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Bologna: dossier amianto a via Corticella
a 34 anni dalla legge 257/1992 (norme per la cessazione dell’uso dell’amianto)  bonificare è urgente ma le istituzioni arrancano. di Vito Totire (*) Dossier cemento amianto via Arcoveggio 190 – Corticella (Bologna) Orribile già solo a vedersi ma ancora peggio in caso di inalazione e di contatto con le fibre. All’attenzione dei cittadini del quartiere Corticella ma anche di Bologna
MILANO: “FERMIAMO IL TERRORE SIONISTA, CONTRO L’AGGRESSIONE GENOCIDA SUL LIBANO” PRESIDIO IN PIAZZA DELLA SCALA
“Chiamata d’emergenza nazionale” dei Giovani Palestinesi d’Italia, dell’Unione Democratica Arabo Palestinese e dell’Associazione del Palestinesi in Italia per il presidio organizzato per giovedì 9 aprile alle ore 18.30 in piazza della Scala a Milano. La mobilitazione arriva in risposta all’intensificarsi degli attacchi dell’esercito israeliano in Libano e contro l’idea della grande Israele, che vorrebbe allargare i confini annettendo il sud del paese dei Cedri. La volontà degli organizzatori è di “costruire un fronte popolare largo e determinato che possa fare fronte alla sfrenata guerra imperialista” e che possa guidare “la prossima stagione di lotta”. Il presidio si schiera anche contro la complicità dei governi occidentali, compreso quello italiano, che continuano a sostenere militarmente Israele, alimentando il clima di “impunità e legittimazione dell’entità sionista”. Presenta il presidio sulle nostre frequenze, Sagia dei Giovani Palestinesi d’Italia. Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: LA CASSAZIONE ANNULLA L’ARRESTO DI MOHAMMAD HANNOUN. ENNESIMO COLPO AL CASTELLO ACCUSATORIO
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’arresto di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia (API), detenuto da fine 2025 con l’accusa di presunti finanziamenti alla Resistenza palestinese. La decisione riguarda anche altri tre indagati e dispone una nuova valutazione delle misure cautelari da parte del Tribunale del Riesame di Genova. In attesa della pronuncia però, Hannoun, che vive in Italia da otre dieci anni, resta detenuto a Terni. La Cassazione ha inoltre escluso come fonte indiziaria i documenti dei servizi segreti israeliani e respinto il ricorso della procura, aprendo a una nuova rivalutazione complessiva delle accuse. Si tratta di un ultreriore indebolimento dell’impianto accusatorio: già a gennaio 2026, infatti, tre delle sette misure carcerarie erano state annullate. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Vincenzio Miliucci, storico compagno romano che ha seguito la vicenda. Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
ROMA: CASSAZIONE CHIAMATA A DECIDERE SUI RICORSI IN DIFESA DI MOHAMMED HANNOUN. PRESIDIO SOLIDALE ALL’ESTERNO
A Roma è in corso un presidio sotto la Corte di Cassazione, oggi, mercoledì 8 aprile, in attesa della decisione dei giudici sui ricorsi presentati dalle difese nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas che coinvolge Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (Api), detenuto da fine 2025, ora nel carcere di massima sicurezza di Terni. La Suprema Corte deve esprimersi anche sull’utilizzabilità dei file israeliani, esclusi dagli atti perché acquisiti tramite fonte anonima, cioè con veline – non verificabili – dello Shin Bet (l’intelligence interna israeliana). Sul piatto anche il ricorso della Procura di Genova contro la decisione del tribunale del Riesame che nei mesi scorsi ha disposto la scarcerazione di altri 2 palestinesi indagati. Il pronunciamento dei giudici è atteso in serata o, addirittura, nella giornata di domani. Nel frattempo prosegue la manifestazione dei e delle solidali all’esterno della Corte. Dal presidio è intervenuto su Radio Onda d’Urto Vincenzo Miliucci, compagno della Confederazione Cobas. Ascolta o scarica.
