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Bolivia. Luisa Gonzales arrestata dal narco-governo di Noboa
La destra narco-dittatura sostenuta dagli Stati Uniti in Ecuador ha arrestato la candidata presidenziale Luisa González, del movimento correista di sinistra, con accuse fabbricate ad arte. Questo è avvenuto dopo che il regime narco dell’Ecuador ha bandito il principale partito di opposizione di sinistra. L’Ecuador è governato dal dittatore Daniel […] L'articolo Bolivia. Luisa Gonzales arrestata dal narco-governo di Noboa su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
PIAZZA DELLA LOGGIA: LA CORTE D’APPELLO NEGA L’ARRESTO DI TOFFALONI, CONDANNATO PER LA STRAGE DEL 28 MAGGIO 1974
La Corte d’appello di Brescia ha respinto la richiesta della Procura generale di arrestare Marco Toffaloni, fascista veronese ed ex militante di Ordine Nuovo condannato a 30 anni per la Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Per i giudici ‘non ci sono elementi sufficienti a dimostrare un pericolo concreto e attuale di fuga dell’uomo’, che vive in Svizzera, ha cittadinanza elvetica e ha impugnato in Cassazione la condanna di primo grado, la massima possibile – 30 anni – visto che all’epoca dei fatti era ancora minorenne. La Procura generale ha già fatto ricorso contro la decisione della Corte d’Appello. Su Radio Onda d’Urto ha commentato la decisione della Corte d’Appello l’avvocato Federico Sinicato, legale di parte civile nel processo sulla Strage di Piazza della Loggia. Ascolta o scarica  
October 14, 2026
Radio Onda d`Urto
CIBO!, WRITER ANTIFA MALATO DI SCLEROSI MULTIPLA ARRESTATO PER COLTIVAZIONE DI CANNABIS: “ALLEVIA IL MIO DOLORE”
Pier Paolo Spinazzè, in arte “Cibo!”, il writer 44enne famoso per coprire simboli e scritte dell’estrema destra con immagini tipiche della cucina italiana, ieri si è presentato in udienza davanti alla giudice del Tribunale di Verona Clara Aprea, dopo l’arresto avvenuto martedì 29 settembre, che ha coinvolto anche un’altra persona a San Giovanni Lupatoto, nel Veronese. È accusato di coltivazione e detenzione illecita di cannabis. L’artista veneto resta a piede libero in attesa del processo per direttissima, che inizierà il 19 novembre prossimo. La Guardia di Finanza, dopo appostamenti e sorvoli in elicottero dell’area nei pressi del fiume Adige dove veniva coltivata la marijuana, aveva sequestrato una ventina di piante dal peso lordo complessivo di 60 chili. Quello che non è emerso dai media locali che hanno diffuso la notizia, è che Cibo è malato di sclerosi multipla e possiede regolare licenza per l’acquisto di cannabis terapeutica. Come circa 30 mila pazienti in tutto il paese che hanno diritto legale di accedere a queste cure in farmacia, Cibo si è scontrato con burocrazia, con forniture insufficienti e con la scarsa qualità del materiale prodotto dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Ed ha quindi deciso di auto prodursi la sua medicina. Nell’intervista esclusiva realizzata da Radio Onda d’Urto, Cibo ha sottolineato che l’erba prodotta dai militari “non riesce a soddisfare la domanda di tutti i malati d’Italia. È stata una via che ho dovuto intraprendere per sopperire al mio dolore, senza cattiva fede e senza costruire nessun business”. La notizia ha scatenato l’immediata reazione dell’estrema destra cittadina, in primis Fratelli d’Italia, che ha colto la palla al balzo per attaccare la giunta di centrosinistra al Comune di Verona che aveva solidarizzato con Cibo per l’aggressione subita a fine agosto. Nella fattispecie un arbitro e ultras del Verona dell’area Hellas Army aveva aggredito Cibo in pieno giorno in una gelateria di San Giovanni Lupatoto, in presenza della famiglia. Anche il figlio era stato spinto a terra dall’arbitro Enrico Ciriaci, che si era dimesso dal suo ruolo ed era stato denunciato. Ai nostri microfoni la testimonianza di Cibo, Pier Paolo Spinazzè. Ascolta o scarica
October 1, 2026
Radio Onda d`Urto
L’accanimento continua: Giorgio di nuovo in carcere
Nella serata di venerdì, senza alcuna avvisaglia, Giorgio è stato prelevato dai Carabinieri di Susa dalla sua dimora sopra la Credenza a Bussoleno e tradotto nel carcere delle Vallette. A determinare il ritorno in casa circondariale è stata la revoca della misura alternativa concessagli dal Tribunale di Sorveglianza, a seguito […] L'articolo L’accanimento continua: Giorgio di nuovo in carcere su Contropiano.
