Il battito di una Roma che non si arrendeMessaggio di Lucha e Sista e Spin Time
Esprimiamo tutto il nostro sostegno, complicità e vicinanza a Spin Time Labs,
che costruisce politiche per l’abitare giuste ed eque, che produce possibilità
abitative per tant3, che genera esperienze mutualistiche e di welfare
all’interno di uno stabile che era stato inutilizzato e abbandonato da troppo
tempo.
La minaccia di sgombero che pende su Spin Time è inaccettabile. Non è un atto
burocratico, ma un attacco frontale a un’idea di città. Come Lucha y Siesta,
sentiamo questa vicenda vibrare sulla nostra pelle: sono esperienze in
risonanza, specchi di una necessità che si è fatta carne, desiderio e progetto.
Conosciamo bene la storia della comunità di Spin time con la quale abbiamo
condiviso alcuni percorsi, oltre che storie e biografie.
Lucha y siesta nasce nella lotta per la casa, intuendo prima di altri che la
violenza domestica è tale, in primis, per chi non ha una casa sicura in cui
vivere lontano dalla violenza. Intuizione che ci spinge a praticare ancora oggi,
dopo 18 anni, percorsi autonomi sul diritto ad una vita libera dalla violenza
che significa anche; Casa, Lavoro e Autodeterminazione.
L’Urbe Sotto Assedio: Speculazione contro autogoverno
Per anni, Lucha y Siesta e Spin Time hanno colmato il vuoto lasciato da una
politica istituzionale miope e latitante. Una politica che ha preferito svendere
pezzi di Urbe alla speculazione selvaggia per “fare cassa”, invece di investire
in utilità pubblica. In questo paradigma distorto, il benessere di chi abita i
territori non è mai un investimento, ma sempre e solo una “spesa”.
Il cemento perciò ha cannibalizzato i quartieri, soffocando il verde pubblico e
abbattendo alberi secolari per moltiplicare palazzine vuote. L’esempio del The
Social Hub a San Lorenzo è emblematico: uno studentato di lusso, uno scrigno
scintillante per pochi privilegiati, spacciato per “rigenerazione urbana”. È la
stessa retorica che ha cancellato l’esperienza di Scup – Sport e cultura
popolare, lasciando al suo posto solo le macerie di via della Stazione
Tuscolana.
La Tirannia del Mattone e l’Espulsione dei Corpi
Alle “cattedrali nel deserto” e alle vele incompiute si è sommata la ferocia
della gentrificazione. Roma si sta trasformando in un parco giochi per il
turismo di massa:
Sradicamento sociale: Gli affitti schizzano, le case vacanza proliferano, i
dehors invadono ogni centimetro.
Svendita del patrimonio: Nonostante il Comune e la Regione posseggano un terzo
delle case in affitto, preferiscono venderle, come accade alla Garbatella.
Espulsione coatta: Trastevere, San Lorenzo e il Pigneto sono già stati
colonizzati. Chi sarà il prossimo?
Per chi fugge dalla violenza patriarcale, trovare casa a Roma è diventato un
miraggio. Se sei migrante o una soggettività non conforme alle norme eterocis,
il miraggio diventa un muro. La Capitale è oggi una metropoli escludente che
espelle chi è impoverit3. Mentre si inaugura la stazione metro Colosseo —
magnifica, dorata, museale — fuori si consuma il dramma di s/famiglie e
individualità che non possono più permettersi di vivere entro il GRA.
Riacquistare autonomia dopo un percorso in un Centro Antiviolenza, in una casa
rifugio o in una casa di semi-autonomia in questa Città significa troppo spesso
essere costrette a lasciare il proprio quartiere, rinunciando spesso ai propri
desideri, sradicando sé stesse e i propri figli dal quel tessuto sociale così
importante per le reti di supporto amicali, relazionali, di vicinato, essenziali
per il benessere e la sicurezza, quella vera fatta di mutualismo e giustizia
sociale. Solidarietà a Spin Time significa allora difendere il diritto di
abitare la città, rifiutando l’esilio nelle province dell’esistenza.
E infine, vogliamo sottolineare l’importanza dello spazio come riappropriazione
materiale e simbolica di soggettività politica.
Lucha y Siesta si inserisce nel solco della storia dei femminismi che da sempre
hanno cercato spazi fisici per radicare le proprie pratiche; luoghi fisici in
cui poter sviluppare sperimentazioni organizzative, di pensiero, di attività,
spazi che hanno saputo creare forme alternative di economie femministe,
innovative rispetto al modello economico neoliberista. Lucha e le altre Case
femministe e transfemministe delle Donne* nel tempo hanno intessuto reti libere
dal profitto e lo sfruttamento risignificando de facto le parole Democrazia e
Istituzione. Spazi materiali diventati beni comuni perché gestiti da comunità
che mettono al centro le relazionalità e i desideri di chi se ne prende cura. Il
materiale diventa simbolico e costruisce immaginari possibili.
Verso la Città Femminista: Un’Alternativa al Dominio e alla solitudine
Oggi, mentre lo scenario internazionale è scosso da venti di guerra e le
tensioni geopolitiche rimettono al centro la legge del più forte, diventa
urgente e vitale produrre uno scarto. Non possiamo permettere che la logica del
conflitto e del profitto di pochi diventi l’unico alfabeto possibile della
politica.
La città femminista non è un’utopia estetica, ma una pratica materiale: è lo
spazio che smette di essere merce per tornare a essere bene comune. È il luogo
dove la politica sceglie deliberatamente di privilegiare la cura al posto del
profitto, la prossimità al posto della gerarchia, il benessere collettivo al
posto dell’accumulazione estrattiva.
Mentre il mondo parla il linguaggio della sopraffazione, la città femminista
risponde con il mutualismo. Rivendicare spazi come Lucha y Siesta e Spin Time
significa affermare che la giustizia sociale è l’unica vera forma di sicurezza.
Abbiamo bisogno di istituzioni che non si limitino ad amministrare l’esistente,
ma che abbiano il coraggio di invertire la rotta: smantellare la tirannia del
profitto per rimettere al centro i desideri e i corpi di chi la città la vive
davvero.
La città che vogliamo è quella che non espelle, ma trattiene; che non isola, ma
connette. Una città dove la vita delle persone vale più del valore di mercato
delle mura che le ospitano. Oggi, più che mai, la cura è un atto rivoluzionario.
Desideriamo immaginare un altro modo di stare in città che permetta comunità
vive e autodeterminate, libere dalla violenza e dal ricatto dell’esclusione
> Assembela spin time
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