3.000 firme certificate per salvare la scogliera di Vasto
Per il Comitato per la Tutela del Territorio e le associazioni promotrici la
volontà dei cittadini è chiara: no alle nuove concessioni tra il Monumento alla
Bagnante e la Grotta del Saraceno. L’interesse della comunità deve prevalere su
quello di pochi!
È stato raggiunto un nuovo, straordinario traguardo nella mobilitazione per la
tutela della scogliera di Vasto: sono 3.000 le firme certificate raccolte
attraverso la petizione “Salviamo la scogliera di Vasto dalle concessioni ai
privati”, promossa dal Comitato per la Tutela del Territorio insieme alle
associazioni che hanno sostenuto e condiviso questa battaglia.
Un risultato che va ben oltre le aspettative iniziali e che rappresenta,
soprattutto, un’espressione inequivocabile della volontà di una parte ampia e
trasversale della comunità vastese.
Tremila cittadini hanno scelto di mettere la propria firma per chiedere che il
tratto di costa compreso tra il Monumento alla Bagnante e la Grotta del
Saraceno rimanga libero, naturale e pienamente fruibile da tutti e che vengano
eliminate dal Piano Demaniale le previsioni delle nuove concessioni
turistico-ricreative.
Di fronte a questo risultato, il Comitato per la Tutela del Territorio e le
associazioni promotrici ritengono che l’Amministrazione comunale debba
finalmente prendere atto di una realtà che non può essere ignorata.
L’Amministrazione comunale deve farsene una ragione: i cittadini si sono
espressi.
E lo hanno fatto non attraverso un semplice sondaggio, ma mettendoci la faccia,
il nome e una firma certificata.
Non si tratta più, dunque, di una posizione sostenuta da singole associazioni o
da un gruppo ristretto di cittadini. 3.000 firme rappresentano un messaggio
politico e civico di straordinaria rilevanza, che merita ascolto e rispetto da
parte delle istituzioni.
La richiesta è precisa: modificare la parte del Piano Demaniale Comunale che
prevede nuove concessioni nel tratto di costa a nord del Monumento alla
Bagnante, corrispondente alle concessioni individuate con i numeri dal 26 al 37,
eliminando tali previsioni dal Piano.
Una richiesta che, peraltro, trova oggi un importante punto di convergenza anche
all’interno dello stesso percorso istituzionale del Comune.
Il Tavolo per l’Ambiente, nella seduta dell’8 giugno scorso, ha infatti
approvato una proposta di deliberazione con la quale si chiede alla Giunta e al
Consiglio Comunale di modificare il Piano Demaniale, eliminando le nuove
concessioni turistico-ricreative previste in quel tratto di costa e destinando
l’area alla conservazione delle sue caratteristiche naturali e paesaggistiche,
alla piena fruizione pubblica e libera e, eventualmente, alle sole attività
strettamente connesse alla piccola pesca tradizionale.
La proposta chiede inoltre di escludere nuove edificazioni, strutture per la
balneazione, installazioni commerciali, piattaforme, chioschi e sistemi di
ombreggio organizzato.
Da una parte, dunque, ci sono 3.000 cittadini che chiedono di salvaguardare la
scogliera. Dall’altra, c’è una proposta già approvata dal Tavolo per l’Ambiente
che va nella medesima direzione.
A questo punto è legittimo chiedere all’Amministrazione comunale: che cosa altro
deve accadere perché questa volontà venga ascoltata?
Il Comitato e le associazioni promotrici ribadiscono che non vi è alcuna
contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo turistico. Al contrario, la
conservazione della naturalità della scogliera rappresenta essa stessa una
straordinaria risorsa turistica, capace di qualificare Vasto e di attrarre un
turismo rispettoso del territorio.
La questione, quindi, è soprattutto una: quale interesse deve prevalere?
Per noi la risposta è chiara.
L’interesse della comunità vastese alla conservazione di un bene naturale,
paesaggistico e identitario deve necessariamente prevalere sull’interesse di
pochi soggetti privati ad ottenere nuove concessioni.
La scogliera non appartiene a chi oggi la amministra, né a chi domani potrebbe
ottenere una concessione.
La scogliera appartiene alla collettività.
Ed è proprio per questo che chiediamo alla Giunta e al Consiglio Comunale di
Vasto di avere il coraggio e la responsabilità di ascoltare la propria comunità,
modificando il Piano Demaniale e cancellando le previsioni delle concessioni dal
Monumento alla Bagnante alla Grotta del Saraceno.
Abbiamo avuto contatti diretti con alcuni consiglieri comunali e con altri
faremo a breve degli incontri di conoscenza, approfondimento e discussione
critica.
Il traguardo delle 3.000 firme non è, dunque, il punto di arrivo della
mobilitazione ma il punto di partenza e rappresenta il momento in cui la voce
dei cittadini deve trasformarsi in una scelta amministrativa.
Il Comitato per la Tutela del Territorio e le associazioni promotrici
continueranno a vigilare e a battersi affinché la scogliera di Vasto
rimanga libera, naturale e pubblica, oggi e per le generazioni future.
Continuate a firmare!! ..3.000 firme solo soltanto l’inizio.
Una sola richiesta: salvare la scogliera. I cittadini si sono espressi. Ora
tocca all’Amministrazione ascoltare.
La mobilitazione di oltre 2.000 cittadini conferma che la comunità vastese
riconosce il valore di questo luogo e chiede con forza che venga tutelato
integralmente. Infine, il Comitato invita chi non lo avesse ancora fatto a
sottoscrivere la petizione al link: https://c.org/rjkMh9b2TP.
Redazione Italia