Arrestati a Tunisi cinque organizzatori della Global Sumud FlotillaDopo la violenta repressione preventiva e punitiva dei giorni scorsi, in questo
momento sono ancora in stato di arresto a Tunisi, dove si era riunito il
comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, sei organizzatori tunisini.
Un’attivista ha riportato la frattura di un braccio.
Nessuno si aspettava un intervento del reparto antiterrorismo tunisino, anche
perché si sta preparando una missione nonviolenta nel pieno rispetto della
legalità internazionale.
Questa situazione allucinante e inaccettabile segna un cambio di passo nella
complicità dei governi con il regime criminale di Netanyahu, che ha chiuso di
nuovo i valichi per Gaza impedendo il passaggio di aiuti umanitari. Gaza è un
campo di sterminio e la Global Sumud Flotilla vuole portare un sollievo concreto
alle famiglie palestinesi stremate dalla fame.
Il governo italiano complice del genocidio si appresta a varare una legge
bavaglio per impedire qualsiasi critica a Israele, accusando di antisemitismo
chiunque osi raccontare la verità dei fatti.
Riportiamo una sintesi del comunicato del 6 marzo della Global Sumud Flotilla:
“La Global Sumud Flotilla (GSF) condanna fermamente l’arresto, avvenuto oggi,
degli organizzatori tunisini locali della GSF Wael Nouar, Jawaher Channa, Nabil
Chanoufi, Sana Msahli e Mohammed Amin Belnour, trattenuti a Sidi Bou Said
(Tunisia) dall’unità antiterrorismo della polizia tunisina.
L’arresto fa seguito a una serie di azioni allarmanti da parte delle autorità
tunisine avvenute negli ultimi giorni, che hanno preso di mira attività
pacifiche di solidarietà con Gaza legate alla Global Sumud Flotilla.
Il 4 marzo, la polizia tunisina ha impedito con la violenza a una delegazione di
oltre venti membri del comitato direttivo della GSF, nonché ad organizzatori
locali e internazionali, di arrivare al porto di Sidi Bou Said, dove avevano
programmato di incontrare e ringraziare i lavoratori portuali tunisini che hanno
mostrato solidarietà alla Palestina e sostenuto la flottiglia. L’incontro era
stato pianificato in anticipo e disponeva delle autorizzazioni richieste dalle
autorità tunisine. Tuttavia, poco prima dell’inizio dell’azione, i permessi sono
stati revocati bruscamente senza alcuna spiegazione.
L’arresto degli organizzatori tunisini della GSF, insieme alla ripetuta
sospensione degli incontri legali, rappresentano un’escalation profondamente
preoccupante e un’inquietante deviazione dalla lunga storia di solidarietà
pubblica della Tunisia con il popolo palestinese e dagli sforzi internazionali a
sostegno di Gaza.
La Global Sumud Flotilla chiede un chiarimento immediato sulle circostanze di
questi arresti e il rapido rilascio degli attivisti.
Nonostante queste azioni, la nostra missione rimane invariata. Questa primavera
lanceremo nuovamente una storica missione civile dal Mediterraneo a Gaza per
sfidare l’assedio israeliano e sostenere il popolo palestinese. Confidiamo che
il popolo tunisino, la cui solidarietà con la Palestina è sempre stata forte e
visibile, svolgerà ancora una volta un ruolo fondamentale in questo sforzo
storico”.
Redazione Italia