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Kiev: i famigliari dei soldati ucraini dispersi chiedono il cessate il fuoco e la verità sui loro cari
A Kiev si sono dati oggi appuntamento i famigliari (mogli, figli, fratelli e sorelle, nonne e nonni) dei soldati scomparsi di cui da mesi non si hanno più notizie. Il governo ha fatto approvare dal Parlamento una legge che li considera morti, attuando così un colpo di spugna perché siano di fatto dimenticati o relegati a un dolore e a una memoria privata. Migliaia di famigliari  giunti da ogni parte dell’Ucraina chiedono che la legge venga ritirata. Vogliono la verità: o le salme per dare loro funerali e una degna sepoltura o la liberazione e il ritorno a casa se sono prigionieri dei russi. Sono quasi soltanto donne, a parte bambini, ragazzini e qualche anziano; tutte portano la bandiera nazionale con i colori azzurro e giallo, il cielo e un campo di girasoli con impressa l’immagine dei loro cari – migliaia e migliaia di volti –  e reggono uno striscione lunghissimo, con scritte ripetute in diverse lingue. Chiedono l’ immediato cessate il fuoco e e trattative per giungere a una pace giusta. Sono contro la guerra, ma rifiutano l’umiliazione di una resa o di una capitolazione, vogliono la fine dell’aggressione e vere trattative per garantire l’indipendenza dell’Ucraina, che è il motivo per cui i loro cari hanno combattuto. Le auto che passano suonano il clacson in segno di solidarietà.   Mauro Carlo Zanella
April 6, 2026
Pressenza
UCRAINA: 4 ANNI DI INVASIONE MILITARE RUSSA. OPERAZIONE COLOMBA: “E’ UNA GUERRA DI LOGORAMENTO SIMILE ALLA 1° GUERRA MONDIALE”
Il 24 febbraio 2026 cade il quarto anniversario dall’inizio dell’invasione militare russa dell’Ucraina. Una giornata, quella di martedì 24 febbraio, apertasi a Mosca con 2 morti e 2 feriti per un’esplosione  davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij. Le vittime sono l’attentatore suicida (non ci sono per ora notizie sulla sua identità) e un poliziotto; feriti altri 2 agenti. Nelle ultime 24 ore si registrano 2 vittime a Bryansk, est della Russia, per i raid ucraini; 3 morti invece – e diversi feriti – per gli attacchi russi tra Odessa e Zaporizhia. In questo scenario, nel fine settimana dovrebbe tenersi un nuovo round negoziale tra Russia, Ucraina e Usa. Fuori dai tavoli di trattativa c’è la Unione europea, che vede in queste ore von der Leyen e  Costa oggi a Kiev per un trilaterale con Zelensky; poi la partecipazione congiunta alla riunione dei “Volenterosi” organizzata da remoto da Parigi e Londra. Il clima è piuttosto agitato, vista la fumata nera a Bruxelles sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia (varate autonomamente invece proprio oggi dalla Gran Bretagna, paese extraUe) per il veto dell’Ungheria, contraria pure ai 90 miliardi di euro di prestito all’Ucraina. I 27 sono divisi anche su un possibile dialogo con Putin. Berlino bacchetta Parigi: “Troppe offerte di colloqui alla Russia rischiano di creare l’impressione che, con maggiore ostinazione, si possano ottenere più concessioni. Un segnale sbagliato”, dice il ministro degli Esteri Wadephul commentando le proposte di Macron. Nel frattempo, sul terreno ucraino la situazione resta molto difficile, in particolare per la popolazione civile. Secondo la Banca Mondiale, serviranno almeno 588 miliardi di euro per ricostruire nell’ipotetico post-guerra l’Ucraina, dove decine di migliaia di persone restano al freddo per gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche e 9 milioni di persone – riferisce Emergency – non “hanno un’adeguata copertura sanitaria”. Proprio dall’Ucraina, a 4 anni dall’inizio dell’invasione, ai microfoni di Radio Onda d’Urto Alberto Capannini di Operazione Colomba, una delle organizzazioni che è arrivata sul terreno una settimana dopo dall’inizio dell’invasione ed è attiva soprattutto nella zona di Kherson. Capannini descrive a Radio Onda d’Urto “un quadro cupo caratterizzato da temperature gelide, mancanza di infrastrutture energetiche e una violenta mobilitazione forzata che alimenta corruzione e diserzione”. Il racconto paragona gli “scontri attuali a una logorante guerra di trincea simile al primo conflitto mondiale, dove l’obiettivo principale è abbattere il morale della popolazione attraverso bombardamenti costanti”. L’intervista dall’Ucraina su Radio Onda d’Urto con Alberto Capannini, di Operazione Colomba. Ascolta o scarica
