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Faida tra i servizi segreti ucraini, clima da fallimento a Kiev
Una sparatoria vera e propria è andata in scena tra i palazzi del quartiere Dniprovskyi di Kiev, lasciando in strada tre feriti dei servizi segreti militari e interrompendo ogni canale di cooperazione tra le agenzie di intelligence ucraine. Sullo sfondo, una spirale di accuse incrociate di connivenza con Mosca e […] L'articolo Faida tra i servizi segreti ucraini, clima da fallimento a Kiev su Contropiano.
September 6, 2026
Contropiano
La Global Sumud Flotilla a sostegno della Rivoluzione dei Fenicotteri
Il 20 agosto una delegazione della Global Sumud Flotilla, composta da attiviste e attivisti, membri della comunità albanese della diaspora, divulgatori e persone appartenenti a realtà ecologiste, salperà dal porto di Brindisi, in Puglia, per raggiungere l’isola di Sazan, in Albania. All’arrivo, si uniranno alle proteste in corso sull’isola e sulla terraferma. La scelta del porto di partenza non è casuale: in occasione del trentacinquesimo anniversario dagli accadimenti della Vlora, i figli dei superstiti di questa tragedia torneranno in Albania sulle barche della Flotilla, in supporto della protesta popolare. L’iniziativa nasce dalla collaborazione della Global Sumud Flotilla con i collettivi Mesdhe, Palestine e Lire, impegnati per i diritti dei migranti, contro la detenzione amministrativa e a sostegno della causa palestinese; le imbarcazioni su cui avverrà la spedizione sono state recuperate e messe a disposizione dopo essere state danneggiate e lasciate alla deriva dall’esercito israeliano in seguito alle intercettazioni  avvenute durante l’ultima missione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. La spedizione mira a supportare la Rivoluzione dei Fenicotteri, la mobilitazione del popolo albanese che dal 16 maggio si oppone alla vendita dell’isola al fondo di investimento gestito da  Jared Kushner, genero del presidente Trump, e alla irregolarità degli accordi infrastrutturali promossi dal governo di Edi Rama. L’iniziativa è parte di una mobilitazione più ampia contro l’espansione economica, finanziaria e politica dell’alleanza USA-Israele, esplicata nei progetti di controllo strategico del Mediterraneo e delle sue coste, come il tentativo di “acquisizione” dell’isola protetta di Sazan. L’avanzata coloniale in Albania: il ruolo di Kushner e la risposta della Rivoluzione dei Fenicotteri Nel gennaio 2025 è stata approvata in via preliminare la cessione dell’isola ad  Affinity Partners , la società di private equity fondata da Jared Kushner, per la realizzazione di un resort di lusso dal valore stimato di 1,4 miliardi di dollari, attraverso la controllata Atlantic Incubation Partners LLC. L’operazione è stata resa possibile dalla legge albanese 21/2024, che consente l’avvio di attività economiche e progetti edilizi di lusso in aree ecologicamente sensibili e protette. Jared Kushner non è un semplice investitore: membro del “Board of Peace”, è il  promotore della “Riviera di Gaza”, il piano presentato al World Economic Forum di Davos nel gennaio 2026 per la trasformazione della Striscia in un polo turistico e finanziario. È il referente di Trump per le relazioni con l’Asia Sud-Occidentale, nonché suo importante sostenitore e finanziatore. Ha inoltre vantato i suoi rapporti politici e personali con Benjamin Netanyahu e mantiene stretti contatti strategici con l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), coordinandosi su punti chiave della politica filoisraeliana già dalla prima presidenza di Trump. Considerato l’architetto della storica normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e diverse nazioni arabe, i cosiddetti  “Accordi di Abramo”, Kushner è oggi il volto di un’espansione neocoloniale che si muove su diversi fronti. Lo stesso attore economico coinvolto nel piano su Gaza risulta oggi protagonista dell’operazione immobiliare a Sazan, in una regione che riveste anche rilevanza energetica e commerciale per l’Europa e l’Occidente. La risposta della popolazione albanese è esplosa il 16 maggio 2026, dopo che l’isola è stata circondata da filo spinato e le guardie del cantiere hanno aggredito un residente durante una protesta pacifica. La protesta si è estesa a livello nazionale, con il nome di Rivoluzione dei Fenicotteri e unisce le denunce della