April 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Antonella Mecenero e altre meraviglie della fs
Un affollato Marte-dì con la recensione di db a «Ombre di sogni di stelle», con Fabrizio Melodia che torna sull’antologia «Immaginando Gaza» e con la presentazione di «Il tempo dei girasoli» di Claudio Aorta che a leggere la sinossi pare assai intrigante. Quanti libri avrò letto – o studiato – nei primi 25 anni (e rotti) del secol nuovo o
Sostenere InfoPal significa sostenere il giornalismo decolonizzato
In seguito al caso che ha coinvolto associazioni palestinesi, che il Tribunale di Genova reputa “finanziatrici di Hamas” senza alcuno straccio di prova; ed in seguito alle accuse assurde e diffamatorie contro Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia (API) e della Direttrice di InfoPal Angela Lano, ora è tutto molto più chiaro. Vi è un attacco diretto all’attivismo per i diritti umani e del per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, con il fine di perseguitare, criminalizzare e demonizzare tutti gli attivisti nel mondo – specialmente in Europa e USA – appartenenti ai movimenti di solidarietà con il popolo palestinese e la sua resistenza contro l’occupazione militare belligerante sionista e del sistema d’apartheid razzista e coloniale che l’entità sionista d’Israele mette in atto. E’ ormai chiaro che si vuole zittire la “parola scomoda” che rivela al mondo il genocidio a Gaza e la repressione sistematica in Cisgiordania. E’ la “parola scomoda” che afferma ciò che i media mainstream non dicono e denuncia ciò che la hasbara israeliana continua a far credere influenzando anche i più alti piani delle istituzioni europee. E’ la “parola scomoda” che ha un’altra vibrazione: come direbbe il grande Andrea Camilleri, “Le parole che dicono la verità hanno una vibrazione diversa da tutte le altre”.  InfoPal ha parole che vibrano di verità. InfoPal, che più di tutti è stato segnato da questa vicenda, in questi anni ha sempre mantenuto salda la sua posizione: testimoniare ciò che avviene in Palestina, stando lontano dalle veline delle agenzie stampa occidentali le cui notizie vengono filtrate da Washington con l’obiettivo di creare una narrazione in linea con il doppio standard occidentale, con il doppiopesismo in base ai fatti del momento, e con il fine di mostrare un “Occidente aureo” in un mondo di “barbari”. InfoPal ha sempre respinto la narrazione mainstream occidentale fortemente insidiata da stereotipi eurocentrici, razzisti, neocoloniali, islamofobici e suprematisti bianchi, cercando di dare una voce altra sui fatti, dimostrando che spesso – in termini di guerra, occupazione, massacri, genocidi, stermini, invasioni – è proprio stato il tanto, ieri come oggi, il decantanto “Occidente di pace” a commettere “barbarie” in nome del proprio modello economico di sviluppo, di produzione e di consumo. E’ stato il tanto decantato “Occidente civilizzatore” ad essere un nemico della pace proprio in nome del capitalismo e dell’imperialismo, contro ogni rispetto per le culture, le società, i popoli e le visioni altrui nel mondo. InfoPal, media-partner di Pressenza Italia, ha sempre messo in pratico un giornalismo decolonizzato sulla Palestina e sul Medioriente, mettendo al centro l’importanza di difendere i diritti umani, di sostenere le resistenze dei popoli (con la prerogativa che siano le loro e non di qualcun altro), di garantire la vivibilità nei Paesi del mondo secondo le proprie culture, difendendo soprattutto il pluralismo nell’informazione. La Redazione di InfoPal NON non ha rapporti di lavoro o di collaborazione con partiti, movimenti, organizzazioni politiche o religiose, italiane o straniere, siti, blog, agenzie italiane o straniere. InfoPal – regolarmente iscritta a registro stampa presso il Tribunale Ordinario di Genova n.13/2006 in data 27/04/2006 – è un’agenzia stampa online che pubblica notizie e informazioni culturali, politiche e sociali sulla Palestina, dirette al mondo della comunicazione giornalistica, della politica, della cultura e dell’associazionismo italiani, a redazioni di quotidiani, riviste, radio e tv, sindacati e partiti, amministrazioni pubbliche e ai semplici