February 24, 2026
Radio Onda d`Urto
UCRAINA: KIEV ATTACCA NAVE RUSSA A ROSTOV. PUTIN DEFINISCE I LEADER EUROPEI “PORCELLINI ACCODATI A BIDEN”
È di due morti il bilancio dell’attacco ucraino condotto con droni contro una nave cargo nel porto russo di Rostov. Le vittime sono due membri dell’equipaggio, mentre altre tre persone sono rimaste ferite. A Bataysk, sempre nella regione di Rostov, un’altra persona è stata uccisa e sette sono rimaste ferite in seguito a un raid con droni. Da Kiev arriva l’allarme su una possibile nuova offensiva russa nell’area di Pokrovsk e Kupiansk, in prossimità della quale Mosca avrebbe concentrato circa 710.000 militari. “I segnali sono chiari: Putin si sta preparando per un altro anno di guerra”, afferma il presidente Volodymyr Zelensky arrivato a Bruxelles, dove partecipa in presenza al Consiglio europeo, chiamato a decidere anche sul destino degli asset russi congelati. I 27 leader discuteranno due testi separati: il primo sulle conclusioni generali del Consiglio, mentre il secondo è tutto dedicato all’Ucraina e potrebbe non essere approvato all’unanimità. In quest’ultimo è previsto il possibile utilizzo degli asset russi per gli aiuti all’Ucraina. “Il Consiglio europeo chiede al Parlamento europeo di adottare urgentemente gli strumenti relativi ai Prestiti di Riparazione”, si legge nella bozza, che rappresenta una base di partenza sulla quale i leader dovranno esprimersi. Intanto il presidente russo Putin attacca i leader europei paragonandolo a “porcellini” che si sarebbero accodati alla politica dell’amministrazione Biden, convinti di un imminente crollo della Russia. Poi il monito sul Donbass: “Se l’Ucraina e i suoi sponsor occidentali rifiuteranno di impegnarsi in negoziati concreti, otterremo con mezzi militari la liberazione delle nostre terre storiche”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Sabato Angieri, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica.
December 18, 2025
Radio Onda d`Urto
UCRAINA: I NEGOZIATI FANNO PROGRESSI, MA SU TERRITORI E NATO L’ACCORDO È LONTANO
Proseguono i negoziati sulla guerra in Ucraina. Domenica 14 e lunedì 15 dicembre l’inviato speciale Usa Witkoff ha incontrato il presidente ucraino Zelensky. Due incontri fiume che avrebbero impresso un’accelerazione significativa alle trattative, al punto che il capo-negoziatore ucraino Umerov ha dichiarato ieri, lunedì, che una bozza di accordo si sarebbe potuta “chiudere in giornata”. La bozza, però, è stata girata ai leader europei, e dei cosiddetti paesi “volenterosi”, che erano riuniti a Berlino e hanno aggiunto alcune condizioni che difficilmente saranno accettate da Mosca. Tra queste c’è il rispetto della volontà ucraina sulle questioni territoriali e l’intervento di una forza multinazionale europea sul terreno. Nonostante questo, secondo fonti diplomatiche statunitensi “il 90% dei temi è risolto”. Anche per il viceministro degli Esteri russo Ryabkov le parti in conflitto sarebbero “sul punto” di raggiungere una soluzione diplomatica. Mosca però ribadisce due veti: “non sottoscriveremo alcuna presenza di truppe Nato”, quindi anche quelle proposte dai Paesi europei, e non faremo concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea. Sul terreno la guerra prosegue. Secondo Mosca tutti i distretti di Kupyansk, nella regione di Kharkiv, sarebbero ora sotto il controllo dell’esercito russo, mentre un drone lanciato dai russi ha colpito un grattacielo a Zaporizhzhia: 3 i feriti. Sull’altro fronte, invece, sono stati abbattuti alcuni droni ucraini diretti verso Mosca. Il punto, su Radio Onda d’Urto, con Francesco Brusa, giornalista, collaboratore de Il Manifesto e di Osservatorio Balcani-Caucaso. Ascolta o scarica.
