Como, l’antifascismo non si processaIl servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 12,30 del 19 giugno del
Giornale Radio di Radio Popolare. Si è concluso oggi a Como con un’assoluzione
il processo a Cecco Bellosi, imputato per i fatti del 28 aprile 2023 a Giulino
di Mezzegra.
Bellosi era accusato di aver danneggiato la teca dedicata a Mussolini e Petacci
dopo aver rimosso fiori e un vaso collocati davanti all’effigie del dittatore.
La giudice ha assolto Bellosi perché il fatto non sussiste. Fuori dal Tribunale
era presente un presidio promosso dall’ANPI e da altre realtà antifasciste.
L’avvocato difensore Davide Steccanella ha dichiarato: «Avrei sperato che
riconoscessero che Cecco ha adempiuto un dovere costituzionale togliendo un
omaggio al Duce. Dopodiché la giudice l’ha assolto dicendo che non è stato lui a
danneggiare la teca con il punteruolo. Però Cecco aveva ammesso di aver tolto i
fiori, quindi la sentenza è importante perché stabilisce una volta per tutte che
togliere i fiori di omaggio al Duce è un atto di antifascismo e come tale non è
un reato.»
Lo stesso Bellosi uscendo dall’aula ha ribadito che a Giulino di Mezzegra
dovrebbe esserci un luogo dedicato alla memoria della Resistenza, non un punto
di riferimento per la celebrazione di Mussolini: «Il problema vero è che il
fascismo attuale c’è anche perché questo Paese non ha memoria. In un posto così
ci dovrebbe essere un momento alla Resistenza, ai partigiani, non una targa a
Mussolini. Io quella sera l’ho fatto spontaneamente, spero che se li rimettono
altri vadano a togliere i fiori, visto che non è un reato.»
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