August 22, 2026
Contropiano
Zohran Mamdani: “Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra, ma la mia amministrazione non ha l’autorità per arrestarlo”
Di seguito il discorso del sindaco di New York Zohran Mamdani, in cui ammette di non avere l’autorità di ordinare l’arresto di Benjamin Netanyahu, ma lo definisce comunque un criminale di guerra che non è benvenuto a New York: “Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra, l’artefice di un terribile genocidio contro la popolazione palestinese. È responsabile della morte di oltre 73.000 persone, della sofferenza e delle malattie di decine di migliaia di bambini, compresi quelli sopravvissuti che vengono amputati senza anestesia. È responsabile della distruzione di ospedali, reparti di neonatologia e centri di assistenza materna, privando anche i più piccoli della possibilità di vivere. È responsabile della morte di innumerevoli persone ridotte alla fame mentre venivano bloccati gli aiuti umanitari e i rifornimenti alimentari destinati alla popolazione. È responsabile dell’uccisione di centinaia di operatori umanitari e giornalisti. E questo è solo l’ultimo capitolo. Le Nazioni Unite hanno confermato che i bambini palestinesi continuano a essere deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze armate israeliane, molti mesi dopo gli eventi del 7 ottobre. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. Tutti noi, come americani, stiamo finanziando le bombe che provocano queste uccisioni. C’è un motivo se la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti. Come esseri umani, abbiamo impiegato generazioni per costruire una coscienza giuridica internazionale secondo cui esistono crimini così gravi da offendere l’intera umanità. Chiunque guardi con gli occhi, con il cuore e con onestà ciò che è accaduto dovrebbe riconoscere la devastazione provocata e comprendere che questi fatti devono essere giudicati da un tribunale. Come ho già detto, sono d’accordo con la Corte Penale Internazionale: Benjamin Netanyahu dovrebbe essere arrestato e processato per i crimini di cui è accusato, come dovrebbe accadere a chiunque altro sia destinatario di un mandato della Corte. La mia amministrazione ha esaminato ogni possibilità prevista dalla legge per stabilire se la città di New York potesse dare esecuzione al mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nel caso in cui Benjamin Netanyahu si recasse qui. È evidente che non disponiamo dell’autorità legale necessaria per farlo. Questa competenza appartiene al governo federale, e chiedo a quest’ultimo di collaborare con la Corte Penale Internazionale e di dare esecuzione al mandato. Voglio essere altrettanto chiaro su un altro punto: Benjamin Netanyahu non è il benvenuto a New York, così come non lo è nessun altro criminale di guerra. Non possiamo fermare da soli il genocidio, ma possiamo decidere se il nostro silenzio diventerà un’altra arma oppure utilizzare ogni strumento a nostra disposizione per difendere l’umanità e la dignità di ogni essere umano. Questo è il mio impegno nei vostri confronti.” Anna Polo
July 23, 2026
Pressenza
Bombardare sperando che serva a qualcosa
Dopo otto notti di bombardamento si può certamente dire che la guerra (israelo-)americana contro l’Iran è ricominciata su grande scala. Del resto era l’unica cosa vera detta da Trump da quando è nato, in una lettera al Congresso per rispettare l’obbligo di legge che fa scattare – di nuovo, dopo […] L'articolo Bombardare sperando che serva a qualcosa su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
Zohran Mamdani è pronto a chiedere l’arresto di Netanyahu se andrà a New York per l’Assemblea Generale dell’ONU
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che sta valutando la possibilità di chiedere l’arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu qualora si rechi nella città a settembre per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “Credo che il Primo Ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia”, ha affermato il sindaco durante la trasmissione The Interview del New York Times, riferendosi al mandato di arresto emesso dei suoi confronti e di quelli dell’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant dalla Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra commessi nella Striscia di Gaza. “È un criminale di guerra e dopo quello che il suo governo ha fatto negli ultimi anni questa è un’opinione condivisa da molti.” Mamdani ha sempre criticato duramente la politica di Israele. Durante la campagna elettorale aveva promesso, se fosse diventato sindaco, di ordinare l’arresto di Netanyahu nel caso avesse visitato la città. Ora ha chiesto il parere dell’ufficio legale della città e avviato delle consultazioni per capire se il sindaco ha l’autorità di ordinare alla polizia locale l’arresto di un capo di stato straniero. “Faremo tutto ciò che la legge ci consente di fare a New York, ma non scriveremo nuove leggi per raggiungere questo obiettivo”, ha precisato. La reazione di Netanyahu non si è fatta attendere: come al solito ha accusato il sindaco di essere un sostenitore di Hamas e un nemico di Israele. Anna Polo
July 18, 2026
Pressenza
Bari. Libertà per il prof Centrone e tutti gli attivisti arrestati: uniba non può rimanere in silenzio!