December 16, 2025
Radio Onda d`Urto
Gli Stati Uniti fanno fuori il regime di Kiev. Non serve più…
Andriy Yermak si dice “disgustato” dalla mancanza di supporto dopo il raid NABU. Non dovrebbe esserlo. Chiunque capisca come funzionano gli imperi sa esattamente cosa è appena successo: nel momento in cui smetti di essere strategicamente utile, non sei più protetto, vieni cancellato. E agli occhi dei sostenitori dell’Ucraina, l’utilità […] L'articolo Gli Stati Uniti fanno fuori il regime di Kiev. Non serve più… su Contropiano.
December 1, 2025
Contropiano
Crisi di regime a Kiev, salta anche Yermak
Una nuova tegola si è abbattuta nelle ultime ore su Volodymyr Zelensky indebolendo la sua credibilità e la sua autorevolezza proprio mentre il presidente ucraino tenta di impedire – per ora senza grandi risultati – che una trattativa chiusa tra Mosca e Washington escluda completamente le richieste di Kiev da […] L'articolo Crisi di regime a Kiev, salta anche Yermak su Contropiano.
November 29, 2025
Contropiano
Kiev si arrende alla trattativa, la UE ancora no
La notizia-bomba è che la junta ucraina ha accettato il “piano Trump” per contrattare la pace con la Russia. C’è solo un piccolo problema: nessuno – tranne ovviamente i protagonisti diretti – sa cosa c’è scritto. L’unico dettaglio certo riguarda il numero di punti da cui sarebbe composto: 19 invece […] L'articolo Kiev si arrende alla trattativa, la UE ancora no su Contropiano.
November 26, 2025
Contropiano
#nowar - Pericolo escalation LEVANTE 12.11.2025 - Casa del Sole Tv #Mosca denuncia il tentativo ucraino e britannico di effettuare un false flag attraverso il dirottamento di un caccia. Da #Kiev e Londra nessuna risposta. L’#Iran si prepara ad un nuovo conflitto con #Israele che ormai sembra inevitabile e rinforza l’industria missilistica mentre in Ucraina la guerra non accenna a rallentare. https://www.youtube.com/watch?v=jPXitjEavzs
November 13, 2025
Antonio Mazzeo
UCRAINA: L’ESERCITO RUSSO AVANZA A POKROVSK, ZAPORIZHZHIA E KUPYANSK. PER KIEV “LA SITUAZIONE È DIFFICILE”
Aumenta la pressione dell’esercito russo sul fronte ucraino, con Kiev sempre più in difficoltà: le truppe di Mosca sono riuscite a entrare nella città di Pokrovsk, nel Donetsk, mentre l’esercito ucraino annuncia di essersi ritirato da 5 insediamenti nella regione meridionale di Zaporizhzhia. Mosca, inoltre, afferma di aver preso il controllo anche di tutta la parte est di Kupyansk, nel Kharkiv. “La situazione è difficile”, ammette Zelensky, alle prese tra l’altro con l’ennesima inchiesta sulla corruzione di alcuni funzionari del suo governo. Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo Lavrov apre alla ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti a Budapest. Su Radio Onda d’Urto il punto della situazione con il giornalista Fulvio Scaglione, direttore di Inside Over. Ascolta o scarica.
November 12, 2025
Radio Onda d`Urto
UCRAINA: ANCORA ATTACCHI RUSSI. LA TESTIMONIANZA DI LUCA RIFIORATI, COORDINATORE DI EMERGENCY IN UCRAINA
Mosca continua gli attacchi contro l’Ucraina, avanzando nella regione di Pokrovsk, nel Donetsk dove infuria la battaglia. La situazione è ormai critica per gli ucraini, “è sempre più difficile liberarsi dei gruppi di sabotaggio e ricognizione russi”, ammette Kiev, che tuttavia sostiene di essere avanzata a Dobropillia, riconquistando 188 chilometri quadrati controllati dalle forze russe e altri 250 kmq di terra di nessuno. Secondo quanto riportato dal presidente Zelensky, nell’ultima settimana le forze russe hanno lanciato oltre 1.500 droni d’attacco, 1.170 bombe aeree guidate e più di 70 missili contro l’Ucraina. Inoltre, Zelensky ha annunciato l’arrivo dei tanto attesi missili Patriot da Berlino. La notte scorsa, i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto 64 droni ucraini, come confermato dal Ministero della Difesa russo. Ai microfoni la testimonianza di Luca Rifiorati, coordinatore del progetto di Emergency in Ucraina. Ascolta o scarica.
November 3, 2025
Radio Onda d`Urto