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La Scuola per la Pace di Torino – Piemonte alla mobilitazione popolare nazionale
La rete di docenti e cittadini impegnati nella diffusione della cultura della pace partecipa alle iniziative in svolgimento nel capoluogo durante la giornata di sciopero contro la guerra e contro il genocidio del popolo palestinese indetto da sindacati di base e associazioni e, anche insieme all’Assemblea Studentesca di Torino, alla fiaccolata promossa dal Coordinamento Torino x Gaza. La Scuola per la Pace dichiara: > Venerdì 29 maggio, come studenti e docenti, aderiremo allo sciopero generale > contro la guerra. > > Nelle scuole viviamo direttamente l’impatto della guerra e percepiamo in > maniera sempre più evidente la militarizzazione del mondo dell’istruzione e > dell’intera società. > > Il genocidio di Gaza, con la distruzione di scuole, università, musei, chiese > e monumenti storici, e la guerra in Iran, iniziata con l’assassinio di 180 > allieve di una scuola, ci spingono a opporci con forza alla ristrutturazione > della scuola per la guerra, che va dai tagli all’istruzione alla riforma dei > tecnici e del 4+2, ai PCTO con le aziende belliche e allo svuotamento dei > programmi di filosofia e storia. > > Come studenti e docenti contrastiamo fermamente il tentativo di piegare la > scuola alla cultura e alla propaganda di guerra, perché dove c’è guerra la > scuola muore. Nell’occasione la Scuola per la Pace e la rete Scuola per la Palestina segnalano che recentemente la piattaforma HUB Scuola delle case editrici specializzate in didattica Mondadori Education, Rizzoli Education e D Scuola ha avviato con Leonardo SpA una collaborazione “per la diffusione della cultura e dell’educazione delle materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica)” e divulga “due serie di 30 video-lezioni online pensate per supportare gli insegnanti nella didattica e coinvolgere gli studenti dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado” realizzate con il progetto A scuola di STEM sviluppato dalla Fondazione Leonardo. Inoltre, sulle correlazioni tra crisi economica e investimenti nell’industria bellica che, parallelamente alla produzione di armamenti, nell’area metropolitana piemontese incentivano la militarizzazione di scuole, università e società, la Scuola per la Pace di Torino e Piemonte suggerisce la visione della conferenza, organizzata con il Gruppo Città e Territorio dell’Unione Culturale al Polo del Novecento il 25 maggio scorso, in cui i relatori – Nicole Larotonda, Francesco Chiodelli e Raffaella Sesana – sono intervenuti rispettivamente sui temi Un’analisi della filiera bellica torinese, La città nello scenario bellico contemporaneo e Ricerca e guerra. Redazione Torino
May 27, 2026
Pressenza
Sciopero generale contro la guerra e il genocidio del popolo palestinese
Torino – Venerdì 29 maggio Ore 8:00 – Piazza Massaua Ore 18:00 – Piazza Castello Ciò che sta accadendo a livello mondiale preoccupa tuttɜ. La politica istituzionale si dimostra non solo inadeguata ma completamente incapace di interrompere l’aggravarsi della guerra e di migliorare le condizioni di vita di ciascunɜ di noi. Non è più una questione di opinione, la guerra è un fatto materiale che miete centinaia di migliaia di vite umane, genera un incremento spaventoso dei prezzi del gasolio su cui gli Stati Uniti fanno affari miliardari e di conseguenza anche dei beni di prima necessità. Il governo italiano, in linea con gli altri governi europei, taglia fondi ai servizi sociali come sanità, scuola e università, per investire nei settori necessari alla produzione delle armi o nelle infrastrutture utili alla filiera bellica. Mentre noi dobbiamo aspettare un anno e mezzo per ottenere una visita sotto il Servizio Sanitario Pubblico, aziende come Leonardo ricevono miliardi di euro in investimenti per la produzione delle loro armi di morte. Questa condizione sociale sta causando un diffuso disagio sociale e, per fortuna, anche una risposta popolare contro queste scelte politiche folli. Da anni sono attive forti proteste che sono riuscite a mettere in difficoltà chi governa ma la risposta da parte delle istituzioni raramente riesce ad essere quella di affrontare i problemi che vengono sottoposti in maniera politica, preferiscono criminalizzare, creare leggi contro chi vuole alzare la propria voce contro le ingiustizie o lottare per le proprie condizioni di lavoro, militarizzare i quartieri, creare reati d’opinione. Lo sciopero è uno strumento essenziale perchè solo colpendo i guadagni dei criminali che fanno affari sulla guerra e sul genocidio, possiamo contare qualcosa. La Resistenza della Palestina continua a rappresentare l’unica alternativa al sistema marcio che governa il mondo, alla guerra globale bisogna rispondere con la Resistenza globale. Non arrendiamoci alla devastazione, continuiamo a lottare contro guerra e genocidio. TorinoPerGaza Redazione Torino
May 27, 2026
Pressenza