navigatori. Si propone di perseguire esclusivamente fini di solidarietà e informazione socio-culturale consistenti nella promozione e la tutela dei diritti civili e politici del popolo palestinese. Il fine è quello di offrire un servizio d’informazione sulla situazione del popolo palestinese in patria e all’estero, attraverso notizie, inchieste, studi, report, articoli tematici, dati, ricerche, testimonianze giornaliere e documentate in merito al popolo palestinese. Si occupa anche di organizzare eventi, manifestazioni culturali, incontri, seminari, mostre e scambi di natura socio-culturale-sanitaria (attraverso programmi di cooperazione decentrata) aventi come tema la Palestina e i suoi abitanti. Per questo motivo, in quanto sito da sempre completamente autofinanziato, InfoPal ha inaugurato una campagna di raccolta fondi per finanziare i lavori della propria redazione. La raccolta fondi è lecita e, diversamente da quanto alcuni organi di informazione hanno scritto, non c’è alcuna violazione di quanto disposto dalla magistratura, ma semplicemente una raccolta fondi per poter continuare ad esercitare il diritto costituzionale di informazione (per l’esercizio del quale Angela Lano non ha mai ricevuto alcun provvedimento inibitorio). Donare per sostenere l’informazione indipendente e il giornalismo non-embedded è una scelta di vita: un modo diverso di guardare il mondo.   https://www.infopal.it/sostenete-infopal-sostenete-il-nostro-giornalismo-decolonizzato/ Lorenzo Poli
January 10, 2026
Pressenza
Anna’s Archive: Robin Hood ruba, Meta incassa
di jolek78 256 milioni di canzoni Ore 03:00. Era una (un’altra…) di quelle notti, una di quelle in cui il cervello decide che dormire è un argomento sopravvalutato. Dopo la solita passeggiata notturno/mattutina per le strade di una remota cittadina scozzese – dove anche un volpino mi ha osservato con l’aria di “gli umani son tutti strani” – mi son
API, Rapporto Umanitario sulla Situazione nella Striscia di Gaza del 26 ottobre 2025
‏Le organizzazioni internazionali e delle Nazioni Unite confermano che gli aiuti umanitari che entrano nella Striscia di Gaza sono del tutto insufficienti a soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione, in un contesto di grave deterioramento delle condizioni di vita e sanitarie. ‏Nonostante le affermazioni israeliane secondo cui gli aiuti entrerebbero regolarmente e che le notizie sulla fame siano esagerate, i rapporti sul campo e le dichiarazioni dell’ONU, dell’UNICEF e di altre organizzazioni umanitarie dimostrano il contrario. ‏L’UNICEF segnala che la situazione a Gaza è estremamente drammatica: centinaia di camion di aiuti restano in attesa ai valichi, e quelli che riescono ad entrare sono pochi e non bastano a coprire i bisogni essenziali. Il sistema sanitario è al collasso, con ospedali distrutti e una grave carenza di medicinali e attrezzature. ‏Circa 650.000 studenti non possono tornare a scuola a causa della distruzione della maggior parte degli edifici scolastici e universitari, con la conseguente interruzione totale del processo educativo. ‏Secondo gli accordi umanitari firmati a Sharm El-Sheikh, sotto la mediazione dell’ex presidente americano Donald Trump e con la partecipazione di Egitto, Qatar, Turchia e altri paesi, è previsto l’ingresso urgente e regolare degli aiuti, ma la loro applicazione rimane molto limitata. ‏La Striscia di Gaza ha oggi bisogno di oltre 300.000 tende per ospitare le famiglie sfollate e di almeno 600 camion di aiuti al giorno carichi di farina, acqua e beni alimentari di prima necessità per combattere la fame. ‏In questo contesto, l’Associazione di Solidarietà con il Popolo Palestinese in Italia continua i suoi progetti umanitari per fornire cibo, acqua e pane agli sfollati, soprattutto con l’arrivo dell’inverno e il peggioramento delle condizioni di vita. ‏Facciamo quindi appello a tutte le persone di buona volontà a contribuire e sostenere i progetti umanitari per alleviare le sofferenze del popolo palestinese a Gaza.   Associazione dei Palestinesi in Italia (API) – 26 ottobre 2025 Redazione Italia
October 27, 2025
Pressenza
Milano, Foglio di via a Mohammad Hannoun. InfoPal e API: “Nessun foglio di via fermerà la voce per la Palestina”