corruzione e delle irregolarità negli appalti pubblici legati a grandi opere infrastrutturali promosse dal governo di Edi Rama con le rivendicazioni ambientaliste legate all’area protetta. Sazan, un nodo strategico del Mediterraneo tra ecologia e geopolitica Sazan, situata nel Canale di Otranto a ridosso della laguna protetta di Vjosa-Narta, è da decenni uno dei nodi strategici del Mediterraneo, oggetto di ripetute occupazioni, anche da parte dell’Italia nel 1914 e nel 1939. La posizione dell’isola sul canale si intreccia con gli interessi energetici e le strategie di controllo delle rotte commerciali, come il progetto IMEC (India-Middle East-Europe Economic Corridor), il grande piano logistico e infrastrutturale lanciato al G20 di New Delhi nel settembre 2023, che vede in Trieste il polo strategico di collegamento con il Nord Europa. Proprio per Sazan passa il  Trans Adriatic Pipeline (TAP), il gasdotto che parte dalla frontiera tra Turchia e Grecia e trasporta gas nel continente. L’isola è inoltre l’unico sito di nidificazione del fenicottero rosa in Albania e punto di passaggio per oltre 200 specie di uccelli migratori. Conserva circa 3.600 bunker risalenti all’epoca sovietica, testimonianza del suo passato di snodo strategico-militare. La sua trasformazione in un resort di lusso rappresenterebbe anche un disastro ecologico e una cancellazione della memoria storica. Casi analoghi di estrattivismo e speculazione immobiliare si verificano anche sulle coste dell’Adriatico italiano, come il già contestato resort proposto da Four Season a Ostuni, ad opera della società Omnam Investment Group, guidata dall’imprenditore israeliano David Zisser. Il progetto prevede la realizzazione di un resort da 100 milioni di dollari in un’area naturale, progetto che ha suscitato l’opposizione di comitati cittadini e associazioni ambientaliste. L’obiettivo dell’iniziativa di GSF è quindi quello di connettere le coste e le lotte, moltiplicando la forza delle proteste. L’appello della Global Sumud Flotilla Non possiamo inoltre dimenticare la storia dei rapporti tra Italia e Albania, dalle due occupazioni militari del Novecento fino al recente protocollo Italia-Albania del 2023 per la gestione extraterritoriale di migranti nei centri di Shëngjin e Gjadër, quest’ultimo convertito nel 2025 nell’ennesimo disumano Centro per il Rimpatrio (CPR). Si delinea così un continuum di sfruttamento e controllo, che dalle coste albanesi si estende a quelle italiane, passando per gli interessi energetici e la complicità istituzionale. La nostra storia è gravemente segnata da crimini ai danni del popolo albanese, come l’episodio della nave Vlora: l’8 agosto 1991, oltre 20.000 persone arrivarono in nave in cerca di asilo. Quella che avrebbe dovuto essere una richiesta di protezione umanitaria si trasformò in una delle pagine più vergognose della storia repubblicana italiana. I passeggeri – uomini, donne, bambini – furono rinchiusi nello Stadio della Vittoria di Bari in condizioni disumane, senza cibo, senza acqua, senza assistenza sanitaria. Decine di persone morirono, altre furono colpite da malori e malattie. E quando il governo italiano decise di rispondere, lo fece con la più grande operazione di rimpatrio forzato della storia repubblicana: 17.000 persone furono deportate, rispedite in un’Albania sull’orlo del collasso, abbandonando ogni pretesa di umanità e rispetto del diritto d’asilo. La Global Sumud Flotilla si mobilita ancora per denunciare l’espansione coloniale e il furto di terre a opera di Kushner e dei suoi alleati, che coniuga interessi economici, speculazione edilizia e controllo geopolitico del Mediterraneo. Siamo al fianco della Rivoluzione dei Fenicotteri e del popolo albanese e invitiamo tutte le realtà della società civile a sostenere questa battaglia.   Global Sumud Flotilla
August 13, 2026
Pressenza
Continuano le proteste in Albania. Nel mirino c’è tutta la classe dirigente
È da quasi quattro settimane che la mobilitazione in Albania continua, e i suoi caratteri e obiettivi politici si sono ormai trasformati. Partite dalla critica ambientalista riguardante la svendita del patrimonio naturale del paese alla speculazione immobiliare guidata dal genero di Donald Trump, Jared Kushner, ormai le piazze sono arrivate […] L'articolo Continuano le proteste in Albania. Nel mirino c’è tutta la classe dirigente su Contropiano.
