della situazione con il giornalista Fulvio Scaglione, direttore di Inside Over. Ascolta o scarica.
UCRAINA: ANCORA ATTACCHI RUSSI. LA TESTIMONIANZA DI LUCA RIFIORATI, COORDINATORE DI EMERGENCY IN UCRAINA
Mosca continua gli attacchi contro l’Ucraina, avanzando nella regione di Pokrovsk, nel Donetsk dove infuria la battaglia. La situazione è ormai critica per gli ucraini, “è sempre più difficile liberarsi dei gruppi di sabotaggio e ricognizione russi”, ammette Kiev, che tuttavia sostiene di essere avanzata a Dobropillia, riconquistando 188 chilometri quadrati controllati dalle forze russe e altri 250 kmq di terra di nessuno. Secondo quanto riportato dal presidente Zelensky, nell’ultima settimana le forze russe hanno lanciato oltre 1.500 droni d’attacco, 1.170 bombe aeree guidate e più di 70 missili contro l’Ucraina. Inoltre, Zelensky ha annunciato l’arrivo dei tanto attesi missili Patriot da Berlino. La notte scorsa, i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto 64 droni ucraini, come confermato dal Ministero della Difesa russo. Ai microfoni la testimonianza di Luca Rifiorati, coordinatore del progetto di Emergency in Ucraina. Ascolta o scarica.
UCRAINA: LA GUERRA NON SI FERMA, SALTA IL VERTICE PUNTI-TRUMP. IL PUNTO CON IL COOPERANTE INTERNAZIONALE FABRIZIO MININI
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice favorevole al piano proposto da Donald Trump per porre fine al conflitto in Ucraina, definendo “un buon compromesso” l’idea di congelare la guerra partendo dall’attuale linea di contatto come base per future trattative. Secondo il Wall Street Journal, Washington avrebbe autorizzato Kiev a utilizzare alcuni missili a lungo raggio dopo l’annullamento di un incontro tra Putin e rappresentanti statunitensi in Ungheria. Ma il presidente americano ha smentito la notizia, parlando di “fake news”. Intanto, il segretario al Tesoro statunitense, Bessent, ha annunciato che “a breve” sarà reso noto un sostanziale aumento delle sanzioni contro la Russia. Da Mosca arriva la risposta: il Cremlino ha dato il via a esercitazioni nucleari “sotto la guida del comandante supremo”, ovvero di Vladimir Putin. Parallelamente, l’Unione Europea ha approvato il diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Le nuove misure colpiscono in particolare l’export di gas naturale liquefatto (Gnl) russo e introducono un meccanismo che limita la libertà di movimento dei diplomatici russi nei Paesi membri. Sul terreno, quattro persone sono rimaste ferite in un attacco notturno di droni russi su Kiev, ha riferito il capo dell’amministrazione militare della città, Tymur Tkachenko. Dall’altra parte del confine, un civile è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti in un attacco con drone nella regione russa di Belgorod, secondo quanto dichiarato dal governatore Vyacheslav Gladkov, citato dall’agenzia Tass. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto la corrispondenza con Fabrizio Minini, cooperante internazionale che si trova direttamente sul territorio.
Guerra, pace e portafogli: meno aiuti militari Usa all’Ucraina, paghi l’Europa
‘Volenterosi’ e poco altro Secondo il think tank tedesco, l’Europa ha inviato o stanziato 3,3 miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina a luglio e agosto, con una media di 1,65 miliardi di euro al mese. Si tratta di un calo del 57% rispetto a gennaio-giugno, quando i paesi europei […] L'articolo Guerra, pace e portafogli: meno aiuti militari Usa all’Ucraina, paghi l’Europa su Contropiano.