Milano. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (API), l’arch. Mohammad Hannoun, colpito oggi, sabato 25 ottobre, da un foglio di via da Milano della durata di un anno. Questo atto, grave e profondamente ingiusto, rappresenta un chiaro tentativo di intimidire chi si espone, con coraggio e coscienza, per difendere la verità e denunciare i crimini contro il popolo palestinese. Non è solo un provvedimento amministrativo: è un segnale politico che punta a reprimere la libertà di espressione e la solidarietà verso chi, da oltre 76 anni, vive sotto occupazione, esilio e apartheid. E’ un’azione liberticida, contro i diritti umani e la democrazia, tanto predicata, diremo, millantata da questo Occidente egemonico alla deriva etico-morale e politica, oltreché economica ed istituzionale. Aleggia, su tutta l’Europa e gli Stati Uniti, una pericolosa deriva totalitaria e antidemocratica, capitanata dagli epigoni di un nazifascismo e di un suprematismo bianco-centrico mai superato, mai davvero debellato nell’Occidente collettivo intrinsecamente razzista e genocida. Colpire Hannoun significa colpire chi, da più di quarant’anni, vive in Italia come parte attiva della comunità, portando avanti la voce dei senza voce, degli oppressi, di chi non ha mai smesso di credere nella giustizia. La sua presenza, la sua parola e il suo impegno sono testimonianze viventi di una storia di resistenza che attraversa frontiere e generazioni. Oggi, come sempre, noi denunciamo con fermezza ogni forma di repressione, di censura e di intimidazione. Denunciamo le politiche coloniali di Israele e dell’Occidente suprematista, genocida e razzista, l’occupazione militare della Cisgiordania, l’assedio e il genocidio in corso a Gaza, la continua espropriazione di terre, la detenzione di minori, la demolizione di case, e tutte le pratiche che violano sistematicamente il diritto internazionale e la dignità umana. Non accettiamo che la solidarietà venga criminalizzata. Non accettiamo che chi difende i diritti umani venga ridotto al silenzio. Non accettiamo che la parola “Palestina” diventi un reato. Non accettiamo questo antisemitismo del XXI secolo contro i semiti palestinesi, in Palestina e in Diaspora. La nostra voce non si fermerà. Continueremo a parlare di Palestina, oggi, domani, e per sempre. Continueremo a tramandare la memoria, la lotta e la speranza da generazione in generazione, affinché nessuno dimentichi le radici di questa ingiustizia e la forza di chi resiste. La Palestina è il Sud Globale, è il mondo delle Periferie, degli Oppressi che non accettano più di essere schiacciati e colonizzati. La Palestina è l’Avanguardia mondiale dei popoli contro la Barbarie israelo-statunitense. Ogni tentativo di repressione non farà che rafforzare la nostra determinazione. Siamo e resteremo al fianco di chi lotta per la libertà, la dignità e la giustizia del popolo palestinese. Chiediamo a tutte le comunità palestinesi in Italia, ai movimenti solidali, ai collettivi studenteschi, alle associazioni per i diritti umani, e a tutte le persone che hanno a cuore la verità di scendere al nostro fianco in solidarietà con l’arch. Mohammad Hannoun Perché nessun foglio di via potrà mai cancellare una causa giusta. Perché l’ondata di solidarietà non si ferma. Perché la Palestina vive in ogni voce che resiste, in ogni strada che si riempie di giustizia, in ogni generazione che sceglie di non tacere. Mohammad Hannoun è ogni persona libera che lotta contro l’ingiustizia. E’ tutti noi.   Associazione dei Palestinesi in Italia API-ITALIA, Redazione InfoPal.it InfoPal
October 27, 2025
Pressenza
API, Mohammad Hannoun: “Rompere ogni relazione con Israele, smettere di fornire le armi per il genocidio a Gaza e impedire la deportazione dei nativi”
