Movimento ecologista e ambientalismo scientifico. Tra “il dire e il fare”: lo status quo e i rapporti di forza
L’avvio del “percorso di ascolto” promosso da Avs ai primi di maggio per dar
vita a “un vivaio per l’Italia di domani” per sconfiggere questa destra di
Meloni e Salvini ha rilanciato nel dibattito pubblico alcuni nodi del “fare
politica ambientale”, in particolare su energia, trasporti, alimentazione e aree
protette. Ed anche sul “pragmatismo senza principi” con cui si sono perse alcune
battaglie cruciali dell’ambientalismo italiano sui limiti e la sostenibilità
dello sviluppo trainato da consumismo e ingiustizia sociale che si perpetua
attraverso furbeschi greenwashing. La replica di Aurelio Angelini alle critiche
di Fabio Balocco espresse a proposito del “Vivaio delle idee” sul quale il
coordinatore del Movimento Ecologista aveva portato il suo contributo
all’evento “Decidiamo!”, organizzato da Europa Verde e Sinistra Italiana e
pubblicato in sintesi su “Italia Libera”[IL]
Caro Fabio Balocco,
> MARCIA ANTINUCLEARE CASALE-TRINO 11 MAGGIO 1986
>
> ti ringrazio per aver vinto il torpore e aver deciso di scrivere [qui il tuo
> pezzo]. Chi supera la propria indolenza per contribuire al dibattito pubblico
> merita rispetto, qualunque cosa poi dica. E devo riconoscere che alcune delle
> tue osservazioni sono pertinenti e stimolanti, in particolare, quelle sulle
> infrastrutture ereditate dal governo Draghi, sui corridoi ecologici e sulla
> coerenza necessaria tra enunciati e scelte concrete. Su questi punti il
> dibattito è aperto e ben venga chi lo alimenta con competenza. Detto questo,
> permettimi alcune considerazioni sulle tue “verità”, pronunciate con la
> sicurezza di chi ha già tutto chiaro.
>
>
>
> Cominci evocando “i bla bla tinti di verde” e citando Greta come emblema
> dell’inutilità. È una scelta curiosa. Greta Thunberg ha portato milioni di
> giovani in piazza in tutto il mondo, ha costretto governi e parlamenti a
> confrontarsi con l’emergenza climatica, e ha dimostrato con la sola forza
> della coerenza che una sedicenne senza partito né denaro può spostare l’agenda
> politica globale. Liquidarla come “bla bla” è una di quelle sintesi folgoranti
> che dicono molto più di chi le pronuncia che di chi ne è oggetto.
>
>
>
> IL 10 LUGLIO 1976, DALLO STABILIMENTO CHIMICO DELL’ICMESA DI MEDA, NEI PRESSI
> DELL’ABITATO DI SEVESO, FUORIESCE UNA NUBE CONTENENTE DIOSSINA
>
> Sul 100% di rinnovabili entro il 2040 ci chiedi “come”. È una domanda
> legittima. Avremmo però apprezzato che la stessa domanda “come?” tu l’avessi
> rivolta anche alle politiche energetiche degli ultimi trent’anni, che ci hanno
> consegnato una dipendenza fossile che paghiamo sulla bolletta ogni mese. Le
> difficoltà tecniche della transizione esistono, sono reali e vanno affrontate
> con serietà. Ma sollevare gli ostacoli senza mai interrogarsi sullo status quo
> è un privilegio comodo che il pianeta non si può più permettere.
>
>
>
> Ci rimproveri poi di non aver parlato di alimentazione, di diritti degli
> animali, di caccia e pesca, di personalità giuridica della Natura. Hai
> ragione: quei temi meritano spazio. Ma stai commentando un intervento non
> l’enciclopedia di ecologia politica. Se in 1.500 parole non si riesce a
> esaurire tutto l’universo del pensiero ecologista, non è necessariamente segno
> di malafede o di sudditanza all’industria agroalimentare. A volte è
> semplicemente questione di spazio. Il documento integrale di Movimento
> Ecologista sulla piattaforma di Avs – su cui l’intervento si basa – affronta
> molti di questi temi, ti invito a leggerlo, prima di costruire la critica
> sull’assenza.
>
>
>
> Infine, la questione delle armi e dell’atlantismo. È un tema complesso e
> divisivo, su cui esistono posizioni articolate all’interno della stessa
> sinistra ecologista europea. Che tu abbia la risposta definitiva in tasca è
> ammirevole. Noi preferiamo, per ora, continuare a ragionarci, mettendo al
> centro la Pace e il disarmo, la giustizia climatica e sociale.
>
>
>
> MANIFESTAZIONE STUDENTESCA DEL FRIDAYS FOR FUTURE A MILANO NEL 2021
>
>
>
> Concludi definendo il mio intervento “antropocentrico” e invocando una
> “visione olistica” come vera rivoluzione. Benissimo. Ma permettimi di
> osservare che le persone, quelle in carne e ossa, con l’affitto da pagare, la
> lista d’attesa al pronto soccorso, il contratto precario esistono dentro
> quell’olismo, non nonostante esso. Una politica ecologista che non parli anche
> a loro non è più olistica: è semplicemente meno efficace. E rischia di
> restare, essa sì, un bel bla bla.
>
> Con stima sincera e spirito costruttivo, Aurelio Angelini
Aurelio Angelini