“A Campobasso come in Francia!”
LA MANIFESTAZIONE IN PROGRAMMA NELLA MATTINATA DI VENERDÌ 16 OTTOBRE È INDETTA
DAL COLLETTIVO DAL BASSO CITTADINO, CHE COMUNICA:
> In 1984 George Orwell scriveva che «la menzogna diventa realtà e passa alla
> storia» e, allo stato attuale delle cose, queste parole ardono più che mai.
>
> Al diffuso silenzio politico che dilaga dalla Palestina all’Italia un’azione
> di risposta è doverosa.
>
> Come ci hanno dimostrato in Francia farsi sentire è possibile, basta
> organizzarsi ed è così che la città di Campobasso ha intenzione di porsi.
>
> Il giorno venerdì 16 ottobre 2026 alle ore 9:00 scenderemo in piazza per
> schierarci contro
>
> * economia di guerra e propaganda militare
> * precarietà e tagli al sistema scolastico
> * assenza di educazione sessuo-affettiva
> * decadimento culturale
> * tagli a sanità e trasporti
> * mancato sostegno ai lavoratori
>
> Miliardi di euro impiegati nelle spese militari e presenza di forze
> dell’ordine in ambienti didattici.
>
> È necessario investire nella cultura, non nelle armi.
>
> Oltre 200.000 docenti e 60.000 precari ATA. Contratti a tempo determinato e in
> scadenza il 30 giugno 2027 senza stipendio estivo. L’assenza di continuità
> lavorativa e didattica grava non solo sulla vita degli “assunti”, ma anche
> sull’efficienza gestionale delle strutture e la formazione degli studenti.
>
> Il sistema della scuola-lavoro è ormai inadatto nonché insidioso. Ottimizzarlo
> con pratiche assicurative adeguate consentirebbe ai diretti interessati di
> svolgere attività non solo qualificanti ma anche correttamente sicure.
>
> Negare significa impedire un percorso formativo in grado di fornire
> conoscenze, competenze e valori per comprendere la propria sessualità, la
> dimensione affettiva e le relazioni interpersonali in modo sano, consapevole e
> rispettoso.
>
> I programmi ministeriali nazionali non sono più sostenibili. Gli studenti
> vogliono un’offerta formativa integra, non manipolata dall’alto e accessibile
> a tutti poiché la crisi dell’istruzione italiana non dipende dal numero di
> studenti senza cittadinanza italiana.
>
> Continui tagli ai settori hanno causato una bassa qualità e accessibilità ai
> servizi, l’assenza di una rete ferroviaria funzionante, disagi per pendolari
> nel trasporto su gomma.
>
> Costo folle degli affitti commerciali, carico fiscale insostenibile,
> contributi previdenziali e fiscali asfissianti e desertificazione stanno
> consumando i commercianti e riducendo la città di Campobasso ad una landa
> desolata.
>
> Invitiamo la cittadinanza tutta, organizzazioni, movimenti, sindacati e reti
> studentesche a unirsi e camminare nelle strade della nostra città.
>
> Organizzarsi, difendersi, lottare per un mondo equo.
Redazione Italia