Milano-InfoPal, 12 giugno 2025. Di Angela Lano. Ieri è arrivata in Italia, con un volo del Governo italiano, la pediatra palestinese di Gaza, Alaa al-Najjar, a cui Israele ha ucciso 9 figli e il marito, accompagnata dall’unico sopravvissuto della famiglia, Adam, di 11 anni. Madre e figlio sono stati accolti dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, e poi portati all’ospedale Niguarda di Milano. Adam ha riportato gravi fratture multiple agli arti nel bombardamento israeliano. Ne abbiamo parlato con l’arch. Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia -API. Cosa pensa di questa iniziativa del Governo italiano? “Ringraziamo l’Italia per l’accoglienza dei feriti e dei loro familiari e per questo gesto di solidarietà verso la dott.ssa Alaa al-Najjar, a cui Israele ha sterminato la famiglia, lasciandole vivo soltanto un figlio su 10… Tuttavia, voglio evidenziare l’ipocrisia di tale azione: da una parte, l’Italia è tra i maggiori fornitori di armi del governo sionista genocida di Tel Aviv, dall’altra ne accoglie i feriti. Israele, armato, finanziato e appoggiato dall’Occidente – e il governo italiano è tra questi -, distrugge la Striscia di Gaza (c’è una pulizia etnica in corso anche in Cisgiordania e Gerusalemme) e ammazza quotidianamente donne e bambini e poi i feriti vengono ricevuti negli ospedali europei come grande gesto di ‘umanità’… Dove sta l’etica, in tutto questo? Si appoggiano i criminali e poi se ne accolgono le vittime? La cosa giusta da fare è tagliare le relazioni con Israele: politiche, diplomatiche, militari, commerciali. Bisogna interrompere ogni accordo, e in particolare la fornitura di armi, ritirare l’ambasciatore italiano e mandare via quello israeliano“. Qualcosa si sta muovendo, in Europa, contro lo stato coloniale israeliano… “Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Norvegia hanno imposto sanzioni ai ministri israeliani Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich: è stato vietato loro l’ingresso in tutti quei Paesi e i loro beni sono stati congelati, a causa del loro incitamento alla violenza contro i palestinesi. L’iniziativa congiunta fa riferimento alla pulizia etnica sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania. In una sezione, la dichiarazione menziona l’espansione degli insediamenti ebraici e la violenza perpetrata dai coloni israeliani come fattori che minano la sicurezza e la stabilità del territorio. In Cisgiordania, Israele ha recentemente autorizzato la più grande espansione degli insediamenti degli ultimi decenni. Dunque, speriamo che il nostro governo italiano si adegui e si schieri contro il genocidio e non si limiti ad accogliere i feriti. Come API, infatti, pur apprezzando tali gesti umanitari ne denunciamo l’ipocrisia: la famiglia della dottoressa al-Najjar è stata sterminata anche con armi italiane… Bisogna impedire che ciò accada, nelle modalità che ho sintetizzato prima: non fornire più bombe e tagliare ogni tipo di relazione con lo stato coloniale e genocidario israeliano”. Quanti feriti gazawi sono arrivati in Italia? “Sono circa 400, insieme ai loro familiari. Ci sono tre categorie di palestinesi gazawi accolti in Italia, in questo periodo di genocidio israeliano: i feriti e i loro accompagnatori; i residenti gazawi in Italia che hanno fatto richiesta di ricongiungimento con i loro familiari; e i ricongiungimenti familiari più stretti – mogli/mariti, genitori/figli, fratelli/sorelle. Noi come API siamo già in contatto con la maggior parte delle famiglie arrivate in Italia e siamo a completa disposizione dei feriti, per aiutarli in ogni modo. Ma voglio sottolineare un elemento molto importante: nessuno scappa da Gaza a causa di Hamas. Vanno via a causa dell’orrore genocida israeliano compiuto sotto gli occhi di tutto il mondo. Quando finirà questo sterminio e distruzione, i gazawi dovranno essere rimandati indietro…”. Ci sono diverse migliaia di gazawi, sfollati e feriti a seguito del genocidio, accolti in tutto il mondo: non c’è il pericolo che non possano fare ritorno ed essere parte del trasferimento forzato voluto dal progetto coloniale sionista per svuotare la Striscia di Gaza dagli autoctoni? “Esattamente. Dopo l’accoglienza e le cure mediche, e appena la situazione nella Striscia di Gaza lo permetterà, i gazawi profughi dovranno poter tornare nella loro terra, altrimenti si rischia di collaborare alla deportazione di nativi palestinesi pianificata da Israele. Questa possibilità ci spaventa molto e tutti dobbiamo esserne coscienti e impedirla”. InfoPal
June 13, 2025
Pressenza