Come studenti di Cambiare Rotta chiediamo a Uniba e al rettore Bellotti di esprimersi per la liberazione del prof Domenico Centrone, professore della nostra università, e degli attivisti della Global Sumud Convoy, oltre all’interruzione di ogni accordo con Israele. La brutalità a cui assistiamo oggi non sorge dal nulla, ciò […] L'articolo Bari. Libertà per il prof Centrone e tutti gli attivisti arrestati: uniba non può rimanere in silenzio! su Contropiano.
May 27, 2026
Contropiano
PADOVA: RILASCIATI CON OBBLIGO DI DIMORA I 4 COMPAGNI DEL CS PEDRO AGGREDITI DAI CARABINIERI
[Aggiornamento sera – giovedì 16 aprile]: i 4 compagni del Cs Pedro sono stati rilasciati con obbligo di dimora. Ad accoglierli fuori dal Tribunale il presidio solidale di compagne e compagni] [Aggiornamento mattina – giovedì 16 aprile] Arresto per 4 compagni fermati dai carabinieri a Padova nella tarda serata di mercoledì. Il processo per direttissima è stato fissato per giovedì ore 13.30. In concomitanza solidali del CS Pedro e di altre realtà cittadine, si ritroveranno in presidio davanti al Tribunale. Tutto è iniziato con un “controllo ordinario” a poche decine di metri dal centro sociale, “zona rossa” a Padova. Da poco si era conclusa un’assemblea per organizzare la festa del 25 aprile. Un’auto con a bordo “un paio di persone” che avevano partecipato all’assemblea, si ferma in un tabaccaio in via Annibale da Bassano quando immediatamente sopraggiungono due pattuglie dei carabinieri che “aprono violentemente le porte della macchina e intimano l’identificazione” dei presenti, che non resistono e forniscono i documenti. I carabinieri decidono di procedere con una perquisizione personale e all’auto, senza rilevare alcunché. In seguito gli animi si scaldano e i carabinieri “strattonano bruscamente un compagno bloccandolo a terra e schiacciandolo fisicamente”, in puro stile “George Floyd”, come ha raccontato ai nostri microfoni Nando, giunto dal vicino Pedro in quegli istanti. Con lui arrivano diversi altri compagni e compagne che non avevano ancora lasciato il centro sociale. Tanti i testimoni già presenti sul posto, in una strada particolarmente frequentata e che avevano notato la situazione. Dopo aver “schiacciato la faccia a terra”, il compagno fermato viene caricato su una volante e portato via da altri carabinieri giunti sucessivamente sul posto, “in totale erano quattordici”. Le persone solidali intervengono e si mettono in mezzo alla strada per placare la situazione che però “degenera”: i carabinieri picchiano con pugni e calci, usano spray al peperoncino. Infine procedono con il fermo di altri tre compagni senza rilasciare per tutta la notte alcuna comunicazione ai legali. Soltanto questa mattina è arrivata la notizia della convaldida dell’arresto e del processo per direttissima. “Non è il primo episodio del genere nella zona rossa”, non solo contro attivisti e attiviste, ma anche verso altre persone. Con il presidio di questo pomeriggio si chiede “il rilascio immediato” dei compagni arrestati e “di iniziare una campagna contro gli abusi in divisa dei carabinieri di Padova”. La testimonianza di Nando, compagno del centro sociale Pedro. Ascolta o scarica
April 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Padova. Processo per direttissima per quattro attivisti. Abuso di potere dei carabinieri
E’ stato convalidato l’arresto per quattro compagni fermati dai carabinieri a Padova nella tarda serata di mercoledì. Il processo per direttissima è stato fissato per giovedì ore 13.30. In concomitanza solidali del CS Pedro e di altre realtà cittadine, si ritroveranno in presidio davanti al Tribunale. Tutto è iniziato con un “controllo ordinario” a poche decine […] L'articolo Padova. Processo per direttissima per quattro attivisti. Abuso di potere dei carabinieri su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano