RECA aderisce alla manifestazione del 27 agosto a Ravenna
Giovedì 27 agosto a Roma il Consiglio di Stato sarà chiamato a pronunciarsi
sulla richiesta di accesso ai dati sul transito di armi dal porto di Ravenna.
Contemporaneamente nella città romagnola
* il Coordinamento No armi dal porto di Ravenna,
* la rete Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni (BDS) di Ravenna
* il collettivo Basta complicità
organizzano un presidio, a cui aderisce e partecipa la Rete Emergenza Climatica
e Ambientale dell’Emilia Romagna, che comunica:
> NELLA TRASPARENZA E NEL CONTROLLO DEMOCRATICO LA VIA PER LA PACE
>
> La battaglia per conoscere i dati sul transito di armi dal porto di Ravenna,
> intrapresa nei mesi scorsi dai movimenti di solidarietà con la Palestina, in
> questi giorni vivrà una nuova e importante tappa.
>
> Davanti al Consiglio di Stato la giornalista Linda Maggiori, storica
> collaboratrice della RECA e dei movimenti ambientali e pacifisti – alla quale,
> ovviamente, vanno il nostro sostegno e solidarietà – sarà rappresentata
> dall’avvocato ravennate Andrea Maestri, che da sempre si batte contro ogni
> forma di razzismo, in favore delle persone migranti e in solidarietà con il
> popolo palestinese.
>
> La vicenda giudiziaria nasce dalla richiesta, presentata da Linda, di poter
> conoscere i dati relativi al passaggio di armi dal porto. Infatti, senza
> alcuna motivazione plausibile, dopo aver perduto davanti al Tar, l’Agenzia
> delle Dogane di Ravenna ha presentato appello al Consiglio di Stato contro
> l’accesso agli atti. Una posizione che stride con quella assunta, per esempio,
> dall’Agenzia delle Dogane di Livorno, che avrebbero invece accolto la
> richiesta di accesso agli atti, fornendo i dati sul passaggio di armi e le
> indicazioni sulle destinazioni.
>
> Non sappiamo se sia lecito “pensare male”, ma non vorremmo che il porto di
> Ravenna, con questa ostinazione nel celare i dati, avesse da nascondere
> qualcosa di particolare. I promotori della manifestazione si chiedono: “Forse
> perché la destinazione principale delle navi cargo che partono da Ravenna è
> Israele?”. Una specifica richiesta viene fatta al Sindaco di Ravenna, quella
> di essere presente, di confrontarsi e ricevere una delegazione.
>
> Nel settembre 2025 Barattoni aveva garantito che dal porto non sarebbero più
> passate armi; ma, come ha riportato la rivista Altreconomia il 12 agosto 2026,
> pare che da Ravenna siano passate anche quest’anno numerose spedizioni di
> materiale non identificato, individuate da BDS e Giovani Palestinesi, dirette
> agli stabilimenti di Elbit Systems in Israele.
>
> Delle due l’una: o il Sindaco non ha strumenti per informarsi su che cosa
> succede realmente al porto, e questo sarebbe già abbastanza grave, oppure ha
> informazioni che non vuole dare alla cittadinanza e ciò – ad avviso nostro e
> delle associazioni promotrici del presidio – sarebbe anche più grave.
>
> Peraltro, a Ravenna, nei mesi scorsi, era già stata inoltrata al Sindaco una
> petizione popolare proprio per chiedere meccanismi di trasparenza e di
> coinvolgimento democratico sugli stessi temi, nonché l’impegno a prendere
> posizioni chiare di contrasto al commercio di armi verso Israele.
>
> Sul fatto che il Consiglio di Stato riconosca il diritto dell’opinione
> pubblica alla trasparenza le tre realtà promotrici si dimostrano abbastanza
> ottimiste.
>
> Nel loro documento si legge che “È diritto dei cittadini sapere quante armi
> passano dal porto non solo per motivi di sicurezza di cittadini e lavoratori
> ma anche per garantire il massimo rispetto della Legge 185/1990 e dell’Arms
> Trade Treaty (ATT)”, che vietano di armare governi responsabili di crimini di
> guerra e contro l’umanità e in ogni caso di sospendere i commerci di armi con
> i paesi attori di conflitti in atto, oltre che chiedere sui traffici di armi
> la massima chiarezza.
>
> Naturalmente non si possono non citare anche le risoluzioni delle Nazioni
> Unite sui crimini commessi da Israele, in particolare la risoluzione 55/28 del
> 5 aprile 2024 che invita gli Stati a cessare vendita, trasferimento e
> diversione di armi, munizioni e altro equipaggiamento militare a Israele. La
> stessa risoluzione chiede anche di astenersi dall’esportazione di beni e
> tecnologie di sorveglianza, armi non letali e beni cosiddetti dual use, quando
> vi siano ragionevoli motivi per sospettare che possano essere utilizzati per
> violare i diritti umani.
>
> Anche la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Ravenna dovrebbero essere al
> fianco di chi esprime tali istanze, sia nella società sia davanti al Consiglio
> di Stato, e sostenere il diritto dei cittadini ad avere accesso alle
> informazioni.
>
> La Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna sottolinea come tutti
> i conflitti in atto, la produzione e il traffico di armi, la lotta fra le
> diverse potenze per il dominio sulle fonti energetiche fossili, siano fra le
> cause principali della catastrofe ecologica che il mondo sta vivendo, e quindi
> la fuoriuscita dal sistema estrattivo e l’impegno per un modello energetico e
> ambientale diverso, basato sulle fonti rinnovabili, sulla produzione dal
> basso, sulla revisione dei consumi e sul rispristino degli equilibri naturali,
> non possa che essere tutt’uno con l’impegno per la pace e la cooperazione fra
> i popoli.
>
> Pertanto invita cittadini e cittadine ad essere presenti al presidio fissato
> per giovedì 27 agosto a Ravenna in piazza del Popolo alle 10,
> contemporaneamente all’udienza davanti al Consiglio di Stato a Roma.
Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna
Redazione Romagna