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Accoglienza Estiva Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi
L’esperienza dell’Accoglienza Estiva dei Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi si conclude. Abbiamo deciso di fare questa riflessione evitando l’elenco delle attività svolte, delle visite, dei momenti di gioco o degli incontri organizzati. Preferiamo soffermarci sul significato più profondo di questo progetto, significato che sta nelle relazioni che si sono costruite e negli sguardi che, ancora una volta, si sono incontrati. Tre parole possono aiutarci a restituire il senso di questo percorso: reciprocità, condivisione, comprensione. Reciprocità, perché l’accoglienza non è un gesto a senso unico. Non ci sono semplicemente persone che accolgono e altre che vengono accolte. Ci sono storie ed esperienze che si incontrano e, forse un po’, si trasformano avicenda. I bambini e le bambine saharawi ed i loro accompagnatori non sono stati soltanto ospiti: hanno portato con sé una storia collettiva, una cultura, una memoria e domande di giustizia. Condivisione, perché in questi giorni abbiamo condiviso tempo, luoghi, esperienze e momenti di vita quotidiana. Ma abbiamo condiviso anche qualcosa di più difficile e più importante: la responsabilità di non considerare la causa saharawi come una vicenda lontana, confinata nel deserto o nei campi profughi. La condivisione diventa così una forma concreta di partecipazione, capace di creare legami e di mettere in discussione l’idea che ciò che accade altrove non ci riguardi. Infine, comprensione. Comprendere non significa semplicemente conoscere una situazione o apprendere qualche informazione in più. Significa provare a guardare il mondo anche dal punto di vista dell’altro, riconoscere la complessità della sua storia e assumersi la responsabilità di non restare indifferenti. Forse è proprio in una fotografia che possiamo ritrovare, meglio di tante parole, il senso di questo percorso: un bambino che, entrando a scuola, si avvicina spontaneamente all’immagine di El Uali e la bacia. Un gesto semplice, naturale, non costruito. In quel gesto c’è una memoria che continua a vivere. C’è il legame tra le nuove generazioni e la storia di un popolo. C’è la consapevolezza, trasmessa attraverso la cultura e l’educazione, che la propria identità non è qualcosa da custodire in silenzio, ma una storia da conoscere e portare nel futuro. Ed è forse qui che il progetto dei Piccoli Ambasciatori di Pace trova uno dei suoi significati più autentici; l’internazionalismo, in fondo, non è una parola astratta. Prende forma quando una storia che potrebbe sembrarci lontana entra nelle nostre scuole, nelle nostre piazze, nelle nostre case e nelle nostre relazioni. Quando smettiamo di considerare un popolo soltanto attraverso la sua sofferenza e iniziamo a riconoscerlo per la sua storia, la sua dignità, la sua cultura e la sua lotta per l’autodeterminazione. L’Accoglienza Estiva si è, da poco, conclusa, ma il nostro percorso accanto al Popolo Saharawi continua nelle relazioni, nella curiosità di chi si è avvicinato per la prima volta alla causa saharawi, nelle domande che questo incontro ha lasciato aperte e nella responsabilità di continuare a costruire ponti e portare avanti utopie. Incontrarsi davvero significa cambiare, almeno un poco, il proprio modo di guardare il mondo. Simone Bolognesi Presidente Città Visibili APS Redazione Toscana
August 24, 2026
Pressenza
A Campi Bisenzio tornano i Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi
Dopo alcuni anni, tornano a Campi Bisenzio i Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi, il progetto di solidarietà internazionale che permette a bambine e bambini provenienti dai campi profughi saharawi di trascorrere alcune settimane in Italia, lontano dalle difficili condizioni del deserto algerino. L’accoglienza, in programma dal 4 al 12 agosto 2026, è promossa, con il sostegno della Fondazione CRFirenze, da Città Visibili APS in collaborazione con la Rete Saharawi, l’associazione toscana Hurria, il Comune di Campi Bisenzio e numerose associazioni, volontari e realtà del territorio. I minori saranno ospitati presso una scuola, che diventerà per alcuni giorni un luogo di incontro, amicizia, gioco e scambio culturale. Il progetto dei Piccoli Ambasciatori di Pace è coordinato dalla Rappresentanza in Italia del Fronte Polisario e dalla Rete Saharawi e coinvolge ogni estate decine di associazioni italiane. Nel 2026 sono complessivamente 108 i bambini accolti in Italia, accompagnati da 21 accompagnatori, distribuiti in 7 regioni, grazie all’impegno di 9 associazioni capofila e 24 associazioni coinvolte direttamente. Per Città Visibili APS il ritorno dell’accoglienza a Campi Bisenzio rappresenta un momento particolarmente significativo. “L’accoglienza dei Piccoli Ambasciatori di Pace non è soltanto un gesto di solidarietà”, spiega Simone Bolognesi, presidente di Città Visibili APS. “È il naturale completamento del lavoro che la nostra associazione porta avanti da oltre 10 anni nei campi profughi saharawi attraverso progetti educativi, sanitari e di cooperazione internazionale. Allo stesso tempo rappresenta un’importante occasione per sensibilizzare la cittadinanza sulla storia e sui diritti del popolo saharawi, che da quasi cinquant’anni vive una condizione di esilio e attende di poter esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione”. Durante il soggiorno i bambini avranno la possibilità di partecipare ad attività ludiche, educative, sportive e culturali, effettuare controlli sanitari e beneficiare di un’alimentazione varia ed equilibrata. Saranno inoltre organizzati incontri pubblici, momenti di socializzazione e iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. L’esperienza dell’accoglienza ha infatti una duplice finalità: da una parte offrire ai minori un periodo di serenità, svago e benessere; dall’altra mantenere viva l’attenzione sulla situazione del Sahara Occidentale, una delle più lunghe e dimenticate questioni di decolonizzazione ancora aperte a livello internazionale. Per rendere possibile il progetto, Città Visibili APS ha avviato una raccolta di materiali e beni utili all’accoglienza. In particolare sono richiesti indumenti per bambini e bambine, scarpe, ciabattine, prodotti per l’igiene personale, asciugamani, lenzuola e altri materiali di uso quotidiano. L’associazione rivolge un appello a cittadini, imprese, associazioni e realtà del territorio affinché possano contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, alla riuscita di questa importante esperienza di solidarietà. Per informazioni e per offrire la propria disponibilità è possibile contattare Città Visibili APS attraverso i propri canali social o il sito internet dell’associazione. Per informazioni: Città Visibili APS www.cittavisibili.it cittavisibili.arci@gmail.com Redazione Toscana
June 21, 2026
Pressenza