June 25, 2026
Contropiano
Caso Albania: non è tutto lusso quello che luccica
Chi controlla Sazan controlla l’accesso all’Adriatico “Ci siamo fermati a nuotare e abbiamo scoperto un’isola.” Così Ivanka Trump parla dell’isola di Sazan. Una frase che sembra innocente ma non lo è: nessuno ha scoperto Sazan, tanto meno lei. Esiste da millenni. Quando una miliardaria dice di aver “scoperto” un’isola, significa solo che qualcuno sta per trasformare un patrimonio di tutti in asset privato per pochi. Secondo le approvazioni del governo albanese e i dettagli del progetto resi noti finora, la proposta includerebbe hotel di lusso e ville private; infrastrutture marine e turistiche con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale; interventi su larga scala per il “ripristino” del paesaggio e la “bonifica” del territorio che per altro che non si capisce cosa debbano ripristinare e bonificare visto che è un’oasi naturale protetta. Valore dell’investimento circa 1,5 miliardi di dollari, uno dei più grandi progetti turistici mai proposti in Albania e in tutto l’Adriatico. LA RIVOLUZIONE DEI FENICOTTERI C’è anche un particolare, superato dal governo di Edi Rama variando una legge nel 2024 che rende possibile di fatto la speculazione edilizia: l’area è demaniale e il litorale di Pishë Poro-Narta, nel delta del Vjosa, è protetto, uno degli ultimi tratti incontaminati dell’Adriatico-Ionio, con una ricchissima biodiversità e una celebre colonia di fenicotteri. Il Governo ha approvato il progetto senza gare, senza consultazioni e con affidamento diretto, definendolo “un investimento strategico”. Nel frattempo, l’operazione ha scatenato la più ampia mobilitazione civile mai vista prima in Albania. Dallo scorso 1° giugno in migliaia sono scesi in piazza a Tirana e in altre città al grido di ‘L’Albania non è in vendita’, trasformando una controversia urbanistica in una questione di sovranità nazionale. La cosiddetta “Rivoluzione dei Fenicotteri” è diventata un caso internazionale. Le proteste hanno già ottenuto un primo risultato: trasformare quello che il governo presentava come un semplice investimento turistico in una questione nazionale. La mobilitazione, i ricorsi e le contestazioni hanno rallentato l’avanzamento dei progetti e aperto una fase di forte incertezza sul loro futuro, senza tuttavia ottenere, almeno per ora, una revoca ufficiale da parte del governo Rama. CHI CONTROLLA SAZAN CONTROLLA L’ACCESSO ALL’ADRIATICO Sazan non è una spiaggia qualsiasi. Di fronte alla baia di Valona, nel canale di Otranto, visibile a occhio nudo dal nostro Salento, Sazan, o Saseno come la chiamavano i veneziani che la controllarono per secoli, Sazan è sempre stata una delle chiavi di accesso all’Adriatico. Situata all’imboccatura della baia di Valona, lungo la rotta che collegava Venezia al Levante, l’isola occupa una posizione strategica che ne ha fatto nel tempo presidio militare veneziano prima e italiano poi; durante la Guerra Fredda diventa una delle principali fortificazioni del regime di Enver Hoxha con bunker, gallerie e installazioni difensive. Oggi è al centro di interessi NATO, albanesi e turchi. Dietro la colonizzazione immobiliare di lusso del Mare Nostrum – che nostrum non è più – compare sempre la stessa figura: Jared Kushner, il volto più riconoscibile di una politica che tratta la geografia come un portafoglio di asset da valorizzare, e che rende visibile la fusione tra potere politico, finanza e trasformazione territoriale. L’uomo che insieme a Steve Witkoff presiede ormai tutti i principali dossier aperti da Trump in Medio Oriente e nel mondo. Ma perché un uomo che si muove contemporaneamente tra Washington, Tel Aviv, Riyad, Abu Dhabi e Belgrado sceglie proprio uno dei punti più strategici dell’Adriatico? Per trovare la risposta bisogna seguire la traiettoria di Jared Kushner negli ultimi dieci anni: dagli Accordi di Abramo ai progetti immobiliari nei Balcani, passando per le distopiche visioni