Migrante climatico e diritto d’asilo
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Università degli Studi di Padova
Dipartimento di Diritto Privato e Critica del Diritto
Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
MIGRANTE CLIMATICO E DIRITTO D’ASILO.
L’EMERSIONE DI UNA NUOVA FIGURA E IL SUO RICONOSCIMENTO, TRA DIRITTO
SOVRANAZIONALE E DIRITTO INTERNO
Tesi di laurea di Jacopo Cavalier
(2024-2025)
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INTRODUZIONE
Il panorama globale attuale è segnato da una crisi climatica profonda e senza
precedenti. Il quadro climatico risulta sempre più compromesso soprattutto a
causa dell’innalzamento delle temperature che non sembra destinato ad
arrestarsi. Gli studi scientifici condotti a livello internazionale, in
particolare dall’IPCC 1, hanno dimostrato come nel 2016 la temperatura media
superficiale della Terra sia aumentata fino a raggiungere 1.2° C in più rispetto
alle misurazioni svolte dal 1850 in poi e come le previsioni attuali conducano
ad ipotizzare un continuo innalzamento delle temperature. Tale riscaldamento
globale condurrà, come sta già facendo, ad un aumento del fenomeno migratorio di
matrice climatica. Negli ultimi anni, infatti, sono sempre più numerosi gli
eventi atmosferici e climatici che colpiscono il nostro pianeta causando
frequentemente danni ad intere città o ad interi territori e influendo
direttamente sulla vita delle persone che vi abitano, le quali si trovano
costantemente in una situazione precaria in cui risulta complesso godere di una
vita dignitosa.
La rilevanza dello studio della migrazione climatica, benché questa non
costituisca un fenomeno nuovo ma anzi un fenomeno complesso cresciuto nel tempo
a partire dal secolo scorso, è divenuta centrale in anni più recenti per
l’intensificarsi degli spostamenti umani a causa dell’aumento di fenomeni
climatici avversi.
In tale contesto ambientale e alla luce dell’aumento della migrazione climatica,
è assai scarsa la risposta da parte del legislatore. In un ambito in cui vengono
in gioco i diritti fondamentali della persona, come il diritto alla vita e alla
salute, la risposta normativa in termini di tutela effettiva rimane debole e
spesso inefficace sia nei contenuti sia in termini di durata. Tuttavia, in tempi
recenti, alcuni Stati, coinvolti più di altri nel fenomeno migratori di matrice
climatica, hanno iniziato a studiare strumenti di tutela specifici per chi fugga
da disastri ambientali. In questo modo, seppure per mezzo di un processo lento,
sta emergendo una spinta normativa e giurisprudenziale volta al riconoscimento
della figura del migrante climatico al fine di evitare che soggetti bisognosi di
tutela ne rimangano totalmente privi.
Il presente lavoro sarà quindi organizzato in tre capitoli.
Nel capitolo I si studierà l’emersione della figura del migrante climatico nel
panorama internazionale e si guarderà a due casi concreti in cui, anche per
mezzo di importanti decisioni giurisprudenziali, si è aperta la strada ad una
tutela specifica per i migranti climatici.
Il capitolo II esaminerà le possibili forme di tutela a livello internazionale.
Partendo dalla definizione di rifugiato contenuta nella Convenzione di Ginevra
del 1951 si tornerà alla decisione assunta dal Comitato per i diritti umani
delle Nazioni Unite nel caso Ioane Teitiota c. Nuova Zelanda, la quale
costituisce un tassello fondamentale per il riconoscimento di una forma di
tutela specifica ai migranti climatici attraverso la tutela garantita dal
diritto di non refoulement.
Nel capitolo III, infine, si guarderà agli strumenti esistenti a livello
nazionale che potrebbero avere una diretta applicazione nel caso della
migrazione climatica. L’analisi muoverà dall’esame dell’evoluzione della
protezione umanitaria fino al decreto 20/2023 che costituisce l’ultima modifica
operata dal Governo italiano nella materia oggetto del presente lavoro. Nel
terzo capitolo si guarderà anche al diritto d’asilo costituzionale per come
previsto dall’art. 10, comma terzo della Costituzione per studiarne le possibili
ricadute nei confronti die migranti climatici.
1. IPCC (Intergovernment Panel on Climate Change) è una commissione
intergovernativa costituita dalla Nazioni Unite con lo scopo di condurre
studi scientifici specifici sul cambiamento climatico e sui suoi effetti. ↩︎