di ricostruzione di Gaza e i nuovi equilibri del Mediterraneo. JARED KUSHNER: UN IMPERO IMMOBILIARE CONTROVERSO Ridurre Jared Kushner a genero di Donald Trump è un errore. Kushner incarna come pochi altri la fusione tra diplomazia, finanza immobiliare e interessi geopolitici che caratterizza l’era Trump. Architetto degli Accordi di Abramo, interlocutore privilegiato delle monarchie del Golfo e figura di riferimento nei rapporti con il governo israeliano, Kushner ha trasformato il proprio capitale politico in un network economico globale. Inoltre, il suo rapporto privilegiato con Israele non nasce dalla politica. Benjamin Netanyahu frequentava abitualmente la casa dei suoi genitori nel New Jersey quando Jared era bambino. Amico di famiglia, il futuro primo ministro israeliano faceva parte di un universo relazionale che precede di decenni l’ingresso di Kushner sulla scena pubblica. Dopo l’uscita dalla Casa Bianca, nel 2021 ha fondato Affinity Partners, un fondo di investimento blindato sostenuto principalmente da capitali sauditi. Attraverso questa struttura ha esteso la propria presenza in Medio Oriente, compresi i controversi progetti di “ricostruzione” e valorizzazione immobiliare evocati per Gaza, muovendosi lungo un asse che collega gli USA, Israele, i Paesi del Golfo, i Balcani, e adesso l’Albania. L’isola di Sazan non è dunque un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di un mosaico che rende sempre più difficile capire dove finisca la diplomazia e dove comincino gli affari. CATTIVE REPUTAZIONI CHE NON SI CANCELLANO Molto prima della geopolitica e degli Accordi di Abramo, Jared Kushner era già a capo di uno degli colossi immobiliari più controversi e discussi della East Coast americana. Quello fondato dal nonno Joseph Kushner, nato Yossel Berkowitz, un ebreo originario di Nowogródek (oggi in Bielorussia, allora Polonia orientale), passato per campi profughi europei, compresi quelli italiani, da lì migrato negli Stati Uniti, dove approda con la moglie nel 1949. Lì inizia come falegname e piccolo costruttore nel New Jersey e sfruttando il boom edilizio americano del dopoguerra arriverà alla sua morte lasciando un’eredità di migliaia di appartamenti. Il figlio Charles, all’anagrafe Chanan, padre di Jared, accresce il patrimonio, diventando una figura tanto influente quanto discussa. Nel 2005 viene condannato per evasione fiscale, finanziamento illecito di campagne elettorali e manipolazione di testimoni in uno dei casi giudiziari più clamorosi dell’epoca. Tra gli episodi emersi durante il processo figura anche l’assunzione di una prostituta per compromettere un familiare che stava collaborando con le autorità federali. È a quel punto che Jared prende in mano le redini dell’azienda trasformandola in una piattaforma finanziaria globale. Ma la reputazione del gruppo Kushner non è stata segnata soltanto dalle vicende giudiziarie. Nel Maryland e in altri Stati americani, associazioni di inquilini, giornalisti investigativi e autorità locali hanno documentato per anni controversie relative alle pessime condizioni degli immobili gestiti dal gruppo: appartamenti descritti dai residenti come topaie degradate, infestati da insetti, colpiti da infiltrazioni e problemi strutturali, mentre gli inquilini denunciavano una politica aggressiva di aumenti degli affitti e sfratti, anche di madri con bambini. Reputazione che continua a seguire Kushner malgrado i suoi instancabili sforzi per nasconderla. NON TUTTO È LUSSO QUELLO CHE LUCCICA Osservata da questa prospettiva, è chiaro che Sazan è l’ultima evoluzione di una storia che da decenni trasforma luoghi, edifici e territori in asset finanziari e geopolitici. Cambiano le dimensioni e gli scenari: dagli appartamenti popolari del Maryland alle coste dell’Adriatico, ma non la logica. La dottrina Gaza si allarga. Non sempre lo fa con le bombe. A volte arriva in giacca e cravatta. E parla la lingua degli “investimenti strategici” e degli “sviluppi sostenibili”. Non è tutto lusso quello che luccica. Ma forse il colonialismo si. M. Alessandra Filippi
June 21, 2026
Pressenza
ALBANIA: NON SI FERMA LA PROTESTA. RITIRO DEL PROGETTO E DIMISSIONI DEL PRIMO MINISTRO LE RICHIESTE DEL MOVIMENTO. SABATO 20 ASSEDIO AI PALAZZI DEL POTERE
Per il sedicesimo giorno di fila il popolo albanese sta riempiendo le piazze contro i progetti speculativi del governo e di Jared Kushner, genero di Trump e storico portavoce di interessi finanziari Usa e israeliani. Una protesta che sta mettendo sotto accusa non solo “la cricca di Edi Rama, ma tutto un sistema politico corrotto che svende il territorio ai capitali internazionali”. Il movimento, ribattezzato “Rivolta dei fenicotteri”, chiede il ritiro del progetto e le dimissioni del primo ministro Rama, in carica dal settembre 2013. Per sabato 20 giugno è in programma inoltre in tutta l’Albania “una mobilitazione nazionale con assedio ai palazzi del potere”. Da Durazzo l’intervista di Radio Onda d’Urto con Artan Kacani, ricercatore, urbanista e attivista albanese. per il diritto alla casa Ascolta o scarica 
June 17, 2026
Radio Onda d`Urto
La rivolta dei fenicotteri
Il movimento di massa albanese contro la turistificazione di un’isola oasi ecologica mette in evidenza le contraddizioni dello sviluppo mentre il paese tratta l’ingresso in Ue. di Richard Braude e Valentina Bonizzi (*) Solo 50 miglia nautiche dalla Puglia, nel canale di Otranto, l’isola di Saseno è stata per gran parte dell’età moderna un possedimento veneziano, per poi passare sotto
Albania. La “rivoluzione dei fenicotteri” albanese contro il resort di Kushner
Le mobilitazioni che stanno avvenendo in Albania sono tra le maggiori che si vedono da decenni. E cosa ancora più significativa, sono sbarcate anche in Italia. Ha un effetto internazionale la “Flamingo Revolution” (la “Rivoluzione dei fenicotteri”), che ha visto scendere in piazza migliaia di persone per rivendicare il fatto […] L'articolo Albania. La “rivoluzione dei fenicotteri” albanese contro il resort di Kushner su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
Albania: proteste a Tirana contro il mega progetto turistico di Kushner
Per il secondo giorno consecutivo, migliaia di persone si sono radunate a Tirana per protestare contro un progetto turistico di lusso sull’isola di Sazan, un parco nazionale protetto. Il progetto ha ottenuto lo status di «investitore strategico», che garantisce privilegi speciali e procedure accelerate ai sensi della legislazione albanese. La designazione è stata concessa alla Atlantic Incubation Partners LLC, una società legata alla rete imprenditoriale di Jared Kushner, genero di Trump e mediatore per gli Stati Uniti in diversi conflitti nel mondo. Il piano prevede un resort di lusso da 1,4 miliardi di euro che si estenderà su 45 ettari dell’isola di Sazan. La commissione che ha approvato lo status era presieduta dallo stesso Edi Rama, attuale Primo Ministro del Paese. L’isola di Sazan fa parte del Parco Nazionale Marino di Karaburun-Sazan, uno degli ecosistemi protetti più importanti dell’Albania. I gruppi ambientalisti sostengono che l’area sia vitale per la biodiversità, in particolare per la foca monaca del Mediterraneo, uno dei mammiferi marini più rari al mondo. Nel frattempo, la vicina laguna di Valona-Narta subisce una crescente pressione da due grandi progetti: l’aeroporto internazionale di Valona, sostenuto dal governo, e i progetti turistici su larga scala nelle aree di Vjosa-Narta e Sazan legati agli affari di Jared Kushner. La laguna è una delle zone umide più importanti d’Europa e una parte fondamentale dell’ecosistema del delta del Vjosa. Ospita più di 200 specie di uccelli e funge da importante tappa per gli uccelli migratori nel Mediterraneo, tra cui fenicotteri e pellicani. Con lo slogan “L’Albania non è in vendita”, i manifestanti chiedono l’annullamento del progetto e le dimissioni di Rama. Pressenza IPA
June 2, 2026
Pressenza